In questo articolo condivido TUTTI documenti ufficiali che smontano completamente la menzogna raccontata ed evidenzia la complicità criminale di: classe politica, giornalisti, sedicenti esperti televisivi e di tutti coloro che si sono resi complici collaborazionisti di queste azioni criminali naziste.
PREMESSA
Sono più di due anni che in TV giornalisti, classe politica, sedicenti esperti comunicano che bisogna vaccinarsi e il vaccino è l’unica soluzione per uscire da questa (falsa) emergenza sanitaria. Siamo in emergenza democratica!
Tutti i mass-media sono allineati a propagandare questo pensiero unico.
Tutti costoro hanno un elemento in comune:
MENTONO SAPENDO DI MENTIRE!
Ingannano i propri concittadini mandandoli al mattatoio ed ancor peggio manipolano le loro menti con la falsa informazione che determina allarmismo che sfocia nel vedere genitori ignari accompagnare i propri figli, il futuro della nazione Italia, ai mattatoi battezzati hub vaccinali.
Anime innocenti, bambini tra i 5-11 anni, adolescenti tra i 12-18 anni che pur di non resatre fuori dal gruppo di amici accettano la vaccinazione.
L’inganno è nello strumentalizzare la parola vaccino.
Voi (giornalisti, classe politica, sedicenti esperti e collaborazionisti nazisti) non siete esseri umani e tantomeno italiani…non siete nemmeno dei mostri perchè anch’essi hanno un codice d’onore.
Voi siete solo…
Siete uno sputo, la più bassa forma di vita che ci sia nel globo, non siete neanche fottuti esseri umani. Siete e sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta MERDA!
IL GOVERNO TI STA INGANNANDO
1 – L’uso dei tamponi è stato deciso dall’ente del farmaco degli Stati Uniti la FDA che è l’equivalente di AIFA. La FDA ammette che i tamponi non sono stati tarati sul virus SARS-COV-2 che causa la malattia covid-19, ma su uno simile e che le prestazioni di questo test non sono state stabilite per il monitoraggio del trattamento dell’infezione da 2019-nCoV.
Leggi articolo in italiano che contiene il documento ufficiale in inglese [clicca leggi scarica]
2 – Le mascherine nel documento ufficiale della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici nazionali ed degli Odontoiatri è scritto, a pagina 32, che le mascherine sono raccomandate e non obbligatorie per personale sanitario o malati e non obbligatorie per tutti.
Documento ufficiale scaricabile direttamente dal sito della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici nazionali ed degli Odontoiatri : [clicca leggi scarica]
3- Il governo italiano, il ministero della sanità e AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) sono ed erano a conoscenza che ci sarebebro stati decessi tra i vaccinati come dimostra questo documento ufficiale intitolato: Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19 nel periodo che va dal 27 dicembre 2020 al 26 maggio 2021 in cui a pagina 24 è scritto : “Analisi di confronto fra decessi attesi e decessi osservati dopo prima e seconda dose dei vaccini COVID-19”.
Il documento è scaricabile dal sito ufficiale AIFA [CLICCA LEGGI SCARICA]
4 – La somminsitrazione dei vaccini richiede una prescrizione/ricetta medica come scritto nei documenti ufficiali delle case farmaceutiche come riportato in questo articolo [clicca leggi scarica]
5 – Sito Istituto Superiore di Sanità che tiene il conteggio degli ospedalizzati e ammalati, cede al ricatto e si allinea alla menzogna:
Prima
Dopo
DICHIARAZIONI OCCULTATE
ANTHONY FAUCI: VACCINI COVID-19 PERICOLOSI E VIRUS MAI ISOLATO!
La dichiarazione ufficiale di Anthony Fauci in cui ammette che:
1) i vaccini covid-19 sono pericolosi
2) il virus ricevuto da Wuhan è una sequenza estratta da un database pubblico e utilizzato in una piattaforma (software) per vaccini.
ANTHONY FAUCI, Responsabile medico Casa Bianca
ALBERT BOURLA, Amministratore Delegato PFIZER.
“Non abbiamo studiato il virus “reale”, ma un virus che abbiamo costruito in laboratorio”.
Ammette che il cosidetto vaccino Pfizer, è stato sviluppato su uno pseudo-virus e non su quello originale perchè non c’è l’avevano, quindi milioni di italiani e miliardi di persone nel mondo, non sono state vaccinate contro il virus dichiarato in TV, ma contro uno ipotetico!
A mio avviso, questa è truffa, con la collaborazione dei giornalisti dei telegiornali e carta stampata che, non hanno riportato la notizia ai propri concittadini.
Lo capite cari concittadini che in TV ci hanno mentito dall’inizio e che noi “no-vax” abbiamo cercato di avvisarvi!? Cortesemente fate girare queste informazioni, fatelo diventare virale. Aiutiamo i nostri concittadini!
ALBERT BOURLA, Amministratore Delegato PFIZER.
VACCINI LE INFORMAZIONI OCCULTATE
1 – EMA ha pubblicato, sin dall’ inizio di questa menzogna, un documento in cui esplicita che il vaccino Pfizer, denominato Comirnaty, è soggetto a prescrizione medica vale a dire che il medico di famiglia deve compilare la classica ricetta medica! [ CLICCA LEGGI SCARICA]
2 – Sul sito ufficiale dell’Ente Europeo del Farmaco (EMA) è pubblicato il documento sulle caratteristiche del siero, spacciato dai mass-media come vaccino che contiene due eccipienti non adatti all’uso umano! [clicca leggi scarica]
3 – Biontech ha dichiarato di aver siglato accordo con Pfizer per sviluppare un vaccino a base di mRNA per prevenire l’influenza. [clicca leggi scarica]
4 – I “vaccini” a base di mRNA COVID-19 e il rischio di malattia da prioni. La seguente ricerca è stata ricevuta in data 27 dicembre 2020 e pubblicata in data 8 febbraio 2021 sulla rivista internazionale Microbiologia e Malattie Infettive (NdT La campagna vaccinale in Italia è iniziata in data 20 dicembre 2020).
Bisogna chiedersi perchè il Governo italiano non abbia comunicato attraverso il Ministero della Sanità tale documento all’Ordine dei Medici e/o viceversa, ma ancora più importante perchè nessun giornalista italiano abbia MAI parlato di questa ricerca.
[clicca leggi scarica]
5 – In data venerdì 4 marzo 2022, sono state pubblicate informazioni importantissime: decreti e delibere in merito alla classificazione dei farmaci indicati ai fini della rimborsabilità supervisionati da AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Vuoi vedere che le case farmaceutiche dopo aver avvelenato, tramite inganno supportato e propagandato da giornalisti, sedicenti esperti e politici tramite TV e carta stampata, la gente, ora vogliono anche presentare una “terpaia di cura” arrichendosi? Riformulo la domanda, vuoi vedere che prima hanno ammalato la gente arricchendosi e ora si vogliono arricchirsi nuovamente presentando una terapia di cura!? [clicca leggi scarica]
CONTROLLO DELL’UOMO: OSSIDO DI GRAFENE + 5G + VACCINI
Questo è il primo video della collana PILLOLE DI VERITÀ ed è dedicato all’ossido di grafene presente nei vaccini alla correlazione tra 5G e malattia covid-19 e controllo della mente umana tramite ossido di grafene. Tutti gli articoli citati sinteticamente nel video si basano su fonti ufficiali come il sito del govenro italiano o di AIFA o dell’Unione Europea o del ministero della salute americano. [clicca e guarda]
Il grafene non solo te lo sparano dentro il corpo attraverso i sieri genici sperimentali, ma sempre per la nostra sicurezza te lo fanno pure respirare dentro le museruole!
Le mascherine di tipo FFP2 per esempio, proprio quelle che la banda a delinquere vorrebbe rendere obbligatorie, contengono il materiale super speciale: il grafene!
[clicca leggi scarica]
INGANNO: OBBIETTIVO FINALE
1 – Controllo digitale dei soldi e degli spostamenti della popolazione
2 – Eliminazione proprietà privata: casa, attività commerciale, conti correnti, eredità
3 – Sostituzione carne con insetti e larve
1 – Controllo digitale dei soldi e degli spostamenti della popolazione
L’importante piano di investimenti e riforme previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza vuole mettere l’Italia nel gruppo di testa in Europa entro il 2026. Per fare ciò pone cinque ambiziosi obiettivi:
Diffondere l’identità digitale, assicurando che venga utilizzata dal 70% della popolazione;
Colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione che sia digitalmente abile;
Portare circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud;
Raggiungere almeno l’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online;
Raggiungere, in collaborazione con il Mise, il 100% delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga.
Sito ufficile del Governo italiano: 1 [clicca leggi scarica] 2 [clicca leggi scarica]
2 – Eliminazione proprietà privata: casa, attività commerciale, conti correnti, eredità
L’argomento è stato avviato dall’Economist (posseduto dai Rothschild e Elkann) nel gennaio scorso: un numero speciale strillava
La proprietà della casa è il più grande errore di politica economica dell’Occidente. È un’ossessione [di noi piccolo borghesi e operai ancora in grado di fare un mutuo per la casa, ndr.] che mina la crescita, l’equità e la fede pubblica nel capitalismo…
perniciosa è la disfunzione strisciante che l’edilizia abitativa ha creato nel corso di decenni: città vibranti senza spazio per crescere; anziani proprietari abitanti in case semivuote desiderosi di proteggere la propria veduta dalla finestra; e una generazione di giovani che non possono permettersi facilmente di affittare o comprare e ritengono che il capitalismo li abbia traditi”-
Gli espropri saranno attuati attraverso l’indebitamento delle famiglie e degli individui ; il FMI si offrirà di condonare i nostri debiti, che avrà provveduto a ingigantire e rendere impagabili, in cambio della rinuncia alle nostre abitazioni di proprietà.
[clicca e guarda video inchiesta con fonti ufficiali]
Per chi non avesse capito in SRI LANKA hanno dichiarato DEFAULT ovvero fallimento della nazione e il Fondo Monetario Internazionale si è offerto di ristrutturare il debito tramite cessione della proprietà privata…io ne avevo fatto un video ovvero Capitalismo inclusivo : Espropriazione Proprietà Privata. Il FMI è gestito dai Rothschild, lo Sri Lanka è una nazione piccola pertanto lo usano come stato pilota, un test per poi usare l’esperienza acquisita per replicarlo in Italia. Se volete perdere casa e proprietà state pure fermi e fate le gite fuori porta, se invece volete lottare e preservare le vostre proprietà unitevi alla LOTTA! [BBC News]
3 – Sostituzione carne con insetti e larve
Quindi il vero motivo è vietare la carne e la casa di proprietà alla massa. Sappiate che l UE ha già approvato gli allevamenti di insetti come fonte di cibo.
WORLD ECONOMIC FORUM ED UNIONE EUROPEA: INSETTI E LARVE PER TUTTI!
Un vecchio video in cui esalta la capacità nutritiva di larve ed insetti. Ricordo che DRAGHI e COLAO ed altri politici italiani al governo sono membri iscritti nel WORLD ECONOMIC FORUM. Buon appetito a tutti!
Mangiare cibi del calibro di carne coltivata in laboratorio o insetti macinati potrebbe portare a grandi risparmi nelle emissioni di carbonio e nell’acqua, oltre a liberare terra per la natura.
Questo è il risultato di uno studio che calcola i benefici ambientali degli alimenti “più verdi” che colpiscono i nostri piatti.
Gli scienziati affermano che le pressioni sul pianeta potrebbero diminuire di oltre l’80% con tali alimenti, rispetto alla tipica dieta europea. [BBC News]
Sostituire carne e latticini con proteine INSECT e latte “coltivato” potrebbe ridurre il riscaldamento globale, l’acqua e l’uso della terra di oltre l’80%, sostiene lo studio
Sostituire i prodotti animali con alimenti del futuro potrebbe ridurre il riscaldamento globale
Le proteine degli insetti o il latte coltivato potrebbero aiutare a ridurre l’uso dell’acqua e della terra dell’80 per cento
Gli esperti hanno usato la modellazione del computer per trovare la dieta ottimale per soddisfare le esigenze nutrizionali
Ma hanno anche puntato a ridurre al minimo il potenziale di riscaldamento globale, l’acqua e l’uso della terra
[DailyMail]
CHIP SUBCUTANEO
Il quotidiano IL MESSAGGERO sul proprio sito online ha pubblicato la seguente notizia che riporto di seguito (NdA. vorrei sapere se ha pubblicato questo articolo ANCHE nella versione cartacea…)
[clicca e leggi]
PROSSIME VOTAZIONI: COSA FARE
Per qualsiasi prossima elezione dobbiamo organizzarci, fare passaparola e fare sinergia per non andarci, non bisogna presentarsi e apporre la propria firma.
