La galassia più grande

Le increspature rilasciate da questi buchi neri e in collisione sono troppo deboli per essere rilevate dagli attuali rilevatori di onde gravitazionali sulla Terra, hanno aggiunto gli autori dello studio. Tuttavia, i rilevatori di prossima generazione che verranno schierati nello Spazio, come il rilevatore LISA previsto dall’ESA (il cui lancio è previsto per il 2035), dovrebbero essere in grado di rilevare anche le increspature più distanti derivanti dalla fusione dei buchi neri.

I nuovi risultati hanno indicato che le prove di queste antiche fusioni potrebbero essere molto più abbondanti di quanto si pensasse in precedenza. Lo studio è stato pubblicato su Monthly Notice della Royal Astronomical Society.Mentre la nostra vita scorre tranquilla sulla Terra, non ci soffermiamo sulle immensità del cosmo. Questa rappresentazione video mette a confronto alcune delle stelle a noi note: dalle piccole stelle di neutroni aventi un raggio di pochi chilometri fino ad arrivare alle ipergiganti aventi un raggio superiore di 1500 quello del Sole (tutto in scala).

Il raggio del nostro Sole
Considerato che il raggio solare equivale a 695.510 chilometri arriviamo a numeri che superano il miliardo di chilometri. Alcune di esse, collocate al centro del sistema solare, si estenderebbero quasi fino a Saturno. Ovviamente anche le stesse stelle sono nulla confrontate a galassie o nebulose ad esempio. Buona visione.

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La galassia più grandeMembro imponente del gruppo di galassie chiamato Abell 2029, IC 1101 si trova a 1 miliardo di anni luce dalla Terra in direzione della costellazione della Vergine. E’ una galassia supergigante ellittica, composta da più di 100.000 miliardi di stelle. Il processo di formazione stellare è cessato e la galassia ‘vive‘ inglobando le galassie vicine. IC 1101 ha un diametro di circa 6 milioni di anni luce ovvero circa 60 volte la Via Lattea che ha un diametro di 100.000 anni luce. Se fosse al posto della nostra galassia, occuperebbe per intero il nostro Gruppo Locale inglobando le Nubi di Magellano, la Galassia di Andromeda e la Galassia del Triangolo. Inoltre IC 1101 è circa 200.000 volte più massiccia della Via Lattea dunque 200.000 x ‎6,82 × 10^11 (masse solari). Una massa solare equivale a 1,989 × 10^30 kg. Di seguito, ecco un confronto tra alcune galassie a noi note, inclusa la Via Lattea, la nostra galassia.

LA STELLA DI TABBY

La stella di Tabby e l’enigma della sfera di Dyson. KC 8462852, nota come la stella di Tabby, è venuta alla ribalta come ipotetica sede di attività extraterrestre a causa delle sue variazioni di luminosità

La stella KIC 8462852, posta a circa 1.400 anni luce dalla Terra, ha un comportamento particolare e non finisce di stupire i tanti astronomi.

KC 8462852 nota come la stella di Tabby, da Tabetha Boyajian, l’astronoma statunitense che effettuò i primi studi della stella nel 2011, è venuta alla ribalta come presunta sede di attività di ingegneria extraterrestre a causa delle variazioni di luminosità che non si spiegano nemmeno ipotizzando il transito di un pianeta.

Infatti, quando succede un fatto del genere, la caduta di luminosità ha una certa regolarità e la luminosità della stella non diminuisce di più dell’uno per cento.

Cosa causa l’abbassamento di luminosità della stella di Tabby?
Comete, pianeti giganti, nubi di polvere, sciami di asteroidi o forse, secondo alcuni siti la causa sarebbe la presenza di una mega struttura che circonderebbe la stella e ne causerebbe il temporaneo abbassamento di luminosità.

Lo spazio è sconfinato e solo nella nostra galassia, la via Lattea, sono presenti miliardi di stelle, molte simili al Sole, possibile che attorno a qualcuna di esse scienziati e ingegneri alieni abbiano costruito gigantesche strutture per catturarne la luce e convertirla in energia?

Una sfera di Dyson insomma, una struttura che verrebbe costruita attorno a una stella per catturare tutta l’energia senza disperderla nello spazio. La stella dopo essere stata cosi “intrappolata” sparirebbe alla vista lasciando solo una traccia negli infrarossi e la struttura potrebbe cosi essere trovata.

Possibile? Non lo sappiamo ma una capacità tecnologica del genere non è ancora alla nostra portata e forse non lo sarà mai.

Circondare una stella come il Sole che ha un diametro di circa un milione e mezzo di chilometri sarebbe impresa ardua e costosa, visto che la massa del sistema solare è concentrata al 99% in quella del Sole, dove trovare i materiali necessari? Una domanda certamente non banale.

Lasciando questi voli di fantasia al campo di appartenenza, la fantascienza, che ha già parlato di queste tecnologie anche in una puntata di Star Trek, se non ricordo male, dove una nave della Federazione si era appunto persa in un sistema stellare racchiuso in una sfera di Dyson.

Stella di Tabby, cosa dice la scienza
La tesi che spiega meglio la caduta di luminosità, a oggi, è quella che ipotizza il passaggio di una famiglia di comete in grado di coprire in parte la stella ma non è la sola ipotesi accreditata dalla comunità scientifica.

A fine 2016, uno studio della University of Illinois guidato da Mohammed Sheikh, presenta una soluzione del tutto diversa: la fonte della variabilità non sarebbe da ricercare in fattori esterni come le occultazioni causate da pianeti giganti o i transiti di comete ma in fattori interni, sarebbe la stella a variare intrinsecamente la propria luminosità.

Questa soluzione non esclude però le altre ipotesi e secondo la teoria di Sheikh, il tutto può essere riportato a un modello matematico, limitandosi ad analizzare le variazioni più deboli.

Le variazioni di luminosità non sembrano del tutto casuali ma seguono un andamento abbastanza preciso che si ripete a piccola e grande scala con eventi auto somiglianti.

Quanto avviene sulla stella di Tabby somiglia a qualcosa che viene già riscontrato nei cristalli, nelle rocce, nei materiali granulari e nei terremoti ma anche in tanti altri sistemi: la stella si troverebbe all’inizio di una transizione di fase, ma ancora non è chiaro questa transizione a cosa porterà né in quanto tempo.

La ricerca è pubblicata su Physical Review Letter.

Il Carnegie ha osservato indietro nel tempo scoprendo che la stella era molto brillante anche nel 2007 e nel 2014, il che ha complicato ancora di più la spiegazione per il comportamento anomalo della stella.

Tra il 2009 e il 2012, invece, la stella si è affievolita dell’1% prima di cadere di un 2% nei sei mesi successivi, livello al quale si è poi attestata per gli ultimi sei mesi della campagna osservativa di Kepler.

Per avere un quadro più completo è stata utilizzata la All Automaded Sky Survey (ASAS), ripescando i dati degli ultimi undici anni ai quali si sono aggiunti due anni della innovativa ASAS-SN destinata alle supernovae.

La diminuzione è continuata quindi fino al 2015 e a fine 2017 la stella è dell’1.5% più debole rispetto a inizio 2015. Dal 2009 al 2013 e dal 2015 al 2017, però, la stella di Tabby ha visto anche delle impennate di luminosità, quindi la variazione di luminosità presenta dei picchi, il che complica l’analisi (arXiv, ottobre 2017).

Una variazione nel “colore” potrebbe creare indizi ed è per questo che è stato utilizzato anche Spitzer e Swift, giungendo all’ipotesi che possa trattarsi di una nube di polvere irregolare posta intorno alla stella di Tabby a creare le variazioni di lungo periodo (Astrophysical Journal, Ottobre 2017).

Dunque, la stella di Tabby non dovrebbe più rappresentare un enigma: La “prova”, non definitiva, starebbe in un calo di luminosità inferiore in infrarosso rispetto al calo ultravioletto mentre qualsiasi oggetto più grande della polvere provocherebbe un calo in tutta la banda elettromagnetica. La nube orbiterebbe la stella in circa 700 giorni.

K2-18b, l’esopianeta che potrebbe ospitare la vita
Le prime osservazioni effettuate dal telescopio spaziale James Webb sull’atmosfera di K2-18b un mondo probabilmente di tipo Hycean, hanno rilevato la presenza certa di metano ed anidride carbonica e la probabile presenza di dimetilsolfuro (DMS), un gas che sulla Terra è prodotto solo dal fitoplancton

Indice
Cosa sappiamo di K2-18b
Segni di vita?
E adesso?
Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha iniziato una campagna di osservazioni per esaminare meglio l’atmosfera dell’esopianeta K2-18b – noto anche come EPIC 201912552b – in orbita attorno alla nana rossa K2-18, a 124 anni luce di distanza da noi, in quella che la NASA definisce la sua “zona abitabile”.

K2-18b ha catturato l’attenzione degli scienziati per il suo potenziale di ospitare la vita, testimoniato, come annunciato dalla NASA lo scorso 11 settembre 2023, dal rilevamento nella sua atmosfera basata sull’idrogeno di metano ed anidride carbonica. Oltre a questi gas che potrebbero avere anche origine inorganica, l’analisi spettroscopica dell’atmosfera ha rilevato tracce significative di dimetilsolfuro (DMS), un gas che sulla Terra viene prodotto solo dal fitoplancton marino. Si ritiene che K2-18b sia un mondo coperto di oceani con una dimensione superiore a quella della Terra di circa 2,6 volte.

Cosa sappiamo di K2-18b
K2-18b è stato scoperto telescopio spaziale Kepler della NASA, lanciato nel 2009, tuttavia, durante la missione del telescopio Webb, l’atmosfera del pianeta è stata osservata più da vicino.

L’anno scorso, come dicevamo, è stato scoperto che K2-18b ha una “presenza di molecole contenenti carbonio tra cui metano e anidride carbonica” – ha rivelato la NASA. La scoperta si è basata su scoperte precedenti che suggerivano che il pianeta potrebbe essere un “esopianeta di tipo Hycean” che è “una delle tipologie di pianeta con il potenziale per possedere un’atmosfera ricca di idrogeno e una superficie ricoperta di acqua oceanica”.

“Queste osservazioni iniziali di Webb hanno fornito anche la possibile rilevazione di una molecola chiamata dimetilsolfuro (DMS)“, ha aggiunto la NASA.

Ma questo significa davvero che c’è vita sul pianeta?

Atmosfera sull’esopianeta K2-18 b (NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI), Joseph Olmsted (STScI))
Atmosfera sull’esopianeta K2-18 b (NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI), Joseph Olmsted (STScI))

Segni di vita?
Ebbene, la NASA spiega: “L’abbondanza di metano e anidride carbonica, e la carenza di ammoniaca, supportano l’ipotesi che potrebbe esserci un oceano d’acqua sotto un’atmosfera ricca di idrogeno in K2-18b”.

“Queste osservazioni iniziali di Webb hanno anche fornito la possibile rilevazione di una molecola chiamata dimetilsolfuro (DMS). Sulla Terra, questo è prodotto solo dalla vita. La maggior parte del DMS nell’atmosfera terrestre è emessa dal fitoplancton negli ambienti marini“.

Tuttavia, la NASA nota anche che le grandi dimensioni del pianeta potrebbero indicare che non è abitabile per forme di vita poiché “l’interno del pianeta probabilmente contiene un ampio mantello di ghiaccio ad alta pressione” o è possibile che il suo oceano sia “troppo caldo per essere abitabile o liquido“.

E adesso?
Nikku Madhusudhan, astronomo dell’Università di Cambridge, ha dichiarato: “I nostri risultati sottolineano l’importanza di considerare diversi ambienti abitabili nella ricerca della vita altrove”.

“Tradizionalmente, la ricerca della vita sugli esopianeti si è concentrata principalmente sui pianeti rocciosi più piccoli, ma i mondi iceani più grandi sono significativamente più favorevoli alle osservazioni atmosferiche”.

Venerdì (26 aprile), il telescopio Webb ha rivolto di nuovo tutta la sua attenzione verso K2-18b nel tentativo di indagare ulteriormente i segni di vita potenziale, osservando il pianeta per otto ore, che saranno seguite da alcuni mesi di elaborazione dei dati prima che si possa raggiungere una risposta definitiva

Madhusudhan ha dichiarato: “Le prossime osservazioni di Webb dovrebbero essere in grado di confermare se il DMS è effettivamente presente nell’atmosfera di K2-18b a livelli significativi”.

“[…] Il nostro obiettivo finale è l’identificazione della vita su un esopianeta abitabile, che trasformerebbe la nostra comprensione del nostro posto nell’universo. Le nostre scoperte sono un passo promettente verso una comprensione più profonda dei mondi iceani in questa ricerca“.

È chiaro che la mancanza di un processo naturale, geologico o chimico noto per generare DMS in assenza di vita aggiunge peso all’eccitazione. Tuttavia, anche se confermata, la distanza del K2-18b rappresenta un ostacolo tecnologico. Viaggiando alla velocità della navicella spaziale Voyager (38.000 miglia orarie), una sonda impiegherebbe ben 2,2 milioni di anni per raggiungere il pianeta.

Nonostante l’immensa distanza, la capacità del JWST di analizzare la composizione chimica dell’atmosfera di un pianeta attraverso l’analisi spettrale della luce stellare che filtra attraverso le sue nuvole offre una nuova finestra sul potenziale della vita oltre la Terra. Questa missione ha il potenziale per rispondere all’annosa domanda se siamo veramente soli nell’universo.

Mentre continua il lavoro teorico sulle fonti non biologiche di gas, si attendono conclusioni definitive entro i prossimi quattro-sei mesi.

Atmosfera sull’esopianeta K2-18 b (NASA, ESA, CSA, Ralf Crawford (STScI), Joseph Olmsted (STScI))

Il luogo ideale per cercare vita extraterrestre potrebbe essere TRAPPIST-1e?
Un team internazionale ha dimostrato come gli astrobiologi potrebbero cercare la vita extraterrestre su TRAPPIST-1e basandosi su quello che esisteva sulla Terra miliardi di anni fa

ILa ricerca di vita extraterrestre su TRAPPIST-1e
Il sistema TRAPPIST-1 è stato al centro dell’attenzione da quando gli astronomi hanno confermato la presenza di tre esopianeti nel 2016, che sono cresciuti fino a sette nel 2017. Essendo uno dei tanti sistemi con una stella madre di piccola massa e più fredda di tipo M (nana rossa), ci sono domande irrisolte sulla possibilità che qualcuno dei suoi pianeti possa essere abitabile da forme di vita extraterrestre.

Gran parte riguarda la natura variabile e instabile delle nane rosse, che sono soggette ad attività di brillamento e potrebbero non produrre abbastanza fotoni necessari per alimentare la fotosintesi.

Con così tanti pianeti rocciosi trovati in orbita attorno alle nane rosse, incluso l’esopianeta più vicino al nostro Sistema Solare (Proxima b), molti astronomi hanno ritenuto che questi sistemi sarebbero il luogo ideale per cercare vita extraterrestre.

Allo stesso tempo, hanno anche sottolineato che questi pianeti dovrebbero avere atmosfere spesse, campi magnetici intrinseci e sufficienti meccanismi di trasferimento del calore. Determinare se gli esopianeti hanno questi prerequisiti per la vita è qualcosa che il JWST e altri telescopi di prossima generazione, come l’ ELT ( Extremely Large Telescope ) proposto dall’ESO, dovrebbero consentire.

Anche con questi e altri strumenti di prossima generazione, c’è ancora la questione di quali biotracce dovremmo cercare. Come notato, il nostro pianeta, la sua atmosfera e tutta la vita come la conosciamo si sono evoluti considerevolmente negli ultimi quattro miliardi di anni.

Durante l’Eone Archeano (da circa 4 a 2,5 miliardi di anni fa), l’atmosfera terrestre era composta prevalentemente da anidride carbonica, metano e gas vulcanici, ed esistevano poco più che microrganismi . Solo negli ultimi 1,62 miliardi di anni è apparsa la prima vita multicellulare che si è evoluta fino alla complessità attuale.

Inoltre, il numero di passaggi evolutivi, e la loro potenziale difficoltà, necessari per raggiungere livelli di complessità più elevati significa che molti pianeti potrebbero non sviluppare mai una vita complessa. Questo è coerente con l’ ipotesi del Grande Filtro, la quale afferma che mentre la vita può essere comune nell’Universo, la vita extraterrestre avanzata potrebbe non esserlo.

Di conseguenza, semplici biosfere microbiche simili a quelle esistenti durante l’Archeano potrebbero essere le più comuni. La chiave, quindi, è condurre ricerche che isolino le biofirme coerenti con la vita primitiva e le condizioni comuni alla Terra miliardi di anni fa.

Come ha spiegato il Dottor Jake Eager-Nash, ricercatore post-dottorato presso l’Università di Victoria e autore principale dello studio: “

“Penso che la storia della Terra fornisca molti esempi di come potrebbero apparire gli esopianeti abitati, ed è importante comprendere le biofirme nel contesto della storia della Terra poiché non abbiamo altri esempi di come sarebbe la vita su altri pianeti.

Durante l’Archeano, quando si ritiene sia emersa la vita, c’è stato un periodo fino a circa un miliardo di anni prima che la fotosintesi produttrice di ossigeno si evolvesse e diventasse il produttore primario dominante, le concentrazioni di ossigeno erano davvero basse.

Quindi, se i pianeti abitati seguissero una traiettoria simile verso la Terra, potrebbero trascorrere molto tempo in un periodo come questo senza biofirme di ossigeno e ozono, quindi è importante capire come appaiono le biofirme di tipo Archeano”.

Quando la concentrazione di gas nell’atmosfera è maggiore, il gas si dissolve nell’oceano, reintegrando l’idrogeno e il monossido di carbonio consumati dalle forme di vita semplici. Man mano che i livelli di metano prodotto biologicamente aumentano nell’oceano, verrà rilasciato nell’atmosfera, dove si verificano ulteriori sostanze chimiche e diversi gas verranno trasportati in tutto il pianeta. Da questo, il team ha ottenuto una composizione complessiva dell’atmosfera per prevedere quali biofirme potrebbero essere rilevate. “Quello che scopriamo è che è probabile che il monossido di carbonio sia presente nell’atmosfera di un pianeta simile all’Archeano in orbita attorno a un M-Dwarf“, ha aggiunto Eager-Nash: “Questo perché la stella ospite guida la chimica che porta a concentrazioni più elevate di monossido di carbonio rispetto a un pianeta in orbita attorno al Sole, anche quando questo composto consuma la vita”.

Conclusioni
Per anni, gli scienziati hanno considerato come estendere una zona abitabile circumsolare (CHZ) per includere condizioni simili a quelle terrestri di periodi geologici precedenti. Allo stesso modo, gli astrobiologi hanno lavorato per gettare una rete più ampia sui tipi di biofirme associate a forme di vita più antiche (come gli organismi fotosintetici della retina).

In questo ultimo studio, Eager-Nash e i suoi colleghi hanno stabilito una serie di biotracce (acqua, monossido di carbonio e metano) che potrebbero portare alla scoperta della vita extraterrestre su pianeti rocciosi dell’era Archeana in orbita attorno a soli simili al Sole e nane rosse.

Lo studio che descrive i loro risultati: “ Biosignatures from pre-oxygen photosynthesizing life on TRAPPIST-1e ”, sarà pubblicato negli Avvisi mensili della Royal Astronomical Society (MNRAS).

La Terra vista dagli alieni

La Terra vista dagli alieni 

Se possiamo vedere gli esopianeti in orbita attorno a stelle lontane, ciò significa che anche eventuali astronomi extraterrestri dovrebbero essere in grado di vedere il nostro pianeta in orbita attorno al Sole. La Terra quindi potrebbe essere finita in una lista di mondi rocciosi in grado di ospitare la vita di un astronomo extraterrestre

Nel 1992 gli astronomi hanno scoperto i primi due pianeti rocciosi in orbita attorno a una pulsar nella costellazione della Vergine, da allora sappiamo che esistono altri mondi al di fuori dal sistema solare. Oggi, grazie all’impegno di astronomi e a missioni ambiziose come il telescopio Kepler, ormai in pensione, siamo in possesso di una lista di 4.000 esopianeti confermati.

Se dalla Terra possiamo vedere i pianeti extrasolari in orbita attorno a stelle lontane, ciò significa che anche eventuali astronomi extraterrestri dovrebbero essere in grado di vedere il nostro pianeta in orbita attorno al Sole. La Terra quindi potrebbe essere finita in una lista di mondi rocciosi in grado di ospitare la vita compilata da un astronomo extraterrestre. Lo scenario, seppur speculativo, è preso sul serio dagli astronomi. Nel corso degli anni infatti, sono stati identificati diversi esopianeti in grado di osservare la Terra. Oggi, grazie al catalogo realizzato da Gaia, l’osservatorio dell’Agenzia Spaziale Europea, abbiamo un elenco aggiornato dei mondi alieni che potrebbero avere il nostro pianeta nella loro linea di visuale. Se gli alieni osservassero la Terra
Joshua Pepper, astronomo della Lehigh University e coautore del recente articolo, pubblicato a ottobre su Monthly Notice della Royal Astronomical Society ha spiegato che le speculazioni sono iniziate con alcune domande:

“E se ci fossero esseri intelligenti su un altro pianeta? E se stessero guardando la Terra, in quale di quei sistemi stellari potrebbero vivere che consentirebbe loro di vedere la Terra?”.

Con i dati di Gaia e del Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA a disposizione, Pepper e Lisa Kaltenegger, direttrice del Carl Sagan Institute della Cornell University, hanno cercato gli esopianeti allineati con l’orbita terrestre. L’allineamento permetterebbe a un osservatore extraterrestre di misurare il calo di luminosità del Sole ogni volta che la Terra gli passa davanti. La ricerca ha valutato le stelle presenti entro un raggio di 330 anni luce escludendo una serie di stelle a causa della mancanza di dati.

Attualmente, il metodo migliore per osservare il passaggio di un esopianeta davanti alla sua stella ospite è il metodo del transito e allo stesso modo astronomi alieni potrebbero usare lo stesso metodo. I telescopi spaziali Kepler e TESS della NASA danno la caccia agli esopianeti utilizzando il metodo del transito, che consente di rilevare i cali di luminosità di una stella quando un pianeta attraversa il suo disco.

Fino ad oggi sono stati trovati cinque esopianeti, abbastanza vicini al sistema solare, dai quali ipotetici astronomi alieni potrebbero osservare la Terra. Con strumenti adeguati gli astronomi alieni potrebbero osservare il nostro pianeta che apparirebbe loro come una minuscola ombra in transito davanti al nostro Sole.

Sebbene i cinque esopianeti siano solo una piccola frazione di tutti i mondi trovati finora, Pepper sostiene che potrebbero essere un punto di partenza per i ricercatori del SETI.

Osservato da anni luce di distanza, il nostro pianeta non apparirebbe come il mondo lussureggiante e ricco di vita che conosciamo, a meno che gli alieni non ci osservino con strumenti di inimmaginabile potenza. Gli alieni vedrebbero solamente un pezzo di roccia che transita davanti al Sole.

Gli astronomi però, possono raccogliere molte informazioni osservando come un esopianeta oscura la sua stella. Possono stimarne le dimensioni, la densità e l’orbita. Una volta in possesso di questi dati possono capire se il mondo sotto esame è un gigante gassoso o un piccolo mondo roccioso.

Dei cinque pianeti presi in esame da Pepper e Kaltenegger queste informazioni sono già note. I cinque pianeti si trovano nella posizione ideare da consentire a ipotetici astronomi alieni di osservare il nostro pianeta. Pepper e Kaltenegger ritengono che questi cinque esopianeti siano super terre, una via di mezzo tra i pianeti come la Terra e mondi come Urano e Nettuno.

I FIGLI DI UN DIO MINORE Chat, [10/05/24 16:32] Quando un pianeta transita davanti alla stella ospite, gli astronomi possono osservarne l’atmosfera (se ne ha una). Quando la luce della stella attraversa l’atmosfera di un pianeta, raccoglie informazioni sulla sua composizione. La luce mantiene impressa la firma molecolare dei gas che compongono l’atmosfera.

Utilizzando queste informazioni si può ricostruire la composizione delle atmosfere degli esopianeti. Sebbene sia un compito difficile, questo metodo offre uno dei sistemi più pratici per cercare tracce di vita nell’universo. Questo perché la presenza di ossigeno, o altre molecole, sarebbero un segno della presenza della vita sulla superficie di un esomondo.

La Terra, ad esempio, potrebbe essere piuttosto interessante per un astronomo alieno se ne analizzasse l’atmosfera. Livelli relativamente alti di ossigeno, metano, anidride carbonica e altri gas potrebbero essere un forte indizio che il nostro pianeta ospiti la vita. Secondo Pepper, l’atmosfera della Terra sarebbe difficile da giustificare senza pensare che il pianeta ospiti la vita.

Un segno ancora più forte e convincente potrebbe provenire da segnali elettromagnetici, come le onde radio emesse dai nostri sistemi di telecomunicazione. Questi segnali sono ciò che il SETI sta attualmente cercando di captare.

La ricerca SETI, in questi anni, ha trovato un paio di buoni segnali, sebbene non ci siano ancora prove definitive sulla loro origine. Ad esempio, alla fine del 2020 è stato captato un segnale che sembrava provenire dalla stella Proxima Centauri, l’astro più vicino al sistema solare. Tuttavia, i ricercatori hanno notato che sebbene non siano ancora in grado di spiegarne l’origine, il segnale potrebbe essere un’interferenza prodotta dall’uomo.

Se gli extraterrestri dovessero utilizzare un equivalente del Green Bank Observatory, troverebbero un pianeta “ricco” di attività elettromagnetica. Questo sarebbe un segno abbastanza chiaro che il nostro pianeta ospita una civiltà tecnologicamente avanzata.

Se una civiltà aliena nelle nostre vicinanze captasse i nostri segnali radio, non avrebbe bisogno di osservare il transito della Terra davanti al Sole per capire che ospita la vita. Tuttavia Pepper sostiene che il loro lavoro si concentra su quei pianeti che hanno maggiori probabilità di osservare la Terra e il metodo del transito è il modo migliore che oggi conosciamo.

Cosa Vogliono

Come abbiamo detto, coloro che stanno intervenendo nel vostro mondo oggi vogliono ottenere il controllo di questo mondo per ragioni ovvie e per ragioni che non sono così ovvie. Vedono questo mondo come un grande premio, ricco di risorse, governato da una razza che ritengono indisciplinata e indegna di essere gli amministratori di un luogo così meraviglioso. Apprezzano anche il vostro mondo, come abbiamo detto, per la sua importanza strategica e per i depositi nascosti che esistono in molte parti del mondo. Ma questo non risponde completamente alla domanda su ciò che i visitatori vogliono veramente. Qui dobbiamo aprire un’altra porta nel lato più oscuro dell’Intromissione e, così facendo, rivelarvi di più la natura del commercio così come esiste in questa parte della galassia.
Come abbiamo detto, l’Intromissione è principalmente un insieme di forze commerciali, non militari. Guardano il vostro mondo per le sue prospettive, per le sue risorse, per la sua importanza strategica e per i suoi tesori nascosti. Ma quello che dovete capire a questo punto è che apprezzano anche voi.

Come abbiamo sottolineato durante i nostri briefing, hanno bisogno di assistenza umana per stabilirsi nel vostro mondo. Hanno bisogno dell’infrastruttura umana. Hanno bisogno del governo e della religione umana. Hanno bisogno della vostra assistenza per stabilire le loro operazioni qui in modo completo e affidabile. E vi forniranno una parvenza della vostra vita precedente al fine di mantenere l’ordine umano e la fedeltà al meglio delle loro capacità. Per realizzare e mantenere questo, tuttavia, dovranno stabilire una rete molto profonda di inganno che abbiamo descritto di continuo.

Qui dovete capire che loro considerano anche voi come una risorsa. Non vi considerano come loro pari. Non danno valore alle vostre religioni, alle vostre culture e ai vostri costumi. Vi vedono soprattutto come una delle risorse del mondo. Come tale, cercano di approfittare di voi in tutti i modi che ritengono redditizi e preziosi per i loro interessi.
Per loro, siete una potenziale risorsa. Come risorsa, siete valutati solo per quello che valete per loro, per come potete assisterli e per quello che potete valere come entità e come risorsa di per sé. Dovete fermarvi a considerare cosa significa realmente. Significa che vi considerano come una risorsa biologica, parte di una rete di risorse che esiste in questo mondo. In questo, vi considerano nello stesso modo in cui voi considerate gli animali addomesticati che usate come risorsa. Voi usate questi animali per una varietà di ragioni, lo capiamo. E questo è comune nella Comunità Più Grande nei mondi in cui tali animali possono essere usati come risorsa alimentare. Comprendiamo che usate i vostri animali in molti modi diversi, per fornire molti tipi diversi di benefici e sostanze e così via. Questo è il modo in cui apparite a coloro che visitano il vostro mondo, all’Intromissione. Non vi considerano loro pari. Vi considerano la loro risorsa.

