Le dichiarazioni del ministro Valditara a mattino 5 contro Annalisa Savino Preside del liceo fiorentino Leonardo da Vinci dove è avvenuta l’aggressione del Gruppo neofascista (blocco studentesco) ai danni di studenti del liceo, sono un pericoloso ed ulteriore segnale del clima politico che si vive oggi in Italia.
Soprattutto perché è l’ultimo atto di una serie di dichiarazioni, posizioni di organi Istituzionali e di decisioni del Parlamento e del Governo in carica di chiara matrice autoritaria.
Non si possono, infatti, dimenticare le orgogliose rivendicazioni delle sue radici fasciste del Presidente del senato On. La Russa, né il decreto legge cd “antirave” che ha costituito un evidente attacco alla libertà di riunione, né la proposta del Ministro della Giustizia di separare le carriere dei Magistrati che altro non è se non un melenso tentativo di nascondere l’intenzione del Governo di porre sotto la tutela del Ministro l’operato del Pubblico Ministero.
Un quadro nel quale l’intenzione di intervenire a gamba tesa sulla Costituzione a più livelli e, in particolare, adottando un sistema presidenziale (o semi presidenziale) che rischia di divenire una nuova forma di accentramento autoritario e di scelta populista qualora si preferisse optare per l’elezione diretta da parte dei cittadini.
Proprio per questo la presa di posizione del ministro Valditara e le critiche alla libertà di espressione nella scuola e la riserva di sanzioni contro la Annalisa Savino Preside del liceo fiorentino Leonardo da Vinci, costituisce una non velata minaccia a chiunque nella scuola osi ricordare le Radici antifasciste della Costituzione Repubblicana.
Ciò che appare più grave è che l’intervento del Ministro Valditara sembra mettere sull’avviso l’opinione pubblica del paese che il clima politico è ormai radicalmente mutato.
Né va dimenticato che poco tempo addietro un altro Ministro, quello della Cultura, Gennaro Sangiuliano ha tentato in modo non meno melenso e tragicomico di affermare che Dante Alighieri é il precursore della cultura di destra nel nostro Paese. Dimenticando che le categorie di destra e di sinistra, almeno in politica, hanno una storia ben più moderna il 1789, l’anno della rivoluzione, quando per la prima volta nell’Assemblea nazionale francese una parte dell’emiciclo, quello a destra, viene occupato da chi è favorevole alla conservazione di un ordine a garanzia dei privilegi feudali mentre quello a sinistra da radicali e rivoluzionari che quell’ordine volevano distruggere.
Non si può perciò fare a meno di stigmatizzare il silenzio del Premier Meloni sulla vicenda, dando viceversa il giusto riconoscimento e risalto alle dichiarazioni di solidarietà del sindaco di Firenze Nardella alla Preside, seguite dalla sua visita alla scuola e da una raccolta di firme che ha già raggiunto finora quota 120 mila.
Il sindaco ha anche il merito di avere rivolto un appello al Questore perché venga fatta chiarezza sugli avvenimenti di Firenze individuando e perseguendo i responsabili.
Non va dimenticata la condanna dell’atto di violenza del Presidente della Repubblica e la solidarietà alla Preside espressa da rappresentanti del PD e della sinistra e dei cinque stelle accompagnate dalla richiesta di dimissioni del Ministro.
Le numerose manifestazioni di solidarietà che giungono da tutta Italia alla Preside Savino e agli studenti della scuola Fiorentina dove è avvenuta l’aggressione neofascista oltre ad essere un invito al rispetto della Costituzione antifascista e dei suoi principi democratici sono un monito ai settori della destra estrema e del neofascismo che ritengano che l’esistenza di un governo di destra consenta e legittimo atti di violenza garantendo impunità agli autori.
Carlo Amirante Giuseppe Mantia