Parola d’ordine: ASTENSIONISMO.
Se la maggior parte degli Italiani aventi diritto di voto non si reca al seggio, non potranno governare con il voto della minoranza degli aventi diritto di voto.
Chi aderisce all’astensionismo deve organizzare un riotrovo nelle Piazze per dimostrare la propria presenza, ma che non è andato a votare. Questo per controbbattere eventuali brogli elettorali.
CONSIDERAZIONI FINALI
Dopo aver verificato e letto sia gli articoli che i documenti ufficiali e le fonti ufficiali, se ti stai chiedendo il perchè tutte queste informazioni non ti sono state dette in TV e sui giornali sappi che sei in buona compagnia.
Se vuoi vederci chiaro allora unisciti ad altri italiani che si stanno mobilitando per protestare in modo non violento per far sentire la voce del Popolo.
Fai sentire la tua voce e difendi i tuoi diritti umani!
Comitato Internazionale per l’Etica della Biomedicina (CIEB)
Parere (n. 18) sul totalitarismo biopolitico globale
Contro ogni ragionevole probabilità, negli ultimi mesi una parte degli Italiani si è ostinata ad auspicare o ad attendere fiduciosa l’intervento nell’affaire Covid di organismi che, per vocazione e per tradizione, sono organici e funzionali ai centri di potere, nelle sue diverse istanze, con la speranza di vedere ristabilite verità e giustizia in una vicenda che da più di due anni costituisce il più grave attentato ai diritti e alle libertà fondamentali dell’intera storia repubblicana.
La tanto attesa pronuncia si è fatalmente limitata a legittimare l’illegalità di atti e fatti di cui è stata vittima quella stessa parte degli Italiani, in ciò fornendo, forse inconsapevolmente, nuova attualità all’analisi fornita da Carl Schmitt nel suo Legalità e legittimità, pubblicato nel 1932 alla vigilia dell’ascesa al potere del totalitarismo nazista e dell’estinzione della Repubblica di Weimar.
Ed è singolare che la pronuncia in questione sia stata anticipata da un comunicato-stampa, intitolato «Obbligo vaccinale e tutela della salute»1 , che, dietro lo schermo costituito da viete espressioni e da paludati tecnicismi, oblitera l’oggetto intrinseco della vicenda, ossia l’aspirazione dei cittadini a vedere tutelata la salute da un ordinamento la cui carta fondamentale pone garanzie apparentemente stringenti in materia, come quella secondo cui, qualora una legge dovesse imporre un trattamento sanitario obbligatorio, la stessa legge «non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»2 . È infatti di dominio pubblico, anche perché ammesso dalla stessa azienda produttrice, che i cosiddetti vaccini anti-Covid non prevengono la trasmissione né del virus Sars-Cov-2, né della malattia Covid, ma anzi producono una miriade di effetti avversi, ampiamente documentati3 . Stupisce, quindi, che la pronuncia in questione abbia omesso di considerare le evidenze scientifiche emerse fin dall’inizio della campagna di somministrazione di un farmaco sperimentale fondato su una tecnica dagli effetti incerti e controversi, quale è la tecnica dell’mRNA, ma di cui è appurata la capacità di interagire e modificare il DNA dei soggetti riceventi4 .
In breve, ci troviamo di fronte a un palese e lampante corto circuito: le leggi e gli atti aventi forza di legge dovrebbero essere promulgati a tutela dei diritti e della salute dei cittadini, ma quelli sottoposti al vaglio dell’organismo evocato non hanno tutelato né i diritti, né la salute: e ciò nonostante sono stati legittimati, pur a costo di delegittimare i diritti fondamentali dei cittadini.
Alla luce di questa pronuncia, le cui conseguenze non possono certamente sfuggire ai suoi autori – che in quanto tali saranno giudicati in una prospettiva storica – il CIEB ricorda che non è inseguendo le pronunce di questo o di quell’organismo che i cittadini troveranno verità e giustizia e che, diversamente, l’unico modo per contrastare la deriva totalitaria in atto è assumere piena consapevolezza della portata e delle modalità del piano ideato dalle élite finanziarie transnazionali e dai suoi accoliti per soggiogare la popolazione mondiale.
Eccezion fatta per chi non dispone – o rifiuta di disporre – dei necessari strumenti cognitivi, e di chi è colluso con quelle élite, dovrebbe essere evidente a chiunque che la vicenda Covid si inserisce in un piano preordinato all’asservimento degli individui mediante minacce, reali o mendaci, rivolte direttamente contro la salute e l’integrità psico-fisica di ogni essere umano, nonché l’utilizzo sempre più pervasivo, a fini di controllo, degli strumenti della tecnologia digitale.
2 Cfr. l’art. 32, secondo comma, della Costituzione: «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
3 Cfr. S.A. Meo et Al., COVID-19 vaccines: Comparison of biological, pharmacological characteristics and adverse effects of
Pfizer/BioNTech and Moderna vaccines, in Eur. Rev. Med. Ph. Sci., 2021, 25(3), pp. 1663-1679; A. Pormohammad et Al., Efficacy and safety of covid-19 vaccines: A systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials, in Vaccines, 2021, 9(5),467; D. Zaçe et Al., The impact of COVID-19 vaccines on fertility-A systematic review and meta-analysis, ibidem, 2022, 40(42), pp. 6023-6034.
4 Cfr. T. Domazet-Lošo, mRNA Vaccines: Why Is the Biology of Retroposition Ignored?, in Genes., 2022, 13(5),719; I. FelicielloA. Procino, mRNA vaccines: Why and how they should be modified, in J. Biolog. Res., 2021, 94(2), pp. 82-83; W. Doerfler, Adenoviral Vector DNA- and SARS-CoV-2 mRNA-Based Covid-19 Vaccines: Possible Integration into the Human Genome – Are Adenoviral Genes Expressed in Vector-based Vaccines?, in Virus Res., 2021, 302,198466; L. Zhang et Al., Reverse-transcribed SARS-CoV-2 RNA can integrate into the genome of cultured human cells and can be expressed in patient-derived tissues, in Proc. Natl. Acad. Sci., 2021, 118, e2105968118; M. Aldén et Al., Intracellular Reverse Transcription of Pfizer BioNTech COVID-19 mRNA Vaccine BNT162b2 In Vitro in Human Liver Cell Line, in Curr. Issues Mol. Biol., 2022, 44(3), 1115-1126. Questo piano, che prima del Covid sarebbe stato tenacemente occultato dai suoi ideatori, è ora ammesso in modo esplicito da quegli organismi creati espressamente allo scopo di favorire gli interessi e le dinamiche del capitalismo ultrafinanziario: ossia, prima ancora della globalizzazione delle economie e dei mercati, la perdita dell’identità e la trasmutazione della dimensione antropologica e culturale dell’essere umano.
È il caso del G20 tenutosi a Bali il 15-16 novembre 2022 che – nell’ambito del programma One Health fondato sulla «resilienza del sistema sanitario globale», sull’armonizzazione dei «protocolli sanitari mondiali» e sull’espansione degli «hub globali di produzione e ricerca» – ha auspicato l’introduzione di «reti sanitarie digitali globali» destinate a «rafforzare la prevenzione e la risposta alle future pandemie» sulla base di campagne vaccinali sempre più capillari, dove per vaccini devono intendersi le sopra citate terapie geniche incentrate sulla tecnica dell’mRNA5 .
Ed è il caso della Commissione europea che, con una raccomandazione del dicembre 2018, ossia ben prima della cosiddetta pandemia, equiparava ai «grandi flagelli» ogni malattia prevenibile mediante vaccino (testualmente: «Le malattie prevenibili da vaccino sono grandi flagelli») e, muovendo da questo singolare presupposto, invitava gli Stati ad attuare piani di vaccinazione comprendenti «un approccio alla vaccinazione sull’intero arco della vita», nonché a «sviluppare la capacità delle istituzioni sanitarie … di disporre di informazioni elettroniche sullo stato vaccinale dei cittadini … che … raccolgano dati aggiornati sulla copertura vaccinale per tutte le fasce di età»6 .
Il piano in questione, trionfalisticamente presentato dai media quale ennesima tappa di un progresso tecno-scientifico che procede senza esitazioni alla “velocità della scienza”, è destinato a essere realizzato prioritariamente attraverso il cambio di paradigma dei sistemi sanitari pubblici che, complice la pretesa scarsità di risorse disponibili, non saranno più rivolti a erogare prestazioni terapeutiche e assistenziali a beneficio dei malati, ma a promuovere – con buona pace della ricerca, della diagnostica, del miglioramento dell’efficienza delle strutture sanitarie – una medicina “preventiva” fondata su farmaci e vaccini sviluppati da aziende e organismi privati la cui assunzione costituirà, secondo l’approccio di tipo premiale sdoganato dal Covid, la condizione sine qua non per la titolarità e l’esercizio di diritti e libertà individuali: dall’istruzione, al lavoro, alla previdenza, alle stesse cure mediche. Come ha affermato il G20 di Bali, infatti, «occorre capitalizzare … (il) successo degli standard esistenti e dei certificati digitali COVID-19»: ossia il successo del Green Pass fondato sull’obbligo vaccinale.
Il piano in questione comprende ulteriori profili, finora sottovalutati. L’impiego di farmaci e vaccini fondati su una tecnica ancora sperimentale, quale è la tecnica dell’mRNA, presuppone e comporta necessariamente – come è successo col pretesto della pandemia per il “vaccino anti-Covid” – l’azzeramento dei tempi, delle procedure e delle garanzie sanciti dalla normativa in materia di sperimentazione clinica di medicinale. Farmaci e vaccini siffatti, inoltre, potrebbero condurre – in modo non imprevedibile e forse non imprevisto – a reazioni ed eventi avversi i cui effetti sconosciuti tanto nel breve quanto nel medio e lungo periodo potrebbero a loro volta costituire – oltreché l’occasione per ridurre tout court la popolazione mondiale – il pretesto per l’introduzione di nuovi stati emergenziali, di nuovi farmaci e di ulteriori meccanismi e strumenti premiali variamente denominati 7 .
Questo piano va contrastato prima di tutto e necessariamente sul piano culturale. A tal fine occorre prendere coscienza, senza esitazioni o infingimenti, del fatto che la medicina e la scienza non svolgono più da tempo alcuna funzione sociale; e procedere conseguentemente alla “demedicalizzazione” della società, oltreché a una profonda revisione della nozione stessa di progresso tecno-scientifico. In questa prospettiva non va dimenticato che già nel 1977 i vertici di una delle più note case farmaceutiche affermavano pubblicamente, e impunemente, che «il nostro sogno è vendere farmaci a gente
Come già riportato nelle note 3 e 4, con riferimento al cosiddetto vaccino anti-Covid abbondano ormai gli studi scientifici relativi ai numerosi e diversi effetti avversi a esso chiaramente riconducibili: dai problemi cardiaci (cfr. Al-Ali et al., Cardiovascular and haematological events post COVID-19 vaccination: A systematic review, in J. Cell. Mol. Med., 2022 Feb;26(3):636-653), evidentemente tanto gravi da indurre Pfizer e Moderna ad iniziare propri studi al riguardo, a quelli neurologici (cfr. R. K. Garg-V. K. Paliwal, Spectrum of neurological complications following COVID-19 vaccination, in Neurol. Sci., 2022; 43(1): 3–40), solo per menzionare i più frequenti.
7 sana»8 , sebbene tre anni prima Ivan Illich, nel suo Medical Nemesis, avesse denunciato la tendenza alla «medicalizzazione» estrema della società mediante la costante creazione di nuovi bisogni terapeutici9 .
Allo stesso modo occorre prendere coscienza del fatto che il nostro ordinamento giuridico, nella temperie creata dal capitalismo ultra-finanziario e dalle sue élite, non è più in grado di fornire garanzie reali ed effettive ai diritti fondamentali dell’uomo, e procedere conseguentemente allo smantellamento dei dicktat dell’agenda globalista che ormai appaiono a molti per quello che sono, ossia minacce sempre più gravi alla dignità e all’integrità psico-fisica dell’essere umano, ma che taluni continuano a spacciare per feticci intoccabili in quanto viatici di pace, di democrazia e di benessere, a cominciare dal primato del diritto dell’Unione europea sul diritto interno.