Quello che forse non capite è che ogni anno migliaia di persone vengono prese e non restituite al mondo. Queste persone non sono semplicemente condizionate. Vengono tenute. Alcune di loro muoiono in cattività. Alcune non sopravvivono al processo della loro cattura. Alcuni si ammalano e muoiono. Quelli che non possono sopravvivere e che sono ancora considerati utili all’Intromissione vengono usati come risorsa biologica. Questo significa che il loro sangue, le loro parti del corpo, tutto viene utilizzato secondo il suo valore nella Comunità Più Grande. Nella Comunità Più Grande, le risorse biologiche come il sangue, il plasma, il DNA, il midollo osseo, la pelle e gli organi del corpo possono essere utilizzati per le loro sostanze chimiche. Da queste si ricavano le medicine. Da queste, si allevano nuove forme di vita. Queste sostanze sono merci preziose in alcune parti della Comunità Più Grande.

Se quelli che vengono catturati e non restituiti sopravvivono, saranno utilizzati per altri scopi. Se l’Intromissione dovesse ottenere il controllo completo del vostro mondo, molte persone che sono considerate indesiderabili, o che non si adattano ai modelli sociali stabiliti attraverso l’Intromissione, saranno usate come risorse biologiche in questo modo.

Forse questo è scioccante, ma potete capirlo, perché questo è il modo in cui trattate i vostri animali come risorsa biologica da usare per il cibo, per i vestiti, per le medicine, per il carburante. Nella Comunità Più Grande, le risorse biologiche sono molto preziose perché possono essere usate e modificate per una varietà di scopi, come abbiamo detto, per scopi medicinali, per scopi di supporto vitale e per l’allevamento e la generazione di nuove specie.

Questo è il motivo per cui molti dei vostri animali vengono presi. Non vengono presi semplicemente per fornire prodotti sanguigni per il programma di ibridazione. Vengono presi perché questi stessi prodotti sanguigni sono di grande valore e possono essere scambiati con grande successo.

Nelle società tecnologiche come i Collettivi, le risorse biologiche sono estremamente preziose e difficili da trovare nella Comunità Più Grande. Come abbiamo detto più volte, il vostro mondo è visto come un magazzino biologico. Così, mentre i visitatori vogliono le risorse minerarie del vostro mondo, vogliono anche cose che sono molto più elementari per i bisogni della vita. Hanno bisogno di acqua. Hanno bisogno di ossigeno. Hanno bisogno di sangue. Hanno bisogno dei fattori di resistenza del sangue. Hanno bisogno di plasma. Hanno bisogno degli elementi biologici che costituiscono la vita e che sono fondamentali per la vita ovunque.

Questo significa che hanno bisogno di voi come risorsa biologica. Una cosa è considerare che il vostro mondo sarà usato per servire altre potenze. Ma l’idea che voi sarete usati per servire altre potenze è tutta un’altra cosa e rappresenta un’ulteriore violazione dei vostri diritti fondamentali.

Questo, naturalmente, è completamente nascosto dalla loro agenda pubblica. A coloro che persuadono a diventare i loro aderenti e i loro rappresentanti non verranno mai dette queste cose. Parte del loro programma di pacificazione è assicurarvi che sono qui per il vostro bene, per la vostra redenzione e per la conservazione del mondo. Ma come abbiamo detto così spesso, è la conservazione del mondo per i loro bisogni. Le piante, gli animali, l’atmosfera respirabile e l’acqua sono tutte risorse da utilizzare e sono preziose di per sé, così come la ricchezza mineraria che esiste in questo mondo. Ma la parte mancante in tutto questo è il vostro ruolo come risorsa biologica. Questo è il modo in cui l’Intromissione vi vede—come una risorsa. Questo, naturalmente, non verrebbe mai rivelato a coloro che vengono pacificati o a coloro che anche oggi possono ergersi a rappresentanti e apologeti dell’Intromissione. Ma questo è così vero.
Vi chiederete: dove sono finite tutte le persone che sono scomparse e non sono tornate? Si può chiedere questo. Sono scappate tutte? Alcuni sono stati davvero vittime della violenza umana. Alcuni sono effettivamente fuggiti. Ma stiamo parlando di molte persone in tutto il mondo che sono scomparse, senza una traccia, senza un indizio. Lo sappiamo studiando le trasmissioni dei vostri governi. Lo sappiamo da quello che ci hanno detto gli Unseen Ones. E lo sappiamo perché questo è evidente nelle intrusioni dei Collettivi in altri mondi. In qualche modo, misteriosamente, gli individui cominciano a scomparire nelle prime fasi di questi intromissioni. E le persone che riconoscono che queste sparizioni stanno accadendo penseranno che sia dovuto alle normali ma sfortunate circostanze all’interno delle loro culture. Sarà spiegato in questi termini.

Qui dovete pensare al vostro benessere e a quello della vostra famiglia, dei vostri figli, dei vostri amici e dei vostri conoscenti, senza dubbio. E oltre a questo, dovete considerare il benessere di tutto il vostro mondo e la sicurezza della vita umana. Come risorsa, sarete utilizzati, e quando la vostra utilità sarà finita, sarete scartati. È così che si usano le risorse. Alcune vengono conservate. Alcune si consumano. Proprio il modo in cui usate le risorse nella vostra vita quotidiana.

Quello che voi pensate sia l’anima umana, lo spirito dell’umanità, non è valorizzato dall’Intromissione. Questa violazione è così completa e così profonda, e sta già avvenendo in tutte le sue manifestazioni. Esaminate la questione e riflettete da soli. E capirete da soli. Vi stiamo dando la prospettiva di guardare dall’esterno verso l’interno. Questo vi dà una visione obiettiva delle circostanze del vostro mondo e delle forze che agiscono su di esso.

Come abbiamo menzionato nella nostra prima serie di discorsi, se l’Intromissione dovesse prendere pieno possesso e un’occupazione completa si stabilisse qui, allora la popolazione umana sarà ridotta in una classe lavorativa efficiente. Come si realizzerà questo senza produrre indignazione e rivoluzione tra la popolazione umana? Sarà realizzato attraverso la scomparsa delle persone. Sarà realizzato attraverso l’isolamento di coloro che sono considerati non cooperativi o dissenzienti. Saranno portati via, per non essere più visti. E mentre ci sarà un’apparenza di normalità negli affari umani, dietro le quinte tutto sarà cambiato e sarà gestito da un diverso insieme di poteri.

I Collettivi sperano che questo possa essere realizzato il più a lungo possibile e che non inizi una rivoluzione, perché sarebbe molto costoso per le loro imprese. E anche molto costoso per l’umanità. I visitatori sono qui per fare affari. Voi fate parte degli affari. Le vostre mani. I vostri occhi. I vostri organi riproduttivi. Il vostro sangue. Il vostro plasma. La vostra biochimica. Tutto questo fa parte dei loro affari. Per loro siete come bestiame intelligente—utili, interessanti e importanti dal punto di vista commerciale.

All’inizio vi tratteranno con deferenza, quelli di voi che li incontreranno faccia a faccia, ma non vi daranno alcun potere. Non vi daranno una scelta. Cercheranno solo di convincervi della saggezza dei loro modi e della necessità della loro presenza nel mondo. E se rifiutate o se resistete, vi renderanno la vita difficile, o vi scarteranno per un uso successivo.

Alcuni di quelli che non sono tornati nel mondo, a quanto ci risulta, erano quelli che hanno combattuto contro di loro e di conseguenza sono stati eliminati. Come facciamo a sapere queste cose? Le sappiamo perché capiamo i Collettivi. Capiamo il loro commercio legale e capiamo il loro commercio illegale. Vogliono usare ogni parte del mondo. E vogliono usare ogni parte di voi. Proprio come voi vorreste usare ogni parte della mucca o della pecora o di qualsiasi altro animale domestico che allevate per i vostri scopi.

Come facciamo a sapere che stanno facendo queste cose nel mondo? Lo sappiamo perché stiamo monitorando le loro comunicazioni. Altrimenti, non potremmo osservare completamente le loro attività e capire la natura del loro coinvolgimento qui. È notevolmente simile al loro coinvolgimento in altri mondi emergenti. Ciò che non possiamo vedere, gli Unseen Ones ci hanno rivelato.

Sappiamo dalle loro trasmissioni, dalle loro comunicazioni con le loro basi nel mondo e i loro satelliti oltre il mondo, che molti dei loro “esemplari”, come si riferiscono a voi, sono morti o hanno dovuto essere usati per altre ragioni. Tuttavia, sappiamo dalle loro trasmissioni terrestri che molte persone stanno scomparendo. Quindi non è difficile per noi vedere il collegamento.

Nel loro tentativo di allevare una nuova leadership per l’umanità, una persona ibridata, hanno bisogno di tutte queste risorse biologiche che stiamo descrivendo.

Ciò di cui stiamo parlando qui è la parte più nascosta e segreta della loro agenda, la parte che non vi riveleranno mai volentieri, la parte che non potrete mai vedere senza una grande assistenza. Questa è la più segreta delle loro attività. Vendono prodotti biologici su quello che chiamereste un “mercato nero” dell’universo. Ma il valore di questi prodotti e la loro domanda è davvero notevole.

Nella maggior parte dei luoghi in cui il commercio è stato stabilito, come nelle vostre vicinanze, tale commercio è illegale, perché è considerato moralmente ed eticamente riprovevole. Ma con così tante società tecnologiche esistenti nell’universo e con risorse biologiche come quelle del vostro mondo così rare, la domanda di questi elementi fondamentali è notevole.

Molte nazioni tecnologicamente avanzate hanno depauperato le risorse biologiche del loro mondo al punto che devono trovarle altrove, e devono scambiarle e barattarle come una delle loro principali attività. Non si tratta semplicemente di prodotti alimentari, minerali e metalli ed elementi come questi. È anche la necessità di prodotti biologici come quelli che abbiamo descritto, che sono abbondanti nel vostro mondo e che sono abbondanti nella famiglia umana.

Così, quando qualcuno chiede: “Cosa vogliono?”. La risposta appropriata è: “Vogliono il vostro mondo e le sue risorse. E vogliono voi e le vostre risorse”. Come abbiamo detto, questo è il più nascosto dei loro programmi. Ma è necessario che lo sappiate perché questo rende completa la violazione.

I visitatori non “odiano” l’umanità. Non sono crudeli e assassini nel senso che potreste pensare. Semplicemente vi vedono come una risorsa, come voi vedete i vostri animali come una risorsa. Per loro, anche se avete intelligenza, vi considerano irrimediabilmente caotici e indisciplinati, e non capiscono le vostre motivazioni più profonde. Vedono la vostra tecnologia in una fase piuttosto adolescenziale e guardano i vostri comportamenti distruttivi con preoccupazione, ansia e repulsione. Essendo senza Conoscenza, il fondamento spirituale, non vedono che ciò che stanno perpetrando sul vostro mondo è eticamente o moralmente riprovevole. È semplicemente un’opportunità per soddisfare le loro necessità pratiche.

Come abbiamo detto, cercano di portare l’umanità nella loro Collettività, ma questa è solo una parte molto selezionata della vostra popolazione. E qui non sareste ai livelli superiori della loro gerarchia. Per tutte le altre persone del mondo, cosa succederà loro se l’Intromissione sarà completa, se l’occupazione potrà essere stabilita completamente?

Siamo stati riluttanti a dirvi certe cose perché non vogliamo perdere la vostra attenzione. Non vogliamo che vi giriate dall’altra parte in negazione, pensando che non potete affrontare questi argomenti. Così abbiamo cercato di essere estremamente attenti nel modo in cui abbiamo presentato la situazione. Ma nonostante questo, ci sono alcune cose che dovete sapere e che non potete vedere facilmente dal vostro punto di vista. Abbiamo dovuto conoscere queste realtà da soli, anche se abbiamo avuto un’assistenza come quella che vi stiamo fornendo. Ma la natura riprovevole dei Collettivi e la loro mancanza di moralità ed etica è qualcosa che abbiamo dovuto affrontare. Ecco perché evitiamo i Collettivi nei nostri mondi, dove non possono penetrare.

Ci sono molte nazioni nell’universo che hanno creato alleanze per proteggersi dai Collettivi come questi, in particolare nelle zone ben abitate della galassia. Questo è il motivo per cui molte delle attività dei Collettivi sono governate da sindacati e da poteri e autorità di governo regionali. Sono tenuti sotto controllo da molte altre forze che non vogliono cadere sotto la loro persuasione o il loro controllo. Anche molti dei loro partner commerciali li guardano con ansia. E anche se sono costretti a impegnarsi nel commercio con i Collettivi, devono proteggersi dall’influenza dei Collettivi.

Le risorse sono preziose nell’universo: risorse minerarie, risorse idriche, risorse biologiche, risorse alimentari. Le grandi società tecnologiche come i Collettivi hanno un enorme bisogno di risorse per il loro mantenimento. Il loro commercio si basa sull’acquisizione di tutte queste cose e sull’esplorazione di nuove fonti. Questo, naturalmente, li rende principalmente interessati a mondi emergenti come il vostro, che stanno emergendo all’interno di regioni dove hanno influenza e potere.

AGENDA 2030 DALLA RICERCA DI DUE ADOLESCENTI

 

Egregio Professor XXX,
Ci permetta di fare seguito alla mail inviata lo scorso 13 gennaio, nella quale, accettando il suo invito ad un confronto, Le chiedevamo un appuntamento, insieme alla Direttrice Bianca Parravicini. Siamo rimaste sorprese e dispiaciute di non aver ancora ricevuto un riscontro da parte Sua, mentre come ben saprà, la Direzione ci ha inviato una mail di risposta in cui non riteneva opportuno l’incontro richiesto per “… non entrare in merito alle dinamiche puramente didattiche …”.
Ci teniamo a chiarire che non è nostra intenzione continuare la polemica, ma sentiamo la necessità di fare piena chiarezza riguardo alle posizioni delle famiglie alle quali non è stata data la possibilità di esprimere il proprio punto di vista sull’evento accaduto ai ragazzi. Questa situazione, ci ha creato un certo disagio aprendo una profonda ferita che non può essere ignorata o minimizzata, pertanto ci auguriamo che il confronto possa aiutare a prevenire situazioni simili in futuro.
Desideriamo innanzitutto ringraziarLa per la Sua email che ci ha permesso di comprendere in parte una valutazione che ha molto turbato Maya e Lodovico e lasciato spiazzati noi genitori.
Purtroppo, talvolta non si immagina l’impatto che questo tipo di attività ha sulle famiglie: spostamenti, ritardi e impegni annullati perché il gruppo deve trovarsi per lavorare; tutto giusto perché, come abbiamo insegnato ai nostri figli, la scuola viene prima di tutto, ma a volte, Le assicuriamo che non è tanto facile quanto si creda.
Sinceramente, non abbiamo interferito più di tanto nella ricerca sulla Povertà, se non semplicemente selezionando del materiale (scelta dei siti e valutazione dei loro contenuti) e rispondendo alle domande dei nostri figli che faticavano a mettere insieme un argomento così ampio e sentito. Possiamo garantirLe che per più giorni abbiamo visto i ragazzi organizzarsi, discutere e ripetere incessantemente. In tutte le sue richieste, Lei ha abituato i suoi allievi a tenere un livello molto alto di impegno per soddisfare i suoi standard di qualità, quindi non è sorprendente che i nostri figli fossero preoccupati che le informazioni limitate, presenti sul sito da Lei indicato, non fossero sufficienti per garantire un lavoro idoneo e dove tutti potessero parlare con equità di contenuti.
A proposito di questo, il tema della Povertà, se non si vuole essere banali, è, ne converrà, estremamente complesso; necessita competenze e conoscenze accurate anche per gli adulti, figuriamoci per dei ragazzi di seconda media che non hanno ancora le nozioni fondamentali riguardo ai principali temi storici del XIX, XX, XXI secolo, nonché della geografia e della geopolitica mondiale. Se noi genitori li abbiamo un minimo impostati è stato solo per venire incontro al loro desiderio, buono e lecito, di fare un lavoro adeguato. Tra l’altro questi spunti hanno acceso in loro domande ed interessi su argomenti di cui prima non si curavano per nulla. La ringraziamo per l’opportunità di crescita che ha offerto ai nostri figli, siamo però molto dispiaciute per il giudizio estremamente negativo che sottintende una malafede che non c’è stata. Al contrario il nostro intervento verteva unicamente nella direzione di una leale cooperazione scuola-famiglia.
La seconda ricerca assegnata, vissuta da tutti i ragazzi come una punizione, ha purtroppo riproposto la stessa problematica: affrontare, capire e rielaborare una consegna estremamente complessa per la loro età ed esperienza. In questo caso, abbiamo potuto osservare che i nostri figli hanno assemblato le scarse informazioni prese dal sito da Lei indicato, senza sviluppare spirito critico e senza raggiungere una vera comprensione dell’argomento, con l’unico scopo finalizzato esclusivamente a compiacere il docente (e questo a nostro parere è molto grave).

A seguito della svalutazione pubblica della presentazione della prima ricerca (Lei interruppe bruscamente l’esposizione dei ragazzi davanti a tutta la classe, tanto da non dare la possibilità ad uno dei partecipanti del gruppo di proferire parola), i nostri figli ci hanno impedito di interferire nell’elaborazione della seconda assegnazione, mostrando comportamenti decisamente fermi ed atteggiamenti talvolta aggressivi, mettendo in dubbio la veridicità delle nostre parole e la nostra capacità di selezionare informazioni dal web, cosa che Lei oltre ad aver detto in classe ai ragazzi ha rimarcato nella sua mail, ancor prima di conoscere i siti dai quali erano state raccolte le informazioni (fonti tutte ufficiali e attendibili, come del resto ha potuto constatare).
Desideriamo inoltre evidenziare che il secondo tema, ovvero la Parità di Genere, rappresenta senza dubbio uno degli argomenti più delicati da affrontare nell’ambito dell’Agenda 2030. I ragazzi hanno dovuto confrontarsi con questioni cruciali, tra cui quelle esposte nei seguenti punti:
– 5.2 (che riguarda l’eliminazione di ogni forma di violenza e discriminazione contro le donne e le ragazze, con particolare attenzione all’accesso alla giustizia e alla lotta contro la violenza di genere)
– 5.3 (che si concentra sull’abolizione di pratiche dannose e discriminatorie contro le donne e le ragazze, come la mutilazione genitale femminile e il matrimonio forzato, ancora oggi presenti in molte parti del mondo)
– 5.6 (che mira a garantire l’universalità dell’accesso alla salute sessuale e riproduttiva, nonché ai diritti riproduttivi, in conformità con quanto stabilito dal Programma d’Azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo, dalla Piattaforma d’Azione di Pechino e dai documenti prodotti nelle conferenze successive)
che probabilmente necessitavano di un’analisi e di un approfondimento da parte Sua.
I nostri figli hanno lavorato duramente per elaborare entrambe le ricerche ma, a questo punto per chiarire qualsiasi dubbio inerente alla valutazione delle stesse, vorremmo sapere da Lei se esse debbano essere giudicate solo per il contenuto o anche per la parte grafica, i nessi logici, l’ortografia, ma soprattutto per l’impegno di giovani menti che stanno imparando a lavorare insieme.
In conclusione, essendoci stato negato un confronto di persona riteniamo, con l’invio di questa missiva, esaurito l’argomento, sperando che questa mail abbia chiarito i motivi delle nostre perplessità riguardo ai lavori di gruppo, ai temi assegnati ed al nostro intervento nel percorso educativo dei nostri ragazzi.
In quanto genitori, ci preoccupiamo del benessere dei nostri figli e della loro crescita non solo come studenti ma anche come individui. Auspichiamo, dunque, che in futuro si instauri un dialogo più aperto e costruttivo tra genitori, insegnanti e alunni, al fine di garantire un percorso di apprendimento sereno, gratificante e mai svilente nei confronti di nessuno
Ringraziandola per la sua attenzione, molti cordiali saluti,

Questa è la mail inviata ????????????????????????

Questa la mail da parte del Prof. dopo la presentazione dei ragazzi:

Gentili genitori,

vi scrivo in merito al lavoro di Educazione Civica che i ragazzi hanno esposto ieri.
Premetto che il percorso di Educazione Civica è anche incentrato sui pericoli della rete, sulle difficoltà che tutti – anche noi adulti – incontriamo quando cerchiamo di orientarci fra le migliaia di fonti di informazione e sul senso di responsabilità.
Per queste ragioni ho assegnato un compito che andava svolto esclusivamente dai ragazzi basandosi su una fonte affidabile, fornita da me, in linea con le indicazioni del Ministero dell’Istruzione e sulla quale si uniformano tutte le scuole (pubbliche e paritarie).
Il lavoro presentato non rispettava le indicazioni date e, soprattutto, era evidentemente frutto di un’importante interferenza da parte dei genitori.
Queste due osservazioni sarebbero già più che sufficienti per chiudere la questione con una valutazione negativa, tanto più che è risultato chiaro che non tutti i membri del gruppo erano consapevoli dei contenuti proposti.
In accordo con le coordinatrici, però, abbiamo deciso di dare ai ragazzi la possibilità di presentare un nuovo lavoro su un diverso obiettivo (il n. 5, Parità di genere, da presentare giovedì 26 gennaio), sperando che questa volta si attengano alle istruzioni date e, soprattutto, svolgano il lavoro in autonomia.
In particolare su quest’ultimo punto confidiamo nella vostra comprensione e collaborazione, nella condivisa consapevolezza che l’attività proposta è stata pensata nell’interesse dei ragazzi, che devono sviluppare il senso di responsabilità, le capacità e le competenze relazionali, organizzative e tecniche per affrontare al meglio il prosieguo del loro percorso di crescita.

In attesa di un vostro gentile riscontro vi saluto cordialmente,

GUERRA CIBERNETICA

 

Mercoledì scorso in rete è apparso un video che pare preludere al grande attacco cibernetico totale di cui da tanto tempo si parla.
Nel filmato caricato in rete tre gruppi di hacker prendevano l’impegno di tirare giù l’intera rete informatica del sistema bancario europeo.
Si tratterebbe con probabilità del più grande attacco cyber della storia. Sarebbero coinvolti, secondo quanto detto, hacker affiliati con i gruppi KillNet, Anonymous Sudan e REvil.
Il messaggio è recapitato in video dalla oramai classica maschera di Guy Fawkes usata da Anonymous, e da altri due individui mascherati che rappresentano gli altri due gruppi hacker.
Pro-Russian hacktivist group KillNet, Anonymous Sudan, and REvil announced their plans to take down the entire European banking system within the next 48 hours.
“This is not a DDoS attack, the games are over. No money, no weapons, no Kiev regime — this is the formula for the… pic.twitter.com/to5RhxDif6
— Ian Miles Cheong (@stillgray) June 14, 2023
«Noi siamo Anonymous Sudan. Oggi siamo una minaccia per tutte le banche europee. Le banche europee presto saranno testimoni del più grande attacco cibernetico nella storia recente del mondo. Preparatevi. Perché quando colpiremo, sarà troppo tardi per fare ammenda» dice il primo segmento del video. «Molte banche europee saranno bersagliate e colpite senza pietà».
«Il mondo è impazzito. La ragione di questo è il danaro» dice il personaggio mascherato del secondo segmento, affiliato, secondo la scritta, al gruppo REvil. «Se Dio comanda la Russia, chi comanda l’Europa? Giusto! Il sistema bancario! Niente danaro, niente problemi! REvil ha sufficiente familiarità con l’infrastruttura finanziaria europea. Ci vediamo presto…»
«Questo non è un attacco DDoS. I giochi sono finiti. Facciamo appello a tutti i gruppi attivi perché si coinvolgano in attività distruttive contro il sistema bancario europeo. Niente danaro, niente armi, niente regime di Kiev. Questa è la formula per la morte del nazismo e funzionerà» dice il personaggio mascherato che dovrebbe rappresentare il gruppo KillNet. «Entro 48 ore lanceremo questa compagnia globale. Niente vi salverà e questo non è un avvertimento. Vi sto solo informando. Non avete mai visto problemi del genere in precedenza. Noi siamo KillNet»
Ad guardare il video, quindi, si dovrebbe desumere gli hacker sarebbero da considerarsi «filo-russi» poiché il loro messaggio esortava le nazioni a smettere di dare denaro e armi all’Ucraina, citando la cifra nazista presente a Kiev.
Tuttavia, è ovviamente impossibile verificare la fonte, e le sue intenzioni. Attribuire ogni colpa agli «hacker russi», come noto, è uno sport praticato oramai da quasi un decennio da istituzioni e giornali occidentali.
Il video è circolato nella rete russa, per poi essere ripostato su Twitter dal giornalista indipendente Ian Miles Cheong.
Il giorno dopo è stata data notizie che varie agenzie del governo americano erano state attaccate ciberneticamente. L’intera portata dell’attacco è rimasta poco chiara mentre la US Cybersecurity and Infrastructure Security Agency ha indagato sulla violazione. «Ci siamo» ha commentato Cheong.
L’incidente è solo uno dei tanti recenti attacchi informatici che hanno preso di mira varie università e governi statali statunitensi, che erano stati attribuiti ad un altro gruppo hi hacker russi chiamato CLOP.
Come riportato da Renovatio 21, anche un gruppo di hacker cinesi chiamato Volt Typhoon poche settimane fa avrebbe attaccato infrastrutture elettroniche delle forze armate americane nel Pacifico, in un’operazione dove forse l’obiettivo finale era prendere le misure per Taiwan.
Martedì scorso era andato offline il colosso del cloud computing mondiale, Amazon Web Services, AWS, la divisione di data center e servizi informatici del conglomerato di Jeff Bezos.
Una quantità impressionanti di grandi aziende multinazionali (McDonald’s, Nike, Autodesk) e testate di spessore mondiale (NBC, Associated Press, lo stesso Washington Post, che è di proprietà di Bezos) si servono di AWS. Non solo: AWS negli anni ha vinto lucrosi appalti anche per la CIA e il Pentagono. Le cronache accennano rapidamente ad un problema tecnico.
Costa sta accendo?
Qualcuno tira fuori ancora i russi, puntando ai discorsi sempre più falchi di Medvedev. «Se procediamo dalla comprovata complicità dei Paesi occidentali nel far saltare in aria i Nord Streas, allora non abbiamo vincoli – nemmeno morali – rimasti per impedirci di distruggere le comunicazioni via cavo sul fondo dell’oceano dei nostri nemici”, ha detto pochi giorni fa l’ex presidente russo su Telegram.
Gli Atlantici avevano abboccato da ancora prima. A maggio il capo dell’Intelligence della NATO David Cattler aveva avvertito di un rischio crescente di un simile Scenario. «Ci sono crescenti preoccupazioni che la Russia possa prendere di mira cavi sottomarini e altre infrastrutture critiche nel tentativo di interrompere la vita occidentale, per ottenere influenza contro quelle nazioni che stanno fornendo sicurezza all’Ucraina», aveva detto il capo delle spie atlantiche ai giornalisti, omettendo bizzarramente tra i motivi della possibile ritorsione la questione Nord Stream.
«I russi sono più attivi di quanto li abbiamo visti da anni in questo dominio», aveva dichiarato il Cattler, notando un ritmo più elevato di pattugliamenti russi in tutto l’Atlantico e nel Mar Baltico e nel Mare del Nord. «La Russia sta mappando attivamente le infrastrutture critiche alleate sia a terra che sul fondo del mare».
Sappiamo che l’intera architettura materiale di Internet è effettivamente piuttosto fragile. Negli oceani vi sono circa 400 cavi sottomarini che trasportano più del 95% del traffico internet. Il Catter quella volta aveva aggiunto un’etichetta col prezzo: «Complessivamente, trasportano ogni giorno transazioni finanziarie per un valore stimato di 10 trilioni di dollari, quindi questi cavi sono davvero un perno economico».
Renovatio 21 aveva scritto un articolo, mesi fa, per parlare della guerra alle grandi infrastrutture iniziata con il bombardamento terrorista del Nord Stream. La sostanza del pezzo, che ha riscosso un certo successo e qualche commento sognante («magari si tornasse agli anni Novanta!» ha scritto qualcuno) è che con l’aumento della tensione internazionale, lo shutdown di Internet sarà inevitabile. I cavi sottomarini che costituiscono la rete possono essere rotti così come è stato distrutto il gasdotto.
I satelliti di Musk possono poco – perché esistono le armi ASAT, cioè le armi anti-satellite, e russi e cinesi da tempo si lamentano delle costellazioni Starlink, e concepiscono programmi per la loro eventuale distruzione.
«Quindi preparatevi a perdere internet. Questo sito compreso» scrivevamo.
Ebbene, aggiungiamo qui che, come la guerra in corso in Ucraina, non è detto che proprio un crollo di Internet non sia nei piani dei padroni del mondo.
Lo shock economico, per economie che oramai sono totalmente dipendenti da Internet, sarebbe esiziale per qualsiasi Paese. Tuttavia abbiamo capito che, dal megaterrorismo stile Torri Gemelle al lockdown globale COVID, il mondo moderno e i suoi pupari amano assai il trauma come strumento di direzione delle cose.
Potrebbe essere il turno, quindi, del terrore internazionale in versione telematica.
«Tutti noi sappiamo, ma dedichiamo un’attenzione non sufficiente, al pauroso scenario di un grande attacco cibernetico che porterebbe al completo stop alle forniture energetiche, ai trasporti, ai servizi ospedalieri, alla società nel suo insieme. La crisi del COVID-19 sarebbe vista come un piccolo disturbo rispetto ad un grande cyber attack» abbiamo sentito dire Klaus Schwab in un video di un anno fa.

