AGENDA 2030 DALLA RICERCA DI DUE ADOLESCENTI

 

Egregio Professor XXX,
Ci permetta di fare seguito alla mail inviata lo scorso 13 gennaio, nella quale, accettando il suo invito ad un confronto, Le chiedevamo un appuntamento, insieme alla Direttrice Bianca Parravicini. Siamo rimaste sorprese e dispiaciute di non aver ancora ricevuto un riscontro da parte Sua, mentre come ben saprà, la Direzione ci ha inviato una mail di risposta in cui non riteneva opportuno l’incontro richiesto per “… non entrare in merito alle dinamiche puramente didattiche …”.
Ci teniamo a chiarire che non è nostra intenzione continuare la polemica, ma sentiamo la necessità di fare piena chiarezza riguardo alle posizioni delle famiglie alle quali non è stata data la possibilità di esprimere il proprio punto di vista sull’evento accaduto ai ragazzi. Questa situazione, ci ha creato un certo disagio aprendo una profonda ferita che non può essere ignorata o minimizzata, pertanto ci auguriamo che il confronto possa aiutare a prevenire situazioni simili in futuro.
Desideriamo innanzitutto ringraziarLa per la Sua email che ci ha permesso di comprendere in parte una valutazione che ha molto turbato Maya e Lodovico e lasciato spiazzati noi genitori.
Purtroppo, talvolta non si immagina l’impatto che questo tipo di attività ha sulle famiglie: spostamenti, ritardi e impegni annullati perché il gruppo deve trovarsi per lavorare; tutto giusto perché, come abbiamo insegnato ai nostri figli, la scuola viene prima di tutto, ma a volte, Le assicuriamo che non è tanto facile quanto si creda.
Sinceramente, non abbiamo interferito più di tanto nella ricerca sulla Povertà, se non semplicemente selezionando del materiale (scelta dei siti e valutazione dei loro contenuti) e rispondendo alle domande dei nostri figli che faticavano a mettere insieme un argomento così ampio e sentito. Possiamo garantirLe che per più giorni abbiamo visto i ragazzi organizzarsi, discutere e ripetere incessantemente. In tutte le sue richieste, Lei ha abituato i suoi allievi a tenere un livello molto alto di impegno per soddisfare i suoi standard di qualità, quindi non è sorprendente che i nostri figli fossero preoccupati che le informazioni limitate, presenti sul sito da Lei indicato, non fossero sufficienti per garantire un lavoro idoneo e dove tutti potessero parlare con equità di contenuti.
A proposito di questo, il tema della Povertà, se non si vuole essere banali, è, ne converrà, estremamente complesso; necessita competenze e conoscenze accurate anche per gli adulti, figuriamoci per dei ragazzi di seconda media che non hanno ancora le nozioni fondamentali riguardo ai principali temi storici del XIX, XX, XXI secolo, nonché della geografia e della geopolitica mondiale. Se noi genitori li abbiamo un minimo impostati è stato solo per venire incontro al loro desiderio, buono e lecito, di fare un lavoro adeguato. Tra l’altro questi spunti hanno acceso in loro domande ed interessi su argomenti di cui prima non si curavano per nulla. La ringraziamo per l’opportunità di crescita che ha offerto ai nostri figli, siamo però molto dispiaciute per il giudizio estremamente negativo che sottintende una malafede che non c’è stata. Al contrario il nostro intervento verteva unicamente nella direzione di una leale cooperazione scuola-famiglia.
La seconda ricerca assegnata, vissuta da tutti i ragazzi come una punizione, ha purtroppo riproposto la stessa problematica: affrontare, capire e rielaborare una consegna estremamente complessa per la loro età ed esperienza. In questo caso, abbiamo potuto osservare che i nostri figli hanno assemblato le scarse informazioni prese dal sito da Lei indicato, senza sviluppare spirito critico e senza raggiungere una vera comprensione dell’argomento, con l’unico scopo finalizzato esclusivamente a compiacere il docente (e questo a nostro parere è molto grave).