Sulla base di queste considerazioni, il CIEB:
– condanna il silenzio delle istituzioni, e in particolare degli organismi istituzionalmente preposti a stimolare il dibattito pubblico sui temi di rilevanza bioetica, in merito ai rischi del cambio di paradigma sanitario poc’anzi descritto;
– denuncia i rischi per la salute pubblica collegati e conseguenti all’eventuale introduzione, nel nuovo Codice di deontologia medica, di regole che vietino ai medici di sconsigliare il ricorso ai vaccini, con specifico riferimento ai vaccini fondati sulla tecnica dell’mRNA, nonché all’utilizzo delle terapie geniche;
– sollecita ancora una volta l’opinione pubblica a prendere coscienza del piano descritto nel presente Parere, che prima di ogni altra cosa è volto a svilire il principio del primato dell’essere umano sugli interessi della scienza, dell’economia e della società codificato da convenzioni internazionali e fatto proprio anche dall’art. 32, secondo comma, della Costituzione italiana;
– invita la parte raziocinante della società civile, nell’inerzia del Governo e del Parlamento, a farsi parte dirigente e a utilizzare ogni mezzo lecito – richiedendo segnatamente una chiara e netta presa di posizione dei propri rappresentanti politici a ogni livello istituzionale – per opporsi alla dittatura sanitaria prefigurata dal piano poc’anzi descritto, che a sua volta costituisce il preludio all’instaurazione di un regime di totalitarismo biopolitico globale fondato sul ricorso a stati permanenti e strutturali di emergenza.
CIEB, 2 dicembre 2022 Il testo originale del Parere è pubblicato sul sito: www.ecsel.org/cieb
Cfr. H. Gadsen, direttore generale della Merck, che dalle pagine della rivista Fortune affermò «Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane. Questo ci permetterebbe di vendere a chiunque». Sul fenomeno denominato disease mongering si rimanda, in una prospettiva temporale più recente, a R. Moynihan-A. Cassels, Selling Sickness: How the World Biggest Pharmaceutical Companies Are Turning Us All Into Patients, Nation Books, 2005.
8
9 Cfr. I. Illich, Medical Nemesis, Calder & Boyars, London, 1974.
– Streaming 21 novembre
Perché non ci crediamo mai? Per secoli, l’élite globale ha trasmesso le sue intenzioni di spopolare il mondo, fino al punto di scolpirle nella pietra. Eppure… non sembriamo mai crederci. In questa ESCLUSIVA di Stew Peters Network, i premiati registi dietro GUARDA L’ACQUA e QUESTI PICCOLI presentano la verità sul più grande genocidio di massa in corso nella storia umana.
Guarda ora questo NUOVO segmento su hhtps://StewPeters.com
Visita i nostri amici di Goldco! Chiama il numero 855-706-GOLD o visita https://goldco.com/stew
Prepara la tua famiglia alla carestia e alla carenza acquistando cibo tramite: https://heavensharvest.com/
Dai un’occhiata a https://nootopia.com/StewPeters per aiutarti ad aumentare la tua forza mentale e fisica per combattere il complotto KRYPTONITE dello stato profondo contro gli americani!
Destress oggi, l’equipaggio di Stew dorme bene! Usa il codice promozionale STEWPETERS10 alla cassa per uno sconto del 10% sul tuo ordine. http://www.magbreakthrough.com/stewpeters
Dai un’occhiata a: https://kuribl.com/ STEW20 per il 20% di sconto sul tuo ordine o CBD premium!
Il CACOA è un super alimento e potrebbe essere l’anello mancante della forza e della felicità. Acquistalo ora: https://shop.earthechofoods.com/stew
Stai cercando di perdere peso? Inizia con la salute dell’intestino. Rimetti in ordine il tuo metabolismo, purifica con questo protocollo: https://gutcleanseprotocol.com/stew
Per essere il soldato più forte di Stew, devi essere ben riposato. Acquista comode lenzuola, pantofole e cuscini su https://www.MyPillow.com/stew usa il codice promozionale STEW per sconti importanti!
Supporta l’attivismo anti-vax, l’assistenza clinica gratuita e visita i prodotti MANLY:
https://Vaccine-Police.com
Diventa senza pubblicità, ottieni contenuti esclusivi, diventa un utente Premium: https://www.stewpeters.com/subscribe/
Segui Stew su Gab: https://gab.com/RealStewPeters
Vedi tutti i contenuti di Stew su https://StewPeters.com
Guarda gli episodi completi qui: https://redvoicemedia.net/stew-full-shows
Dai un’occhiata al negozio di Stew: https://stewmerch.com
Come sempre accade in momenti critici, socialmente e politicamente particolarmente sensibili, il dibattito sui maggiori mezzi di comunicazione e sui social network è appiattito su due posizioni antitetiche: chi è contro e chi è a favore.
La contrapposizione che ne scaturisce è spesso tanto violenta da impedire anche la minima possibilità di discutere in profondità temi complessi, mettere in luce contraddizioni, investigare su strane coincidenze, accreditare fonti alternative od opinioni “fuori dal coro”. La realtà è ridotta così ad una foto in bianco e nero, dove c’è un solo piano focale e persino i toni di grigio mancano. In questo modo diviene impossibile comprendere ciò che sta accadendo e persino tentare di darne una spiegazione razionale. Farlo presupporrebbe sia un’analisi approfondita di fenomeni, che non sempre sembrano immediatamente correlati agli eventi in corso, sia il recupero della memoria storica di ciò che è già accaduto. La monodimensionalità dell’approccio narrativo spinge da tutt’altra parte. Tra l’altro, dimenticare, oppure omettere, il passato è il modo migliore per affermare, e poi negare, tutto e il contrario di tutto. Non si può nemmeno invocare la complessità degli argomenti da trattare per giustificare la superficialità dell’approccio informativo. I media coprono con centinaia di ore di trasmissione e migliaia di pagine di giornali gli eventi critici, ripetendo sino alla nausea le stesse notizie. Avrebbero tutto il modo e tutto il tempo per affrontare con più serietà il loro compito.
La crisi sanitaria che viviamo in questi giorni è senz’altro un esempio paradigmatico di contrapposizione tra diversi schieramenti: da un lato alcuni scienziati (e sedicenti tali) e parte dell’opinione pubblica, e dall’altro quello che viene considerato dai più come un manipolo di complottisti/negazionisti. Personaggi accusati di credere in un complotto ordito da una novella “Spectre” ai danni dei cittadini del mondo e considerati così stupidi e in mala fede da negare persino le morti evidenti e documentate dai media.
Le cose non stanno esattamente così. Mettere in discussione la narrativa corrente non significa negarla tout court, né vedere complotti dove non ce ne sono, e non significa neppure cercare cinicamente una visibilità a tutti i costi in un momento drammatico. Analizzare i fenomeni e mettere in evidenza le contraddizioni delle versioni ufficiali, in alcuni casi anche le evidenti menzogne e le ancor più evidenti omissioni, serve a capire meglio ciò che accade e a valutare con più precisione la portata politica dell’immenso esperimento di ingegneria sociale che stiamo vivendo.
Non vale l’approccio che usa, per convalidare le versioni ufficiali, il ricorso a ciò che l’informazione mainstream accredita come vero: se le cose non stanno come ci dicono perché tutti i governi del mondo reagiscono alla stessa maniera? Perché ci sono tanti morti documentati? Perché siamo tutti confinati in casa? Perché gli ospedali scoppiano e i medici muoiono? Questo è un tipico caso di affermazioni tautologiche, affermazioni che intendono provare che tutto ciò che esse stesse affermano è vero. Il nodo del problema non è nel negare o meno, ma nel descrivere la realtà attraverso l’analisi storica degli eventi recenti e le conoscenze scientifiche disponibili. Già un’analisi dei siti ufficiali della WHO (Organizzazione Mondiale della Sanità), dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’ISTAT e di autorevoli fonti giornalistiche e scientifiche mette in grado di porre nella loro corretta posizione alcune tessere di un mosaico, che sembra non restituire la stessa immagine fornita dalle versioni ufficiali.
Credo che il punto più rilevante di tutta questa complessa vicenda possa essere riassunto in una sola parola: omissione. E’ l’omissione e l’oscuramento degli eventi che si sono verificati nel recentissimo passato a consentire la creazione di una cortina fumogena in grado di attenuare i contorni e rendere opaca la visione d’insieme. Per sostenere questo mio punto di vista procederò per gradi, tentando una ricostruzione di eventi, per lo più ignoti al grande pubblico e trascurati dai media, reperibili sul web da chiunque abbia voglia di farlo e l’onestà intellettuale di interpretarli.
Che cos’è una pandemia1 Avere una precisa descrizione di pandemia sembrerebbe cosa ovvia, ma non è così. L’organismo deputato a dichiarare un “global alert” per l’arrivo di una pandemia è l’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO), ma la definizione che viene fornita è molto generica. Innanzitutto vale la pena riferire che questa definizione è stata modificata in anni recenti, come riporta Peter Doshi (editore associato del British Medical Journal, una delle più quotate riviste mediche del mondo) in un suo articolo del 2011. Infatti, nella pagina web Pandemic Preparedness del sito della WHO dal 2003 sino al 2009 (poco prima che fosse dichiarata la pandemia da H1N1) la pandemia da influenza era definita come: “Una pandemia influenzale si verifica quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha immunità, causando diverse epidemie simultanee in tutto il mondo con un numero enorme di morti e malati2 .” Questa definizione, e ancor più quella aggiornata nel 2009, suscita alcuni quesiti. Esaminiamoli con ordine.
a. Qual è l’influenza stagionale per la quale la popolazione umana mostra immunità? Quello che si sa su queste sindromi è che i virus influenzali sono diversi anno dopo anno a causa di fenomeni chiamati antigen drifting and shifting. Come ben spiegato nel sito del Centre for Disease Control statunitense (CDC, 2019), si tratta di piccole mutazioni ( drifting) che modificano alcune proteine di superficie del virus in grado di sollecitare una risposta del sistema immunitario dell’ospite, oppure di mutazioni importanti (shifting) in virus influenzali di tipo A in grado di produrre nuovi sottotipi. Così, i virus influenzali non sono mai uguali a quelli attivi nella stessa stagione degli anni precedenti, anche se è possibile classificarli in tipologie note di virus. Se fosse possibile acquisire immunità ad un virus influenzale, sempre lo stesso anno dopo anno, l’incidenza dell’influenza dovrebbe diminuire drasticamente nel corso del tempo. Se così fosse, perché invitare con grande battage pubblicitario la popolazione a vaccinarsi ogni anno? Dunque, appare lecito concludere che ogni epidemia di influenza abbia almeno una delle caratteristiche di una pandemia, perché non si verifica mai che un’epidemia stagionale di influenza si sviluppi a carico di virus per cui la popolazione esprime immunità.
b. Cosa significa “diverse epidemie in tutto il mondo”? Anche qui si rimane nel vago. Quante epidemie locali debbono scoppiare simultaneamente per lanciare l’allarme pandemia? Quanti paesi debbono essere simultaneamente colpiti? Almeno dieci, oppure cinquanta, o cento?
c. Cosa significa “con un enorme numero di morti e di malati”? “Enorme” non è un numero e lascia adito ad interpretazioni. Il sito web dell’Istituto Superiore di Sanità ci ricorda che, per la stagione influenzale 2019/2020, i casi registrati in Italia sino al 9 aprile 2020 erano 7.199.000. Una “normale” influenza stagionale provoca solo nel nostro paese un numero grandissimo di contagi. Mamone Capria(2020) in un suo recente articolo riporta una stima ragionata, valutata sui dati ufficiali disponibili, della mortalità per sindromi influenzali e simil-influenzali in Italia. Bene, ogni anno per queste sindromi muoiono nel nostro paese circa 34.000 persone. Una stima per le sole influenze è fornita da Rossano et al. (2019), che riportano un numero di decessi per la stagione influenzale del quadriennio 2013/2017 di 68.068 unità (17.017 decessi/anno). Non sono questi numeri “enormi”, che si ripetono praticamente ogni anno? Con tutta probabilità numeri analoghi si riscontrano in ogni paese in cui è attiva un’epidemia influenzale. Dovremmo dunque concludere che siamo di fronte ad una pandemia ogni anno?
d. Pare accertato che in Italia circolino ceppi di SARS-Cov-2 (utilizzerò in tutto l’articolo la terminologia più accreditata che identifica come SARS-Cov-2 il virus e come Covid-19 la malattia) diversi da quelli cinesi, ceppi forse autoctoni (Corriere della Sera, 2020) o importati dalla Germania
1 Nelle note è riportato il testo originale in inglese
2 An influenza pandemic occurs when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity, resulting in several simultaneous epidemics worldwide with enormous numbers of deaths and illness. (Zehender et al., 2020). E’ lecito chiedersi se anche in altri paesi si verifichi la stessa cosa. Se così fosse, perché parlare di pandemia se le epidemie nazionali sono sostenute da ceppi diversi, ancorché appartenenti alla stessa famiglia di coronavirus? Siamo di fronte ad una pandemia oppure ad una serie di epidemie locali? E’ lecito chiedersi questo perché la simultanea presenza di epidemie influenzali stagionali in vari paesi, a carico di ceppi influenzali analoghi, non è condizione sufficiente per dichiarare la presenza di una pandemia (Kelly, 2011). Perché nel caso del Cov-19 invece si è deciso che si tratti di una pandemia?