Come avvenuto per il COVID, anche qui sono spuntate in grande spontaneità le esercitazioni del caso. Ecco le simulazioni del grande grash informatico globale. La più famosa si chiamava Cyber-Poligon.

Chi segue Renovatio 21, non solo riconosce il pattern, ma sa che blackout informatici localizzati, tali da bloccare intere industrie fondamentali come quelle dei trasporti, sono comparsi in sequenza negli scorsi mesi: ricorderete il blocco degli aeroporti, avvenuto nelle Filippine, in Canada, in qualche città tedesca e soprattutto negli USA, dove l’11 gennaio di quest’anno ad ogni aereo dello spazio americano è stato impedito il decollo. Non succedeva dall’11 settembre 2001.
L’intero sistema aeronautico americano (25 mila aerei per 2,3 milioni di persone al dì) era andato down. Dissero, anche lì, che era un problema tecnico. Qualcuno di malizioso, tuttavia, notò che in quei giorni il prezzo dei Bitcoin era salito… lo Stato USA aveva comprato criptomonete per pagare un ransomware?


No, non sappiamo nulla. È la cifra principale del mondo cibernetico considerato militarmente: non puoi avere certezza definitiva di chi abbia attaccato, e perché. Il digitale è il regno del false flag. Non puoi sapere cosa realmente stia accadendo: la nebbia della guerra, con la cibernetica, diventa impenetrabile.
Tuttavia vediamo dove questo può portare. Un’era della scarsità, anche per internet. Una riprogettazione della rete, con espunzione di ciò che non aderisce alla narrativa centrale – i canali russi sono già censurati, si può fare di più, anche le bandire gli utenti dei social o i social stessi (Telegram, ad esempio: quanto durerà?)
Una ridefinizione sistemica, compatibile con la vera trasformazione in atto: piattaformare gli Stati e i super-Stati, trasformare i cittadini in utenti, sostituire i diritti con «accessi» e «premi» decisi dall’alto, abolire il contante tramite il danaro programmabile – euro digitale, dollaro digitale, sterlina digitale etc – che sarà lo strumento di controllo definitivo della società, la matrice che avrà potere su ogni comportamento umano.
Il green pass, esteso ad ogni minuto della vostra esistenza.
Non è quindi improbabile che spacchino Internet – o provochino sino a farsela spaccare – per poi darvene una nuova, con tutte le caratteristiche che servono al vostro futuro, che è, come sapete, una nuova schiavitù
Solve et coagula: il motto alchemico che tanto piace ai massoni, valido anche ai tempi di Internet, dove questa è oramai connessa totalmente alla vostra quotidianità.
Distruggeranno la nostra vita per dirci che ce ne daranno un’altra. Tuttavia, non è detto che a questo processo sopravvivremo tutti – sapete, non gli serviamo più, non in questa quantità.
Di fatto, quelli che arriveranno dall’altra parte della collina, ad una certa bisognerà pure che inizino a fare i conti.
No?
Roberto Dal Bosco

Guida alla relazione finale Consultivo Comitato su Esperimenti sulle Radiazioni Umane

Riepilogo esecutivo e Guida alla relazione finale
Consultivo Comitato su
Esperimenti sulle radiazioni umane

Comitato consultivo per gli esperimenti sulle radiazioni umane
Ruth R. Faden. Dottorato di ricerca. M.P.H.-Chair
Philip Franklin Wagley Professore di etica biomedica e direttore
dell’Istituto di bioetica
Johns Hopkins University
Baltimora, Maryland
Senior Research
Scholar Kennedy Institute of Ethics
Georgetown University
Washington, D.C.
Kenneth R. Feinberg, J.D.
Kenneth R. Feinberg & Associates
Washington, D.C.
Dr. Eli Glatstein
Professore e Presidente
Dipartimento di Radioterapia Oncologica
L’Università del Texas
Southwestern Medical Center a Dallas
Dallas, Texas
Jay Katz, M.D.
Elizabeth K. Dollard Professore Emerito
di Diritto, Medicina e Psichiatria
Harvey L. Karp Docente di Diritto
e Psicoanalisi
Yale Law School
New Haven. Connecticut
Patricia A. King, J.D.
Professore di Diritto
Georgetown University Law Center
Washington, D.C.
Susan E. Lederer, Ph.D.
Professore Associato
Dipartimento di Studi Umanistici
Il College of Medicine della Pennsylvania State University
Hershey, Pennsylvania
Ruth Macklin, Ph.D.
Professore di Bioetica
Dipartimento di Epidemiologia e Medicina Sociale
Albert Einstein College of Medicine
Bronx, New York
Lois L. Norris
Secondo vicepresidente della Omaha National Bank e della
Omaha National Corporation (in pensione)
Omaha, Nebraska
Nancy L. Oleinick, Ph.D.
Professore di Biochimica delle Radiazioni
Divisione di Biologia delle radiazioni
Case Western Reserve University School of Medicine
Cleveland (Ohio)
Henry D. Royal, M.D.
Professore di Radiologia
Direttore Associato; Divisione di Medicina Nucleare
Mallinckrodt Institute of Radiology
Washington University Medical Center
St. Louis, Missouri
Dr. Philip K. Russell
Professore, Dipartimento di Salute Internazionale
Johns Hopkins University
School of Hygiene and Public Health
Baltimora, Maryland
Mary Ann Stevenson, M.D., Ph.D.
Assistant Professor of Radiation Oncology
Joint Center for Radiation Therapy
Harvard Medical School
Boston, Massachusetts
Vice Capo
Dipartimento
di Radioterapia Oncologica del New England Deaconess Hospital
Boston, Massachusetts
Duncan C. Thomas, Ph.D.
Direttore della Divisione Biostatistica
Dipartimento di Medicina Preventiva
Scuola di Medicina dell’Università della California del Sud
Los Angeles, Stati Uniti
Reed V. Tuckson, M.D.
Presidente
Charles Drew University of Medicine and Science
Los Angeles, California
Comitato consultivo per
gli esperimenti sulle radiazioni umane
RELAZIONE FINALE
RIEPILOGO ESECUTIVO
E
GUIDA ALLA RELAZIONE FINALE
Sintesi
La creazione del comitato consultivo 3
La carica del Presidente 4
L’approccio del Comitato 5
Il contesto storico 8
Risultati chiave 10
Raccomandazioni chiave 16
Whafs Next: L’eredità del Comitato 20
Guida alla relazione finale 21
Il rapporto finale del comitato consultivo sugli esperimenti sulle radiazioni umane (numero di serie 061-000-00-848-9),
i volumi supplementari al rapporto finale (numeri di magazzino 061-0 00-00850-1, 061-000-00851-9 e 061-000-00852-7) e copie aggiuntive di questo riepilogo esecutivo
(numero di magazzino 061-000-00849-7) possono essere acquistati presso il
Sovrintendente dei documenti, Ufficio stampa del governo degli Stati Uniti.

 

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Sovrintendente dei documenti
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Washington, D.C. 20402(202) 512-1800
FAX (202)512-2250 dalle

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P.O. Box 371954
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Un sito Internet contenente informazioni ACHRE (replicando
il gopher originale del Comitato consultivo) sarà disponibile presso la
George Washington University. Il sito contiene
una documentazione completa delle azioni del Comitato consultivo approvate;
descrizioni complete dei materiali di ricerca primari scoperti e
analizzati; descrizioni complete delle risorse secondarie stampate e non cartacee
utilizzate dal Comitato consultivo; una copia del rapporto
intermedio del 21 ottobre 1994 e una copia del rapporto
finale; e altre informazioni. L’indirizzo è
http://www.seas.gwu.edu/nsarchive/radiation. Il sito sarà
gestito dal National Security Archive della GWU.
Stampato negli Stati Uniti d’America
DISCONOSCIMENTO
Questo rapporto è stato preparato come resoconto del lavoro sponsorizzato
da un’agenzia del governo degli Stati Uniti. Né il
governo degli Stati Uniti né alcuna sua agenzia, né alcuno
dei suoi dipendenti, rilasciano alcuna garanzia, exstampa o implicita, o
si assumono alcuna responsabilità legale per l’accuratezza,
la completezza o l’utilità di qualsiasi informazione,
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quelli del governo degli Stati Uniti o di
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DISCONOSCIMENTO
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prodotte a partire dal miglior documento originale disponibile
.
LA CREAZIONE
DEL COMITATO CONSULTIVO
Il 15 gennaio 1994, il presidente Clinton nominò il
Comitato consultivo sugli esperimenti sulle radiazioni umane. Il
Presidente ha creato il Comitato per indagare sulle relazionidi
esperimenti potenzialmente non etici finanziati dal governo
decenni fa.
I membri del comitato consultivo erano quattordici
privati cittadini provenienti da tutto il paese: un rappresentante del
grande pubblico e tredici esperti in bioetica,
radioterapia oncologica e biologia, medicina nucleare, epidemiologia e biostatistica,
sanità pubblica, storia della scienza e della medicina e
diritto.
Il presidente Clinton ci ha chiesto di consegnare le nostre raccomandazioni a
un gruppo a livello di gabinetto, il Human Radiation Interagency
Working Group, i cui membri sono i segretari della difesa, dell’energia, della salute e dei
servizi umani e degli affari dei veterani; il
procuratore generale; l’amministratore della National Aeronautics
and Space Administration; il direttore della Central Intelligence; e
il direttore dell’Ufficio di gestione e bilancio.
Alcuni degli esperimenti che il Comitato è stato invitato a investire, e in particolare
una serie che includeva l’iniezione di
plutonio in ignari pazienti ospedalieri, erano di particolare
interesse per il segretario di Energy Hazel O’Leary. Il suo dipartimento
aveva le sue origini nelle agenzie federali che avevano sponsorizzato gli esperimenti sul
plutonio. Queste agenzie erano responsabili dello
sviluppo di armi nucleari e durante la guerra fredda la loro
Le attività erano state avvolte nel segreto. Ma ora la Guerra Fredda
era finita.
La controversia che circonda gli esperimenti sul plutonio e
altri simili ha portato alla ribalta domande fondamentali: quanti
esperimenti sono stati condotti o sponsorizzati dal governo,
e perché? Quanti erano segreti? Un nyone è statoferito? Cosa
è stato divulgato a coloro che sono soggetti a rischio e quali opportunità
hanno avuto per il consenso? Con quali regole dovrebbe essere
giudicato il passato? Quali rimedi sono dovuti a coloro che sono stati offesi o
danneggiati dal governo in passato? Quanto bene funzionano
le regole federali che oggi governano la sperimentazione umana? Quali
lezioni si possono trarre per l’applicazione al futuro? La nostra relazione finale
fornisce i dettagli delle risposte del Comitato a queste
domande. La presente sintesi presenta una panoramica del
lavoro svolto dal Comitato, i risultati e le raccomandazioni della Corte
e i contenuti della relazione finale.
LA CARICA DEL PRESIDENTE
Il Presidente ha incaricato il Comitato consultivo
di scoprire la storia degli esperimenti sulle radiazioni umane durante il periodo
1944-1974. Fu nel 1944 che fu pianificato il primo esperimento di radiazione umana di interesse e nel 1974
che
il Ministero della sanità, dell’istruzione e del benessere adottò
regolamenti che regolano la conduzione della ricerca umana, un
evento spartiacque nella storia delle protezioni federaliper
i soggetti umani.
Oltre a chiederci di indagare sugli esperimenti sulle radiazioni umane
, il Presidente ci ha ordinato di esaminare i casi in cui il
governo aveva intenzionalmente rilasciato radiazioni nel
ambiente a scopo di ricerca. Ciha incaricato di
identificare gli standard etici e scientifici per valutare
questi eventi e di formulare raccomandazioni per garantire che
qualsiasi illecito possa essersi verificato in passato non possa
ripetersi.
Ci è stato chiesto di affrontare gli esperimenti umani e le emissioniintensive
che hanno coinvolto radiazioni. Le questioni etiche che abbiamo
affrontato e il quadro morale che abbiamo sviluppato sono, tuttavia,
applicabili a tutte le ricerche che coinvolgono soggetti umani.
L’ampiezza del compito del Comitato è stata notevole. Siamo
stati chiamati a rivedere i programmi governativi che hanno attraversato
le amministrazioni da Franklin Roosevelt a Gerald Ford. Come
comitato consultivo indipendente, eravamo liberi di perseguire la nostra
carica come ritenevamo opportuno. Le decisioni che abbiamo preso per quanto riguarda il
corso della nostra indagine e la natura delle nostre conclusioni e raccomandazioni
sono state interamente nostre.
L’APPROCCIO DEL COMITATO
Al nostro primo incontro, ci siamo subito resi conto che ci stavamo
imbarcando in un’indagine intensa e stimolante su un
aspetto importante del passato e del presente della nostra nazione, un compito che
richiedeva nuove intuizioni e giudizi difficili su questioni etiche
che persistono ancora oggi.
Tra l’aprile 1994 e il luglio 1995, il Comitato consultivo
ha tenuto sedici riunioni pubbliche, la maggior parte a Washington, D.C. Inoltre
, sottoinsiemi di membri del comitato Channo presieduto forum pubblici
nelle città di tutto il paese. Il Comitato ha ascoltato
più di 200 testimoni e intervistato decine di
professionisti che avevano familiarità con esperimenti che coinvolgono
radiazioni. Uno sforzo speciale, chiamato Ethics Oral History
Project, è stato intrapreso per attingere da eminenti medici su
come la ricerca con soggetti umani è stata condotta negli anni 1940 e 1950
.
Ci è stato concesso un accesso senza precedenti ai
documenti governativi. Il Presidente ha incaricato tutte le autorità federali
interessate di mettere a disposizione della commissione tutti i documenti che
possono favorire la nostra indagine, ovunque si trovino e
siano ancora segreti.
Quando abbiamo iniziato la nostra ricerca nel passato, abbiamo rapidamente scoperto
che sarebbe stato estremamentedifficile mettere insieme un
quadro coerente. Molti documenti critici erano stati dimenticati da tempo
e sono stati conservati in luoghi oscuri in tutto il
paese. Spesso venivano sepolti in collezioni che non avevano
alcuna connessione evidente con i radiati umanidurante gli esperimenti. Non c’era un
modo semplice per identificare quanti esperimenti erano stati
condotti, dove avevano avuto luogo e quali agenzie governative
li avevano sponsorizzati. Né c’era un modo rapido per
capire quali regole si applicassero a questi esperimenti per il periodo precedenteo
per la metà degli anni 1960. Con l’assistenza di centinaia di funzionari federali e
personale dell’agenzia, il Comitato ha recuperato e esaminato
centinaia di migliaia di documenti governativi. Alcuni dei
documenti più importanti erano segreti e sono stati declassificati su
nostra richiesta. Anche dopo questo straordinario sforzo, la
documentazione storica rimane incompleta. Alcune collezioni potenzialmente importanti
non hanno potuto essere localizzate e sono state evidentemente perse o distrutte
anni fa.
Tuttavia, i documenti che sono stati recuperati ci hanno permesso
di identificare quasi 4.000 esperimenti sulle radiazioni umane sponsorizzati
dal governo federale tra il 1944 e il 1974. Nella grande
maggioranza dei casi, solo i dati frammentari erano localizzabili; l’identità dei
soggetti e le esposizioni specifiche alle radiazioni coinvolte
eranogeneralmente non disponibili. Data la scarsità dell’informazione,
ancor più del tempo, era impossibile per il Comitato passare in
rassegna tutti questi esperimenti, né si potevano valutare le esperienze
di innumerevoli singoli soggetti. Abbiamo quindi deciso di concentrare
la vostra indagine su casi di studio rappresentativi che riflettono otto
diverse categorie di esperimenti che insieme hanno affrontato il nostro
compito e le nostre priorità. Questi casi di studio includevano:
• esperimenti con plutonio e altri materiali per bombe atomiche

• il programma della Commissione per l’energia atomica per la distribuzione di radioisotopi

• Ricerca non terapeutica sui bambini
• irradiazione totale del corpo
• Ricerca sui detenuti
• Sperimentazione umana in relazione ai
test sulle armi nucleari
• Rilasci intenzionali di radiation nell’ambiente
• ricerca osservazionale che coinvolge minatori di uranio e
residenti delle Isole Marshall
Oltre a valutare l’etica degli esperimenti sulle radiazioni umane
condotti decenni fa, era anche importante
esplorare l’attuale condotta della ricerca sulle radiazioni umane.
Nella misura in cui gli illeciti possono essersi verificati in passato, dovevamo
esaminare la probabilità che tali cose potessero accadere oggi.
Abbiamo quindi intrapreso tre progetti:
• Una rassegna di come ogni agenzia del governo federale che
attualmente gestisceo finanzia la ricerca che coinvolge soggetti umani
regola questa attività e la supervisiona.
• Un esame dei documenti e delle forme di consenso dei
progetti di ricerca che sono oggi sponsorizzati dal governo federale
al fine di sviluppare una visione dello stato attuale
delle protezioni per i diritti e gli interessi dei soggetti umani
.
• Interviste di quasi 1.900 pazienti che ricevono cure mediche ambulatoriali
in ospedali privati e strutture federali in
tutto il paese. Abbiamo chiesto loro se erano
attualmente oerano stati oggetto di ricerca e perché avevano
accettato di partecipare alla ricerca o avevano rifiutato.
IL CONTESTO STORICO
Fin dalla sua scoperta 100 anni fa, la radioattività è stata uno
strumento fondamentale della ricerca medica e della diagnosi. Oltre ai
molti usi dei raggi X, si scoprì presto che le radiazioni
potevano essere usate per curare il cancro e che l’introduzione di quantità “traccianti” di
radioisotopi nel corpo umano poteva aiutare a
diagnosticare le malattie e comprendere i processi corporei. Allo stesso
tempo, i pericoli della sovraesposizione alle radiazioni stavano diventando
evidenti.
Durante la seconda guerra mondiale il nuovo campo della scienza delle radiazioni era
al centro di uno degli sforzi di ricerca più ambiziosi e segreti
che il mondo abbia conosciuto: il Progetto Manhattan. Gli esperimenti sulle
radiazioni umane sono stati intrapresi in segreto per aiutare a
sopportare i rischi di radiazioni per i lavoratori impegnati nello sviluppo della
bomba atomica.
Dopo la guerra, la nuova Commissione per l’energia atomica
utilizzò strutture costruite per fabbricare la bomba atomica per produrre
radioisotopi perla ricerca medica e altri usi in tempo di pace.
Questo programma altamente pubblicizzato ha fornito i radioisotopi che
sono stati utilizzati in migliaia di esperimenti umani condotti in
strutture di ricerca in tutto il paese e nel mondo. Questa ricerca,
a sua volta, faceva parte di una più ampia trasformazione postbellica della
ricerca biomedica attraverso l’infusione di ingenti fondi governativi
e supporto tecnico.
L’intersezione tra governo e ricerca biomedica
ha portato con sé nuovi ruoli e nuove questioni etiche per
i ricercatori medici. Molti di questi ricercatori erano anche medici che
operavano all’interno di una tradizione di etica medica che imponeva loro
di mettere al primo posto gli interessi dei loro pazienti. Quando il medico
era anche un ricercatore, tuttavia, emergeva il potenziale di conflitto
tra il progresso della scienza e il progresso del
benessere del paziente.
Altre questioni etiche sono state poste quando i ricercatori medici sono stati
chiamati da funzionari governativi a svolgere nuovi ruoli nello
sviluppo e nella sperimentazione di armi nucleari. Peresempio, in qualità di
consulenti è stato chiesto loro di fornire dati sulla ricerca umana che
potessero rassicurare i funzionari sugli effetti delle radiazioni, ma come
scienziati non erano sempre convinti che la ricerca umana
potesse fornire dati scientificamente utili. Allo stesso modo, in quantoscienzisti,
essi provenivano da una tradizione in cui i risultati della ricerca erano liberamente
discussi. Nella loro qualità di consulenti e funzionari del
governo, tuttavia, questi ricercatori hanno scoperto che l’apertura
della scienza ora doveva essere limitata.
Nessuna di queste tensioni era esclusiva della ricerca sulle radiazioni.
Le radiazioni rappresentano solo uno dei numerosi esempi dell’esplorazione
del potenziale bellico delle nuove scoperte scientifiche durante
e dopo la seconda guerra mondiale. Allo stesso modo, le tensioni tra
la ricerca clinica e il trattamento dei pazienti stavano emergendo in tutta la
scienza medica e non si trovavano solo nella ricerca che coinvolgeva
le radiazioni. Non solo questi problemi non erano unici per le radiazioni, ma
non erano unici negli anni 1940 e 1950. Oggi la società
lotta ancora con conflitti tra l’apertura della scienza e
la conservazione della sicurezza nazionale, così come con conflitti
tra il progresso della scienza medica e i diritti e gli
interessi dei pazienti.
RISULTATI PRINCIPALI
Esperimenti sulle radiazioni umane
• Tra il 1944 eil 1974 il governo federale ha sponsorizzato
diverse migliaia di esperimenti sulle radiazioni umane. Nella grande
maggioranza dei casi, gli esperimenti sono stati condotti per
far progredire la scienza biomedica; alcuni esperimenti sono stati
condotti per promuovere interessi nazionali nella difesa o nell’esplorazione spaziale
; e alcuni esperimenti sono serviti sia a scopi biomedici che
di difesa o esplorazione spaziale. Come osservato, nella
grande maggioranza dei casi sono disponibili solo dati frammentari.
• La maggior parte degli esperimenti sulle radiazioni umane
identificati dal comitato consultivo riguardava traccianti radioattivi
somministrati in quantità che probabilmente sarebbero simili a quelle
utilizzate oggi nella ricerca. La maggior parte di questi studi sui traccianti ha
coinvolto soggetti adulti ed è improbabile che abbia causato
danni fisici. Tuttavia, in alcuni nessuntracciante non terapeutico
Studi che hanno coinvolto bambini, esposizioni a radioisotopi sono stati
associati ad aumenti del rischio potenziale di sviluppare il
cancro alla tiroide che oggi sarebbe considerato inaccettabile
. Il comitato consultivo ha inoltre individuato
diversistudi in cui i pazienti sono deceduti subito dopo aver ricevuto
radiazioni esterne o dosi di radioisotopi nell’intervallo terapeutico
associati ad effetti acuti delle radiazioni.
• Sebbene l’AEC, il Dipartimento della Difesa e il
National Institutes of Health abbiano riconosciutoin una data precoce che
la ricerca dovrebbe procedere solo con il consenso del
soggetto umano, ci sono poche prove di regole o pratiche di
consenso tranne che nella ricerca con soggetti sani. Era
comune durante gli anni 1940 e 1950 per i medici
utilizzare i pazienti come soggetti di ricerca senza la loro consapevolezza
o consenso. Per contro, il governo e i suoi ricercatori
si sono concentrati con notevole successo sulla minimizzazione del rischio
nella conduzione degli esperimenti, in particolare per quanto riguarda la
ricerca suiradioisotopi. Ma poca attenzione è stata
prestata durante questo periodo alle questioni di equità nella selezione
dei soggetti.
• I funzionari governativi e gli investigatori sono colpevoli di non
aver avuto politiche e pratiche in atto per proteggere i
diritti e gli interessi dei soggetti umani che sono stati utilizzati nella
ricerca da cui i soggetti non potevano trarre
benefici medici diretti. Nella misura in cui vi fosse motivo
di ritenere che la ricerca potesse fornire un beneficio medico diretto
ai soggetti, i funzionari governativi e i professionisti biomedici
sono meno biasimabili per non aver avuto tali
protezioni e pratiche in atto.
Rilasci intenzionali
• Durante il periodo 1944-1974, il governo ha condotto
diverse centinaia di rilasci intenzionali di radiazioni nell’ambiente
per scopi di ricerca. Generalmente, questi
rilasci non sono stati condotti allo scopo di studiare gli
effetti delle radiazioni sugli esseri umani. Invece erano di solito
condotti per testare il funzionamento delle armi, la sicurezza delle
attrezzature o la dispersione della radanell’ambiente
.
• Per i rilasci intenzionali in cui sono state effettuate ricostruzioni della dose
, è improbabile che individui della
popolazione siano stati direttamente danneggiati unicamente in conseguenza di
questi test. Tuttavia, questi rilasci sono stati condotti in
segreto e nonostante le continue richieste da parte del pubblico che
risalgono a oltre un decennio, alcune informazioni su
di loro sono state rese pubbliche solo durante la vita del Comitato consultivo
.
Minatori di uranio
• Come conseguenza dell’esposizione al radon e ai suoi prodotti derivati
nelle miniere sotterranee di uranio, almeno diverse centinaia di minatori
sono morti di cancro ai polmoni e i minatori sopravvissuti
rimangono ad alto rischio. Questi uomini, che sono stati oggetto
di studi governativi mentre estraevano uranio per l’uso nella
produzione di armi, sonosoggetti a esposizioni al radon
ben oltre i livelli noti per essere pericolosi. Il
governo non ha agito per esigere la riduzione del pericolo
ventilando le miniere e non ha
avvertito adeguatamente i minatori del pericolo a cui erano esposti
.
La segretezza e la fiducia pubblica
• Il danno maggiore degli esperimenti passati e dei rilasci intenzionali
potrebbe essere l’eredità della sfiducia che hanno creato.
Hun-dreds di rilasci intenzionali hanno avuto luogo in segreto, e
sono rimasti segreti per decenni. Anche un’importante discussionesulle
politiche per governare la sperimentazione umana ha avuto luogo in
segreto. Le informazioni sugli esperimenti umani sono state tenute
segrete per timore di imbarazzo per il governo,
potenziale responsabilità legale e preoccupazione che l’incomprensione pubblica
avrebbe compromessoi programmi governativi.
• In alcuni casi, alle persone utilizzate come soggetti sperimentali e alle loro
famiglie è stata negata l’opportunità di perseguire un risarcimento per
possibili illeciti a causa delle azioni intraprese dal
governo per nascondere loro la verità. Laddove i programmi
sono stati legittimamente tenuti segreti per motivi di sicurezza nazionale,
il governo spesso non ha creato o mantenuto registri adeguati
, impedendo così al pubblico e alle persone più a
rischio di venire a conoscenza dei fatti in modo tempestivo e completo
.
Ricerca contemporaneasui soggetti umani
• La ricerca umana che coinvolge radioisotopi è attualmente
soggetta a maggiori salvaguardie e livelli di revisione rispetto alla maggior parte
delle altre aree di ricerca che coinvolgono soggetti umani. Non ci sono
differenze apparenti tra il trattamento di soggetti umani di
ricerca sulle radiazioni e soggetti umani di altre
ricerche biomediche.
• Sulla base della revisione del comitato consultivo, sembra che
gran parte della ricerca su soggetti umani presenti solo un rischio minimo
di danno ai soggetti. Nella nostra revisione dei documenti di
ricerca che riguardano questioni relative a soggetti umani, non abbiamo riscontrato problemi
o solo problemi minori nella maggior parte degli studi a rischio minimo
che abbiamo esaminato.
• La nostra revisione dei documenti ha identificato esempi di studi a rischio più elevato in
cui i problemi dei soggetti umani
sono stati affrontati con attenzione e in modo adeguato e che includevano
eccellenti moduli di consenso. Nel nostro progetto di intervista, c’erano
poche prove che i pazienti-soggetti si sentissero costretti o sottoposti a pressioni
da parte degli investigatori a partecipare alla ricerca. Abbiamo intervistato
pazienti che avevano rifiutato offerteper diventare soggetti di ricerca
, rafforzando l’impressione che ci siano spesso
contesti in cui i potenziali soggetti di ricerca hanno una scelta genuina
.
• Allo stesso tempo, tuttavia, abbiamo anche riscontrato prove che suggeriscono
gravi carenze in alcuni aspetti dell’attualesistema di
protezione dei diritti e degli interessi dei soggetti umani.
Ad esempio, i moduli di consenso non sempre forniscono informazioni adeguate
e possono essere fuorvianti sull’impatto della partecipazione alla
ricerca sulla vita delle persone. Alcuni pazienti con malattie
gravi sembrano avere aspettative irrealistiche
sui benefici di essere soggetti nella ricerca.
Normative vigenti sulla segretezza nella ricerca umana e
Emissioni ambientali
• La ricerca umana può ancora essere condotta in segreto oggi, e
in alcune condizioni il consenso informato nella ricerca segreta
può essere rinunciato.
• Gli eventi che sollevano le stesse preoccupazioni dei rilasci intenzionali
nello statuto del Comitato potrebbero avvenire in
segreto oggi secondo le attuali leggi ambientali.
Altri risultati
I risultati completi del Comitato, compresi i risultati
riguardanti gli esperimenti condotti in concomitanza con
test atomici atmo-sferici e altre esposizioni alla popolazione, appaiono nel
capitolo 17 della relazione finale.
RACCOMANDAZIONI CHIAVE
Scuse e risarcimento
Il governo dovrebbe fornire scuse personali e personalizzate
e fornire un risarcimento finanziario a quei soggetti di
esperimenti sulle radiazioni umane, o ai loro parenti più prossimi, nei casi
in cui:
• Il governo ha compiuto sforzi per mantenere segrete le informazioni
a questi individui o alle loro famiglie, o al pubblico,
allo scopo di evitare imbarazzi o potenziali
responsabilità legali, e laddove tale segretezza ha avuto l’effetto di negare
agli individui la possibilità di perseguire potenzialirimostranze.
• Non c’era alcuna prospettiva di beneficio medico diretto per i
soggetti, o gli interventi considerati controversi all’epoca
erano presentati come pratica standard e ne
risultavano lesioni fisiche attribuibili all’esperimento.
Minatori di uranio
• Il gruppo di lavoro interagenzia, insieme al Congresso,
dovrebbe prendere seriamente in considerazione la possibilità di modificare le disposizioni del
Radiation Exposure Compensation Act del 1990 relative ai minatori di
uranio al fine di fornire un indennizzo
a tutti i minatori che sviluppano il cancro ai polmoni dopo una durata minima di
impiego in sotterraneo (ad esempio un anno),
senza richiedere un livello specifico di esposizione. La legge
dovrebbe inoltre essere riesaminata per determinare se le norme di documentazione per la
compensazione debbano essere liberalizzate.
Protezioneimplicita dei soggetti umani
• Il Comitato non ha riscontrato differenze tra la ricerca sulle
radiazioni umane e altri settori di ricerca per quanto riguarda
le questioni relative ai soggetti umani, né nel passato né nel presente. Rispetto alle
pratiche e alle politiche degli anni 1940 e 1950
, ci sono stati progressi significativi nel
sistema del governo federale per la protezione dei diritti e degli
interessi dei soggetti umani. Ma le carenze rimangono.
Dovrebbero essere intrapresi sforzi su scala nazionale per garantire la
centralità dell’eticanella condotta degli scienziati la cui
ricerca coinvolge soggetti umani.
• Un problema che richiede un’attenzione immediata da parte del governo e
della comunità di ricerca biomedica sono
le aspettative irrealistiche tra alcuni pazienti con malattie gravi
ela prospettiva di un beneficio medico diretto derivante dalla partecipazione
alla ricerca. Inoltre, tra i moduli di consenso che abbiamo rivisto,
alcuni sembrano essere eccessivamente ottimisti nel descrivere
i probabili benefici della ricerca, spiegare in modo inadeguato l’impatto
delle procedure di ricercasulla qualità della vita e sulle
finanze personali e essere incomprensibili per i profani.
• Dovrebbe essere istituito un meccanismo che consenta
un’interpretazione e un’applicazione continue in un forum aperto e pubblico
di regole e principi etici per la conduzione della ricerca su
soggetti umani. Tre esempi di questioni politiche
che necessitano di una risoluzione pubblica che il comitato consultivo
ha affrontato nel nostro lavoro sono: (I) Chiarimento del significato
di rischio minimo nella ricerca con bambini sani; (2)
regolamenti per coprire la conduzione di ricerche con
bambini istituzionalizzati; e (3) linee guida per la ricerca con adulti
di dubbia competenza, in particolare per la ricerca in
cui i soggetti sono posti a rischio più che minimo ma non viene
offerta alcuna prospettiva di beneficio medico diretto.
Segretezza: bilanciare la sicurezza nazionale e la fiducia pubblica
Le politiche attuali non proteggono adeguatamente dal
ripetersi del tipo di eventi che abbiamo studiato che hanno alimentato la
sfiducia. Il comitato consultivo conclude che potrebbero esserci
circostanze particolari in cui potrebbe essere necessario condurre
ricerche sull’uomo o rilasci intenzionali in segreto. Tuttavia, nella
misura in cui il governo conduce tali attività con
elementi di segretezza, sono necessarie protezioni speciali dei diritti e degli
interessi degli individui e del pubblico.
Ricerca che coinvolge soggetti umani. Il Comitato consultivo
raccomanda l’adozione di politiche federali che richiedono:
• Il consenso informato di tutti i soggetti umani della ricercaSSified CLA
. Tale requisito non dovrebbe essere soggetto a franchigia
o deroga.
• che la ricerca classificata che coinvolge soggetti umani sia consentita
solo dopo la revisione e l’approvazione di un gruppo indipendente di
esperti non governativi appropriati e citin
rappresentanti, tutti con i necessari nulla osta di sicurezza.
Rilasci ambientali. Ci deve essere una revisione indipendente per assicurare che
l’azione sia necessaria, che il rischio sia ridotto al minimo e che
i registri siano tenuti per assicurare una contabilità adeguata al
pubblico alla prima data coerente con le legittime
preoccupazioni di sicurezza nazionale. In particolare, il Comitato raccomanda
che:
• Le emissioni ambientali segrete di sostanze pericolose
dovrebbero essere consentite solo dopo l’esame e l’approvazione di un
gruppo indipendente. Questo gruppo dovrebbe essere composto da esperti non governativi e rappresentanti dei
cittadini, tutti
dotati dei necessari nulla osta di sicurezza.
• Un’agenzia governativa appropriata, come l’Agenzia per
la protezione dell’ambiente, dovrebbe mantenere un programma
diretto alla supervisione dei programmi classificati, con
personale adeguatamente autorizzato.
Altre raccomandazioni
Le raccomandazioni complete del Comitato, comprese
le raccomandazioni riguardantigli esperimenti condotti in concomitanza
con i test atomici atmosferici e altre esposizioni della popolazione
, figurano nel capitolo 18 della relazione finale.
WHAT’S NEXT:
L’EREDITÀ DEL COMITATO CONSULTIVO
Revisione del gruppo di lavoro interagenzia
Il gruppo di lavoro interagenzia esaminerà i nostri risultati e
raccomandazioni e determinerà i prossimi passi da intraprendere.
Continua il diritto pubblico di sapere
I documenti completi raccolti dal Comitato sono
disponibili al pubblico attraverso gli Archivi nazionali. I cittadini
che desiderano conoscere gli esperimenti a cui loro, o
i loro familiari, possono aver preso parte, avranno accesso continuo al
database del Comitato di 4.000 esperimenti, nonché alle
centinaia di migliaia di altri documenti raccolti dal
Comitato. Il rapporto finale contiene “Una guida per i cittadini agli
archivi della nazione: dove sono i documenti e come trovarli
“. Questa guida spiega come reperire i documenti federali, come
ottenere informazioni e servizi dalle agenzie membri del
gruppo di lavoro interagenzie e della commissione di regolamentazione nucleare
, come individuare le cartelle cliniche personali e come
utilizzare la raccolta del comitato consultivo.
I volumi supplementari alla relazione finale contengono
documenti di supporto e materiale di riferimento, nonché un indice esaustivo
delle fonti e della documentazione. Questi volumi dovrebbero
rivelarsi utili a cittadini, studiosi e altri interessati a
perseguire le molte dimensioni di questa storia che non potremmo
esplorare.
Comitato consultivoper
gli esperimenti sulle radiazioni umane
GUIDA ALLA RELAZIONE