A seguito della svalutazione pubblica della presentazione della prima ricerca (Lei interruppe bruscamente l’esposizione dei ragazzi davanti a tutta la classe, tanto da non dare la possibilità ad uno dei partecipanti del gruppo di proferire parola), i nostri figli ci hanno impedito di interferire nell’elaborazione della seconda assegnazione, mostrando comportamenti decisamente fermi ed atteggiamenti talvolta aggressivi, mettendo in dubbio la veridicità delle nostre parole e la nostra capacità di selezionare informazioni dal web, cosa che Lei oltre ad aver detto in classe ai ragazzi ha rimarcato nella sua mail, ancor prima di conoscere i siti dai quali erano state raccolte le informazioni (fonti tutte ufficiali e attendibili, come del resto ha potuto constatare).
Desideriamo inoltre evidenziare che il secondo tema, ovvero la Parità di Genere, rappresenta senza dubbio uno degli argomenti più delicati da affrontare nell’ambito dell’Agenda 2030. I ragazzi hanno dovuto confrontarsi con questioni cruciali, tra cui quelle esposte nei seguenti punti:
– 5.2 (che riguarda l’eliminazione di ogni forma di violenza e discriminazione contro le donne e le ragazze, con particolare attenzione all’accesso alla giustizia e alla lotta contro la violenza di genere)
– 5.3 (che si concentra sull’abolizione di pratiche dannose e discriminatorie contro le donne e le ragazze, come la mutilazione genitale femminile e il matrimonio forzato, ancora oggi presenti in molte parti del mondo)
– 5.6 (che mira a garantire l’universalità dell’accesso alla salute sessuale e riproduttiva, nonché ai diritti riproduttivi, in conformità con quanto stabilito dal Programma d’Azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo, dalla Piattaforma d’Azione di Pechino e dai documenti prodotti nelle conferenze successive)
che probabilmente necessitavano di un’analisi e di un approfondimento da parte Sua.
I nostri figli hanno lavorato duramente per elaborare entrambe le ricerche ma, a questo punto per chiarire qualsiasi dubbio inerente alla valutazione delle stesse, vorremmo sapere da Lei se esse debbano essere giudicate solo per il contenuto o anche per la parte grafica, i nessi logici, l’ortografia, ma soprattutto per l’impegno di giovani menti che stanno imparando a lavorare insieme.
In conclusione, essendoci stato negato un confronto di persona riteniamo, con l’invio di questa missiva, esaurito l’argomento, sperando che questa mail abbia chiarito i motivi delle nostre perplessità riguardo ai lavori di gruppo, ai temi assegnati ed al nostro intervento nel percorso educativo dei nostri ragazzi.
In quanto genitori, ci preoccupiamo del benessere dei nostri figli e della loro crescita non solo come studenti ma anche come individui. Auspichiamo, dunque, che in futuro si instauri un dialogo più aperto e costruttivo tra genitori, insegnanti e alunni, al fine di garantire un percorso di apprendimento sereno, gratificante e mai svilente nei confronti di nessuno
Ringraziandola per la sua attenzione, molti cordiali saluti,

Questa è la mail inviata ????????????????????????

Questa la mail da parte del Prof. dopo la presentazione dei ragazzi:

Gentili genitori,

vi scrivo in merito al lavoro di Educazione Civica che i ragazzi hanno esposto ieri.
Premetto che il percorso di Educazione Civica è anche incentrato sui pericoli della rete, sulle difficoltà che tutti – anche noi adulti – incontriamo quando cerchiamo di orientarci fra le migliaia di fonti di informazione e sul senso di responsabilità.
Per queste ragioni ho assegnato un compito che andava svolto esclusivamente dai ragazzi basandosi su una fonte affidabile, fornita da me, in linea con le indicazioni del Ministero dell’Istruzione e sulla quale si uniformano tutte le scuole (pubbliche e paritarie).
Il lavoro presentato non rispettava le indicazioni date e, soprattutto, era evidentemente frutto di un’importante interferenza da parte dei genitori.
Queste due osservazioni sarebbero già più che sufficienti per chiudere la questione con una valutazione negativa, tanto più che è risultato chiaro che non tutti i membri del gruppo erano consapevoli dei contenuti proposti.
In accordo con le coordinatrici, però, abbiamo deciso di dare ai ragazzi la possibilità di presentare un nuovo lavoro su un diverso obiettivo (il n. 5, Parità di genere, da presentare giovedì 26 gennaio), sperando che questa volta si attengano alle istruzioni date e, soprattutto, svolgano il lavoro in autonomia.
In particolare su quest’ultimo punto confidiamo nella vostra comprensione e collaborazione, nella condivisa consapevolezza che l’attività proposta è stata pensata nell’interesse dei ragazzi, che devono sviluppare il senso di responsabilità, le capacità e le competenze relazionali, organizzative e tecniche per affrontare al meglio il prosieguo del loro percorso di crescita.

In attesa di un vostro gentile riscontro vi saluto cordialmente,