Come ci fa rilevare Doshi, la definizione di pandemia viene così modificata nel 2019: “ Una pandemia influenzale può verificarsi quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la popolazione umana non ha immunità3 ”. Come si vede è stata eliminata la frase “ con un enorme di numero di morti e malati” senza però eliminare le incertezze interpretative. Kelly (2011) riporta un’altra definizione di pandemia: “un’epidemia che si verifica in tutto il mondo, o su un’area molto ampia, attraversando i confini internazionali e di solito colpisce un gran numero di persone 4 ” che elimina il concetto di immunità e mantiene tutte le incertezze della precedente, tanto che l’autore precisa: “le epidemie stagionali [di influenza] non sono considerate pandemie 5 ”.Quest’affermazione appare in netto contrasto con ciò che è riportato nel sito della WHO.
La storia non finisce qui. Il 24 febbraio 2020 l’agenzia Reuters (Reuters, 2020) riporta una notizia curiosa: “L’Organizzazione mondiale della sanità non utilizza più il termine pandemia .6 ” Forse si sono finalmente accorti delle ambiguità insormontabili che la loro definizione portava con sé. Il portavoce ufficiale della WHO Tarik Jasarevic dichiara dunque “ Non esiste una categoria ufficiale [per una pandemia]7 ”. Sempre Jasarevic afferma “Quello che stiamo vedendo al momento sono focolai e gruppi di casi in più paesi8 ”. Esattamente quello che si era sempre visto, ma non si era mai voluto sottolineare. Ora le evidenze sono tali e tante da non poterle più ignorare.
Dopo quest’affermazione cosa ci si aspetterebbe? Evidentemente che il termine “pandemia” non venga più utilizzato ufficialmente e che, al più, resti un termine “colloquiale” da non usare in contesti formali. Invece, ecco che il direttore generale della WHO, l’11 marzo 2020, dichiara: “Abbiamo quindi valutato che COVID-19 può essere caratterizzato come una pandemia. Pandemia non è una parola da usare con leggerezza o disattenzione. È una parola che, se usata in modo improprio, può causare paura irragionevole o accettazione ingiustificata di una sconfitta, causando sofferenze e morti inutili9 ” (WHO, 2020a). Quindi, sembra proprio che faccia sul serio e che non stia adoperando il termine “pandemia” a cuor leggero. Per chiarire meglio il suo pensiero continua affermando “Non abbiamo mai visto una pandemia provocata da un coronavirus. Questa è la prima pandemia causata da un coronavirus. E, allo stesso tempo, non abbiamo mai visto una pandemia che può essere controllata.10 ” Se questo non è un chiaro caso di dissonanza cognitiva per incoerenza logica, allora è un caso che attiene più alla mancanza di etica professionale che all’incongruenza argomentativa.
3 An influenza pandemic may occur when a new influenza virus appears against which the human population has no immunity.
4 An epidemic occurring worldwide, or over a very wide area, crossing international boundaries and usually affecting a large number of people .
5 seasonal epidemics [di influenza] are not considered pandemics
6 The World Health Organization no longer uses the term pandemic.
7 There is no official category [for a pandemic] 8 What we are seeing at the moment are outbreaks and clusters of cases in multiple countries.
9 We have therefore made the assessment that COVID-19 can be characterized as a pandemic. Pandemic is not a word to use lightly or carelessly. It is a word that, if misused, can cause unreasonable fear, or unjustified acceptance that the fight is over, leading to unnecessary suffering and death.
10 We have never before seen a pandemic sparked by a coronavirus. This is the first pandemic caused by a coronavirus. And we have never before seen a pandemic that can be controlled, at the same time. La pandemia si avvicina…
Questa è davvero una storia strana. Con inquietante frequenza si sono lanciati allarmi di pandemie virali devastanti a carico di virus influenzali o simil-influenzali, tipo coronavirus, o di altro tipo (ad esempio l’Ebola), che poi non si sono verificate. Già nel 2002 si può leggere nel Piano italiano multifase d’emergenza per una pandemia influenzale (Ministero della Salute, 2002): “Negli ultimi 23 anni si sono verificati inoltre svariati casi di “falsi allarmi” […], con virus influenzali trasmessi all’uomo direttamente da un’altra specie animale. Non si è però assistito ad una diffusione dei virus nella popolazione”.
Quindi, già nel 2002, il Ministero della Salute riconosce che ci sono stati “falsi allarmi”. Approfondire quest’aspetto è di fondamentale importanza, perché i “falsi allarmi” continuano anche dopo il 2002 e diventano sempre più inquietanti.
Una disamina di tutti questi casi è impossibile in un solo articolo, per cui mi limito ad esaminarne uno particolarmente significativo: la SARS 2002/2003
La SARS 2002/2003.
L’acronimo SARS sta per Severe Acute Respiratory Syndrome, una sindrome causata dal coronavirus denominato SARS-Cov e attiva dal 1° novembre 2002 al 31 luglio 2003, ma con una fase critica durata solo 4 mesi. La SARS è stata responsabile nel mondo di 8.096 casi e 774 morti (indice di letalità 9,6%) con 4 casi in Italia e nessun decesso. L’analisi è basata sui dati disponibili al 31 dicembre 2003 (WHO, 2004). La WHO definisce così il virus “ Sappiamo che è causato da un nuovo tipo di coronavirus, una famiglia di virus solitamente associata alla comune influenza 11 ” (WHO, 2003a). L’infezione partì dalla provincia cinese meridionale del Guangdong negli ultimi mesi del 2002, per poi approdare ad Hong Kong e Hanoi, prima di diffondersi in molti altri paesi. Mackenzie et al. (2004) riportano che “La SARS è stata contenuta con successo in meno di 4 mesi, in gran parte a causa di un livello senza precedenti di collaborazione e cooperazione internazionale 12 ”, con ristrette misure di confinamento in Cina, dove furono isolate circa 7.000 persone (Corriere della Sera, 2003). Le Borse di Shanghai e Shenzhen furono chiuse dall’inizio alla metà di maggio 2003. In Italia bisogna aspettare il 30 aprile perché il Commissario straordinario Bertolaso imponga controlli, ma solo nell’aeroporto di Fiumicino, dove medici con tute a corpo intero, mascherine a tripla azione filtrante e guanti in lattice misurano la temperatura corporea a tutti i passeggeri provenienti dalle zone a rischio (La Repubblica, 2003).
David L. Heymann, esperto della WHO, nell’aprile del 2003 dichiarò: “Se il virus SARS mantiene la sua patogenicità e la sua trasmissibilità attuali, la SARS potrebbe diventare la prima nuova malattia grave del 21° secolo con una potenziale epidemico globale 13 ” (CIDRAP, 2003a). La WHO lancia il primo allarme pandemia il 12 marzo 2003 segnalando casi di polmonite atipica in Asia (WHO, 2003b). E’ del 15 marzo il secondo allarme globale e la definizione della sindrome come SARS (WHO, 2003c).
L’allarme si diffonde nel mondo intero e si comincia a calcolare quanti casi di SARS e quanti morti ci si possono aspettare. Choi e Pak (2003) calcolano per il Canada, dal 25 febbraio al 25 giugno 2003, 50.500 possibili casi e 4.488 morti. Si conteranno invece 251 casi e 43 morti (WHO, 2004). Il 5 luglio 2003 la WHO dichiara contenuta in tutto il mondo la pandemia da SARS (ISS, 2003). Stando ai dati, quindi, a posteriori la SARS non può essere inserita nel novero delle pandemie (Galantino, 2010), anche se Cherry e Krogstad (2004) pubblicano un articolo dal titolo “ SARS: la
11 We know it is caused by a new type of coronavirus – a virus family usually associated with the common cold.
12 SARS was successfully contained in less than 4 months, largely because of an unprecedented level of international collaboration and cooperation .
13 If the SARS virus maintains its present pathogenicity and transmissibility, SARS could become the first severe new disease of the 21st century with global epidemic potential . prima pandemia del 21° secolo 14 ”, riportando stime diverse da quelle della WHO: 8422 casi e 916 decessi. Cherry e Krogstad non sono i soli ad insistere nel definire la SARS come la prima pandemia del 21° secolo, una rapida ricerca su Google Scholar è sufficiente per verificare quanto sia diffusa questa visione delle cose nella comunità scientifica.
Nel luglio del 2003, quando ormai l’allarme per una pandemia, che non si è mai verificata, è completamente rientrato, la Commissione Europea stanzia 9 milioni di euro per lo studio della SARS (European Commission, 2003). A questo punto cominciano i commenti fantasiosi per spiegare come una pandemia, che avrebbe dovuto causare un numero tanto alto quanto imprecisato di vittime, si esaurisce in circa 4 mesi. Il virologo italiano Fernando Dianzani rilascia nel marzo del 2008 una dichiarazione, raccolta dalla giornalista Margherita De Bac, perlomeno curiosa: “Il virus è tornato nel suo habitat naturale perché ha perso le caratteristiche aggressive. In quella situazione la barriera sanitaria dei Paesi occidentali ha funzionato. L’epidemia non ha toccato l’Europa” (De Bac, 2008). A parte il fatto che il virus toccò Finlandia, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito (WHO, 2004), il ritenere che un virus patogeno possa uscire dal suo normale habitat (gli animali selvatici) e poi rientrarvi tranquillamente non trova francamente riscontro nella letteratura scientifica. Resta il fatto che la fine della “pandemia non pandemica”, dopo soli 4 mesi, rimane un evento per il quale non ci sono ancora valide spiegazioni.
Il virus della SARS pare abbia molti ospiti tra gli animali selvatici: la civetta della palma (un mammifero carnivoro), il procione, il furetto (Bell et al., 2004), i pipistrelli (Li et al., 2005), il tasso, il gatto domestico, il castoro, il muntjak della Cina, il macaco, il cane domestico, la volpe, il cinghiale, il fagiano ecc. (Shi e Hu, 2008). Non vorrei generalizzare, ma viene da pensare che la lista degli animali (selvatici, domestici e di allevamento) potrebbe essere ancora più lunga se se ne analizzassero altri.
Interessante quanto riportato in un comunicato stampa dell’Università di Harvard, una delle più prestigiose al mondo, del maggio 2003, dal titolo “ Il modello SARS mostra che il virus ha il potenziale per diffondersi ampiamente in assenza di efficaci interventi di sanità pubblica 15 ”. Nel comunicato si legge: “Utilizzando un modello computerizzato per quantificare e prevedere la diffusione della sindrome respiratoria acuta grave (SARS), i ricercatori della Harvard School of Public Health hanno determinato che il virus ha un reale potenziale di diffusione ma può essere efficacemente controllato, anche senza un vaccino o trattamento farmacologico – attraverso misure di sanità pubblica tra cui la quarantena, l’isolamento dei pazienti malati e la rigorosa protezione del personale ospedaliero16 ”. Dunque, una modellizzazione matematica dimostra che la pandemia poteva esserci, anche se non c’è stata, grazie alle misure di contenimento, peraltro molto limitate e che hanno interessato solo pochissimi paesi e nemmeno lontanamente paragonabili a quelle messe in campo oggi per la Covid-19. Ritorniamo dunque ai principi della microbiologia empirica o alla microbiologia del lazzaretto: confinamento degli infetti e quarantena, senza bisogno di vaccini e medicine da somministrare. Detto dagli esperti dell’Università di Harvard genera un certo disorientamento, vista l’enfasi che oggi tutte le autorità mediche del mondo mettono sulla vaccinazione, inclusa quella prossima ventura per il SARS-Cov2. Rimane da chiedersi quale sia la strategia più adatta, la vaccinazione, reclamata da molti a gran voce, o il confinamento?