La relazione finale è redatta in unostile facilmente accessibile, ma
è necessariamente lunga. Questa guida fornisce una roadmap e
descrizioni di ogni sezione del report.
Prefazione
La Prefazione spiega perché è stato creato il Comitato, la
carica del Presidente e l’approccio del Comitato.
Introduzione: La Atomic Century
L’Introduzione descrive l’intersezione di diversi
sviluppi: la nascita e la notevole crescita della scienza delle radiazioni;
i cambiamenti paralleli nella medicina e nella ricerca medica;
e l’intersezione di questi cambiamenti con i programmi governativi
che hanno invitato i ricercatori medici a svolgere nuovi importanti ruoli
oltre a quelli coinvolti nella tradizionale relazione medico-paziente
. L’introduzione si conclude con una sezione intitolata “Le
basi della scienza delle radiazioni” per il lettore profano.
Parte I. Etica della ricerca sui soggetti umani:
Una prospettiva storica
Capitolo I. Standard governativi per gli esperimenti umani:
gli anni 1940 e 1950
Nel capitolo I riportiamo ciò che siamo stati in grado di
ricostruire sulle regole e le politiche del governo negli anni 1940 e 1950
per quanto riguarda gli esperimenti umani. Ci concentriamo principalmente sulla
Commissione per l’Energia Atomica e sul Dipartimento della Difesa,
perché la loro storia rispetto alla politica di ricerca sui soggetti umani
è meno ben nota di quella del Dipartimento della Salute,
dell’Istruzione e del Welfare (ora il Dipartimento della Salute e del Welfare).
Servizi alla persona). Attingendo a documenti che erano precedentemente
oscuri, o solo recentemente declassificati, riveliamo la scoperta forse
sorprendente che i funzionari e gli esperti nelle più alte sfere
dell’AEC e del DOD hanno discusso i requisiti per
gli esperimenti umani nei primi anni della guerra fredda. Discutiamo anche brevemente
le politiche di ricerca del DHEW e della Veterans
Administration durante questi anni.
Capitolo 2. Norme e pratiche professionali del dopoguerra
per gli esperimenti umani
Nel capitolo 2 passiamo da una considerazione degli standard governativi
a un’esplorazione delle norme e delle pratiche di medici
e scienziati medici che hanno condotto ricerche con
soggetti umani durante questo periodo. Includiamo qui un’analisi del
significato del Codice di Norimberga, che è sorto dal
processo internazionale per crimini di guerra dei medici tedeschi nel 1947.
Utilizzando i risultati del nostro Ethics Oral History Project e altre
fonti, esaminiamo anche come gli scienziati del tempo consideravano le loro
responsabilità morali nei confronti dei soggetti umani e come questo
si traduceva nel modo in cui conducevano le loro
ricerche. Di particolare interesse sono le differenze nelle
norme e nelle pratiche professionali tra la ricerca in cui i pazienti
sono utilizzati come soggetti e la ricerca che coinvolge i cosiddetti volontari sani
.
Capitolo 3. Standard governativi per esperimenti umani:
gli anni 1960 e 1970
Nel capitolo 3 torniamo alla questione degli standard governativi
, concentrandoci ora sugli anni 1960 e 1970. Nella prima parte
di questo capitolo, esaminiamo gli sviluppi ben documentati
che hanno influenzato e portato a due eventi fondamentali nella storia.
della politica governativa sulla ricerca che coinvolge soggetti umani: la
promulgazione da parte del DHEW di regolamenti completi per la
supervisione della ricerca su soggetti umani e l’approvazione da parte del Congresso
del National Research Act. Nell’ultima parte del capitolo passiamo in
rassegna gli sviluppi e le politiche che regolano la ricerca umana in
agencies diverse dal DHEW, una storia che ha ricevuto relativamente
poca attenzione da parte degli studiosi. Discutiamo anche degli scandali nella
ricerca umana condotti dal Dipartimento della Difesa e dalla CIA che sono venuti
alla luce nel 1970 e che hanno influenzato le successive politiche dell’agenzia
.
Capitolo4. Standard etici in retrospettiva
Con il contesto storico stabilito nei capitoli da I a
3, ci rivolgiamo al capitolo 4 al nocciolo della nostra carica. Qui proponiamo
e difendiamo tre tipi di norme etiche per valutare gli
esperimenti sulle radiazioni umanecondotti dal 1944 al 1974.
Si tratta di (I) principi etici di base ampiamente accettati
e generalmente considerati così fondamentali da essere applicabili al
passato e al presente; (2) le politiche dei dipartimenti e delle agenzie governative
al momento; e (3) le regole di etica professionale
che erano ampiamente accettate all’epoca. Incorporiamo
questi standard in un quadro morale inteso a chiarire e
facilitare il difficile compito di esprimere giudizi sul passato.
Parte IL Casi di studio
Capitolo 5. Esperienzecon plutonio, uranio e
polonio
Nel capitolo 5, esaminiamo gli esperimenti di iniezione di plutonio del Progetto Manhattan
e le relative sperimentazioni. I pazienti malati
sono stati utilizzati in esperimenti talvolta segreti per sviluppare i dati
necessari per proteggere l’inquinamento e lasicurezza dei lavoratori delle armi nucleari
. Gli esperimenti sollevano questioni sull’uso di pazienti malati per scopi che non
sono di beneficio per loro, sul ruolo della sicurezza
nazionale nel consentire comportamenti che altrimenti non potrebbero
essere giustificati e sull’uso della sicurezzaallo scopo di proteggere
il governo dall’imbarazzo e dalla potenziale responsabilità.
Capitolo 6. Il programma AEC di distribuzione dei radioisotopi
A differenza delle iniezioni di plutonio, la stragrande maggioranza degli
esperimenti sulle radiazioni umane non è stata condottain segreto.
In effetti, l’uso dei radioisotopi nella ricerca biomedica è stato
promosso pubblicamente e attivamente dalla Commissione per l’energia atomica
. Tra le diverse migliaia di esperimenti su cui
sono attualmente disponibili poche informazioni, la maggior parte rientra in questa
categoria. Il Comitato ha adottato una duplice strategia per
studiare questo fenomeno. Nel capitolo 6, descriviamo il sistema sviluppato dall’AEC
per la distribuzione degli isotopi da utilizzare nella
ricerca umana. Questo sistema è stato il principale fornitore del
materiale di origineper la sperimentazione umana nel dopoguerra
. Nello studiare il funzionamento del sistema di distribuzione dei radioisotopi
e i relativi comitati per l'”uso umano” presso le istituzioni locali,
abbiamo cercato di seguire le regole di base che hanno regolato
lo svolgimento della maggior parte degli esperimenti sulle radiazioni umane,
la maggior parte dei quali ha ricevuto poca o nessuna attenzione da parte del pubblico. Anche
In questo capitolo esaminiamo come la ricerca con i radioisotopi ha
contribuito ai progressi della medicina.
Capitolo 7. Ricerca non terapeutica sui bambini
Il Comitato ha quindi selezionato per particolare considerazione, nel
capitolo 7, la ricerca sui radioisotopi che utilizzava i bambini come soggetti.
Abbiamo deciso di concentrarci sui bambini per diversi motivi. In primo luogo, a
bassi livelli di esposizione alle radiazioni, i bambini sono a maggior rischio di insorgenza rispetto agli
adulti. In secondo luogo, i bambini erano il gruppo più appropriato
in cui perseguire il mandato del Comitato per quanto riguarda la
notifica di ex soggetti per motivi medici. Essi sono
il gruppo che ha più probabilità di essere stati danneggiati dalla loro partecipazione
alla ricercae hanno più probabilità di altri soggetti precedenti
ancora in vita. In terzo luogo, quando il Comitato ha considerato il modo migliore
per studiare le popolazioni di soggetti che avevano maggiori probabilità di essere sfruttate
a causa della loro relativa dipendenza o impotenza, i bambini
erano gli unici soggetti che potevano essere facilmente identificati nella
scarsa documentazione disponibile. Al contrario, caratteristiche
come il genere, l’etnia e la classe sociale sono state raramente notate nei
rapporti di ricerca del giorno.
Capitolo 8. Irraggiamento di tutto il corpo: problemi
Ricerca e trattamento sono intrecciati
Passando da casi di studio incentrati sull’iniezione o
l’ingestione di radioisotopi, il capitolo 8 passa alla sperimentazione in
cui i pazienti malati sono stati sottoposti a irradiazione tota l-body (TBI) somministrata esternamente
. Il Comitato ha scoperto che gli esperimenti TBI
altamente pubblicizzati condotti presso l’Università di
Cincinnati erano solo gli ultimi di una serie in cui il governo
ha cercato di utilizzare i dati dei pazienti sottoposti a trattamento TBI per
raccogliereinformazioni per lo sviluppo e l’uso di armi nucleari.
Questa sperimentazione ha attraversato il periodo dalla seconda guerra mondiale ai
primi anni 1970, durante il quale l’etica della sperimentazione
è diventata sempre più soggetta al dibattito pubblico e alla regolamentazione del governo
. In linea congli esperimenti scaturiti dal
programma di radioisotopi AEC, l’uso di radiazioni esterne come
il TBI non ha comportato nei suoi primi anni un obbligo governativo
di revisione preventiva del rischio. La sperimentazione TBI solleva
questioni fondamentali sullaresponsabilità del governo quando
cerca di raccogliere dati di ricerca in combinazione con interventi medici di
discutibile beneficio per i pazienti malati.
Capitolo 9. Prigionieri: una popolazione di ricerca in cattività
Nel capitolo 9 esaminiamo la sperimentazione sualtri
soggetti, in particolare prigionieri, allo scopo di apprendere gli
effetti dell’irradiazione esterna sui testicoli, come potrebbero essere
sperimentati dagli astronauti nello spazio. Gli esperimenti sui prigionieri
sono stati studiati perché hanno ricevuto una notevole attenzione pubblica
e perché una popolazione letteralmente prigioniera è stata scelta per sopportare
rischi ai quali nessun altro gruppo di soggetti sperimentali era stato esposto
o è stato esposto da allora. Questa ricerca si è svolta in un
periodo in cui la pratica un tempo comunemente accettata
della sperimentazioneterapeutica sui prigionieri era sempre più
soggetta a critiche pubbliche e indignazione morale.
Capitolo 10. Veterani atomici: sperimentazione umana in
relazione ai test delle bombe
Il capitolo 10 esamina anche la ricerca che coinvolge argomentipesanti
: la sperimentazione umana condotta in connessione con
i test della bomba atomica. Più di 200.000 membri del personale di servizio, ora
noti come veterani atomici, hanno partecipato ai siti di test della bomba atomica.
principalmente per scopi di formazione e gestione dei test. Un piccolo
numero di persone èstato utilizzato come soggetto di sperimentazione. Il
Comitato ha ascoltato molti veterani atomici e i loro familiari che
erano preoccupati sia per gli effetti sulla salute a lungo termine
di queste esposizioni che per la condotta del governo. Nel
tentativo di ricostruire la storia della sperimentazione umana in
relazione ai test delle bombe, abbiamo trovato la necessità e l’opportunità
di esaminare il significato della sperimentazione umana in un
ambiente occupazionale in cui il rischio è la norma.
Capitolo 11. Rilasci intenzionali: sollevare il velo della segretezza
Nel capitolo 11 affrontiamo i tredici rilasci intenzionali di
radiazioni nell’ambiente specificati nello statuto del Comitato
, nonché i rilasci aggiuntivi identificati durante la vita del
Comitato. In contrasto con gli esperimenti biomedici, gli
individui e le comunità non sono stati tipicamente oggetto di
studio in questi rilasci intenzionali. I rilasci segreti dovevano
testare le apparecchiature di intelligence, il potenziale della guerra radiologica
e il meccanismo della bomba atomica. Mentre il rischio rappresentatodalle emissioni
intenzionali era relativamente piccolo, le emissioni spesso avvenivano
in segreto e rimanevano segrete per anni.
Capitolo 12. Raccolta di dati osservativi
L’ultimo caso di studio, nel capitolo 12, esamina due gruppi che sono
stati messi in discussione dai programmi di sviluppo e test di armi nucleari e di
conseguenza sono diventati oggetto di
ricerca osservativa: i lavoratori che hanno estratto l’uranio per la Commissione per l’energia atomica
negli Stati Uniti occidentali dal 1940 al 1960
e i residenti delleIsole Marshall. la cui patria del Pacifico
fu irradiata a seguito di un test di bomba all’idrogeno
nel 1954. Mentre questi studi osservazionali non si adattano al
Definizione classica di esperimento, in cui lo sperimentatore
controlla la variabile in studio (in questo caso esposizione alle radiazioni
), sono esempi di ricerca che coinvolgono soggetti umani.
Il Comitato ha scelto di esaminare le esperienze dei
minatori di uranio e dei Marshallesi perché sollevano questioni importanti
nell’etica della ricerca umana nonillustrate nei
precedenti studi di casi e perché numerosi testimoni pubblici hanno
impresso nel Comitato il significato delle lezioni da
trarre dalle loro storie.
Capitolo 13. Segretezza, esperimenti sulle radiazioni umane e
rilasci intenzionali
La seconda parte si conclude con l’esplorazione di un importante tema
comune a molti dei casi di studio: l’apertura e la segretezza nella
condotta del governo in materia di ricerca sulle radiazioni umane
e rilasci intenzionali. Nel capitolo 13 facciamo un passo indietro e guardiamo a
quali regole sono state detteal pubblico sugli argomenti
di competenza del Comitato, se queste regole erano
pubblicamente note e se sono state seguite.
Parte III. Progetti contemporanei
Capitolo 14. Attuali politiche federali che regolano la
ricerca sui soggetti umani
Il capitolo 14 esamina l’attuale struttura normativa per la
ricerca sui soggetti umani condotta o sostenuta da
dipartimenti e agenzie federali, una struttura in vigore dal
1991. Questa “regola comune” ha le sue radici nelle norme sulla protezione umana
promulgate dal DHEW nel 1974. Gli
sviluppi storici alla base di questi regolamenti sono descritti
nel capitolo 3. Di seguito una sintesi delle caratteristiche essenziali di
La regola comune, capitolo 14, tratta diversi argomenti di
particolare rilevanza per il lavoro del comitato consultivo, come i
processi speciali di revisione per la ricerca sulle radiazioni ionizzanti, la protezione dei soggetti umani
nella ricerca classificata e le procedure di audit
delle istituzioni che svolgono ricerche su soggetti umani.
Capitolo 15. Progetto di revisione dellaproposta di ricerca
Il capitolo 15 descrive il progetto di revisione delle proposte di ricerca
(RPRP), l’esame da parte del comitato consultivo dei documenti relativi
a progetti di ricerca condotti presso istituzioni in tutto il
paese, comprese le proposte di radiazione e di non radizione.
I documenti utilizzati nel RPRP erano quelli disponibili per i comitati di
revisione istituzionale locale (IRB) presso le istituzioni in cui è
stata condotta la ricerca. Gli obiettivi del RPRP erano di acquisire una
comprensione dell’etica della ricerca sulle radiazionirispetto alla ricerca
non radioattiva; quanto bene le proposte di ricerca affrontano
considerazioni etiche centrali come il rischio, la volontarietà e
la selezione del soggetto; e se le procedure di consenso informato
sembrano essere appropriate.
Capitolo 16. Studio di interviste tematiche
Il RPRP discusso nel capitolo 15 ha esaminato i documenti
preparati dagli investigatori e dalle istituzioni e presentati nelle domande dell’IRB
. Questo studio è stato integrato da uno sforzo a livello nazionale
per conoscere la ricerca dalla ricerca dai pazienti
stessi, compresi quelli che erano e non erano soggetti di ricerca
. Il Subject Interview Study (SIS), descritto nel
capitolo 16, è stato condotto attraverso interviste con quasi 1.900
pazienti in tutto il paese. Il SIS mirava a delineare le
prospettive dei soggetti di ricerca precedenti, attuali e futuri
interrogandosi sui loro atteggiamenti e convinzioni riguardo alla
sforzo di ricerca sui soggetti umani in generale e la loro partecipazione
in particolare.
Discussione della Parte III
Il RPRP ha cercato di comprendere l’esperienza della ricerca su soggetti umani dal punto di vista del processo di supervisione locale
, mentre il SIS ha cercato di comprenderla dal punto
di vista del
partecipante. Sebbene i due studi si riferiscano a diversi
progetti di ricerca e a diversi gruppi di pazienti e soggetti, in entrambi i progetti
emergono alcune tensioni comuni nell’esperienza di ricerca umana
, descritte nella sezione “Discussione
” della parte III. Ad esempio, è stato a lungo riconosciuto che
il fisico che si impegna nella ricerca con i pazienti-soggetti
assume due ruoli che potrebbero entrare in conflitto: quello del
caregiver e quello del ricercatore. Gli obiettivi inerenti a ciascun
ruolo sono diversi: beneficio diretto del singolo paziente nel
primo caso e acquisizione di conoscenze mediche generali nel
secondo caso. Le interviste con i partecipanti al SIS suggeriscono
che almeno alcuni pazienti-soggetti non sono consapevoli di questa distinzione
o del potenziale di conflitto. Nella nostra revisione dei documenti
nel RPRP abbiamo osservatoche le informazioni scritte fornite ai
potenziali soggetti pazienti a volte oscuravano, piuttosto che
evidenziare, le differenze tra ricerca e cure mediche
e quindi probabilmente contribuivano al potenziale per i pazienti di confondere i
due.
Parte IV. Affrontarei conti con il passato, guardare al
futuro: risultati e raccomandazioni
Capitolo 17. Risultati
Nel capitolo 17, i nostri risultati sono presentati in due parti, prima per il
periodo dal 1944 al 1974 e poi per il periodo contemporaneo
. Queste parti, a loro volta, sono divise in risultati riguardanti
esperimenti biomedici e quelli riguardanti esposizioni di popolazione
.
Iniziamo la nostra presentazione dei risultati per il periodo dal 1944
al 1974 con una sintesi di ciò che abbiamo imparato sugli
esperimenti sulle radiazioni umane: il loro numero e scopo, la
probabilità che abbiano prodotto danni e come la sperimentazione delle radiazioni umane
abbia contribuito ai progressi della medicina. Riassumiamo quindi
ciò che abbiamo scoperto sulla natura delle
norme e delle politiche federali che disciplinano la ricerca che coinvolgesoggetti umani
durante questo periodo e l’attuazione di queste regole nella
conduzione di esperimenti sulle radiazioni umane. I risultati sulla
natura e l’attuazione delle norme federali riguardano questioni di
consenso, rischio, selezione dei soggetti e considerazionisulla sicurezza nazionale
.
Le nostre scoperte sulle regole governative sono seguite da una
scoperta sulle norme e le pratiche dei medici e di altri
scienziati biomedici per l’uso di soggetti umani. Passiamo poi
alle conclusioni del Comitato sulla valutazione degli
esperimenti passati, in cui riassumiamo il quadro morale
adottato dal Comitato a tale scopo. Successivamente, presentiamo
i nostri risultati per esperimenti condotti in concomitanza con
test atomici atmosferici, rilasci intenzionalie altri
esposizioni della popolazione. I restanti risultati per il
periodo storico affrontano questioni di segretezza del governo e tenuta dei registri.
Le nostre scoperte per il periodo contemporaneo riassumono ciò che
abbiamo imparato sulle regole e le pratiche che attualmente
governano la conduzione della ricerca sulle radiazioni che coinvolge soggetti umani,
così come la ricerca umana in generale, e sullo
stato delle normative governative relative alle emissioni intenzionali.
Capitolo 18. Consigli
Il capitolo 18 presenta le raccomandazioni del Comitato al
gruppo di lavoro interagenzia sulle radiazioni umane e al
popolo americano. L’inchiesta della commissione si è concentrata sulla ricerca
condotta dal governo per servire il bene pubblico: la promozione e la
protezione della sicurezza nazionale e il progresso
della scienza e della medicina. Il perseguimento di questi fini – oggi
come ieri – significa inevitabilmente che alcuni individui sono
messi a rischio per il bene superiore. Il passato ci mostra
che la ricerca può dare frutti di valore incalcolabile. Purtroppo,
tuttavia, la condotta del governo rispetto ad alcune
ricerche condotte in passato ha lasciato un’eredità di sfiducia.
Devono essere intraprese azioni per garantire che, in futuro, i fini della sicurezza
nazionale e il progresso della medicina procedano
solo attraversomezzi che salvaguardino la dignità, la salute e la sicurezza
degli individui e dei gruppi che possono essere messi a rischio nel
processo.
Molte delle nostre raccomandazioni sono dirette non al passato
ma al futuro. Il Comitato chiede che l’attuale
sistema federale di protezione dei diritti e
degli interessi dei soggetti umani sia modificato. Questi includono cambiamenti nei
comitati di revisione istituzionali; nell’interpretazione delle regole etiche e
politiche; nella conduzione di ricerche che coinvolgono personale militare
come soggetti; nella supervisione, responsabilità e sanzioni per violazioni etiche; e
nel risarcimento per lesioni da ricerca. A differenza del
periodo 1944-1974, in cui il Comitato si è concentrato principalmente sulla ricerca che
non offriva ai soggetti alcuna prospettiva di beneficio medico, le nostre
raccomandazioni per il futuro sottolineano le protezioni per i
pazienti che sono soggetti di ricerca terapeutica, poiché molte delle
questioni contemporanee che coinvolgono la ricerca con soggetti umani
si verificano in questo contesto. Chiediamo inoltre l’adozione di
protezioni speciali per lo svolgimento di ricerche umane o di emissioni ambientali
in segreto, protezioni che attualmente non sono in vigore.
Ci rendiamo conto, tuttavia, che i regolamenti e le politiche non sono
garanzia di condotta etica. Se non vogliamo che gli eventi del passato si
ripetano, è essenziale che la comunità della ricerca arrivi a
valutare sempre più l’etica della ricerca che coinvolge soggetti umani
come centrale per l’impresa scientifica. Non
nutriamo illusioni sulla qualità Pollyanna-ish di una raccomandazione
per la formazione professionale in materia di etica della ricerca; chiediamo molto
di più. Chiediamo che la comunità di ricerca biomedica, insieme
al governo, provochi una trasformazione nell’impegno per
l’etica della ricerca umana. Riconosciamo e celebriamo i
progressi che si sono verificati negli ultimi cinquant’anni. Riconosciamo e
onoriamo l’impegno per l’etica della ricerca che attualmente esiste
tra molti scienziati biomedici e molti comitati di revisione istituzionali
. Ma occorre fare di più. Gli scienziatidell’apparecchio devono avere una chiara comprensione dei loro
doveri verso i
soggetti umani e una chiara aspettativa che i leader dei loro campi
apprezzino la buona etica tanto quanto la buona scienza. In gioco
non c’è solo il benessere dei soggetti futuri, ma almeno in
parte il futuro della scienza biomedica. Nella misura in cui quel
futuro dipende dal sostegno pubblico, richiede la fiducia del pubblico.
Non ci può essere garante migliore di questa fiducia dell’etica della
comunità di ricerca.
Infine, il nostro esame della storia dell’ultimo mezzo secolo
ci ha aiutato a comprendere che la revisione delle norme che
regolano la ricerca umana, la creazione di nuovi meccanismi di controllo
e persino una scrupolosa etica professionalesono mezzi necessari,
ma non sufficienti, per la necessaria riforma. Di almeno uguale
importanza è lo sviluppo di una comprensione più comune
tra il pubblico della ricerca che coinvolge soggetti umani, i suoi
scopi e i suoi limiti. Inoltre, se si vuole migliorare la condotta del governo e della
comunità professionale,
tale condotta deve essere disponibile per l’esame da parte del popolo americano
in modo che possa prendere decisioni più informate sulla protezione e la
promozione della propria salute e di quella dei
membri della sua famiglia. È a tal fine che concludiamo la nostra
relazione con raccomandazioni per una continua apertura nel governo
e nella ricerca biomedica. E’ anche a questo scopo che
la presente relazione è dedicata. Parte di ciò che è deplorevole del passato
è accaduto, almeno in parte, perché noi come cittadini abbiamo lasciato che accadesse. Facciamo in modo che
le lezioni della storia ricordino a tutti noi che la migliore salvaguardia per il
futuro è una cittadinanza informata e attiva.