Nello stesso comunicato uno degli autori della ricerca dichiara: “ Il nostro studio dimostra in modo quantitativo che la SARS potrebbe essersi diffusa molto ampiamente e potrebbe ancora farlo 17 ”, in completa contraddizione con ciò che è poi effettivamente avvenuto. E’ come se ci fosse, da qualche
14 SARS: The First Pandemic of the 21st Century .
15 SARS Model Shows Virus Has Potential To Spread Widely in the Absence of Effective Public Health Interventions .
16 Using a computer model to quantify and predict the spread of severe acute respiratory syndrome (SARS), researchers at Harvard School of Public Health have determined that the virus has a real potential to spread widely but can be effectively controlled– even without a vaccine or drug treatment– through public health measures including quarantine, isolation of sick patients and stringent protection of hospital personnel.
17 Our study shows in a quantitative way that SARS could have spread very widely and still could . anno a questa parte, una sorta di segreto desiderio che scoppi una pandemia, per dimostrare, finalmente e una volta per tutte, che i modelli matematici sono in grado di prevedere perfettamente il nostro futuro. Una sorta di sfera di cristallo versione high-tech.
In un interessante libro a cura di John Henry Powers e Xiaosui Xiao (2008) si cerca di fare un bilancio di come la mancata epidemia di SARS è stata costruita e sostenuta dai media internazionali. Powers, nella sua introduzione al libro, profeticamente scrive “L’epidemia di SARS è durata solo pochi mesi, concludendosi entro luglio 2003. Tuttavia, la sua gestione dal punto di vista della comunicazione fornisce importanti lezioni che possono prepararci meglio per la pandemia molto più estesa che molti nella comunità sanitaria prevedono avverrà in futuro non troppo distante18 .”
Questo ci porta ad affrontare il tema della gestione mediatica della “pandemia non pandemica”. Un articolo su come la stampa inglese ha trattato il tema della SARS, particolarmente interessante ed esaustivo, è stato pubblicato da Peter Washer nel 2004. Washer riporta le incredibili affermazioni di alcuni giornalisti britannici che descrivono in modo pittoresco, degno di un romanzo d’appendice di epoca vittoriana, le abitudini sociali dei cinesi e la loro commistione con gli animali. Sono state riportate scene decisamente disgustose dei mercati cinesi, dipinti come luoghi immondi in cui esseri umani, che sputano senza ritegno e starnutiscono senza coprirsi, sono a contatto con sangue e cadaveri di animali selvatici venduti a scopo alimentare, scorpioni inclusi. I giornalisti si permettono anche di vestire i panni degli infettivologi dichiarando “ La passione cinese per gli animali e gli uccelli, e la prossimità in cui vivono con loro, fornisce le condizioni ideali perché i virus possano passare all’uomo 19 ” (in Washer, 2004). La lettura dell’articolo ci immerge in un mondo, quello di una parte della stampa inglese, decisamente razzista e ancora convinta che l’impero britannico domini la scena internazionale, sancendo la naturale supremazia della civiltà inglese su tutte le altre. Forse un po’ di autocritica non guasterebbe. Le maggiori crisi di contaminazione dei prodotti alimentari sono state determinate, nel vecchio continente, dalle precarie condizioni igieniche e di salute degli animali di allevamento. Basterebbe, per tutte, ricordare la contaminazione delle uova inglesi con Salmonella enteriditis che, nel decennio 1988-1998, causò 374.516 casi di salmonellosi, 1.630 morti e 5.000.000 di giorni di malattia. La crisi, che durò quasi 10 anni, costò al governo britannico circa 8 miliardi di sterline, come compensazione per i 400 milioni di uova invendute e i 4 milioni di polli rifiutati dai consumatori. Come si vede, i problemi non sono mancati in Inghilterra, anche se gli inglesi non mangiano scorpioni, si coprono quando starnutiscono e non sputano per terra. BSE, blue tongue, brucellosi, afta epizootica sono altrettante crisi recenti che hanno generato danni economici enormi al settore alimentare europeo e problemi sanitari, ma non sono scoppiate in Cina.
Il 23 marzo 2003 sulle colonne del Sunday Telegraph si legge a proposito della SARS: “ La prossima pandemia è ora pronta al decollo. Gli effetti devastanti di un agente patogeno misterioso hanno suscitato timori per una “Morte nera” dei nostri giorni. I medici affermano che non si tratta di sapere se emergerà un tale virus, ma quando – e milioni di viaggiatori trasportati in aereo potrebbero diffonderlo in tutto il mondo20 ” (in Washer, 2004). Di nuovo un allarmismo del tutto ingiustificato. La pandemia non ci fu, ma nessuno fece autocritica e nessuno si scusò per aver paragonato la SARS alla peste.
18 The SARS epidemic itself lasted for only few months, concluding by July 2003. However, its handling from a communication viewpoint provides important lessons that can better prepare us all for the much larger pandemic that many in the health community are predicting will occur in the not-too-distant future.
19 The Chinese fondness for animals and birds, and the proximity in which they live to them, provides ideal conditions for viruses to jump to humans .
20 The next pandemic is now ready for take-off. The devastating effects of a mystery pathogen have given rise to fears of a modern-day Black Death. Doctors say it is not a question of if such a virus will emerge but when—and, millions of air travellers could spread it around the globe. La propensione all’allarmismo permane tra un’annunciata pandemia (poi smentita) ed un’altra. Nel marzo 2018 Jonathan Quick scrive sul giornale inglese The Sunday “ Una nuova epidemia potrebbe trasformarsi in una pandemia senza preavviso. […] Potrebbe essere una variazione dell’influenza spagnola del 1918, una delle centinaia di altre minacce microbiche conosciute o qualcosa di completamente nuovo, come il virus Sars del 2003 che si diffuse a livello globale dalla Cina. Una volta trasmesso a un essere umano, il virus diffuso nell’aria potrebbe passare da quell’individuo infetto a 25.000 altri individui entro una settimana e ad oltre 700.000 entro il primo mese. Entro tre mesi, potrebbe diffondersi in tutti i principali centri urbani del mondo. E entro sei mesi, potrebbe infettare più di 300 milioni di persone e ucciderne più di 30 milioni21 .”Trenta milioni di morti, uno scenario da incubo che non è chiaro da dove sia stato desunto. Forse dalle simulazioni generate da modelli matematici che, sino ad oggi, hanno costantemente sovrastimato numero di casi e morti. Ancora una volta la SARS viene indicata come una pandemia, anche quando le prove che non lo fu non potevano essere ignorate.
Il coronavirus SARS-Cov2 Questo è un tema particolarmente sensibile, perché sembra che il SARS-Cov2 sia un virus del tutto nuovo, apparso all’improvviso a causa di un “salto di specie” (il candidato più accreditato è il pipistrello), capace di rapidissime mutazioni, terribilmente infettivo e ad alta letalità. La sua analogia genetica con il virus SARS-Cov è evidenziata anche nel nome definitivo che gli è stato attribuito: SARS-Cov2. Se il virus SARS-Cov ha tutti gli ospiti animali segnalati nella letteratura scientifica, non si capisce perché il suo cugino stretto SARS-Cov2 debba provenire proprio e solo dal pipistrello.
Contrariamente a quanto avvenuto per tanti anni, invece che previsioni catastrofiste sull’epidemia già in corso, i messaggi che vengono diffusi dalla fine di gennaio alla metà di febbraio sono tranquillizzanti. Il quotidiano Repubblica riporta il 29 gennaio 2020, in un articolo dal titolo “Coronavirus, gli esperti: Niente allarmismi, è meno pericoloso di SARS e MERS”, la dichiarazione tranquillizzante è della la Società Italiana di Terapia Antinfettiva: “mortalità al 2%, per la SARS il dato era del 10% e per MERS del 30%.” Questa volta anche la WHO sembra minimizzare il pericolo. Infatti, il 30 gennaio 2020 dichiara che la Covid-19 è la sesta emergenza di salute pubblica di interesse mondiale (Lai et al., 2020) e a metà febbraio 2020 i vertici dell’Organizzazione, dopo aver lanciato allarmi non giustificati per MERS, SARS, suina e aviaria, ridimensionano il pericolo del SARS-Cov2. Infatti, il sito del Ministero della Salute (Ministero della salute, 2020) riporta il 18 febbraio 2020 le dichiarazioni di Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, rilasciate in occasione di una conferenza stampa a Ginevra: “Nel parlare di possibile pandemia da nuovo coronavirus bisogna essere molto cauti. La percentuale di casi confermati al di fuori della Cina e della provincia di Hubei è molto bassa, e quasi tutti hanno un collegamento con la Cina”. Il direttore generale della WHO, Tedros Adhanom Ghebreyesus, tranquillizzava affermando: “Covid-19 non è mortale come altri coronavirus come SARS e MERS. Oltre l’80% dei pazienti ha una forma moderata e guarisce. Nel 14% dei casi il virus causa malattia severa, con polmonite e respiro corto. E circa il 5% dei pazienti va incontro a un quadro critico con insufficienza respiratoria, shock settico e collasso multi-organo. Nel 2% dei casi riportati di Covid-19 il virus è risultato fatale, più nei pazienti anziani”. Le dichiarazioni dei
21 A new epidemic could turn into a pandemic without warning.[…] It could be a variation of the 1918 Spanish flu, one of hundreds of other known microbial threats or something entirely new, such as the 2003 Sars virus that spread globally from China. Once transmitted to a human, an airborne virus could pass from that one infected individual to 25,000 others within a week, and to more than 700,000 within the first month. Within three months, it could spread to every major urban centre in the world. And by six months, it could infect more than 300 million people and kill more than 30 million . vertici della WHO sono accompagnate da un rassicurante approfondimento a cura del nostro Ministero della Salute: “Uno studio del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CCDC) indica che l’80,9% delle infezioni è classificato come lieve, il 13,8% come grave e solo il 4,7% è critico. Il numero di morti tra le persone infette rimane basso. Tra queste la stragrande maggioranza è concentrata tra gli over 80”. E’ cambiato qualcosa tra il 18 febbraio ed i primi di marzo? Il SARS-Cov2 che imperversa in Italia ha subito mutazioni tali da diventare così pericoloso da giustificare misure eccezionali che hanno sospeso le libertà individuali, bloccato l’economia e confinato in casa praticamente tutta la popolazione italiana? E’ un virus comparabile con quello cinese che ha portato al collasso l’assistenza sanitaria nel nostro paese, provocato morti tra il personale sanitario e gettato tutti nel panico? Oppure siamo in presenza di qualcosa d’altro?
Un bilancio definitivo potrà essere fatto solo quando l’incubo in cui siamo tutti piombati sarà finito. L’inevitabile domanda da porsi è: l’incubo finirà, oppure siamo entrati in un tunnel di cui non si vede la fine? La preoccupazione è giustificata dagli allarmismi, che non esito definire criminali, diffusi anche dai sedicenti specialisti sulle riviste scientifiche. Dell’allarmismo di cui sono intrise le comunicazioni di giornali e reti televisive non è necessario parlare, visto che fanno parte della nostra esperienza quotidiana. Barro et al. (2020) scrivono “ La mortalità e la contrazione economica durante la grande’epidemia di influenza del 1918-1920 forniscono limiti superiori plausibili per gli esiti dovuti al coronavirus (COVID-19). I dati per 43 paesi implicano decessi per influenza nel 1918-1920 di 39 milioni, 2,0 per cento della popolazione mondiale, che si traducono in 150 milioni di decessi quando estesi alla popolazione attuale22 ”. Se il catastrofista Johnatan Quick prevedeva, nel 2008, che la pandemia prossima ventura avrebbe potuto causare 30 milioni di morti, Barro e i suoi colleghi addirittura danno ad intendere, anche se con una certa ambiguità nella loro dichiarazione, che la Covid-19 potrebbe produrre addirittura 150 milioni di morti. La comparazione tra la “grande epidemia di influenza” del 1918/1920 e l’attuale emergenza Covid-19 è del tutto fuori luogo. Le popolazioni sopravvissute ad una delle guerre più violente mai sperimentate dall’umanità erano in terribili condizioni sanitarie e di malnutrizione. L’assenza di antibiotici e di altri presidi farmacologici, oggi largamente disponibili, disegnano un contesto generale assolutamente impossibile da comparare con quello attuale. Come si vede la voglia di catastrofismo non influenza solo i giornalisti, ma anche i cosiddetti scienziati.