RAPIMENTI ALIENI di Karla K. Turner, Ph.D

Il ricercatore UFO di fama mondiale Jacques Vallee ha ripetutamente fatto riferimento alle somiglianze tra i rapporti sugli UFO e i rapimenti e le storie del folklore e delle fiabe. Non sono d’accordo con il dottor Vallee su molti, molti punti di ufologia, ma qui concederò che c’è una favola che ha qualcosa di importante da dirci sul fenomeno del rapimento alieno. Non è, tuttavia, ciò che potrebbe pensare il dottor Vallee.

La storia di Hansel e Gretel presenta una lezione che ogni rapito dovrebbe ascoltare. Questi bambini innocenti, vagando smarriti e spaventati nella foresta, si imbatterono in una casa di marzapane che sembrava offrire loro riparo e sostentamento. La proprietaria della casa, una donna anziana e avvizzita, all’inizio li spaventava, ma la loro fame spinse i bambini ad accettare la sua offerta di entrare e mangiare.

Entrarono nella casa di marzapane e divennero prontamente prigionieri della vecchia. Tenuti in gabbie, i due bambini sono stati abbondantemente nutriti. Non era a loro vantaggio, però. In effetti, venivano ingrassati per il forno! La natura ingannevole della casa di marzapane e dell’offerta di cibo della vecchia funzionò piuttosto bene.

È la qualità ingannevole di questa storia che contiene un avvertimento per gli umani che vengono rapiti dagli alieni. Come Hansel e Gretel, inizialmente siamo terrorizzati dal nostro incontro con gli alieni, ma in troppi casi la nostra paura è superata dalle parole dei nostri rapitori e dai pensieri e dalle esperienze che ci presentano.

Anch’io sono un rapito e la mia ricerca per scoprire la natura delle mie esperienze mi ha portato a fare ricerche sui rapimenti negli ultimi quattro anni. Lavorando con molti altri casi di rapimento, ho imparato quanto fondamentale possa essere l’inganno delle azioni aliene.

Io e la mia famiglia abbiamo anche approfondito le nostre esperienze, passate e presenti. Barbara Bartholic, una appassionata investigatrice UFO di Tulsa, Oklahoma, ha lavorato a stretto contatto con noi e ci ha aiutato a colmare le lacune nei nostri ricordi di strani incontri attraverso la regressione ipnotica. La signora Bartholic, tra l’altro, ha iniziato la sua ricerca come assistente di Jacques Vallee nelle indagini sulla mutilazione del bestiame, quindi la sua esperienza in ufologia è ampia. Di recente ho scritto un libro, Into the Fringe , sui risultati sorprendenti e spesso inquietanti delle nostre indagini personali, ed è [stato] pubblicato dal Berkley Publishing Group nel novembre 1992.

Il mio interesse ben presto si espanse oltre il mero interesse personale, e negli ultimi anni ho lavorato come ricercatore associato della signora Bartholic, esplorando letteralmente centinaia di casi di avvistamento e incontro con lei. E quello che ho imparato attraverso questo lavoro ha sollevato molte più domande che risposte. In effetti, mi ha insegnato a diffidare di quei ricercatori che affermano di avere risposte. Non ho ancora sentito parlare di una singola teoria o spiegazione che tenga conto di tutti i dati.

Alcuni ricercatori hanno evidenziato modelli di eventi nell’esperienza del rapimento, come l’esame fisico, il prelievo di sperma e ovuli e la successiva presentazione di un bambino ibrido al rapito. Altri modelli includono l’addestramento del rapito in qualche modo e la consegna di un avvertimento di un imminente disastro globale. Sì, questi eventi vengono riportati frequentemente, come ha affermato un ricercatore in noiosi resoconti ripetitivi, ed è allettante pensare che la spiegazione dei rapimenti alieni possa risiedere in questi schemi.

Così i ricercatori annunciano che il problema è risolto. Gli alieni stanno facendo esperimenti di incroci, ci dicono gli ufologi. Non importa le prove schiaccianti contro la possibile commistione di specie diverse. Oppure, ci viene detto, gli alieni sono qui per salvarci dalla distruzione di noi stessi e del nostro pianeta attraverso la violenza, l’uso di droghe, le epidemie, l’inquinamento e l’esaurimento delle risorse. Non importa che questi problemi siano peggiorati, non migliorati, da quando gli ET hanno iniziato a farci visita.

La cosa più esasperante di tutte, ci viene assicurato che non ci sono alieni reali, che le nostre esperienze scaturiscono dal nostro tumulto subconscio o dal nostro bisogno di appagamento della fantasia. Non importa che molti rapiti siano bambini piccoli, troppo piccoli per soffrire di tali disturbi psicologici. Bene, allora, ribatte il ricercatore intraprendente, gli alieni immaginati devono provenire da una super-psiche umana collettiva che ci rispecchia i nostri fallimenti e pericoli. Questa particolare teoria adora l’archetipo grigio ET, perché assomiglia a una forma malata fetale dell’umanità e deve quindi essere un avvertimento oggettivato di ciò che la nostra specie rischia di diventare se non ci ravvediamo. Non importa che molti, molti addotti non abbiano a che fare con i grigi, ma siano invece vittime di robusti reptoidi e alieni di tipo insettoide.

No, troppi ricercatori sembrano trovare una teoria e aggrapparsi ad essa nonostante i dati che la contraddicono. E sono le idee di questi ricercatori che dominano l’ufologia. Ma se il pubblico avesse accesso ai dati grezzi, ai resoconti di prima mano dei rapiti, specialmente quelli che non hanno familiarità con libri, riviste e conferenzieri orientati agli UFO, troverebbe una serie di schemi molto meno ben organizzati. Questi casi “vergini” – persone non contaminate dalla letteratura ufologica – forniscono un quadro sconcertante degli eventi di contatto uomo-alieno.

Quella che segue è una panoramica di questi rapporti “vergini”, un elenco di esperienze ricorrenti che, nel loro insieme, ci danno una visione ravvicinata di ciò che gli alieni stanno facendo qui sulla terra. Questi dati non ci dicono con certezza che tipo di creature siano gli alieni o quale possa essere il loro scopo qui. Ma ci dice cosa stanno vivendo gli umani e cosa stanno osservando nelle azioni e nelle capacità degli alieni. Ogni dettaglio nell’elenco seguente è stato riportato da più di un addotto, e in molti casi i dettagli sono emersi abbastanza frequentemente.

“LISTA DI CONTROLLO” DEL SOPPRESSIONE

Se si può credere a queste notizie – e non c’è motivo di dubitare dell’onestà dei giornalisti – il fenomeno del rapimento include i seguenti dettagli.

Gli alieni possono alterare la nostra percezione di ciò che ci circonda.
Gli alieni possono controllare ciò che pensiamo di vedere. Possono apparire a noi in qualsiasi numero di sembianze e forme.
Gli alieni possono portarci – la nostra coscienza – fuori dai nostri corpi fisici, disabilitare il nostro controllo sui nostri corpi, installare una delle loro entità e usare i nostri corpi come veicoli per le loro attività prima di restituire la nostra coscienza ai nostri corpi.
Gli alieni possono essere presenti con noi in uno stato invisibile e possono rendersi visibili solo parzialmente.
Gli addotti ricevono segni sui loro corpi diversi dai ben noti scoop e cicatrici lineari. Questi altri segni includono punture singole, punture multiple, grandi lividi, segni di artigli a tre e quattro dita e triangoli di ogni tipo possibile.
Le donne rapite spesso soffrono di seri problemi ginecologici dopo i loro incontri con gli alieni, e talvolta questi problemi portano a cisti, tumori, cancro al seno e all’utero e isterectomie.
Gli alieni prelevano fluidi corporei dal nostro collo, spina dorsale, vene del sangue, articolazioni come ginocchia e polsi e altri luoghi. Iniettano anche fluidi sconosciuti in varie parti del nostro corpo.
Un numero sorprendente di addotti soffre di gravi malattie che non avevano prima dei loro incontri. Questi hanno portato a interventi chirurgici, debilitazione e persino morte per cause che i medici non riescono a identificare.
Alcuni addotti sperimentano una degenerazione del loro benessere mentale, sociale e spirituale. Spesso esplodono comportamenti eccessivi, come l’abuso di droghe, l’alcolismo, l’eccesso di cibo e la promiscuità. Si sviluppano strane ossessioni che causano l’interruzione della vita normale e la distruzione delle relazioni personali.
Gli alieni mostrano un grande interesse per la sessualità adulta, la sessualità infantile e per infliggere dolore fisico ai rapiti.
I rapiti ricordano di essere stati istruiti e addestrati dagli alieni. Questa formazione può essere sotto forma di lezioni verbali o telepatiche, proiezioni di diapositive o vere e proprie istruzioni pratiche sul funzionamento della tecnologia aliena.
I rapiti riferiscono di essere stati portati in strutture in cui incontrano non solo alieni ma anche umani dall’aspetto normale, a volte in uniformi militari, che lavorano con i rapitori di alieni.
Gli addotti spesso incontrano più di un tipo di alieno durante un’esperienza, non solo i grigi. Ogni possibile combinazione di grigio, rettile, insettoide, biondo e picco di vedova è stata osservata durante singoli rapimenti, a bordo della stessa imbarcazione o nella stessa struttura.
Casi di “vergini” di rapiti: riferiscono di essere stati portati in strutture sotterranee dove vedono creature ibride grottesche, asili nido di feti umanoidi ibridi e vasche di liquido colorato piene di parti di corpi umani.
I rapiti riferiscono di aver visto altri esseri umani in queste strutture prosciugati di sangue, mutilati, scorticati e smembrati e accatastati, senza vita, come corde di legno. Alcuni addotti sono stati minacciati che anche loro finiranno in questa condizione se non collaborano con i loro rapitori alieni.
Gli alieni entrano nelle case e allontanano temporaneamente i bambini piccoli, lasciando i loro genitori sconvolti paralizzati e indifesi. Nei casi in cui un genitore ha potuto protestare, gli alieni insistono sul fatto che “I bambini ci appartengono”.
Gli alieni hanno costretto i loro rapiti umani ad avere rapporti sessuali con alieni e persino con altri rapiti mentre gruppi di alieni osservano queste esibizioni. In tali incontri, gli alieni a volte si sono camuffati per ottenere la collaborazione del rapito, apparendo in forme come Gesù, il Papa, alcune celebrità e persino i coniugi morti dei rapiti.
I bambini rapiti a volte mostrano un interesse nuovo e ossessivo per i propri genitali dopo incontri con alieni, dicendo che i loro rapitori che vengono di notte hanno toccato queste parti dei loro corpi.
Gli alieni eseguono esperimenti o procedure estremamente dolorose sui rapiti, affermando che questi atti sono necessari, ma senza fornire spiegazioni sul perché. Gli occhi degli addotti vengono dolorosamente rimossi dalle orbite, consentendo agli alieni di raschiare l’area o impiantare dispositivi nell’area prima che i bulbi oculari vengano sostituiti, per esempio. Alcuni addotti sono soggetti a costrizioni dolorose, spesso attorno alla testa, al torace e alle estremità. Vengono eseguiti genitali dolorosi e sonde anali, sia su bambini che su adulti.
Gli alieni fanno previsioni su un imminente periodo di caos globale e distruzione. Dicono che un certo numero di umani – e il numero varia drammaticamente da caso a caso – verrà “salvato” dal pianeta per continuare la specie, su un altro pianeta o di nuovo sulla terra dopo che la distruzione sarà terminata. Molti rapiti riferiscono di non credere ai loro rapitori alieni e prevedono invece un uso molto più sinistro degli umani “salvati”.
In ogni caso di questo elenco, ci sono più segnalazioni di casi non correlati, a conferma che dettagli così bizzarri non sono il prodotto di una singola mente squilibrata. Questi dettagli sono una prova convincente che, contrariamente alle affermazioni di molti ricercatori UFO, l’esperienza del rapimento non è limitata a uno schema uniforme di eventi. Questo fenomeno semplicemente non può essere spiegato in termini di esperimenti di incrocio o ricerca scientifica sulla fisiologia umana.

Spiritualmente illuminato?

Diventa chiaro da questi dettagli che gli esseri che stanno facendo tali cose non possono essere visti come spiritualmente illuminati, con in mente il miglior interesse della razza umana. Sta succedendo qualcos’altro, qualcosa di molto più doloroso e spaventoso, in molti, molti incontri di abduction.

C’è una teoria corrente nella ricerca ufologica che dice che gli addotti che percepiscono le loro esperienze in modo negativo lo fanno solo perché loro stessi non sono spiritualmente o psichicamente avanzati. Le persone con uno sviluppo cosmico superiore hanno incontri alieni positivi, così sostiene la teoria, e coloro che hanno esperienze dolorose o spaventose sono semplicemente Neanderthal spirituali. Questa è una teoria prediletta dai ricercatori che affermano che gli alieni, oggettivamente reali o meno, fungono da “specchio” della nostra natura spirituale, su base individuale o a livello di specie. Strieber ha espresso questa teoria, ad esempio, in Majestic , dove dice: “Agli occhi degli altri [gli alieni], noi che li abbiamo incontrati abbiamo visto noi stessi. E lì c’erano dei demoni.

Avendo lavorato con così tanti addotti rispettabili, onesti e orientati positivamente, tuttavia, credo che questa teoria sia sbagliata. È peggio che sbagliato: è spregevole, tanto spregevole quanto incolpare una vittima di stupro per la violenza commessa contro di lei. Questo atteggiamento fa sentire molti rapiti doppiamente violati, prima dagli alieni che li hanno presi e poi dai ricercatori ufologici ai quali si rivolgono per spiegazioni e aiuto.

Forse è facile capire perché una tale teoria sarebbe così popolare. Gli esseri umani hanno un profondo bisogno di credere nel potere del bene. Abbiamo bisogno che gli alieni siano una buona forza, dal momento che ci sentiamo così impotenti in loro presenza. E abbiamo bisogno di una forza superiore che ci offra una speranza di salvezza, sia personalmente che globalmente, quando consideriamo il triste stato del mondo.

Penso che gli alieni sappiano questo di noi – sanno che vogliamo e speriamo che siano creature benevole – e usano il nostro desiderio di bontà per manipolarci. Quale modo migliore per ottenere la nostra collaborazione che dirci che le cose che stanno facendo sono per il nostro bene? Guardando le azioni, i risultati dell’interferenza aliena come il lungo elenco sopra, c’è una grande discrepanza tra ciò che desideriamo da loro e ciò che ci stanno facendo.

Ovviamente non tutti i rapporti sui rapimenti sono pieni di eventi spaventosi o dolorosi. Molte persone dicono che i loro incontri con gli alieni sono stati benevoli, che i loro rapitori li hanno trattati con gentilezza o almeno con un distacco scientifico. Alcuni rapiti ricordano che gli era stato detto che erano “speciali”, che erano stati “scelti” e che avevano un compito importante da svolgere a beneficio dell’umanità.

Dato un messaggio così positivo, i rapiti possono ignorare la paura e il dolore dei loro incontri e insistere con se stessi e con gli altri che un motivo più alto è alla base dell’esperienza del rapimento. E, in alcuni casi, tutto ciò che un addotto ricorda è un incontro benevolo, e quindi non ha motivo di presumere che si sia verificata un’azione negativa.

La ricerca intensiva ora mostra che al centro dell’interazione uomo-alieno c’è un chiaro modello di inganno. Sappiamo, ad esempio, che i “ricordi mascherati” sono spesso usati per mascherare un rapimento alieno. Tali resoconti abbondano, in cui una persona vede un animale familiare, ma fuori posto, come un cervo o un gufo, una scimmia o un coniglio, e poi sperimenta un periodo di tempo mancante. La persona spesso si sveglia più tardi per trovare una nuova cicatrice inspiegabile sul suo corpo.

Tuttavia, il disagio per l’incontro persisterà e ricordi molto diversi potrebbero iniziare a emergere nei sogni o nei flashback, quindi la persona cerca aiuto per spiegare il disagio. Molto spesso, la regressione ipnotica viene utilizzata per scoprire gli eventi dietro la “memoria dello schermo”, ed è allora che emerge un tipico rapimento alieno.

La ricerca più recente in cui sono stato coinvolto ha rivelato un secondo tipo di processo di screening. Se si rivela accurato, allora migliaia di casi di rapimento hanno urgente bisogno di essere riesaminati.

Lo scenario tipico di sottoporsi all’ipnosi regressiva di solito si traduce nella penetrazione dei ricordi iniziali bloccati.

L’addotto ricorda quindi un incontro, fino a quel momento non ricordato, come sottoporsi a un esame fisico di qualche tipo, forse farsi rimuovere i tessuti del corpo o sottoporsi a un esame ginecologico. Altri rapporti tipici includono il prelievo di sperma e ovuli, di essere informati di un compito importante da svolgere o di ricevere un avvertimento di un disastro imminente.

Nella maggior parte dei casi, sia l’addotto che l’investigatore escono dalla sessione di ipnosi sentendo di aver scoperto la verità sull’esperienza. La razionalizzazione li porta a credere che gli scopi degli alieni debbano essere scientificamente oggettivi o benevoli. Quanto meno minaccioso e benevolo sembra l’evento evocato ipnoticamente, tanto più soddisfatti sono l’investigatore e l’addotto. «Non era poi così male, vero? Questi esseri sono nostri amici, o almeno non sono nostri nemici. E tutti se ne vanno con un senso di sollievo. Devo ancora sentire di un ricercatore che metta effettivamente in discussione lo scenario scoperto.

Tuttavia, da diversi casi recenti, è evidente che questi ricordi recuperati potrebbero essere anche un altro schermo, mascherando eventi molto più riprovevoli. Spiegherò uno di questi casi, per chiarire il punto.

Uno strano rapporto

Un uomo sulla quarantina è venuto da noi per esplorare diversi eventi legati agli alieni nella sua vita, e nell’intervista ha raccontato di uno strano episodio, anche se apparentemente non orientato agli alieni, che lo aveva perseguitato fin dall’infanzia. Quando aveva dieci anni, sua nonna venne a trovarlo a casa sua e, poiché la casa era piccola, condivise il suo letto la prima notte della sua visita.

Durante la notte, il ragazzo è stato svegliato da una forte voce maschile. Non riusciva a capire cosa stesse dicendo la voce, ma sembrava arrabbiata e si rivolgeva alla nonna sdraiata accanto a lui.

La mattina dopo, chiese a sua nonna: “Cos’era quella voce in camera da letto la scorsa notte?”

Sua nonna, con le lacrime agli occhi, lo strinse forte a sé e disse: “Quello era il diavolo”. Non ha detto altro sull’episodio, ma ha insistito affinché suo figlio la riportasse immediatamente a casa sua. Era una richiesta irragionevole e suo figlio ha cercato di dissuaderla. Ma la nonna è stata irremovibile e alla fine suo figlio ha accettato di portarla a casa il giorno seguente.

L’intera famiglia ha fatto il viaggio di oltre cento miglia per tornare alla fattoria della nonna e, entro un’ora dal loro arrivo, la nonna ha subito un grave ictus ed è morta. Da quell’evento, l’uomo aveva sentito un pesante fardello di colpa associato alla morte della nonna. Eppure non c’era motivo cosciente per cui si fosse sentito in quel modo. L’intero evento è stato toccante e mistificante, ma in tutti gli incontri alieni che aveva successivamente subito, aveva sentito che gli alieni erano suoi amici e lo stavano aiutando espandendo le sue capacità psichiche.

Fu organizzata una seduta di regressione e, nel corso dell’ipnosi, gli fu chiesto di guardare quell’esperienza infantile. Quello che ha ricordato è stato un rapimento in cui lui e sua nonna sono stati portati su un’astronave in compagnia di alieni rettiliani. Ricordava che gli alieni avevano detto a sua nonna che erano interessati a conoscere la sua conoscenza delle erbe medicinali e si erano offerti di scambiarsi informazioni mediche.

Hanno dato al ragazzo e alla nonna un liquido da bere, spiegando che era benefico e avrebbe fatto sentire la nonna giovane e attraente di nuovo. Quindi entrambi bevvero il liquido, e l’uomo ricordò di aver visto sua nonna sembrare molto più giovane. Questa era l’estensione del suo ricordo.

Sia lui che Ms. Bartholic, che stava conducendo la regressione, ne erano sconcertati, perché non c’era nulla nell’episodio che spiegasse il senso di colpa che aveva provato per la morte della nonna. Quindi la signora Bartholic ha approfondito il livello di trance dell’uomo e gli ha chiesto di guardarlo di nuovo, con una visione molto più chiara. E quello che poi ha ricordato è stato molto più inquietante.

Il rapimento, in un primo momento, ha seguito il suo ricordo iniziale. Ma quando il liquido fu bevuto, ora ricordava una fortissima sensazione di cambiamento nel suo corpo. E vide che la nonna in realtà non sembrava più giovane. Invece, è stata posta su un tavolo e avvicinata da uno degli alieni rettiliani che voleva avere rapporti con lei. Il liquido aveva agito da afrodisiaco, ma la nonna si oppose e disse che dalla morte del marito non avrebbe fatto sesso con nessuno. Il rettile rise e scomparve momentaneamente dalla stanza. Quando è tornato, era accompagnato da un uomo che assomigliava esattamente al marito morto.

A questo punto, la nonna ha accettato di fare sesso, ma mentre l’atto era in corso, si è improvvisamente resa conto che l’immagine del marito morto era una crudele illusione. In realtà era il rettile sopra di lei, e lei gridò con grande resistenza perché lui la lasciasse in pace. Una volta finito con lei, sollevò il bambino e lo mise sopra la nonna, costringendo entrambi ad un altro atto sessuale.

Poi la nonna è stata tolta dal tavolo e il ragazzino è stato vittimizzato a sua volta dal rettile, costretto a fare sesso anale e orale. La nonna protestò violentemente, allontanando il rettile dal nipote e interponendo il suo corpo tra loro. “Per Gesù”, gridò, “non toccherai questo ragazzo!”

Doveva essere la cosa sbagliata da dire, perché il rettile si arrabbiò molto e la minacciò. “Morirai per questo!” le disse, e le due persone furono riportate nella camera da letto da cui erano state prelevate. La mattina dopo, la nonna disse al bambino che il diavolo era stato lì la sera prima, e fu allora che lei insistette per essere portata a casa. E, come si è scoperto, è morta subito dopo.

Questa, quindi, era la causa del senso di colpa per tutta la vita dell’uomo per la sua morte. Era stato costretto a fare sesso con lei, e la sua morte era seguita poco dopo. Ma nessuna di questa storia sarebbe emersa se la signora Bartholic avesse fatto come fanno la maggior parte degli investigatori e fermato la regressione dopo aver scoperto la storia sullo scambio di conoscenze mediche.

Ci sono altri casi nei nostri file che mostrano un simile inganno all’opera nel richiamo ipnotico iniziale. Non possiamo fidarci di quel primo ricordo, è chiaro, perché come tante altre cose nell’esperienza del rapimento, potrebbero esserci ulteriori mascheramenti di eventi.

Prima di permetterci di credere nella benevolenza dell’interazione aliena, dovremmo chiederci, gli esseri illuminati hanno bisogno di usare la copertura della notte per compiere buone azioni? Devono paralizzarci e renderci incapaci di resistere? Gli “angeli” devono rubare i nostri feti? Devono manipolare i genitali dei nostri figli e sondare i nostri retti? La paura, il dolore e l’inganno sono coerenti con motivi spirituali elevati?

Ristampato con il permesso di Elton Turner e Kelt Works, Inc. Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta su UFO Universe , vol. 3 n. 1, primavera 1993. Copyright 1993. 1700 Broadway, New York, NY 10019.

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Incontra i fenomeni Sfida il “modello prefissato”. Tutti i dati devono essere considerati

di Karla Turner, Ph.D.

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È un mito che i rapimenti alieni di esseri umani seguano uno schema o un programma prestabilito. Forse il sostenitore più noto di questa teoria è Budd Hopkins, che nei suoi libri ha reso familiari al pubblico la genetica e altri scenari di incroci. Tuttavia, quando rileggerai quei libri, noterai che molti degli incontri alieni sembrano avere una connessione apparente molto scarsa con un interesse per l’allevamento del DNA. E persino Hopkins, negli ultimi due anni, ha dovuto ampliare la sua teoria per includere un chiaro interesse alieno per alcune altre cose, come il piacere e il dolore negli esseri umani.

Anche altri noti ricercatori sugli UFO nutrono teorie restrittive sul fenomeno dei rapimenti, Jacques Vallee, David Jacobs, Whitley Strieber, Brad Steiger, John Lear, Raymond Fowler, Jenny Randles, Kevin Randle, John Keel e altri scrittori sostengono una varietà di intelligenti, teorie spesso ingegnose, eppure ognuna commette lo stesso errore. Ignorano parti delle prove del rapimento, qualunque dettaglio non supporti le loro idee.

Teorie inadeguate

Tuttavia deve essere chiaro che qualsiasi teoria attuale che non possa spiegare tutte le prove conosciute non è accettabile. Nella migliore delle ipotesi, può essere fuorviante, soprattutto per le vittime di rapimenti che si rivolgono a questi eminenti ricercatori in cerca di risposte. Un esempio calzante si è verificato durante una conversazione con un eminente ricercatore nel 1989. Nelle sue lezioni, questo ricercatore ha sempre affermato di avere alcuni modi per testare la validità di potenziali nuovi casi di abduction, e uno di questi modi era la presenza di particolari cicatrici su i corpi delle vittime. L’ho interrogato su un diverso tipo di cicatrice, che appariva spesso sui rapiti di mia conoscenza, e il ricercatore ha negato che un tale segno si presentasse nei suoi casi.

“Sei sicuro?” chiesi incredulo. «Questo segno è abbastanza comune da queste parti, e penso che si manifesterebbe anche in altri posti. In effetti so che lo ha fatto.