Quest’atteggiamento si ribalta sulla stima del tasso di mortalità (numero di morti/popolazione esposta x 100) e sul tasso di letalità (numero di morti/numero di contagiati x 100), che oscilla in modo erratico da un giorno all’altro e da un commentatore all’altro. Abbiamo visto che la WHO alla fine del febbraio scorso stimava la letalità del SARS-Cov2 al 2%, un valore decisamente basso, visto che la stessa WHO stimava la letalità della SARS tra il 14 ed il 15% (CIDRAP, 2003b). Ai primi di marzo il direttore generale della WHO, Dr Tedros Adhanom, stima che la letalità della Covid-19 sia del 3.4% (Science Media Center, 2020). La WHO nel suo report n. 80 del 9 aprile 2020 (WHO, 2020b) riporta 1.436.198 di casi positivi nel mondo e 85.522 morti. Il tasso di letalità che può essere calcolato da queste cifre è del 5,95%. Villa (2020) cita studi recenti che stimano una letalità per il Cov-19 dello 0,7% per la Cina, mentre l’ISPI (Italian Institute for International Political Studies) la calcola in 1,14% per l’Italia. Lo stesso Villa fa delle osservazioni sulla letalità apparente (decessi confermati/casi confermati x 100) tra diversi paesi, da cui si apprende che tale parametro al 27 marzo 2020 è del 9,9 in Italia e dell’ 0,5% in Germania. Ancora più sorprendente il tasso di letalità apparente per le diverse regioni d’Italia, che risulta essere del 13,6% in Lombardia (1 morto ogni 7 contagi) e dell’1,1% in Basilicata (1 morto ogni 91 contagi). Valori che lasciano alquanto perplessi e che sembrano riflettersi nei dati della protezione civile sui contagi, riportati da AFI (2020), mostrati nel grafico che segue.
22 Mortality and economic contraction during the 1918-1920 Great Influenza Epidemic provide plausible upper bounds for outcomes under the coronavirus (COVID-19). Data for 43 countries imply flu-related deaths in 1918-1920 of 39 million, 2.0 percent of world population, implying 150 million deaths when applied to current population. L’andamento della curva dei contagi nelle diverse zone d’Italia è difficilmente spiegabile e meriterebbe sicuramente più attenzione di quanta ne riceve dai media. Ancor più la percentuale di popolazione positiva, che risulta essere, secondo i miei calcoli basati sui dati disponibili al 12 aprile 2020, dello 0,25% del totale per le regioni del nord e dello 0,06% per le regioni del sud.
Gli esperti del Science Media Center (2020) esprimono un forte criticismo verso le cifre della mortalità da SARS-Cov2 diffuse dall’OMS. Infatti, il Prof John Edmunds, del Centro per la Modellizzazione Matematica delle Malattie Infettive della London School of Hygiene and Tropical Medicine dichiara: “È sorprendentemente difficile calcolare il “rapporto mortalità-caso”, o tasso di mortalità, durante un’epidemia. […]. Quello che puoi tranquillamente dire, tuttavia, è che se dividi il numero di decessi segnalati per il numero di casi segnalati otterrai quasi sicuramente la risposta sbagliata…23 ”. Quindi tutte le stime che si rincorrono in questi giorni sembrano avere poco fondamento scientifico.
Un’interessante osservazione sulla situazione che vive l’Italia in questo momento viene da Tom Jefferson e Carl Heneghan (2020), professori di Evidence Based Medicine: “ I pazienti anziani ricoverati in ospedale hanno un rischio maggiore di delirio, piaghe da decubito, effetti avversi di nuovi farmaci, malnutrizione e infezioni acquisite in ospedale. Una persona anziana ricoverata in ospedale corre il rischio di non vedere più la luce del giorno. Questo è probabilmente il messaggio più chiaro proveniente dall’Italia24 ”
Omissioni In apertura dell’articolo avevo premesso che la situazione che viviamo oggi poteva essere descritta da una sola parola: omissione. Il problema che affrontiamo è quello di ignorare ciò che è accaduto nel nostro recentissimo passato. Le cifre dei morti e dei contagi che incessantemente ci vengono fornite, allo stesso modo in cui venivano diffuse le cifre delle “pandemie non pandemie” del passato, sembrano, senza riferimenti a ciò che è accaduto negli anni scorsi, di inquietante magnitudo. Ma ci sono casi peggiori che non hanno avuto quasi nessuna risonanza.
23 It is surprisingly difficult to calculate the ‘case-fatality-ratio’, or death rate, during an epidemic. […]. What you can safely say, however, is that if you divide the number of reported deaths by the number of reported cases you will almost certainly get the wrong answer.
24 Older Patients admitted to hospital are at greater risk of delirium, pressure sores, adverse effects of new medications, malnutrition and hospital-acquired infections. An older person admitted to hospital runs the risk of never seeing the light of day again. This is probably the clearest message coming from Italy. Il già citato articolo di Mamone Capria (2020) illustra chiaramente l’entità dei decessi dovuti alle sindromi influenzali e il sito dell’Istituto Superiore di Sanità ci ricorda che il numero di casi di sindrome influenzale in Italia erano al 9 aprile 2020 ben 7.199.000.
Non si tratta qui di negare la crisi odierna e il suo tragico tributo di morti. Si tratta di capire perché i morti di ieri non fecero notizia e non suscitarono nessuna emozione ed empatia come quelli di oggi. E non si tratta di episodi di piccole dimensioni. I dati riportati da Iuliano et al. (2018) mostrano che le stime per la mortalità annua da influenza per complicanze respiratorie varia tra 291.243 e 645.832 soggetti per ogni stagione influenzale nel mondo. Forse è bene ricordare che stiamo parlando di una malattia infettiva e che stiamo parlando solo delle complicanze respiratorie dovute alle influenze. Gli autori dell’articolo sottolineano: “ Le nostre stime riflettono solo la mortalità respiratoria associata all’influenza, che probabilmente sottostima il vero impatto dell’influenza sui decessi. L’infezione da virus dell’influenza è anche associata al ricovero ospedaliero per problemi circolatori e decessi correlati, in particolare tra gli anziani25 ”.
Il SARS-Cov2, al 9 aprile 2020, ha causato 85.522 decessi nel mondo (WHO, 2020b), meno di 1/3 della stima più bassa delle morti annuali per sole complicanze respiratorie dovute all’influenza. Purtroppo la triste casistica delle morti dimenticate non si esaurisce qui. Sui nostri media nazionali l’evento drammatico del 2015, che descriviamo qui di seguito, ebbe una scarsa risonanza, tanto che pochissimi italiani ricordano ciò che successe. Signorelli e Odone (2016), analizzando i dati dell’ISTAT, rilevano che nel 2015 si verificarono in Italia 54.000 morti in più rispetto all’anno precedente, il più alto tasso di mortalità registrato dalla fine della seconda guerra mondiale. La mortalità era concentrata nella classe di età da 65 anni in su con tre picchi, uno nel dicembre 2014, uno in marzo 2015 e l’ultimo a luglio 2015. Date tipiche per la stagione influenzale invernale e per il “rebound” estivo. Una mortalità eccezionale che non ha trovato a tutt’oggi una spiegazione. Se utilizziamo le statistiche elaborate da Mamone Capria (2020) e sommiamo queste morti inspiegabili, non contabilizzate in quelle dovute alle complicanze da sindromi influenzali, a quelle per influenza, il dato complessivo per il 2015 è di 88.000 morti per conseguenze delle influenze, simil-influenze e cause da accertare, comunque verificatesi durante la stagione influenzale. I decessi sarebbero circa 71.000 se si utilizzano le stime di Rosano et al., 2019 per le sole influenze. Queste sono cifre paragonabili ai decessi causati sino al 9 aprile 2020 dal SARS-Cov2 nel mondo intero. Solo che nel mondo ci sono circa 7,4 miliardi di persone e in Italia poco più di 60 milioni. Nemmeno le circa 84.000 morti precoci causate annualmente per l’inquinamento atmosferico in Italia (Euractiv, 2018) sembrano abbiano impensierito. Così come le morti da infezioni contratte in ospedale, che passano da 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016 (Mamone Capria, 2020). Quasi 50.000 morti all’anno per infezioni nosocomiali, un triste primato che sembra non aver suscitato nessuna preoccupazione in chi ci ha governato ieri e in chi ci governa oggi.
Tutte queste cifre danno la dimensione di ciò che accade tutti gli anni nel mondo e nel nostro paese e permettono di leggere con più profondità e dettaglio la crisi di oggi. Dimenticare i morti di ieri non fa bene al rispetto dovuto ai morti di oggi e non aiuta a proteggere nessuno.
25 Our estimates reflect only influenza-associated respiratory mortality, which is likely to underestimate the true burden of influenza on deaths. Influenza virus infection is also associated with hospital admission for circulatory problems and deaths, especially among older adults . Riferimenti
AIFI (2020). Andamento contagi COVID-19 (CORONAVIRUS) per regione e nazionale. https://aifi.net/andamento-contagi-covid-19-coronavirus-per-regione/ allarmismi_e_meno_pericoloso_di_sars_e_mers_-247091361/
BARRO, R. J.; URSUA, J. F.; WENG, J.. The Coronavirus and the Great Influenza EpidemicLessons from the. 2020.
BELL, D.; ROBERTON, S.; HUNTER, P. R. (2004). Animal origins of SARS coronavirus: possible links with the international trade in small carnivores. Philosophical Transactions of the Royal Society of London. Series B: Biological Sciences, 359.1447: 1107-1114.
CDC (2019). How the Flu Virus Can Change: “Drift” and “Shift”. https://www.cdc.gov/flu/about/viruses/change.htm
CHAN‐YEUNG, M.; XU, R.‐H. (2003). SARS: epidemiology. Respirology, 8: S9-S14.
CHERRY, J. D.; KROGSTAD, P. (2004). SARS: The First Pandemic of the 21 st Century. Pediatric research, 56.1: 1-5.
CHOI, B. C. K.; PAK, A. W. P. A (2003) Simple approximate mathematical model to predict the number of severe acute respiratory syndrome cases and deaths. Journal of Epidemiology & Community Health, , 57.10: 831-835.
CIDRAP (2003a) SARS could be biggest disease threat since AIDS, says WHO expert. https://www.cidrap.umn.edu/news-perspective/2003/04/sars-could-be-biggest-disease-threat-aidssays-who-expert
CIDRAP (2003b). Estimates of SARS death rates revised upward. https://www.cidrap.umn.edu/news-perspective/2003/05/estimates-sars-death-rates-revised-upward
DE BAC, M. (2008a). Le epidemie mancate. http://www.informasalus.it/it/articoli/le_epideate_aviaat.php
DOSHI, Peter. The elusive definition of pandemic influenza. Bulletin of the World Health Organization, 2011, 89: 532-538.
EURACTIV (2018). Italian cities top smog index as EU ministers face air pollution grilling. https:// www.euractiv.com/section/air-pollution/news/italian-cities-top-smog-index-as-eu-ministers-faceair-pollution-grilling/
EUROPEAN COMMISSION (2003). Commission to invest EUR 9 million into research for SARS prevention https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/IP_03_940
GALANTINO, Maria Grazia. La società della sicurezza. La costruzione sociale della sicurezza in situazioni di emergenza, 2010.
HARWARD UNIVERISTY (2003). SARS Model Shows Virus Has Potential To Spread Widely in the Absence of Effective Public Health Interventions. http://archive.sph.harvard.edu/press-releases/ archives/2003-releases/press05232003.html
CORRIERE DELLA SERA (2003). Pechino, più di 7000 in quarantena per la Sars. https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/04_Aprile/28/sars.shtml
CORRIERE DELLA SERA (2020). https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_marzo_03/ coronavirus-isolato-san-raffaele-ceppo-milanese-5f56cf6c-5d79-11ea-ad92-9d72350309c8.shtml
ISS (2003). SARS: l’OMS ha detto stop. https://www.epicentro.iss.it/focus/sars/polm-atip
ISS (2020). https://www.epicentro.iss.it/influenza/flunews, consultato il 9 aprile 2020
IULIANO, A. Danielle, et al. (2018). Estimates of global seasonal influenza-associated respiratory mortality: a modelling study. The Lancet, 2018, 391.10127: 1285-1300. JEFFERSON T. e HENEGHAN C. (2020). COVID-19 – The Tipping Point. https://www.cebm.net/ covid-19/covid-19-the-tipping-point/
KELLY, H. (2011). The classical definition of a pandemic is not elusive. Bulletin of the World Health Organization, 89: 540-541.
LA REPUBBLICA (2003). Sars, primo caso in Italia ma è scontro fra gli ospedali. https://www.repubblica.it/online/cronaca/virussette/morti/morti.html
LA REPUBBLICA (2020). L’Ispra ribadisce: i pipistrelli non sono pericolosi https://www.repubblica.it/dossier/ambiente/biodiversita/2020/03/30/news/ l_ispra_ribadisce_i_pipistrelli_non_sono_pericolosi-252716415/?ref=search
LAI, C.-C., et al.(2020). Severe acute respiratory syndrome coronavirus 2 (SARS-CoV-2) and corona virus disease-2019 (COVID-19): the epidemic and the challenges. International journal of antimicrobial agents, 2020, 105924.