“No,” insistette, scuotendo la testa, “gli unici segni che trovo sono come quelli che ho già descritto.”

«E quest’altro segno non è comparso affatto?» Ho chiesto.

“No.” ripeté.

“Neanche una volta??” ho insistito.

«Bene», disse con riluttanza, abbassando la voce, «ci sono stati un paio di casi. Quella bambina di cui ho parlato stasera, aveva due di quei segni, e penso ci fosse un altro caso. Ma sono così rari che devo ignorarli. Quando hai duecento casi con la cicatrice A e solo due casi con la cicatrice B, vai con i numeri.

E questo era il messaggio che consegnava a un pubblico in cui gli addotti ansiosi venivano portati a chiedersi se i loro segni anomali significassero qualcosa, dopo tutto, o se, come molti dei loro amici sembravano pensare, fossero delusioni di una mente turbata.

Nessun singolo modello

In verità, tuttavia, sebbene vi siano eventi ricorrenti nel fenomeno dell’abduzione, non esiste un unico modello o struttura. E finché non sapremo cosa significano tutti gli eventi, non possiamo permetterci di ignorarne nessuno.

Cosa pensare, ad esempio, di un incontro ET-umano in cui due dei quattro alieni hanno assistito l’addotto nella preparazione di un arrosto per la cena? Certo, in questo caso si sono verificati altri eventi, ma la cena è stata effettivamente cucinata, servita e mangiata dalla famiglia del rapito meno di due ore dopo la partenza degli extraterrestri.

Altri dettagli di questo incontro includevano la manipolazione del collo del rapito, “a scopo di istruzione”, e una discussione sui ricordi e sulle conoscenze immagazzinate geneticamente che possono essere sfruttate negli umani. Ma non c’è stato alcun esame medico, nessuna attività di incrocio e nessun avvertimento di catastrofe in arrivo, che sono tutti eventi che sono stati usati per costruire teorie sui rapimenti. So che questo è vero perché è successo a me.

Duplicati umani

Un altro evento anomalo riguarda la duplicazione o la sostituzione dell’umano con una controparte aliena. In un caso, un giovane e la sua fidanzata erano nella loro macchina quando una “forza luccicante” lo avvolse. È svenuto, ma pochi istanti dopo ha iniziato a muoversi, recitando e parlando in modo completamente diverso. La sua fidanzata si è terrorizzata quando ha cercato di trascinarla fuori nel cortile buio, dove le ha detto: “Qualcosa vuole vederti lì”. E solo quando un amico è entrato in cortile il giovane è tornato alla normalità, senza alcun ricordo del suo comportamento aberrante negli ultimi dieci minuti.

Sotto regressione ipnotica, la fidanzata ha descritto il giovane come tenuto in macchina mentre “l’altro” prendeva le sue sembianze e cercava di controllarla. Ha chiamato “l’altro” un “ologramma” e lo ha costantemente chiamato “esso”, non “lui”. In effetti, ha detto che ha lottato per allontanarsi da “esso” e tornare alla macchina dove “il vero” giovane stava ancora aspettando.

Sotto regressione separata, il giovane ha ricordato la sua versione della serata e ha detto che a un certo punto è stato “spento” e “scollegato”, eppure non poteva dire quale tipo di potere stesse allora operando nel suo corpo.

Un evento ancora più bizzarro è accaduto a una donna nel sud-ovest durante il suo incontro. Ha detto di essere stata “rimossa” dal suo corpo e immagazzinata in qualche modo inspiegabile, ma ancora consapevole e in grado di comunicare con i suoi rapitori. Le dissero che un’altra entità ora stava usando il suo corpo, che stava svolgendo tutte le sue normali attività e che nessuno sarebbe stato in grado di notare la differenza. Il giorno dopo il rapimento, quando è tornata al suo lavoro, ha scoperto che il suo corpo era effettivamente al lavoro, anche se lei stessa era da qualche altra parte.

Essere interdimensionale

Questi intrusi alieni apparentemente possono comportarsi e apparire in vari modi. Nell’esperienza di un uomo, appariva spesso una donna dall’aspetto umano, sebbene affermasse di essere un essere interdimensionale il cui vero aspetto non era quello che vedeva l’addotto. A volte, sarebbe stata “completamente lì” e molto tridimensionale, ma altre volte sarebbero visibili solo la sua testa, o la testa e le mani.

Le prove di diversi casi mostrano anche che gli alieni hanno uno strano interesse per i nostri animali, ma questo è appena menzionato nella ricerca sui rapimenti standard. Durante un periodo di intensa attività ET nella vita della mia famiglia, il nostro cane è stato in qualche modo spostato una notte da un cortile recintato in un garage chiuso a chiave. E lo stesso cane, al contrario, ci ha svegliati una mattina abbaiando nel cortile sul retro, quando la sera prima era stato messo in un garage chiuso a chiave.

In entrambi i casi, non era segno che il cancello o la porta del garage fossero stati aperti. Il vecchio cane era del tutto cieco, in ogni caso, e avrebbe avuto difficoltà ad arrivare da qualche parte, anche se entrambi i passaggi fossero stati liberi.

Rompicapo di animali domestici

Il trasporto di cani si è ripresentato nel caso di un ricercatore UFO. Il suo cane dormiva fuori, eppure nel cuore della notte fu svegliata dalla sua lingua bagnata sul viso. Lei e il cane erano nel suo letto, ma la porta della sua camera da letto era ancora chiusa, così come quella esterna, e c’erano altre due porte chiuse in mezzo a loro.

Anche i cavalli sono stati spostati, lasciando i loro proprietari rapiti a rintracciarli in recinti molto distanti da dove gli animali erano stati rinchiusi per la notte. È difficile immaginare lo scopo di tali eventi, eppure fanno parte di un fenomeno più ampio e devono avere una certa rilevanza.

Sembra anche esserci una connessione tra i rapimenti e la scomparsa e la comparsa di beni e altri oggetti. Uno degli episodi più divertenti si è verificato quando un ricercatore era in visita in un’altra città e soggiornava come ospite a casa nostra. La giornata era stata trascorsa a lavorare con altri addotti, e quella sera il gruppo aveva ordinato cibo cinese.

Vengono visualizzati gli utensili preferiti

Mentre ci sedevamo a mangiare il cibo, la ricercatrice ha osservato che preferiva mangiare cibo cinese con le bacchette, ma non ne avevamo. Dopo il pasto, la ricercatrice è andata nella sua stanza, poi è tornata pochi istanti dopo con un’espressione molto perplessa: “Pensavo che non avessi le bacchette”, ha detto a mio marito. “E di certo non volevo che tu andassi a comprarli! Ma grazie comunque per essere così premuroso. Mi porse un paio di bacchette avvolte nella carta e sorrise.

“Dove li hai presi?” chiese stupito.

“Erano sul mio letto”, ha risposto. “Non li hai messi lì?”

“Ovviamente no! Non c’erano bacchette in casa, te lo prometto. E non sono andato da nessuna parte!

Altri oggetti sono apparsi dal nulla, come sfere di metallo che cadono dai corpi degli addotti quando si alzano dal letto la mattina dopo un incontro. In un altro caso, una madre ha visto quello che sembrava un libro bianco fluttuare orizzontalmente nella camera da letto di suo figlio, ma quando è entrata non c’era nessun libro in vista. Nella casa di un rapito, un pesce è scomparso dal loro acquario, per poi ricomparire dieci giorni dopo, grande il doppio di prima. Entro 24 ore è morto, così come tutti gli altri pesci nella vasca.

Donne in difficoltà

Forse la serie di casi più notevole e inquietante riguardante due donne che conosco ma che non si conoscono. La prima donna si svegliò una mattina e trovò il letto inzuppato di sangue. Era durante il suo ciclo mestruale, eppure fu sorpresa di aver sanguinato così abbondantemente da inzuppare il tampone che aveva inserito prima di andare a letto. Quando andò in bagno per pulirsi, non riuscì a trovare nessun tampone da rimuovere. Perquisì freneticamente il letto, la camera da letto e infine l’intero appartamento, ma il tampone era scomparso. Pochi giorni dopo, mi raccontò l’incidente, ma nessuno di noi due sapeva cosa pensare.

Passò un mese e ricevetti una telefonata dalla seconda donna, che abitava lontano da me. Era perplessa per un evento della notte precedente e voleva raccontarlo a qualcuno. Anche questa donna aveva il ciclo mestruale e la sera prima si era messa un assorbente prima di andare a letto. Diverse ore dopo, si è svegliata e ha deciso di cambiare l’assorbente, poiché aveva un’emorragia insolitamente abbondante. Con sorpresa, tuttavia, scoprì che l’assorbente era immacolato e poi sentì qualcosa dentro di sé. Mi ha detto che ha rimosso il tampone, ma non riusciva a capire come ci fosse arrivato. “Non uso tamponi da dieci anni”, ha detto, “quindi non ha alcun senso”.

Anomalie nei report ‘tipici’

In alcuni casi sono emerse anomalie che potrebbero altrimenti sembrare seguire la “tipica” sequenza di rapimento di salire sulla nave, sottoporsi a un esame ed essere restituiti con poca o nessuna memoria. A volte, ad esempio, i dintorni della nave sono descritti come disordinati o sporchi, con cattivi odori e segni di pulizia trascurata. A volte si dice che l’interno sia affollato, brulicante di numerose entità impegnate in movimenti rapidi e inspiegabili da un luogo all’altro.

Ancora più insoliti sono quei resoconti di rapimento nello spazio interno piuttosto che nello spazio esterno. In questi casi, gli addotti raccontano di essere stati portati in grandi complessi sotterranei, e le loro descrizioni molto spesso includono apparati terrestri – forse militari – così come la presenza di esseri umani e alieni che lavorano insieme. Queste aree sotterranee si raggiungono attraverso lunghi tunnel verticali oa spirale, raccontano i rapiti, e in un caso il luogo sembrava il set di un film di una vecchia città occidentale.

Impostazioni del bagno

Un terzo episodio anomalo, che potrebbe essersi verificato a bordo di un’imbarcazione o in un ambiente sotterraneo, riguarda i rapiti portati in ambienti “bagno”. Lì vengono fatti entrare in stalle con o senza servizi igienici, e nella maggior parte dei casi i rapiti sono completamente spaventati dagli eventi che si verificano in questi ambienti, spesso legati all’esame dei loro organi sessuali.

La maggior parte di questi dettagli anomali proviene da un gruppo relativamente piccolo di addotti, ma casi simili sono noti altrove. Nei casi della strana cicatrice, che ha dato inizio a questa discussione, ci sono casi del modello triangolare che si presentano in tutto il mondo, ma nessun ricercatore di spicco lo ha riconosciuto. I segni di scoop e tagli rettilinei sono ben noti, ma altrettanto frequenti sono cicatrici e segni meno permanenti. Sui corpi degli addotti compaiono segni di punture singole, doppie e multiple, così come ampi percorsi di macchie violacee sottocutanee, triangoli e altre forme causate da scolorimento della pelle piuttosto che da punture, e lunghi segni di artigli, graffi, solitamente numerosi, accompagnati da lividi ancora più lunghi di pelle intatta.

Sfida alle teorie positive

Per quanto riguarda i ricercatori che affermano che gli ET sono qui per aiutarci a evolvere una coscienza superiore o che sono qui per qualche altro scopo positivo – salvare il nostro pianeta, promuovere la pace nel mondo, ecc. – Sfido quelle ricerche a incorporare dati anomali in questa visione .

Che dire di quelle persone che soffrono di crolli totali dopo le loro esperienze? Che dire di coloro che subiscono cambiamenti di personalità selvaggi, che si ritrovano ossessionati da comportamenti sessuali devianti che non avevano mai avuto prima, portando spesso alla rottura di matrimoni e amicizie? Queste cose sono successe numerose volte, ma nessun ricercatore ha ancora spiegato lo scopo più alto dietro tali risultati.

Particolarmente inquietanti sono quei casi in cui individui precedentemente sani hanno un incontro ET e poi sviluppano malattie debilitanti o terminali. È noto che molte donne soffrono di problemi ginecologici dopo le loro esperienze, che spesso portano a isterectomie. Ma altri casi hanno mostrato lo sviluppo di grave affaticamento, orribile gonfiore e prurito e persino cancro. Dove sono gli effetti positivi in ​​questi casi?

Le teorie sono punti di partenza per la ricerca, non conclusioni provate, e i ricercatori sugli UFO devono essere disposti ad espandere e modificare le loro teorie preferite in base ai dati che scoprono. Sarebbe meraviglioso se potessimo modellare le esperienze extraterrestri in qualcosa di positivo, ma fino a quando i dettagli degli incontri di rapimento – tutti i dettagli – non saranno presi in seria considerazione, penso che sia pericoloso aggrapparsi a teorie che ignorano i dati che non si adattano. Lo dobbiamo a noi stessi per cercare tutta la verità.

Ristampato su autorizzazione di Elton Turner e Kelt Works, Inc. Questo articolo è stato originariamente pubblicato sulla rivista UFO , vol. 8 n. 1 gennaio/febbraio 1993.

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Agenda genetica Un doppio gioco?

Di Karla K. Turner, Ph.D.

Il lavoro fondamentale di Budd Hopkins ha mostrato per la prima volta procedure riproduttive ricorrenti eseguite su rapiti a bordo di UFO o in strutture aliene. E poiché i rapporti raccolti dai ricercatori successivi hanno confermato questi dati, è diventato un “dato”, un dato di fatto dell’ufologia, che lo scopo principale del contatto alieno è quello di incrociare o ibridare una nuova versione degli alieni stessi o di noi.

Ma è un fatto solido, un presupposto sicuro? L’evidenza su cui si basa questa ipotesi è triplice. In primo luogo, i rapporti affermano che il materiale genetico e riproduttivo lo sono

raccolto dai rapiti. In secondo luogo, gli addotti affermano che gli alieni hanno impiantato dei feti in loro e successivamente li hanno recuperati. Infine, i rapporti includono scenari che coinvolgono il “nudo fetale” e la presentazione di un neonato o di un bambino dall’aspetto ibrido all’addotto, tipicamente con affermazioni che il bambino è la progenie dell’addotto.

Tutte queste prove provengono da resoconti di rapimenti, ricordati sia consapevolmente che sotto ipnosi regressiva. Ad oggi, tuttavia, non esiste un vero bambino ibrido in custodia umana, quindi l’intero “fatto” si basa esclusivamente sui resoconti degli incontri. L’accuratezza di questi rapporti è discutibile, data la natura dello scenario del rapimento. In ogni incontro, l’assorbimento percettivo totale dell’umano è controllato e frequentemente alterato, facilmente manipolato per dare all’umano un evento “creato” da ricordare e un insieme programmato di risposte tattili, emotive e intellettuali. Ciò significa che ciò che noi rapiti pensiamo e ciò che ricordiamo degli incontri potrebbe non riflettere accuratamente i reali eventi dell’incontro.

Alcuni ricercatori insistono nell’accettare i resoconti dei rapimenti al valore nominale, tuttavia, ma anche se concediamo la veridicità dei rapporti, ci sono ancora problemi nell’accettare il “fatto” di un programma di incroci. Ci sono altre possibili spiegazioni per i dati utilizzati per supportare la teoria dell’ibridazione che dovrebbero essere prese in considerazione.

In primo luogo, il materiale genetico raccolto dai rapiti potrebbe essere destinato a un uso diverso da una specie aliena potenziata. Ad esempio, cloni totalmente umani, tipicamente nudi e inerti o inattivi, vengono segnalati dai rapiti. I materiali genetici potrebbero essere utilizzati nella loro produzione.

Un’altra possibilità è che, come alcuni rapiti riferiscono di aver detto o mostrato, i piccoli “lavoratori” Grigi siano robot androidi prodotti in serie, non individui portatori di anima e quindi non “vivi” come intendiamo il termine. I Grigi mostrano una forte fisiologia fetale, come hanno affermato numerose descrizioni. E data una sufficiente padronanza della genetica, il materiale riproduttivo umano potrebbe essere alterato in modo che il suo aspetto assomigli al tipo Gray, pur essendo strettamente umano nella composizione, piuttosto che un misto di alieno e umano. I Grigi, in effetti, potrebbero essere corpi grossolanamente alterati di bambini umani, privi di ciò che chiamiamo anima e programmati mentalmente come l’hardware di un computer dedicato.

Allo stesso modo, i feti segnalati potrebbero essere destinati a scopi non incrociati, in particolare gli stessi appena discussi. Ricorda, non ci sono prove concrete che i feti siano effettivamente fatti da una combinazione alieno-umana, solo un’ipotesi basata sulle apparenze esteriori e sulle dichiarazioni degli alieni.

Le segnalazioni di impianti fetali temporanei nei rapiti, tra l’altro, sono riproduttivamente strane, per non dire altro. Ci sono alcune segnalazioni di addotti maschi che ricevono impianti fetali, uno nell’addome e un altro nel retto. Entrambi gli impianti sono stati successivamente recuperati, proprio come nei casi di donne rapite. Si dice che anche i bambini in età prepuberale abbiano ricevuto impianti fetali.

Ci sono anche prove che i feti, qualunque sia la loro origine, non sono sempre trattati come se fossero preziosi esperimenti vitali per la sopravvivenza della nostra razza o degli alieni. In alcuni casi, gli addotti riferiscono di aver visto gli alieni distruggere deliberatamente i feti nello scenario del “nido fetale”. In un caso, all’addotta è stato detto che non doveva essere turbata perché il feto non era veramente vivo e che tutto il suo materiale fisico sarebbe stato usato, non sprecato. In un altro caso, al rapito è stato effettivamente detto che il lavoro riproduttivo e i feti erano stati usati nella fabbricazione dei lavoratori Grigi. Le fu detto che gli alieni stavano anche preparando “lavoratori” per un prossimo periodo di distruzione, perché avrebbero avuto bisogno di lavoratori privi di emozioni.

E le “presentazioni del bambino” hanno altre possibili interpretazioni diverse dall’educazione della prole ibrida, che è ciò che tipicamente affermano gli alieni. Potrebbe davvero essere un evento reale, ma il bambino potrebbe essere un prodotto strettamente umano, non un incrocio. Lo scopo qui potrebbe non essere quello di un processo di legame, dal momento che molti addotti affermano di non sentire alcun legame materno con il bambino. Una donna ha affermato di non credere affatto che l’evento servisse per creare un legame, ma piuttosto fosse un processo tormentoso inteso come traumatico dal punto di vista emotivo per il “genitore”, come parte di un’agenda di programmazione.

D’altra parte, la presentazione potrebbe non essere affatto reale. Potrebbe essere uno scenario di realtà virtuale. In tal caso, il bambino potrebbe essere qualcosa di completamente diverso, o semplicemente un’immagine proiettata senza realtà fisica. L’evento potrebbe essere progettato per fornirci disinformazione, fuorviandoci sulla vera natura del loro programma genetico e, in effetti, sulla vera natura della nostra relazione e valore per gli alieni. Se l’ordine del giorno ci sembrerà riprovevole, servirebbe certamente ai loro scopi per tenerci all’oscuro e per darci invece una “storia di copertura” più accettabile.

Per confondere ulteriormente le acque, gli alieni hanno indicato quattro spiegazioni contraddittorie per il lavoro genetico. In primo luogo, hanno affermato che era necessario migliorare la loro razza in declino. Hanno anche detto che è necessario alterare la specie umana in modo che possa sopravvivere a qualche futuro scenario di distruzione. In terzo luogo, hanno detto ad alcuni addotti che sono qui al servizio del piano di Dio, preparando “Nuovi Corpi” per l’imminente Risurrezione e ritorno di Cristo. E infine, hanno affermato che stanno producendo cloni di alcuni individui, con i quali quegli individui potrebbero essere sostituiti.

Date le possibili spiegazioni alternative e l’ampio corpus di dati controindicativi, nonché le spiegazioni contrastanti offerte dagli alieni, possiamo tranquillamente accettare l’ibridazione come lo scopo principale al centro dell’agenda aliena? O dovremmo essere più scettici sulle loro intenzioni dichiarate? L’evidenza mostra che gli alieni raccolgono da noi in molti modi, emotivamente ed energeticamente oltre che fisicamente. Ci sono persino scenari segnalati di strutture in cui i corpi umani vengono “elaborati” e molti di questi rapporti provengono da persone che non hanno familiarità con la letteratura ufologica.
Se siamo davvero una risorsa multiuso per gli alieni, che vogliono continuare a utilizzare, potrebbero eseguire le varie procedure riproduttive/genetiche al fine di apportare modifiche al loro “bestiame” che servano meglio agli usi per i quali siamo raccolti ? Tale possibilità non dovrebbe essere esclusa. Ci sono ragioni ipotetiche per cui queste modifiche potrebbero essere necessarie in questo particolare momento.

Se gli alieni sanno, ad esempio, che imminenti catastrofi o cambiamenti terrestri saranno ampiamente distruttivi per il loro gregge, potrebbero lavorare furiosamente per accumulare scorte prima della penuria, e forse anche provare a produrre una variante umana più capace di sopravvivere. in qualche nuovo ambiente su questo pianeta. Gli alieni, infatti, amano fare previsioni di catastrofici cambiamenti terrestri, anche se di solito insistono sul fatto che le loro intrusioni genetiche sono altruistiche, a nostro vantaggio.

Considera questo: cosa succede se gli alieni si rendono conto che la loro mandria sta mostrando cambiamenti che gli alieni non intendevano e non gradiscono? Potrebbero lavorare furiosamente per arginare questo processo di trasformazione. Potrebbero temere che la mandria si stia svegliando, acquisendo nuove capacità percettive e apprendendo che il suo scopo non è altro che il bestiame. Dopotutto, la mandria potrebbe essere così insoddisfatta di quella situazione da decidere di resistere. Quale sarebbe la risposta aliena a una situazione del genere? Se tutto il bestiame che usiamo su questo pianeta si svegliasse improvvisamente e decidesse di non voler più “servire l’uomo”, gli umani acconsentirebbero tranquillamente e diventerebbero vegetariani?

Ristampato con il permesso di Elton Turner e Kelt Works, Inc. Questo articolo è stato originariamente pubblicato su The MUFON UFO Journal , n. 320, dicembre 1994.

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Comportamento alieno: concetto o precetto?

Di Elton Turner

“186.000 M/Secondo – non è solo una buona idea, è la legge”, recitava l’adesivo sul paraurti. Qualcosa in quella frase mi irritava. Qui eravamo nel bel mezzo di una conferenza sugli UFO e qualcuno stava vendendo una vecchia realtà!

La mescolanza delle nostre nozioni di realtà fisica e del nostro concetto di legge ci sta mantenendo nei secoli bui del pensiero umano. La scienza moderna ci ha portato molte nuove idee sulla natura dell’universo, ma queste idee vengono costantemente messe alla prova e modificate man mano che i nostri poteri di osservazione si acuiscono e le attrezzature migliorano. Ringrazio i nostri scienziati per i loro contributi; Amo l’aria condizionata, gli aeroplani e le onde televisive che percorrono la nostra aria. Ciò che mi preoccupa è che non ci siamo fermati a considerare “La Legge”.

A quali leggi si attengono gli invasori (e uso questo termine intenzionalmente) del nostro mondo? Suppongo che non abbiamo idea delle regole dell’universo navigabile in base al quale operano queste entità ultraterrene. Continuiamo a sviluppare idee sulle loro intenzioni basate sulle nostre regole sociali e leggi scritte. L’altro giorno ho chiesto a un eminente autore e ricercatore del fenomeno UFO perché pensava che ci si potesse fidare degli alieni – perché dovremmo credere a quello che ci dicono. La sua risposta è stata sincera, credo. Ha detto che hanno dimostrato la loro veridicità prevedendo alcuni eventi futuri e, ecco, quello che hanno detto si è avverato. Ha detto che ci hanno detto che il nostro pianeta è in crisi ecologica e sappiamo che è vero. E, sebbene sembrino essere qui da migliaia di anni, non ci hanno invaso. Che creature meravigliose devono essere!

Nei pochi anni in cui ho studiato la mia personale invasione da parte di queste creature, sono arrivato a capire che gli invasori non dicono la verità a meno che non serva al LORO scopo. Giocano sulle nostre paure, usando l’inquinamento, la guerra, l’olocausto nucleare e l’avidità come fondali per i loro avvertimenti. Ma ogni giorno, da quando ero un bambino, mi sono reso conto che quelle cose fanno parte del nostro mondo. Sappiamo tutti queste cose. Non ci vuole un miliardo e più di creature del pianeta Orlon per rendermi consapevole che abbiamo problemi nel nostro mondo che dobbiamo affrontare. Abbiamo problemi molto umani da affrontare, problemi che possiamo affrontare.

Il problema che non possiamo ancora superare è quello dell’interferenza esterna nei nostri affari. Alcune persone potrebbero chiamarlo “intervento benevolo” e indicare risultati positivi. Rispetto gli scienziati e i profani di tutte le discipline che hanno studiato il fenomeno e gli artefatti alieni negli ultimi 50 o 60 anni. Sembra che abbiano fatto dei progressi, come testimoniano i rapidi sviluppi nell’industria aerospaziale, nella medicina, nelle comunicazioni, ecc., molti dei quali sembrano provenire da tale ricerca. Ciò che manca è uno studio approfondito e pubblico della missione e delle regole di ingaggio nella guerra per il nostro mondo.

Credo che i nostri stessi pensieri e, di conseguenza, il nostro comportamento come razza di esseri senzienti vengano MINATI attraverso il potere dell’insinuazione e l’impianto di dispositivi di controllo nei nostri corpi da parte di entità non umane (il più delle volte). Questo è davvero il modo più efficace per invadere e conquistare. Non mi fido di tali creature, non importa quello che mi è stato detto sui loro motivi altruistici.

Noi, come razza, non siamo mai stati liberi di scoprire la nostra vera identità. Ogni avanzamento sociale che tentiamo è ostacolato da qualche maniaco che spunta con grazia quasi divina per condurci alla follia. San Paolo, ad esempio, sembra aver preso il vero messaggio di Gesù e dei suoi primi seguaci e lo ha distorto in qualcosa per cui uccidiamo, mentiamo e imbrogliamo. E, nonostante tutto ciò, aspiriamo ancora alla redenzione delle nostre anime. I seguaci di quella dottrina – cristiani, si definiscono – non sono gli unici a comportarsi in questo modo. Ogni grande religione è riuscita a trovare una scusa nei suoi insegnamenti per distruggere gli altri esseri umani non credenti. Una parte di me rabbrividisce ogni volta che sento parlare dell’ennesimo omicidio basato su odi vecchi di 2000 anni.

Quale legge ci permette di continuare con tali atrocità? Quale influenza mantiene in vita tale odio e paure? Perché noi rapiti abbiamo così paura di chiedere aiuto reale alla nostra stessa società?

Siamo stati INVASI, ma non credo ancora che la battaglia sia finita. L’invasione con bastoni, coltelli o pistole è una realtà umana, non necessariamente universale. Ci sono meccanismi molto sofisticati usati nell’invasione del nostro mondo. Perché i nostri invasori dovrebbero usare bastoni appuntiti contro di noi quando possono farci affilare bastoni e usarli l’uno contro l’altro? Forniamo loro tutto ciò che vogliono da noi e non si assumono alcuna colpa per la nostra miseria. Si limitano a sfrecciare nelle loro meravigliose macchine volanti, abbagliandoci con le loro abilità magiche e riempiendoci di stupore per la loro intuizione.

Può esserci una campagna militare di maggior successo di quella in cui non viene (apparentemente) sparato alcun colpo e in cui la popolazione conquistata accoglie volentieri e apertamente i propri schiavi? Siamo programmati mentalmente e socialmente per accettare i nostri invasori come salvatori, non come forza conquistatrice. Credo davvero che siamo stati ingannati da fumo, specchi e movimenti di prestigio con tre dita. Vendiamo la nostra primogenitura a degli esseri subdoli che appaiono sulle nostre coste su navi meravigliose e ci offrono qualche gingillo sfarzoso?

Il ricercatore mi ha chiesto se ero a conoscenza personalmente del danno che qualcuno ha subito per mano oa causa degli alieni. Sì, il danno è arrivato. La mia prima giovinezza è stata gravemente danneggiata dalla consapevolezza inconscia di essere usata da qualche agenzia non umana. Mi ci sono voluti 40 anni per riconoscere che le paure che mi guidavano quotidianamente non erano di mia creazione e che la ribellione che sentivo costantemente era generata dal mio disprezzo per i potenti agenti invisibili che mi costringevano a fare cose che sapevo essere sbagliate, persino come li stavo facendo.

Ad esempio, non volevo sposare la persona che sarebbe diventata la mia prima moglie, eppure non avevo alcun controllo sulla decisione. Prima di sposarci, siamo stati rapiti insieme e sottoposti a una severa programmazione. I risultati non hanno portato felicità a nessuno di noi. Entrambi eravamo affamati di amore e compagnia, anche se abbiamo cercato con tutte le nostre forze di trovarli. Anche mio figlio (che ora ha 25 anni) era uno dei loro sudditi ed è infelice e perso. È una persona artistica con così tante paure inconoscibili che è paralizzato. Conosco rapiti ASSASSINATI a causa di mutilazioni (i cui resoconti vengono soppressi immediatamente e completamente), da cancri che nessun medico ha mai visto prima, e da pazzia che ha portato al suicidio. A mio parere, questi atti non sono stati causati da “fratelli” di alcun tipo.

Non credo però che tutto sia perduto. Ho sentito una mano guida che mi ha aiutato a scoprire la felicità e la pace interiore in mezzo a tutto questo caos e miseria. Quello che ho capito è che quella mano è lì solo quando mi assumo la responsabilità della mia felicità e faccio qualcosa per qualunque cosa mi infastidisca.

La realtà lasciata nelle mani degli invasori non è né ciò di cui abbiamo bisogno né ciò che vogliamo. È giunto il momento di riflettere seriamente su noi stessi e su ciò che abbiamo su questa gemma dell’universo, la nostra casa, il nostro pianeta. Ci sono leggi che governano le azioni dei nostri invasori, regole che guidano le loro azioni e modelli di comportamento che possiamo scoprire se faremo uno sforzo concertato per discernerle. Noi umani abbiamo qualcosa di prezioso che è desiderabile e utilizzabile dalle forze aliene che agiscono su di noi. Sento che è tempo di riprenderci ciò che è nostro, di utilizzare tutte le nostre risorse per scoprire le leggi che governano la realtà e diventare gli esseri che intrinsecamente sappiamo di essere.

Ristampato con il permesso di Elton Turner e Kelt Works, Inc. Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Contact Forum , settembre/ottobre 1994.

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Karla Kandace Turner, Ph.D. era un ricercatore, autore, conferenziere e insegnante di abduction molto rispettato. Ha conseguito la laurea presso l’Università della California a Sacramento, un master presso l’Università di Nottingham, Nottingham England, e il suo dottorato di ricerca. presso la University of North Texas di Denton. È autrice di tre libri sul fenomeno dei rapimenti: Into The Fringe , Taken e Masquerade of Angels .

Nel 1995, Karla contrasse una forma molto pericolosa di cancro al seno subito dopo un’esperienza di rapimento. Ha perso la sua battaglia contro il cancro il 9 gennaio 1996 all’età di 48 anni. Karla ha sentito molto la mancanza di coloro che la conoscevano e delle molte persone che ha aiutato attraverso i suoi libri e le sue ricerche. Karla Turner, Ph.D. Sito commemorativo

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Il quadro segreto per la soppressione del Sovrano Integrale

Il quadro segreto per la soppressione del Sovrano Integrale
Estratto da un’intervista fatta a James di WingMakers
Queste nove componenti costituiscono il complesso carcerario a cui ogni essere umano è sottoposto quando nasce, vive e muore, indipendentemente dal numero di cicli di nascita e morte che può subire.
Sistema mentale umano (HMS)
Il sistema mentale umano è separato in tre meccanismi funzionali primari: La mente inconscia o genetica, il subconscio e la coscienza.

Queste tre componenti si mescolano per formare ciò che la maggior parte delle persone chiama coscienza. L’HMS è il velo più opaco e distorto che si è frapposto tra l’umanità e il suo vero sé, pervertendone l’espressione all’interno dei domini che chiamiamo realtà.
La mente inconscia, genetica, è il deposito di tutta l’umanità; il subconscio è il deposito delle linee di sangue della famiglia; la mente cosciente è il deposito dell’individuo. Tuttavia, e questo è importante da capire, gli schemi di pensiero fondamentali provengono principalmente dalle strutture mentali subconsce e genetiche della coscienza. Così, mentre l’individuo crede di essere individuale, unico, separato e irripetibile, in realtà non lo è. Non nel contesto della HMS. Non nel contesto dell’HMS.
Potete concettualizzare voi stessi come una copia della famiglia umana ripiegata all’interno di una copia dei vostri genitori e delle vostre linee di sangue, inserita in un’espressione individualizzata: voi. Il “Tu” è un HMS particolarizzato in un’espressione, ma le sue radici sono interamente piantate nel terreno dell’umanità e della stirpe dei genitori, il tutto scaricato nel feto in via di sviluppo prima della nascita.
È proprio per questo che, dopo diecimila generazioni, continuiamo a operare secondo gli stessi schemi di avidità, separazione e autodistruzione. L’immagine nello specchio viene migliorata con “abiti” migliori e maschere più sofisticate, ma sotto l’immagine rimangono gli stessi sentimenti, gli stessi pensieri e gli stessi comportamenti.
L’ingegneria sociale e culturale, attraverso i sistemi di intrattenimento e di istruzione, cospirano per addestrare l’individuo durante gli anni dello sviluppo (3-14 anni), attivando i programmi e i sottosistemi dell’HMS per garantire che l’individuo sia adeguatamente preparato a conformarsi alla matrice di realtà del suo tempo e del suo luogo. Anche chi è anticonformista, chi si sente “fuori dagli schemi”, rientra nel perimetro dell’HMS.
Griglia del potere monetario (MPG)
Il motivo per cui esiste il Sistema Mentale Umano è che l’Elite esercita il controllo sulla Griglia del potere monetario. Il denaro è l’obiettivo primario dell’Elite perché conferisce potere a chi lo possiede. Il denaro assume molte forme, tra cui beni di metalli preziosi e petrolio, terreni o immobili, minerali, prodotti e servizi. Il denaro è il “Dio” dell’Elite e le loro banche sono le istituzioni religiose in cui possono adorare il loro Dio.
L’élite aziendale, l’élite governativa, l’élite clandestina e l’élite bancaria costituiscono i controllori del MPG. Coloro che occupano posizioni di potere, soprattutto nel settore bancario, sono legati al MPG e faranno tutto il possibile per rafforzare il loro controllo sul MPG e manipolare la famiglia umana per servire la loro agenda.
Struttura dell’Universo Interdimensionale (IUS)
Si tratta della struttura dei domini della realtà e di come si interfacciano tra loro. La IUS è un argomento molto, molto complesso da divulgare in un formato come questo, quindi mi limiterò a sfiorarne la superficie.
Gli esseri umani sono sia dimensionali che interdimensionali. La Prima Sorgente è tutti noi. È il Noi collettivo. Non è un Dio che vive in una tasca lontana dell’universo. La Prima Sorgente è il Collettivo Umano, senza il peso dell’HMS. La Prima Sorgente si è divisa in espressioni individualizzate noi. All’inizio, abitavamo dimensioni che non erano materiali, ma esistevano a livelli quantici di tempo e spazio.
Tuttavia, man mano che le dimensioni aumentavano di densità grazie all’espansione della creazione (la nostra creazione), noi, come esseri individualizzati e interdimensionali, siamo stati sedotti per entrare nel corpo umano. Questa seduzione fu una cospirazione di forze guidata da Anu, il re degli Anunnaki, che richiedeva lavoratori schiavizzati per estrarre l’oro fisico che era presente in abbondanza sulla Terra. Quegli esseri che oggi consideriamo gli Atlantidei vivevano interdimensionalmente sulla Terra e Anu, con grande astuzia, li convinse a incarnarsi in strumenti umani.
Questa incarnazione fu un grande esperimento di ingegneria umana e il Sistema Mente Umana (HMS) fu al centro di questo progetto. Anu si rese conto che l’unico modo per schiavizzare gli Atlantidei era quello di inguainarli in un sistema mentale che avrebbe ridotto la loro capacità di esprimere la loro vera natura e di esprimere invece i programmi incorporati nell’HMS. Questi programmi erano la creazione di Anu e dei suoi scienziati.
Complesso Dio-Spirito-Anima (GSSC)
È l’elemento centrale dell’HMS, che fissa la separazione. L’essere umano individualizzato, libero dall’HMS, è chiamato Integrale Sovrano nella mitologia dei WingMakers. È la vera identità di ogni essere umano. In questo modello di Integrale Sovrano, siamo divinità del nostro multiverso locale e, collettivamente, siamo la Prima Sorgente del multiverso.

Perché la GSSC è l’ancora della separazione? Abbiamo due percorsi: La religione e la spiritualità, ognuna delle quali è una faccia diversa della stessa medaglia, e questa “medaglia” è il GSSC. Ora, Anu, da entità intelligente e astuta qual è, sapeva che gli esseri umani si sarebbero evoluti e che in questa evoluzione avrebbero potuto iniziare a ricordare di essere Integrali Sovrani. Tenete presente che gli Atlantidei erano esseri altamente evoluti prima di indossare lo strumento umano della creazione di Anu. Ricordate anche che lo strumento umano non è semplicemente il corpo fisico, ma include le emozioni e il sistema HMS, e che questo strumento umano è composto in modo tale che, mentre il corpo fisico muore, un corpo dimensionale superiore o una guaina che si basa sul corpo fisico continua a vivere.
Alcuni si riferiscono a questo corpo come all’anima, altri come al corpo astrale, ma si tratta semplicemente di una guaina all’interno della quale opera il Sovrano Integrale e che rimane soggetta all’HMS e alla maggior parte della sua programmazione. Pertanto, anche dopo la morte, il Sovrano Integrale non si libera dalle influenze dell’HMS o dai programmi dello strumento umano.
Gli Anunnaki hanno creato l’HMS per consegnare l’Integrale Sovrano il vero Sé che è infinito ed eterno – in una prigione di illusioni e inganni. Così lo strumento umano fu dotato di HMS e l’Integrale Sovrano fu posto al suo interno come forza vitale, ciò che alimentava lo strumento umano. Un aspetto della GSSC era il programma che chiamiamo paura della morte, paura della separazione, paura della non esistenza.
È stata questa paura, così fortemente sentita dagli esseri umani, a dare origine alla costruzione di un Dio separato, da cui uno Spirito separato ha riempito l’universo e da cui siamo stati tutti creati in separazione. Che si arrivi a Dio attraverso la religione o la spiritualità, non importa, l’effetto è lo stesso: placare la paura della morte all’interno dell’individuo, proprio come specificato dal programma. In effetti, Anu, il re degli Anunnaki, si è posto come Dio del mondo umano.
Il percorso verso Dio, indipendentemente dalla religione o dalla via spirituale percorsa, aveva lo stesso programma alla base: Sei un essere umano con un’anima, quest’anima deve essere riscattata o attivata, e a quel punto sarai salvato. In questo processo di salvezza, si rinuncia all’autoresponsabilità nei confronti della condizione del mondo. Si viene ricompensati con una vita eterna nel regno di Dio (con qualsiasi nome si chiami Dio), dove si può vivere nella beatitudine e/o servire come insegnanti della luce.
Il costrutto salvatore/maestro è parte integrante della GSSC e incoraggia gli esseri umani a desiderare un maestro che insegni loro come ascendere, come essere salvati, come raggiungere il nirvana, come vivere una vita morale e come assicurarsi la felicità eterna. Ci sono maestri di grande saggezza e luce che rimangono nel dominio dell’HMS senza sapere di essere coinvolti. La sottigliezza è così potente che, anche quando si ritiene di aver raggiunto l’autorealizzazione, si rimane intrappolati nell’HMS. È così vasto, soprattutto se paragonato al mondo materiale.
I salvatori possono assumere la forma di molte cose, tra cui la seconda venuta di Cristo, un Dio collerico, la Terra, gli spiriti della natura, le schiere angeliche, la profezia e le forze extraterrestri che intercederanno a favore dell’umanità. Ognuno di noi è il proprio e unico salvatore, l’unico maestro che può veramente farci alzare in piedi dentro di noi e chiudere i sistemi di soppressione e risvegliarci alla nostra coscienza integrale sovrana. Questo è il sentiero della liberazione e di questo si parlerà nelle risposte che seguiranno.
In sostanza, la GSSC è un aspetto della HMS che perpetua la separazione. Così come lingue diverse separano, percorsi religiosi e spirituali diversi separano la famiglia umana e rendono possibile una razza più facilmente controllabile e pacificata attraverso la GSSC.
Death Stress Implant Network Detour (DSIND)
Come suggerisce il suo lungo titolo, il DSIND è la discesa nell’umanità e il legame della custodia con il mondo materiale. Nella regione del plesso solare dello strumento umano si trova il modulo DSIND dell’HMS. La questione si complica un po’ perché bisogna considerare l’HMS come la rete principale, e poi ci sono dei nodi o impianti che si collegano all’HMS. Uno di questi è il DSIND e, pur essendo ancorato nel plesso solare, è una rete intricata che si sviluppa in modo esponenziale verso l’alto, nelle regioni del cuore, del collo e della testa. Si tratta di una struttura eterica che raccoglie, assorbe e distribuisce paura, ansia, stress e inquietudine.
Sebbene la paura del futuro domini questo modulo – dal punto di vista della programmazione Anu è stato attento a collegarla alla paura primordiale della morte e della non esistenza. Il DSIND crea molte delle disfunzioni della famiglia umana in termini di carenze comportamentali. Inoltre, attiva gli esseri umani per il servizio nella religione e nei percorsi di spiritualità.
Sistema di Polarità (PS)
È un sotto-nodo di DSIND progettato per creare polarità nell’HMS e quindi creare attrito tra le polarità, e da questo attrito manifestare discordia e disarmonia. Se esistete nell’HMS (e lo fate), allora esistete nella polarità. È davvero così semplice. La polarità è ciò che attiva e alimenta il sistema HMS. È il “cibo” dell’HMS, perché nella polarità lo strumento umano si perde nella separazione, che è proprio lo scopo dell’HMS come previsto dai suoi progettisti.
Sistema di Manipolazione Genetica (GMS)
Questo sistema è stato il risultato di varie razze interdimensionali che hanno lavorato per creare uno strumento adatto per accedere al mondo fisico. Era Anu che voleva non solo accedere al mondo fisico per sfruttarne le risorse, ma anche sopprimere gli esseri infiniti che avrebbero alimentato gli strumenti umani, in modo da avere l’equivalente di schiavi consenzienti. Sì, gli esseri infiniti possono essere soppressi in esseri finiti quando sono sottoposti all’HMS.
Nel corso dell’ingegnerizzazione dello strumento umano, si decise di creare la GMS come mezzo per modificare lo strumento umano nel tempo, man mano che si evolveva, per garantire che non avrebbe mai raggiunto l’autorealizzazione o lo stato di consapevolezza Integrale Sovrana. Lo stato di satori, il nirvana, la coscienza cosmica, l’illuminazione e l’estasi erano tutti nomi diversi per gli stati elevati all’interno del GSSC, che era ancora all’interno del dominio HMS, ma questi divennero punti di controllo che attivavano gli interventi del GMS. Il vero stato dell’Integrale Sovrano anche dopo la morte dello strumento umano – non è mai stato realizzato da un membro della famiglia umana fino a tempi molto recenti.

Navigatore dell’Integrità
È l’elemento dell’HMS che attiva l’autentica ricerca di Dio da parte dell’individuo nel contesto dell’interezza, dell’unicità, dell’unità e dell’uguaglianza. Alcune persone intraprendono questa ricerca perché si sentono obbligate a farlo, come mezzo per placare le aspettative dei genitori, del coniuge o del proprio senso di colpa. La ricerca autentica, come decretato dal Navigatore della completezza, è un bypass recente che è stato introdotto nello strumento umano attraverso il GMS, che è un sistema aperto. Pur essendo ancora un artefatto dell’HMS, è una backdoor nel percorso di liberazione. Se ne parlerà più avanti.
Sistema Post-Morte (PDS)
È il sistema in cui l’individuo, alla morte del corpo fisico, viene accolto da guide “dall’altra parte” e rivede la propria esperienza di vita, affrontando le aree di carenza e tornando a riparare i torti della vita precedente, in altre parole il karma e la reincarnazione. Il PDS è il mezzo con cui il Sovrano Integrale rimane nella morsa dell’illusione, anche se l’illusione è una realtà amplificata rispetto all’esistenza fisica sul piano terrestre. Permette il riciclo dell’Integrale Sovrano nelle dimensioni fisiche più e più volte.
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Questo processo è stato inizialmente concepito come il mezzo principale attraverso il quale il mondo sarebbe stato preparato affinché Anu potesse nascere sul piano terrestre e regnare sulla Terra come leader mondiale indiscusso.
Tuttavia, questa eventualità è stata eliminata come scenario.
Fonte: mindcontrolinsweden.wordpress.com

 

Influenze, pandemie mancate e COV-2

Stefano Dumontet

Influenze, pandemie mancate e COV-2

Come sempre accade in momenti critici, socialmente e politicamente particolarmente sensibili, il dibattito sui maggiori mezzi di comunicazione e sui social network è appiattito su due posizioni antitetiche: chi è contro e chi è a favore.

La contrapposizione che ne scaturisce è spesso tanto violenta da impedire anche la minima possibilità di discutere in profondità temi complessi, mettere in luce contraddizioni, investigare su strane coincidenze, accreditare fonti alternative od opinioni “fuori dal coro”. La realtà è ridotta così ad una foto in bianco e nero, dove c’è un solo piano focale e persino i toni di grigio mancano. In questo modo diviene impossibile comprendere ciò che sta accadendo e persino tentare di darne una spiegazione razionale. Farlo presupporrebbe sia un’analisi approfondita di fenomeni, che non sempre sembrano immediatamente correlati agli eventi in corso, sia il recupero della memoria storica di ciò che è già accaduto. La monodimensionalità dell’approccio narrativo spinge da tutt’altra parte. Tra l’altro, dimenticare, oppure omettere, il passato è il modo migliore per affermare, e poi negare, tutto e il contrario di tutto. Non si può nemmeno invocare la complessità degli argomenti da trattare per giustificare la superficialità dell’approccio informativo. I media coprono con centinaia di ore di trasmissione e migliaia di pagine di giornali gli eventi critici, ripetendo sino alla nausea le stesse notizie. Avrebbero tutto il modo e tutto il tempo per affrontare con più serietà il loro compito.

La crisi sanitaria che viviamo in questi giorni è senz’altro un esempio paradigmatico di contrapposizione tra diversi schieramenti: da un lato alcuni scienziati (e sedicenti tali) e parte dell’opinione pubblica, e dall’altro quello che viene considerato dai più come un manipolo di complottisti/negazionisti. Personaggi accusati di credere in un complotto ordito da una novella “Spectre” ai danni dei cittadini del mondo e considerati così stupidi e in mala fede da negare persino le morti evidenti e documentate dai media.

Le cose non stanno esattamente così. Mettere in discussione la narrativa corrente non significa negarla tout court, né vedere complotti dove non ce ne sono, e non significa neppure cercare cinicamente una visibilità a tutti i costi in un momento drammatico. Analizzare i fenomeni e mettere in evidenza le contraddizioni delle versioni ufficiali, in alcuni casi anche le evidenti menzogne e le ancor più evidenti omissioni, serve a capire meglio ciò che accade e a valutare con più precisione la portata politica dell’immenso esperimento di ingegneria sociale che stiamo vivendo.

Non vale l’approccio che usa, per convalidare le versioni ufficiali, il ricorso a ciò che l’informazione mainstream accredita come vero: se le cose non stanno come ci dicono perché tutti i governi del mondo reagiscono alla stessa maniera? Perché ci sono tanti morti documentati? Perché siamo tutti confinati in casa? Perché gli ospedali scoppiano e i medici muoiono? Questo è un tipico caso di affermazioni tautologiche, affermazioni che intendono provare che tutto ciò che esse stesse affermano è vero. Il nodo del problema non è nel negare o meno, ma nel descrivere la realtà attraverso l’analisi storica degli eventi recenti e le conoscenze scientifiche disponibili. Già un’analisi dei siti ufficiali della WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità), dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’ISTAT e di autorevoli fonti giornalistiche e scientifiche mette in grado di porre nella loro corretta posizione alcune tessere di un mosaico, che sembra non restituire la stessa immagine fornita dalle versioni ufficiali.

Credo che il punto più rilevante di tutta questa complessa vicenda possa essere riassunto in una sola parola: omissione. E’ l’omissione e l’oscuramento degli eventi che si sono verificati nel recentissimo passato a consentire la creazione di una cortina fumogena in grado di attenuare i contorni e rendere opaca la visione d’insieme. Per sostenere questo mio punto di vista procederò per gradi, tentando una ricostruzione di eventi, per lo più ignoti al grande pubblico e trascurati dai media, reperibili sul web da chiunque abbia voglia di farlo e l’onestà intellettuale di interpretarli.

Che cos’è una pandemia1 Avere una precisa descrizione di pandemia sembrerebbe cosa ovvia, ma non è così. L’organismo deputato a dichiarare un “global alert” per l’arrivo di una pandemia è l’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO), ma la definizione che viene fornita è molto generica. Innanzitutto vale la pena riferire che questa definizione è stata modificata in anni recenti, come riporta Peter Doshi (editore associato del British Medical Journal, una delle più quotate riviste mediche del mondo) in un suo articolo del 2011. Infatti, nella pagina web Pandemic Preparedness del sito della WHO dal 2003 sino al 2009 (poco prima che fosse dichiarata la pandemia da H1N1) la pandemia da influenza era definita come: “Una pandemia influenzale si verifica quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha immunità, causando diverse epidemie simultanee in tutto il mondo con un numero enorme di morti e malati2 .” Questa definizione, e ancor più quella aggiornata nel 2009, suscita alcuni quesiti. Esaminiamoli con ordine.

a. Qual è l’influenza stagionale per la quale la popolazione umana mostra immunità? Quello che si sa su queste sindromi è che i virus influenzali sono diversi anno dopo anno a causa di fenomeni chiamati antigen drifting and shifting. Come ben spiegato nel sito del Centre for Disease Control statunitense (CDC, 2019), si tratta di piccole mutazioni ( drifting) che modificano alcune proteine di superficie del virus in grado di sollecitare una risposta del sistema immunitario dell’ospite, oppure di mutazioni importanti (shifting) in virus influenzali di tipo A in grado di produrre nuovi sottotipi. Così, i virus influenzali non sono mai uguali a quelli attivi nella stessa stagione degli anni precedenti, anche se è possibile classificarli in tipologie note di virus. Se fosse possibile acquisire immunità ad un virus influenzale, sempre lo stesso anno dopo anno, l’incidenza dell’influenza dovrebbe diminuire drasticamente nel corso del tempo. Se così fosse, perché invitare con grande battage pubblicitario la popolazione a vaccinarsi ogni anno? Dunque, appare lecito concludere che ogni epidemia di influenza abbia almeno una delle caratteristiche di una pandemia, perché non si verifica mai che un’epidemia stagionale di influenza si sviluppi a carico di virus per cui la popolazione esprime immunità.

b. Cosa significa “diverse epidemie in tutto il mondo”? Anche qui si rimane nel vago. Quante epidemie locali debbono scoppiare simultaneamente per lanciare l’allarme pandemia? Quanti paesi debbono essere simultaneamente colpiti? Almeno dieci, oppure cinquanta, o cento?

c. Cosa significa “con un enorme numero di morti e di malati”? “Enorme” non è un numero e lascia adito ad interpretazioni. Il sito web dell’Istituto Superiore di Sanità ci ricorda che, per la stagione influenzale 2019/2020, i casi registrati in Italia sino al 9 aprile 2020 erano 7.199.000. Una “normale” influenza stagionale provoca solo nel nostro paese un numero grandissimo di contagi. Mamone Capria(2020) in un suo recente articolo riporta una stima ragionata, valutata sui dati ufficiali disponibili, della mortalità per sindromi influenzali e simil-influenzali in Italia. Bene, ogni anno per queste sindromi muoiono nel nostro paese circa 34.000 persone. Una stima per le sole influenze è fornita da Rossano et al. (2019), che riportano un numero di decessi per la stagione influenzale del quadriennio 2013/2017 di 68.068 unità (17.017 decessi/anno). Non sono questi numeri “enormi”, che si ripetono praticamente ogni anno? Con tutta probabilità numeri analoghi si riscontrano in ogni paese in cui è attiva un’epidemia influenzale. Dovremmo dunque concludere che siamo di fronte ad una pandemia ogni anno?

d. Pare accertato che in Italia circolino ceppi di SARS-Cov-2 (utilizzerò in tutto l’articolo la terminologia più accreditata che identifica come SARS-Cov-2 il virus e come Covid-19 la malattia) diversi da quelli cinesi, ceppi forse autoctoni (Corriere della Sera, 2020) o importati dalla Germania

1 Nelle note è riportato il testo originale in inglese

2 An influenza pandemic occurs when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity, resulting in several simultaneous epidemics worldwide with enormous numbers of deaths and illness. (Zehender et al., 2020). E’ lecito chiedersi se anche in altri paesi si verifichi la stessa cosa. Se così fosse, perché parlare di pandemia se le epidemie nazionali sono sostenute da ceppi diversi, ancorché appartenenti alla stessa famiglia di coronavirus? Siamo di fronte ad una pandemia oppure ad una serie di epidemie locali? E’ lecito chiedersi questo perché la simultanea presenza di epidemie influenzali stagionali in vari paesi, a carico di ceppi influenzali analoghi, non è condizione sufficiente per dichiarare la presenza di una pandemia (Kelly, 2011). Perché nel caso del Cov-19 invece si è deciso che si tratti di una pandemia?

Come ci fa rilevare Doshi, la definizione di pandemia viene così modificata nel 2019: “ Una pandemia influenzale può verificarsi quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha immunità3 ”. Come si vede è stata eliminata la frase “ con un enorme di numero di morti e malati” senza però eliminare le incertezze interpretative. Kelly (2011) riporta un’altra definizione di pandemia: “un’epidemia che si verifica in tutto il mondo, o su un’area molto ampia, attraversando i confini internazionali e di solito colpisce un gran numero di persone 4 ” che elimina il concetto di immunità e mantiene tutte le incertezze della precedente, tanto che l’autore precisa: “le epidemie stagionali [di influenza] non sono considerate pandemie 5 ”.Quest’affermazione appare in netto contrasto con ciò che è riportato nel sito della WHO.

La storia non finisce qui. Il 24 febbraio 2020 l’agenzia Reuters (Reuters, 2020) riporta una notizia curiosa: “L’Organizzazione mondiale della sanità non utilizza più il termine pandemia .6 ” Forse si sono finalmente accorti delle ambiguità insormontabili che la loro definizione portava con sé. Il portavoce ufficiale della WHO Tarik Jasarevic dichiara dunque “ Non esiste una categoria ufficiale [per una pandemia]7 ”. Sempre Jasarevic afferma “Quello che stiamo vedendo al momento sono focolai e gruppi di casi in più paesi8 ”. Esattamente quello che si era sempre visto, ma non si era mai voluto sottolineare. Ora le evidenze sono tali e tante da non poterle più ignorare.

Dopo quest’affermazione cosa ci si aspetterebbe? Evidentemente che il termine “pandemia” non venga più utilizzato ufficialmente e che, al più, resti un termine “colloquiale” da non usare in contesti formali. Invece, ecco che il direttore generale della WHO, l’11 marzo 2020, dichiara: “Abbiamo quindi valutato che COVID-19 può essere caratterizzato come una pandemia. Pandemia non è una parola da usare con leggerezza o disattenzione. È una parola che, se usata in modo improprio, può causare paura irragionevole o accettazione ingiustificata di una sconfitta, causando sofferenze e morti inutili9 ” (WHO, 2020a). Quindi, sembra proprio che faccia sul serio e che non stia adoperando il termine “pandemia” a cuor leggero. Per chiarire meglio il suo pensiero continua affermando “Non abbiamo mai visto una pandemia provocata da un coronavirus. Questa è la prima pandemia causata da un coronavirus. E, allo stesso tempo, non abbiamo mai visto una pandemia che può essere controllata.10 ” Se questo non è un chiaro caso di dissonanza cognitiva per incoerenza logica, allora è un caso che attiene più alla mancanza di etica professionale che all’incongruenza argomentativa.

3 An influenza pandemic may occur when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity.

4 An epidemic occurring worldwide, or over a very wide area, crossing international boundaries and usually affecting a large number of people .

5 seasonal epidemics [di influenza] are not considered pandemics

6 The World Health Organization no longer uses the term pandemic.

7 There is no official category [for a pandemic] 8 What we are seeing at the moment are outbreaks and clusters of cases in multiple countries.

9 We have therefore made the assessment that COVID-19 can be characterized as a pandemic. Pandemic is not a word to use lightly or carelessly. It is a word that, if misused, can cause unreasonable fear, or unjustified acceptance that the fight is over, leading to unnecessary suffering and death.