LI, W. et al.(2005). Bats are natural reservoirs of SARS-like coronaviruses. Science, 310.5748: 676679.
MACKENZIE J.S. et al. (2004). Learning from SARS: Preparing for the Next Disease Outbreak: Workshop Summary. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK92476/ MAMONE CAPRIA, Marco (2020). Coronavirus, disinformazione e democrazia. http://www.dmi.unipg.it/mamone/sci-dem/nuocontri_3/covid_mamone.pdf
MINISTERO DELLA SALUTE (2002). Piano italiano multifase d’emergenza per una pandemia influenzale. G.U. Serie Generale , n. 72 del 26 marzo 2002.
MINISTERO DELLA SALUTE (2020a). http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp? lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4077 MINISTERO DELLA SALUTE (2020b). Monitoraggio 12 aprile 2020. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_4454_0_file.pdf
POWERS, J. H.; XIAO, X. (ed.). (2008). The social construction of SARS: Studies of a health communication crisis. John Benjamins Publishing
QUICK, J. (2018). Are we prepared for the looming epidemic threat? https://www.theguardian.com/ commentisfree/2018/mar/18/end-epidemics-aids-ebola-sars-sunday-essay
REUTERS (2020). WHO says it no longer uses ‘pandemic’ category, but virus still emergency. https://www.reuters.com/article/uk-china-health-who-idUKKCN20I0PD
ROSANO, A., et al. (2019). Investigating the impact of influenza on excess mortality in all ages in Italy during recent seasons (2013/14–2016/17 seasons). International Journal of Infectious Diseases, 88: 127-134.
SCIENCE MEDIA CENTRE (2020). Expert reaction to WHO Director-General’s comments that 3.4% of reported COVID-19 cases have died globally. https://www.sciencemediacentre.org/expertreaction-to-who-director-generals-comments-that-3-4-of-reported-covid-19-cases-have-diedglobally/
Shi, Z. e Hu Z. (2008). “A review of studies on animal reservoirs of the SARS coronavirus.” Virus research 133.1: 74-87.
SIGNORELLI, C.; ODONE, A. (2016). Dramatic 2015 excess mortality in Italy: a 9.1% increase that needs to be explained. Scandinavian journal of public health, 44.6: 549-550.
VILLA, M. (2020). CORONAVIRUS: LA LETALITÀ IN ITALIA, TRA APPARENZA E REALTÀ. https://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/ispi_analysis_italia_coronavirus_letalita_v illa_mar2020_2.pdf
WASHER, P. (2004). Representations of SARS in the British newspapers. Social science & medicine, 2004, 59.12: 2561-2571. WHO (2003a). SARS, A Global Threat, A Global Response. https://www.who.int/dg/brundtland/speeches/2003/eucouncil_sars/en/
WHO (2003b). WHO issues a global alert about cases of atypical pneumonia. https://www.who.int/ mediacentre/news/releases/2003/pr22/en/
WHO (2003c). Severe Acute Respiratory Syndrome (SARS) – multi-country outbreak. https://www.who.int/csr/don/2003_03_16/en/
WHO (2004). Summary of probable SARS cases with onset of illness from 1 November 2002 to 31 July 2003. https://www.who.int/csr/sars/country/table2004_04_21/en/
WHO (2020a). WHO characterizes COVID-19 as a pandemic, 11 March 2020. https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/events-as-they-happen
WHO (2020b). Coronavirus disease 2019 (COVID-19)Situation Report –80. https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/situation-reports/20200409-sitrep-80-covid19.pdf?sfvrsn=1b685d64_4
ZEHENDER, G., et al. (2020). Genomic characterisation and phylogenetic analysis of SARS‐COV2 in Italy. Journal of Medical Virology, 1-4.
Inserito: 15 aprile 2020; revisione: 21 aprile 2020 Scienza e Democrazia/Science and Democracy www.dipmat.unipg.it/mamone/sci-dem
A distanza di un anno dalla scheda “Un vaccino spray nasale contro Covid-19 può essere la soluzione?”, in cui abbiamo parlato di vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasale, questa linea di ricerca continua a essere prospettata come molto promettente: più facili da somministrare, più resistenti alle diverse condizioni di conservazione e trasporto, più accettabili per la popolazione, soprattutto per chi ha paura degli aghi. La vera svolta sarebbe tuttavia se la diversa via di somministrazione comportasse una maggiore efficacia di questi prodotti rispetto agli esistenti, grazie al fatto di sfruttare la stessa via usata dal virus per entrare nell’organismo [1,2].
I vaccini somministrati per iniezione autorizzati finora in Occidente organizzano infatti la difesa prevalentemente a livello del circolo sanguigno, cosicché il virus non possa diffondersi e proliferare provocando una malattia grave, ma non riescono a impedire l’infezione delle prime vie aeree, né, di conseguenza, il passaggio del contagio ad altri. Evocare una immunità locale che riesca a fare da barriera a livello di naso e gola potrebbe quindi essere una soluzione vincente anche per ridurre la circolazione del virus [3].
Dottore, ma sarebbe possibile avere un vaccino spray nasale contro Covid-19?
sono in arrivo vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasaleNella scienza le belle idee vanno dimostrate, e ciò richiede tempo. Ci stanno lavorando decine di laboratori in tutto il mondo, affrontando la questione da diversi punti di vista.
Molti ricercatori stanno studiando le caratteristiche della risposta immunitaria a livello delle mucose, e in particolare il ruolo degli anticorpi locali chiamati IgA, evocati dall’infezione e dalle vaccinazioni già esistenti, per capire se davvero questi riescono a opporre una difesa in grado di neutralizzare SARS-CoV-2, anche nelle varianti Omicron attuali [4,5].
Altri ricercatori, invece, stanno mettendo alla prova diversi approcci per trasportare nelle mucose del naso o della gola il materiale capace poi di indurre una risposta immunitaria: per lo più si usano come vettori altri virus innocui, dagli adenovirus già utilizzati per i vaccini da iniettare (come quello di AstraZeneca, Jannsen e Sputnik) a virus influenzali o parainfluenzali attenuati, a quello della stomatite vescicolare, già modificato per produrre in passato un vaccino contro ebola [6,7,8].
Ci sono anche approcci più tradizionali, come il vaccino a subunità proteiche di SARS-CoV-2, una tecnica già largamente sperimentata contro l’influenza, prodotto in Iran e già autorizzato nel paese islamico.
Anche di Sputnik si dice sia già stata introdotta una versione spray, ma esistono solo dichiarazioni del ministro russo della salute, senza dati né conferme ufficiali.
Ma ho sentito di un vaccino contro Covid-19 sotto forma di spray nasale già autorizzato, è vero?
Ha fatto il giro del mondo l’ok a due vaccini anti Covid-19 per spray nasale autorizzati rispettivamente in Cina e in India. Il primo nasce dalla stessa collaborazione con ricercatori canadesi che ha permesso di realizzare il vaccino Cansino, qui semplicemente reso inalabile da naso e bocca come richiamo [8]; il secondo, invece, prodotto dalla Bharat Biotech sempre con un vettore adenovirale, ha ricevuto dalle autorità indiane il via libera anche come ciclo primario in due somministrazioni, attraverso gocce da instillare nel naso, dopo aver ricevuto dall’azienda una documentazione che è stata ritenuta sufficiente.
Di quali prove disponiamo?
sono in arrivo vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasalePer ora questi semafori verdi sono stati accesi dai due Paesi asiatici anche senza che i risultati di studi di fase III, quelli necessari per dimostrare l’efficacia del prodotto su un’ampia popolazione, siano stati pubblicati. I dati disponibili hanno solo mostrato una risposta migliore e più duratura dopo l’inalazione di Cansino come richiamo in persone che avevano ricevuto due dosi del vaccino inattivato Coronavac, in alternativa a una terza dose con lo stesso prodotto.
Per quanto riguarda il vaccino indiano, l’azienda sostiene di aver dimostrato una superiorità delle gocce nel naso rispetto al suo prodotto iniettabile chiamato Covaxin. In nessuno dei due casi, tuttavia, è stata ancora indagata su una popolazione umana la capacità di questi prodotti di ridurre il rischio di trasmissione del virus, come in teoria si potrebbe sperare facciano, agendo sulle mucose, più di quanto facciano i vaccini utilizzati in Occidente.
Le uniche prove a questo riguardo si riferiscono a oggi a vari vaccini su modelli animali, dove in qualche caso fanno sperare anche in una protezione più ampia, che permetta di non dover continuamente aggiornare i vaccini alle varianti che si vanno selezionando nel pianeta [9,10]. Nulla fa pensare tuttavia, al momento in cui scriviamo, che questi vaccini siano più efficaci nei confronti della malattia grave rispetto a quelli a mRNA attualmente utilizzati nei Paesi ad alto reddito, né che le aziende che già li producono abbiano la possibilità o l’intenzione di cercarne l’autorizzazione da parte delle più severe agenzie regolatorie occidentali.
Due altri grandi studi su 20.000 persone circa in Cina e 40.000 in Africa stanno comunque mettendo alla prova altri due vaccini contro Covid-19 a virus SARS-CoV-2 vivo e attenuato, rispettivamente sotto forma di spray o gocce nel naso. E almeno un altro centinaio di candidati vaccini per spray, inalazione o gocce è attualmente oggetto di studio, anche se solo una ventina ha raggiunto le prime fasi cliniche, in cui si sperimenta la somministrazione in un numero crescente di volontari umani, misurando la risposta immunitaria a livello del sangue e delle mucose.
Dottore, esistono già vaccini nasali o per bocca?
sono in arrivo vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasaleL’idea che la stimolazione locale delle mucose possa proteggere meglio dall’infezione non è affatto nuova. Si basano su questo principio alcuni vaccini tradizionali o più innovativi somministrati per bocca, che favoriscono una barriera più efficace a livello dell’intestino contro microrganismi che hanno una trasmissione per via gastroenterica, come i rotavirus o gli agenti responsabili del colera, del tifo o della poliomielite.
Per quest’ultima malattia, in particolare, le strategie vaccinali dei diversi Paesi hanno affiancato o cambiato nel tempo l’approccio a seconda della condizione epidemiologica. Oggi, in Italia, dove la poliomielite (almeno per ora) è stata eliminata, si ritiene sufficiente proteggere dal rischio di malattia i singoli individui con l’iniezione di un vaccino a virus inattivato; dove invece il virus della polio è ancora circolante, occorre impedire l’infezione e la trasmissione, perché non raggiunga eventuali soggetti suscettibili: in questi casi, si utilizza il vaccino di Sabin a virus vivo e attenuato, sotto forma di gocce da prendere per bocca.
Lo stesso Albert Sabin, incoraggiato dal successo di questo prodotto a cui si deve l’eliminazione del virus della polio dalla maggior parte della superficie terrestre, provò a lungo a creare un vaccino a spray nasale efficace contro il morbillo, senza mai riuscirci. Anche altri tentativi con altre malattie non hanno avuto risultati soddisfacenti. L’unico vaccino per spray nasale autorizzato nei Paesi ad alto reddito è un antinfluenzale pediatrico. Speriamo che contro Covid-19 si riesca a ottenere un maggiore successo.
Autore Roberta Villa Giornalista pubblicista laureata in medicina, Roberta Villa ha collaborato per più di vent’anni con le pagine di Salute del Corriere della Sera e con molte altre testate cartacee e online, italiane e internazionali. Negli ultimi anni ha approfondito il tema delle vaccinazioni, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della comunicazione, anche in risposta a bufale e fake news. Sul tema della comunicazione della scienza è attualmente impegnata nel progetto europeo QUEST come research fellow dell’Università di Ca’Foscari a Venezia. Insieme ad Antonino Michienzi è autrice dell’e-book “Acqua sporca” (2014), un’inchiesta sul caso Stamina disponibile gratuitamente online. Ha scritto “Vaccini. Il diritto di non avere paura” (2017), distribuito in una prima edizione con il Corriere della Sera e in una seconda (2019) per il Pensiero scientifico editore. È molto attiva sui social network (Youtube, Instagram, Facebook) su cui sta sperimentando un approccio semplice e confidenziale alla divulgazione. Tutti gli articoli di Roberta Villa
Pfizer sotto indagine per un’evasione dal 1,2 miliardi, il tutto con spostamenti in USA e Olanda
Secondo quanto riportato da Bloomberg, Pfizer è oggetto di un’indagine da parte delle autorità italiane che affermano che l’azienda abbia evaso le imposte dei redditi in Italia per almeno 1,2 miliardi di euro di profitti trasferendo denaro a unità in altri Paesi. Una pratica molto diffusa, anzi potremmo dire comune, fra le multinazionali che dominano l’economia.