10 We have never before seen a pandemic sparked by a coronavirus. This is the first pandemic caused by a coronavirus. And we have never before seen a pandemic that can be controlled, at the same time. La pandemia si avvicina…

Questa è davvero una storia strana. Con inquietante frequenza si sono lanciati allarmi di pandemie virali devastanti a carico di virus influenzali o simil-influenzali, tipo coronavirus, o di altro tipo (ad esempio l’Ebola), che poi non si sono verificate. Già nel 2002 si può leggere nel Piano italiano multifase d’emergenza per una pandemia influenzale (Ministero della Salute, 2002): “Negli ultimi 23 anni si sono verificati inoltre svariati casi di “falsi allarmi” […], con virus influenzali trasmessi all’uomo direttamente da un’altra specie animale. Non si è però assistito ad una diffusione dei virus nella popolazione”.

Quindi, già nel 2002, il Ministero della Salute riconosce che ci sono stati “falsi allarmi”. Approfondire quest’aspetto è di fondamentale importanza, perché i “falsi allarmi” continuano anche dopo il 2002 e diventano sempre più inquietanti.

Una disamina di tutti questi casi è impossibile in un solo articolo, per cui mi limito ad esaminarne uno particolarmente significativo: la SARS 2002/2003

La SARS 2002/2003.

L’acronimo SARS sta per Severe Acute Respiratory Syndrome, una sindrome causata dal coronavirus denominato SARS-Cov e attiva dal 1° novembre 2002 al 31 luglio 2003, ma con una fase critica durata solo 4 mesi. La SARS è stata responsabile nel mondo di 8.096 casi e 774 morti (indice di letalità 9,6%) con 4 casi in Italia e nessun decesso. L’analisi è basata sui dati disponibili al 31 dicembre 2003 (WHO, 2004). La WHO definisce così il virus “ Sappiamo che è causato da un nuovo tipo di coronavirus, una famiglia di virus solitamente associata alla comune influenza 11 ” (WHO, 2003a). L’infezione partì dalla provincia cinese meridionale del Guangdong negli ultimi mesi del 2002, per poi approdare ad Hong Kong e Hanoi, prima di diffondersi in molti altri paesi. Mackenzie et al. (2004) riportano che “La SARS è stata contenuta con successo in meno di 4 mesi, in gran parte a causa di un livello senza precedenti di collaborazione e cooperazione internazionale 12 ”, con ristrette misure di confinamento in Cina, dove furono isolate circa 7.000 persone (Corriere della Sera, 2003). Le Borse di Shanghai e Shenzhen furono chiuse dall’inizio alla metà di maggio 2003. In Italia bisogna aspettare il 30 aprile perché il Commissario straordinario Bertolaso imponga controlli, ma solo nell’aeroporto di Fiumicino, dove medici con tute a corpo intero, mascherine a tripla azione filtrante e guanti in lattice misurano la temperatura corporea a tutti i passeggeri provenienti dalle zone a rischio (La Repubblica, 2003).

David L. Heymann, esperto della WHO, nell’aprile del 2003 dichiarò: “Se il virus SARS mantiene la sua patogenicità e la sua trasmissibilità attuali, la SARS potrebbe diventare la prima nuova malattia grave del 21° secolo con una potenziale epidemico globale 13 ” (CIDRAP, 2003a). La WHO lancia il primo allarme pandemia il 12 marzo 2003 segnalando casi di polmonite atipica in Asia (WHO, 2003b). E’ del 15 marzo il secondo allarme globale e la definizione della sindrome come SARS (WHO, 2003c).

L’allarme si diffonde nel mondo intero e si comincia a calcolare quanti casi di SARS e quanti morti ci si possono aspettare. Choi e Pak (2003) calcolano per il Canada, dal 25 febbraio al 25 giugno 2003, 50.500 possibili casi e 4.488 morti. Si conteranno invece 251 casi e 43 morti (WHO, 2004). Il 5 luglio 2003 la WHO dichiara contenuta in tutto il mondo la pandemia da SARS (ISS, 2003). Stando ai dati, quindi, a posteriori la SARS non può essere inserita nel novero delle pandemie (Galantino, 2010), anche se Cherry e Krogstad (2004) pubblicano un articolo dal titolo “ SARS: la

11 We know it is caused by a new type of coronavirus – a virus family usually associated with the common cold.

12 SARS was successfully contained in less than 4 months, largely because of an unprecedented level of international collaboration and cooperation .

13 If the SARS virus maintains its present pathogenicity and transmissibility, SARS could become the first severe new disease of the 21st century with global epidemic potential . prima pandemia del 21° secolo 14 ”, riportando stime diverse da quelle della WHO: 8422 casi e 916 decessi. Cherry e Krogstad non sono i soli ad insistere nel definire la SARS come la prima pandemia del 21° secolo, una rapida ricerca su Google Scholar è sufficiente per verificare quanto sia diffusa questa visione delle cose nella comunità scientifica.

Nel luglio del 2003, quando ormai l’allarme per una pandemia, che non si è mai verificata, è completamente rientrato, la Commissione Europea stanzia 9 milioni di euro per lo studio della SARS (European Commission, 2003). A questo punto cominciano i commenti fantasiosi per spiegare come una pandemia, che avrebbe dovuto causare un numero tanto alto quanto imprecisato di vittime, si esaurisce in circa 4 mesi. Il virologo italiano Fernando Dianzani rilascia nel marzo del 2008 una dichiarazione, raccolta dalla giornalista Margherita De Bac, perlomeno curiosa: “Il virus è tornato nel suo habitat naturale perché ha perso le caratteristiche aggressive. In quella situazione la barriera sanitaria dei Paesi occidentali ha funzionato. L’epidemia non ha toccato l’Europa” (De Bac, 2008). A parte il fatto che il virus toccò Finlandia, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito (WHO, 2004), il ritenere che un virus patogeno possa uscire dal suo normale habitat (gli animali selvatici) e poi rientrarvi tranquillamente non trova francamente riscontro nella letteratura scientifica. Resta il fatto che la fine della “pandemia non pandemica”, dopo soli 4 mesi, rimane un evento per il quale non ci sono ancora valide spiegazioni.

Il virus della SARS pare abbia molti ospiti tra gli animali selvatici: la civetta della palma (un mammifero carnivoro), il procione, il furetto (Bell et al., 2004), i pipistrelli (Li et al., 2005), il tasso, il gatto domestico, il castoro, il muntjak della Cina, il macaco, il cane domestico, la volpe, il cinghiale, il fagiano ecc. (Shi e Hu, 2008). Non vorrei generalizzare, ma viene da pensare che la lista degli animali (selvatici, domestici e di allevamento) potrebbe essere ancora più lunga se se ne analizzassero altri.

Interessante quanto riportato in un comunicato stampa dell’Università di Harvard, una delle più prestigiose al mondo, del maggio 2003, dal titolo “ Il modello SARS mostra che il virus ha il potenziale per diffondersi ampiamente in assenza di efficaci interventi di sanità pubblica 15 ”. Nel comunicato si legge: “Utilizzando un modello computerizzato per quantificare e prevedere la diffusione della sindrome respiratoria acuta grave (SARS), i ricercatori della Harvard School of Public Health hanno determinato che il virus ha un reale potenziale di diffusione ma può essere efficacemente controllato, anche senza un vaccino o trattamento farmacologico – attraverso misure di sanità pubblica tra cui la quarantena, l’isolamento dei pazienti malati e la rigorosa protezione del personale ospedaliero16 ”. Dunque, una modellizzazione matematica dimostra che la pandemia poteva esserci, anche se non c’è stata, grazie alle misure di contenimento, peraltro molto limitate e che hanno interessato solo pochissimi paesi e nemmeno lontanamente paragonabili a quelle messe in campo oggi per la Covid-19. Ritorniamo dunque ai principi della microbiologia empirica o alla microbiologia del lazzaretto: confinamento degli infetti e quarantena, senza bisogno di vaccini e medicine da somministrare. Detto dagli esperti dell’Università di Harvard genera un certo disorientamento, vista l’enfasi che oggi tutte le autorità mediche del mondo mettono sulla vaccinazione, inclusa quella prossima ventura per il SARS-Cov2. Rimane da chiedersi quale sia la strategia più adatta, la vaccinazione, reclamata da molti a gran voce, o il confinamento?

Nello stesso comunicato uno degli autori della ricerca dichiara: “ Il nostro studio dimostra in modo quantitativo che la SARS potrebbe essersi diffusa molto ampiamente e potrebbe ancora farlo 17 ”, in completa contraddizione con ciò che è poi effettivamente avvenuto. E’ come se ci fosse, da qualche

14 SARS: The First Pandemic of the 21st Century .

15 SARS Model Shows Virus Has Potential To Spread Widely in the Absence of Effective Public Health Interventions .

16 Using a computer model to quantify and predict the spread of severe acute respiratory syndrome (SARS), researchers at Harvard School of Public Health have determined that the virus has a real potential to spread widely but can be effectively controlled– even without a vaccine or drug treatment– through public health measures including quarantine, isolation of sick patients and stringent protection of hospital personnel.

17 Our study shows in a quantitative way that SARS could have spread very widely and still could . anno a questa parte, una sorta di segreto desiderio che scoppi una pandemia, per dimostrare, finalmente e una volta per tutte, che i modelli matematici sono in grado di prevedere perfettamente il nostro futuro. Una sorta di sfera di cristallo versione high-tech.

In un interessante libro a cura di John Henry Powers e Xiaosui Xiao (2008) si cerca di fare un bilancio di come la mancata epidemia di SARS è stata costruita e sostenuta dai media internazionali. Powers, nella sua introduzione al libro, profeticamente scrive “L’epidemia di SARS è durata solo pochi mesi, concludendosi entro luglio 2003. Tuttavia, la sua gestione dal punto di vista della comunicazione fornisce importanti lezioni che possono prepararci meglio per la pandemia molto più estesa che molti nella comunità sanitaria prevedono avverrà in futuro non troppo distante18 .”

Questo ci porta ad affrontare il tema della gestione mediatica della “pandemia non pandemica”. Un articolo su come la stampa inglese ha trattato il tema della SARS, particolarmente interessante ed esaustivo, è stato pubblicato da Peter Washer nel 2004. Washer riporta le incredibili affermazioni di alcuni giornalisti britannici che descrivono in modo pittoresco, degno di un romanzo d’appendice di epoca vittoriana, le abitudini sociali dei cinesi e la loro commistione con gli animali. Sono state riportate scene decisamente disgustose dei mercati cinesi, dipinti come luoghi immondi in cui esseri umani, che sputano senza ritegno e starnutiscono senza coprirsi, sono a contatto con sangue e cadaveri di animali selvatici venduti a scopo alimentare, scorpioni inclusi. I giornalisti si permettono anche di vestire i panni degli infettivologi dichiarando “ La passione cinese per gli animali e gli uccelli, e la prossimità in cui vivono con loro, fornisce le condizioni ideali perché i virus possano passare all’uomo 19 ” (in Washer, 2004). La lettura dell’articolo ci immerge in un mondo, quello di una parte della stampa inglese, decisamente razzista e ancora convinta che l’impero britannico domini la scena internazionale, sancendo la naturale supremazia della civiltà inglese su tutte le altre. Forse un po’ di autocritica non guasterebbe. Le maggiori crisi di contaminazione dei prodotti alimentari sono state determinate, nel vecchio continente, dalle precarie condizioni igieniche e di salute degli animali di allevamento. Basterebbe, per tutte, ricordare la contaminazione delle uova inglesi con Salmonella enteriditis che, nel decennio 1988-1998, causò 374.516 casi di salmonellosi, 1.630 morti e 5.000.000 di giorni di malattia. La crisi, che durò quasi 10 anni, costò al governo britannico circa 8 miliardi di sterline, come compensazione per i 400 milioni di uova invendute e i 4 milioni di polli rifiutati dai consumatori. Come si vede, i problemi non sono mancati in Inghilterra, anche se gli inglesi non mangiano scorpioni, si coprono quando starnutiscono e non sputano per terra. BSE, blue tongue, brucellosi, afta epizootica sono altrettante crisi recenti che hanno generato danni economici enormi al settore alimentare europeo e problemi sanitari, ma non sono scoppiate in Cina.

Il 23 marzo 2003 sulle colonne del Sunday Telegraph si legge a proposito della SARS: “ La prossima pandemia è ora pronta al decollo. Gli effetti devastanti di un agente patogeno misterioso hanno suscitato timori per una “Morte nera” dei nostri giorni. I medici affermano che non si tratta di sapere se emergerà un tale virus, ma quando – e milioni di viaggiatori trasportati in aereo potrebbero diffonderlo in tutto il mondo20 ” (in Washer, 2004). Di nuovo un allarmismo del tutto ingiustificato. La pandemia non ci fu, ma nessuno fece autocritica e nessuno si scusò per aver paragonato la SARS alla peste.

18 The SARS epidemic itself lasted for only few months, concluding by July 2003. However, its handling from a communication viewpoint provides important lessons that can better prepare us all for the much larger pandemic that many in the health community are predicting will occur in the not-too-distant future.

19 The Chinese fondness for animals and birds, and the proximity in which they live to them, provides ideal conditions for viruses to jump to humans .

20 The next pandemic is now ready for take-off. The devastating effects of a mystery pathogen have given rise to fears of a modern-day Black Death. Doctors say it is not a question of if such a virus will emerge but when—and, millions of air travellers could spread it around the globe. La propensione all’allarmismo permane tra un’annunciata pandemia (poi smentita) ed un’altra. Nel marzo 2018 Jonathan Quick scrive sul giornale inglese The Sunday “ Una nuova epidemia potrebbe trasformarsi in una pandemia senza preavviso. […] Potrebbe essere una variazione dell’influenza spagnola del 1918, una delle centinaia di altre minacce microbiche conosciute o qualcosa di completamente nuovo, come il virus Sars del 2003 che si diffuse a livello globale dalla Cina. Una volta trasmesso a un essere umano, il virus diffuso nell’aria potrebbe passare da quell’individuo infetto a 25.000 altri individui entro una settimana e ad oltre 700.000 entro il primo mese. Entro tre mesi, potrebbe diffondersi in tutti i principali centri urbani del mondo. E entro sei mesi, potrebbe infettare più di 300 milioni di persone e ucciderne più di 30 milioni21 .”Trenta milioni di morti, uno scenario da incubo che non è chiaro da dove sia stato desunto. Forse dalle simulazioni generate da modelli matematici che, sino ad oggi, hanno costantemente sovrastimato numero di casi e morti. Ancora una volta la SARS viene indicata come una pandemia, anche quando le prove che non lo fu non potevano essere ignorate.

Il coronavirus SARS-Cov2 Questo è un tema particolarmente sensibile, perché sembra che il SARS-Cov2 sia un virus del tutto nuovo, apparso all’improvviso a causa di un “salto di specie” (il candidato più accreditato è il pipistrello), capace di rapidissime mutazioni, terribilmente infettivo e ad alta letalità. La sua analogia genetica con il virus SARS-Cov è evidenziata anche nel nome definitivo che gli è stato attribuito: SARS-Cov2. Se il virus SARS-Cov ha tutti gli ospiti animali segnalati nella letteratura scientifica, non si capisce perché il suo cugino stretto SARS-Cov2 debba provenire proprio e solo dal pipistrello.

Contrariamente a quanto avvenuto per tanti anni, invece che previsioni catastrofiste sull’epidemia già in corso, i messaggi che vengono diffusi dalla fine di gennaio alla metà di febbraio sono tranquillizzanti. Il quotidiano Repubblica riporta il 29 gennaio 2020, in un articolo dal titolo “Coronavirus, gli esperti: Niente allarmismi, è meno pericoloso di SARS e MERS”, la dichiarazione tranquillizzante è della la Società Italiana di Terapia Antinfettiva: “mortalità al 2%, per la SARS il dato era del 10% e per MERS del 30%.” Questa volta anche la WHO sembra minimizzare il pericolo. Infatti, il 30 gennaio 2020 dichiara che la Covid-19 è la sesta emergenza di salute pubblica di interesse mondiale (Lai et al., 2020) e a metà febbraio 2020 i vertici dell’Organizzazione, dopo aver lanciato allarmi non giustificati per MERS, SARS, suina e aviaria, ridimensionano il pericolo del SARS-Cov2. Infatti, il sito del Ministero della Salute (Ministero della salute, 2020) riporta il 18 febbraio 2020 le dichiarazioni di Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, rilasciate in occasione di una conferenza stampa a Ginevra: “Nel parlare di possibile pandemia da nuovo coronavirus bisogna essere molto cauti. La percentuale di casi confermati al di fuori della Cina e della provincia di Hubei è molto bassa, e quasi tutti hanno un collegamento con la Cina”. Il direttore generale della WHO, Tedros Adhanom Ghebreyesus, tranquillizzava affermando: “Covid-19 non è mortale come altri coronavirus come SARS e MERS. Oltre l’80% dei pazienti ha una forma moderata e guarisce. Nel 14% dei casi il virus causa malattia severa, con polmonite e respiro corto. E circa il 5% dei pazienti va incontro a un quadro critico con insufficienza respiratoria, shock settico e collasso multi-organo. Nel 2% dei casi riportati di Covid-19 il virus è risultato fatale, più nei pazienti anziani”. Le dichiarazioni dei

21 A new epidemic could turn into a pandemic without warning.[…] It could be a variation of the 1918 Spanish flu, one of hundreds of other known microbial threats or something entirely new, such as the 2003 Sars virus that spread globally from China. Once transmitted to a human, an airborne virus could pass from that one infected individual to 25,000 others within a week, and to more than 700,000 within the first month. Within three months, it could spread to every major urban centre in the world. And by six months, it could infect more than 300 million people and kill more than 30 million . vertici della WHO sono accompagnate da un rassicurante approfondimento a cura del nostro Ministero della Salute: “Uno studio del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CCDC) indica che l’80,9% delle infezioni è classificato come lieve, il 13,8% come grave e solo il 4,7% è critico. Il numero di morti tra le persone infette rimane basso. Tra queste la stragrande maggioranza è concentrata tra gli over 80”. E’ cambiato qualcosa tra il 18 febbraio ed i primi di marzo? Il SARS-Cov2 che imperversa in Italia ha subito mutazioni tali da diventare così pericoloso da giustificare misure eccezionali che hanno sospeso le libertà individuali, bloccato l’economia e confinato in casa praticamente tutta la popolazione italiana? E’ un virus comparabile con quello cinese che ha portato al collasso l’assistenza sanitaria nel nostro paese, provocato morti tra il personale sanitario e gettato tutti nel panico? Oppure siamo in presenza di qualcosa d’altro?

Un bilancio definitivo potrà essere fatto solo quando l’incubo in cui siamo tutti piombati sarà finito. L’inevitabile domanda da porsi è: l’incubo finirà, oppure siamo entrati in un tunnel di cui non si vede la fine? La preoccupazione è giustificata dagli allarmismi, che non esito definire criminali, diffusi anche dai sedicenti specialisti sulle riviste scientifiche. Dell’allarmismo di cui sono intrise le comunicazioni di giornali e reti televisive non è necessario parlare, visto che fanno parte della nostra esperienza quotidiana. Barro et al. (2020) scrivono “ La mortalità e la contrazione economica durante la grande’epidemia di influenza del 1918-1920 forniscono limiti superiori plausibili per gli esiti dovuti al coronavirus (COVID-19). I dati per 43 paesi implicano decessi per influenza nel 1918-1920 di 39 milioni, 2,0 per cento della popolazione mondiale, che si traducono in 150 milioni di decessi quando estesi alla popolazione attuale22 ”. Se il catastrofista Johnatan Quick prevedeva, nel 2008, che la pandemia prossima ventura avrebbe potuto causare 30 milioni di morti, Barro e i suoi colleghi addirittura danno ad intendere, anche se con una certa ambiguità nella loro dichiarazione, che la Covid-19 potrebbe produrre addirittura 150 milioni di morti. La comparazione tra la “grande epidemia di influenza” del 1918/1920 e l’attuale emergenza Covid-19 è del tutto fuori luogo. Le popolazioni sopravvissute ad una delle guerre più violente mai sperimentate dall’umanità erano in terribili condizioni sanitarie e di malnutrizione. L’assenza di antibiotici e di altri presidi farmacologici, oggi largamente disponibili, disegnano un contesto generale assolutamente impossibile da comparare con quello attuale. Come si vede la voglia di catastrofismo non influenza solo i giornalisti, ma anche i cosiddetti scienziati.

Quest’atteggiamento si ribalta sulla stima del tasso di mortalità (numero di morti/popolazione esposta x 100) e sul tasso di letalità (numero di morti/numero di contagiati x 100), che oscilla in modo erratico da un giorno all’altro e da un commentatore all’altro. Abbiamo visto che la WHO alla fine del febbraio scorso stimava la letalità del SARS-Cov2 al 2%, un valore decisamente basso, visto che la stessa WHO stimava la letalità della SARS tra il 14 ed il 15% (CIDRAP, 2003b). Ai primi di marzo il direttore generale della WHO, Dr Tedros Adhanom, stima che la letalità della Covid-19 sia del 3.4% (Science Media Center, 2020). La WHO nel suo report n. 80 del 9 aprile 2020 (WHO, 2020b) riporta 1.436.198 di casi positivi nel mondo e 85.522 morti. Il tasso di letalità che può essere calcolato da queste cifre è del 5,95%. Villa (2020) cita studi recenti che stimano una letalità per il Cov-19 dello 0,7% per la Cina, mentre l’ISPI (Italian Institute for International Political Studies) la calcola in 1,14% per l’Italia. Lo stesso Villa fa delle osservazioni sulla letalità apparente (decessi confermati/casi confermati x 100) tra diversi paesi, da cui si apprende che tale parametro al 27 marzo 2020 è del 9,9 in Italia e dell’ 0,5% in Germania. Ancora più sorprendente il tasso di letalità apparente per le diverse regioni d’Italia, che risulta essere del 13,6% in Lombardia (1 morto ogni 7 contagi) e dell’1,1% in Basilicata (1 morto ogni 91 contagi). Valori che lasciano alquanto perplessi e che sembrano riflettersi nei dati della protezione civile sui contagi, riportati da AFI (2020), mostrati nel grafico che segue.

22 Mortality and economic contraction during the 1918-1920 Great Influenza Epidemic provide plausible upper bounds for outcomes under the coronavirus (COVID-19). Data for 43 countries imply flu-related deaths in 1918-1920 of 39 million, 2.0 percent of world population, implying 150 million deaths when applied to current population. L’andamento della curva dei contagi nelle diverse zone d’Italia è difficilmente spiegabile e meriterebbe sicuramente più attenzione di quanta ne riceve dai media. Ancor più la percentuale di popolazione positiva, che risulta essere, secondo i miei calcoli basati sui dati disponibili al 12 aprile 2020, dello 0,25% del totale per le regioni del nord e dello 0,06% per le regioni del sud.

Gli esperti del Science Media Center (2020) esprimono un forte criticismo verso le cifre della mortalità da SARS-Cov2 diffuse dall’OMS. Infatti, il Prof John Edmunds, del Centro per la Modellizzazione Matematica delle Malattie Infettive della London School of Hygiene and Tropical Medicine dichiara: “È sorprendentemente difficile calcolare il “rapporto mortalità-caso”, o tasso di mortalità, durante un’epidemia. […]. Quello che puoi tranquillamente dire, tuttavia, è che se dividi il numero di decessi segnalati per il numero di casi segnalati otterrai quasi sicuramente la risposta sbagliata…23 ”. Quindi tutte le stime che si rincorrono in questi giorni sembrano avere poco fondamento scientifico.

Un’interessante osservazione sulla situazione che vive l’Italia in questo momento viene da Tom Jefferson e Carl Heneghan (2020), professori di Evidence Based Medicine: “ I pazienti anziani ricoverati in ospedale hanno un rischio maggiore di delirio, piaghe da decubito, effetti avversi di nuovi farmaci, malnutrizione e infezioni acquisite in ospedale. Una persona anziana ricoverata in ospedale corre il rischio di non vedere più la luce del giorno. Questo è probabilmente il messaggio più chiaro proveniente dall’Italia24 ”

Omissioni In apertura dell’articolo avevo premesso che la situazione che viviamo oggi poteva essere descritta da una sola parola: omissione. Il problema che affrontiamo è quello di ignorare ciò che è accaduto nel nostro recentissimo passato. Le cifre dei morti e dei contagi che incessantemente ci vengono fornite, allo stesso modo in cui venivano diffuse le cifre delle “pandemie non pandemie” del passato, sembrano, senza riferimenti a ciò che è accaduto negli anni scorsi, di inquietante magnitudo. Ma ci sono casi peggiori che non hanno avuto quasi nessuna risonanza.

23 It is surprisingly difficult to calculate the ‘case-fatality-ratio’, or death rate, during an epidemic. […]. What you can safely say, however, is that if you divide the number of reported deaths by the number of reported cases you will almost certainly get the wrong answer.

24 Older Patients admitted to hospital are at greater risk of delirium, pressure sores, adverse effects of new medications, malnutrition and hospital-acquired infections. An older person admitted to hospital runs the risk of never seeing the light of day again. This is probably the clearest message coming from Italy. Il già citato articolo di Mamone Capria (2020) illustra chiaramente l’entità dei decessi dovuti alle sindromi influenzali e il sito dell’Istituto Superiore di Sanità ci ricorda che il numero di casi di sindrome influenzale in Italia erano al 9 aprile 2020 ben 7.199.000.

Non si tratta qui di negare la crisi odierna e il suo tragico tributo di morti. Si tratta di capire perché i morti di ieri non fecero notizia e non suscitarono nessuna emozione ed empatia come quelli di oggi. E non si tratta di episodi di piccole dimensioni. I dati riportati da Iuliano et al. (2018) mostrano che le stime per la mortalità annua da influenza per complicanze respiratorie varia tra 291.243 e 645.832 soggetti per ogni stagione influenzale nel mondo. Forse è bene ricordare che stiamo parlando di una malattia infettiva e che stiamo parlando solo delle complicanze respiratorie dovute alle influenze. Gli autori dell’articolo sottolineano: “ Le nostre stime riflettono solo la mortalità respiratoria associata all’influenza, che probabilmente sottostima il vero impatto dell’influenza sui decessi. L’infezione da virus dell’influenza è anche associata al ricovero ospedaliero per problemi circolatori e decessi correlati, in particolare tra gli anziani25 ”.

Il SARS-Cov2, al 9 aprile 2020, ha causato 85.522 decessi nel mondo (WHO, 2020b), meno di 1/3 della stima più bassa delle morti annuali per sole complicanze respiratorie dovute all’influenza. Purtroppo la triste casistica delle morti dimenticate non si esaurisce qui. Sui nostri media nazionali l’evento drammatico del 2015, che descriviamo qui di seguito, ebbe una scarsa risonanza, tanto che pochissimi italiani ricordano ciò che successe. Signorelli e Odone (2016), analizzando i dati dell’ISTAT, rilevano che nel 2015 si verificarono in Italia 54.000 morti in più rispetto all’anno precedente, il più alto tasso di mortalità registrato dalla fine della seconda guerra mondiale. La mortalità era concentrata nella classe di età da 65 anni in su con tre picchi, uno nel dicembre 2014, uno in marzo 2015 e l’ultimo a luglio 2015. Date tipiche per la stagione influenzale invernale e per il “rebound” estivo. Una mortalità eccezionale che non ha trovato a tutt’oggi una spiegazione. Se utilizziamo le statistiche elaborate da Mamone Capria (2020) e sommiamo queste morti inspiegabili, non contabilizzate in quelle dovute alle complicanze da sindromi influenzali, a quelle per influenza, il dato complessivo per il 2015 è di 88.000 morti per conseguenze delle influenze, simil-influenze e cause da accertare, comunque verificatesi durante la stagione influenzale. I decessi sarebbero circa 71.000 se si utilizzano le stime di Rosano et al., 2019 per le sole influenze. Queste sono cifre paragonabili ai decessi causati sino al 9 aprile 2020 dal SARS-Cov2 nel mondo intero. Solo che nel mondo ci sono circa 7,4 miliardi di persone e in Italia poco più di 60 milioni. Nemmeno le circa 84.000 morti precoci causate annualmente per l’inquinamento atmosferico in Italia (Euractiv, 2018) sembrano abbiano impensierito. Così come le morti da infezioni contratte in ospedale, che passano da 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016 (Mamone Capria, 2020). Quasi 50.000 morti all’anno per infezioni nosocomiali, un triste primato che sembra non aver suscitato nessuna preoccupazione in chi ci ha governato ieri e in chi ci governa oggi.

Tutte queste cifre danno la dimensione di ciò che accade tutti gli anni nel mondo e nel nostro paese e permettono di leggere con più profondità e dettaglio la crisi di oggi. Dimenticare i morti di ieri non fa bene al rispetto dovuto ai morti di oggi e non aiuta a proteggere nessuno.

25 Our estimates reflect only influenza-associated respiratory mortality, which is likely to underestimate the true burden of influenza on deaths. Influenza virus infection is also associated with hospital admission for circulatory problems and deaths, especially among older adults . Riferimenti

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Inserito: 15 aprile 2020; revisione: 21 aprile 2020 Scienza e Democrazia/Science and Democracy www.dipmat.unipg.it/mamone/sci-dem