La Guardia di Finanza italiana sostiene che la filiale italiana di Pfizer, Pfizer Italia Srl con sede alle porte di Roma, abbia trasferito il capitale in eccesso a società affiliate negli Stati Uniti e nei Paesi Bassi per evitare le imposte sui profitti pari al 26%. Notiamo che non c’è bisogno di mandare i denari in lontani ed esotici paradisi fiscali: basta tenerli nella UE e mandarli in Olanda, paese che si arricchisce con una concorrenza fiscale al limite della pirateria.
Raccomandato da
AdUna esperta linguistica spiega come parlare una nuova lingua con solo 15 minuti di studio al giorno Babbel
AdIndia’s Path to a Hydrogen-Powered FutureTo reduce emissions, India must prioritize small steps towards decarbonization that yield rapid improvements without excessive capital ex…MHISpectra
La filiale italiana dell’azienda avrebbe inviato i capitali ad affiliate estere collegate alla Pfizer Production LLC e alla Pfizer Manufacturing LLC con sede nel Delaware. L’indagine sul colosso farmaceutico newyorkese è iniziata a febbraio e riguarda gli anni 2017, 2018 e 2019.
L’indagine della Guardia di Finanza italiana non significa necessariamente che Pfizer abbia commesso un illecito. Una volta completata l’indagine, i risultati saranno esaminati dall’Agenzia delle Entrate, che ha il potere di valutare potenziali multe e pagamenti di tasse se li ritiene giustificati.
“Le autorità fiscali italiane controllano e indagano abitualmente sulle tasse di Pfizer e Pfizer collabora con tali controlli e indagini”, ha dichiarato la portavoce dell’azienda Pam Eisele in una risposta via e-mail alle domande. “Pfizer rispetta le leggi e i requisiti fiscali dell’Italia”. ovviamente tutti sono innocenti, anche fiscalmente, fino a che non venga giudicato colpevole, o evasore.
Le azioni Pfizer sono scese brevemente prima di riguadagnare terreno e salire dell’1,3% alle 15:51 di mercoledì a New York.
Secondo la Guardia di Finanza, Pfizer avrebbe deciso di non distribuire dividendi durante il periodo dell’indagine, remunerando i propri azionisti attraverso il riacquisto di azioni proprie. Un altro modo elegante per non far notare come si stessero producendo profitti anche importanti e non dare troppo nell’occhio.
AdScarpe artigianali, fatte con cura.Velasca
Per carità, questo annuncio è assolutamente caduto in modo casuale con il cambiamento di governo e le indagini provengono dal passato, ma è comunque un segnale importante che viene dato anche a paesi della UE che, fino ad oggi, hanno approfittato di una normativa fiscale europea troppo lasca diventando le “Cayman del Mare del Nord”, cioè i Paesi Bassi. non si può avere un mercato comune dei capitali senza regole fiscali simili. Altrimenti avremo sempre società come le multinazionali, come Stellantis-FIAT, o anche grandi società famigliari, che evaderanno legittimamente il fisco semplicemente trasferendo gli utili su filiali olandesi.
ULTIME NOTIZIE Il vaccino Pfizer Covid-19 altera il DNA umano
Uno studio svedese ha dimostrato e confermato che l’mRNA nelle iniezioni Pfizer/BioNTech Covid si infiltra nelle cellule e ne trascrive il messaggio sul DNA umano entro 6 ore, alterando il nostro stesso DNA uno studio precedente pubblicato nell’ottobre 2021 dalla Svezia ha scoperto che la proteina spike entra nei nuclei delle nostre cellule e altera il meccanismo che le nostre cellule hanno per riparare il DNA danneggiato. Abbiamo incluso questo studio qui poiché The Highwire ha realizzato un video di facile comprensione che lo spiega, inclusa la grafica, e quindi è un buon punto di partenza per aiutare a comprendere il significato dell’ultimo studio svedese.
Studi precedenti
Gli studi preclinici sugli animali dell’iniezione di mRNA di Pfizer/BioNTech Covid (BNT162b2) hanno mostrato effetti reversibili sul fegato dei ratti, tra cui: fegato ingrossato, vacuolazione e aumento dei livelli di enzimi (γGT, AST, ALP). Nel rapporto di valutazione su BNT162b2 fornito all’EMA da Pfizer, studi sui ratti hanno dimostrato che il contenuto non rimane nel sito di iniezione e una percentuale relativamente ampia (fino al 18%) della dose totale di “vaccino” finisce nel fegato.
Un altro studio condotto nel maggio 2021 da scienziati del MIT ha mostrato che l’RNA SARS-CoV-2 può essere trascritto inverso e integrato nel genoma delle cellule umane ed espresso come trascrizioni chimeriche. Sebbene nessuno dei media aziendali o della scienza aziendale sembrasse chiedere in quel momento, i risultati di questo studio fanno sorgere la domanda se questa stessa trascrizione inversa possa verificarsi anche con l’RNA nelle iniezioni di Covid.
ABC 10 News ha riportato lo studio del MIT poco dopo la sua pubblicazione.
Che cos’è la trascrizione inversa?
Le immagini parlano più di mille parole e quindi invece di cercare di scrivere una spiegazione abbiamo trovato un video che introduce il meccanismo della trascrizione inversa dell’HIV, un retrovirus. Potrebbe essere un po’ datato ed eccessivamente semplicistico, ma illustra come l’HIV infetti una cellula e si replichi utilizzando la trascrittasi inversa e il macchinario cellulare dell’ospite.
Il primo studio sulla trascrizione inversa delle proteine spike di iniezione
A causa dei risultati degli studi sugli animali e dello studio del MIT, un gruppo di scienziati svedesi dell’Università di Lund ha condotto uno studio per studiare l’effetto che l’iniezione di Pfizer/BioNTech (BNT162b2) ha avuto sulle cellule epatiche umane e se l’RNA della proteina spike codificata di Pfizer può essere trascrizione inversa nel DNA. Lo studio, ” Intracellular Reverse Transcription of Pfizer BioNTech COVID-19 mRNA Vaccine BNT162b2 In Vitro in Human Liver Cell Line “, è stato pubblicato il 25 febbraio 2022.
“In questo studio, abbiamo studiato l’effetto di BNT162b2 sulla linea cellulare del fegato umano Huh7 in vitro”, hanno scritto gli autori dello studio.
Lo studio ha scoperto che l’iniezione di mRNA è in grado di entrare nella linea cellulare del fegato umano Huh7 e che l’mRNA delle iniezioni viene trascritto inversamente nel DNA appena sei ore dopo che le cellule sono state esposte ad esso.
“Un possibile meccanismo per la trascrizione inversa è attraverso la trascrittasi inversa endogena [intracellulare] LINE-1 e la distribuzione della proteina del nucleo di LINE-1 è elevata da BNT162b2”, hanno scritto gli autori dello studio.
“Eh le cellule sono cellule tumorali del fegato ‘immortali’ e crescono all’infinito se dai loro amore”, ha spiegato Jessica Rose , “LINE-1 è una trascrittasi inversa che portiamo e comprende circa il 17% del nostro genoma!”
“Il nostro studio mostra che [l’iniezione di mRNA di Pfizer] … può essere trascritta inversa nel DNA … e questo può far sorgere la preoccupazione se il DNA derivato da [iniezione] possa essere integrato nel genoma dell’ospite e influenzare l’integrità del DNA genomico, che può potenzialmente mediano effetti collaterali genotossici.
Nel video qui sotto, il Dr. Mobeen Syed, ospite del Dr. Been , spiega questo studio in parole povere. Abbiamo incorporato il video per iniziare al timestamp 8:17 dove inizia a spiegare, nei prossimi 9 minuti, la trascrizione inversa, le cellule Huh7, l’espressione genica LINE-1, la proteina LINE-1 e cosa significa tutto questo.**Il documento conclude: “Il nostro studio è il primo studio in vitro sull’effetto del vaccino mRNA Covid-19 BNT162b2 sulla linea cellulare del fegato umano. Presentiamo prove sull’ingresso rapido di BNT162b2 nelle cellule e sulla successiva trascrizione inversa intracellulare dell’mRNA di BNT162b2 nel DNA.
Riferendosi allo studio, il dottor Peter McCullough ha twittato : “Alden et al, Lund University, Svezia, conferma una delle nostre peggiori paure. Il materiale genetico esogeno [extracellulare] che codifica per la pericolosa proteina Spike viene trascritto in senso inverso nel genoma umano; possibile espressione/sintesi costitutiva a lungo termine di Spike promotore della malattia/letale.
Era questo il piano da sempre?
Per rispondere alla domanda se ciò sia stato pianificato, di seguito è riportata una selezione di estratti di personaggi famigerati sull’editing genetico, nelle loro stesse parole. Non sono necessari ulteriori commenti, questi estratti parlano da soli, decidi tu.
In un’intervista con Charlie Rose, Klaus Schwab ha dichiarato: “Vedi la differenza di questa quarta rivoluzione industriale è che non cambia quello che stai facendo, ti cambia. Se prendi l’editing genetico, solo come esempio, sei tu che stai cambiando. E, naturalmente, questo ha un grande impatto sulla tua identità”.
Vedi di più: Il Charlie Rose Show, Klaus Schwab
Tal Zaks, chief medical officer di Moderna, ha dichiarato: “In ogni cellula c’è questa cosa chiamata RNA messaggero o in breve mRNA, che trasmette le informazioni critiche dal DNA nei nostri geni alla proteina, che è davvero la roba che siamo tutti fatto di. Questa è l’informazione critica che determina cosa farà la cellula. Quindi, lo pensiamo come un sistema operativo. …. Quindi, se potessi davvero cambiarlo, … se potessi introdurre una riga di codice, o cambiare una riga di codice, si scopre che ciò ha profonde implicazioni per tutto, dall’influenza al cancro”.
Per saperne di più: Bombshell: Il Chief Medical Officer di Moderna ammette che l’MRNA altera il DNA , 12 marzo 2021
Durante un’intervista con Anthony Fauci il 30 aprile 2020, Bill Gates si è detto particolarmente entusiasta di perseguire un nuovo approccio chiamato “vaccino a RNA”. Gates ha spiegato: “A differenza di un vaccino antinfluenzale, che contiene frammenti del virus dell’influenza in modo che il tuo sistema immunitario possa imparare ad attaccarli, un vaccino a RNA fornisce al tuo corpo il codice genetico necessario per produrre frammenti virali da solo”.
In questo periodo Gates realizzò un video promozionale per i suoi “vaccini a RNA”.
Forbes ha pubblicato un articolo il 29 novembre 2021 di Steven Salzberg intitolato “Sì, il vaccino cambia il tuo DNA. Un pochino. È una buona cosa.” E in seguito ha rinominato l’articolo in “I vaccini contro il Covid non alterano il tuo DNA: aiutano a scegliere le cellule per rafforzare la tua risposta immunitaria”.
L’autore ha cambiato il titolo per sottolineare che i vaccini “non alterano il tuo DNA” senza modificare il contenuto dell’articolo.
Per saperne di più: Forbes ammette che i vaccini mRNA alterano il DNA e poi cambiano il titolo , 2 dicembre 2021
È in arrivo un vaccino spray nasale contro Covid-19? 3 Ottobre 2022 di ROBERTA VILLA
A distanza di un anno dalla scheda “Un vaccino spray nasale contro Covid-19 può essere la soluzione?”, in cui abbiamo parlato di vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasale, questa linea di ricerca continua a essere prospettata come molto promettente: più facili da somministrare, più resistenti alle diverse condizioni di conservazione e trasporto, più accettabili per la popolazione, soprattutto per chi ha paura degli aghi. La vera svolta sarebbe tuttavia se la diversa via di somministrazione comportasse una maggiore efficacia di questi prodotti rispetto agli esistenti, grazie al fatto di sfruttare la stessa via usata dal virus per entrare nell’organismo [1,2].
I vaccini somministrati per iniezione autorizzati finora in Occidente organizzano infatti la difesa prevalentemente a livello del circolo sanguigno, cosicché il virus non possa diffondersi e proliferare provocando una malattia grave, ma non riescono a impedire l’infezione delle prime vie aeree, né, di conseguenza, il passaggio del contagio ad altri. Evocare una immunità locale che riesca a fare da barriera a livello di naso e gola potrebbe quindi essere una soluzione vincente anche per ridurre la circolazione del virus [3].
Dottore, ma sarebbe possibile avere un vaccino spray nasale contro Covid-19?
sono in arrivo vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasaleNella scienza le belle idee vanno dimostrate, e ciò richiede tempo. Ci stanno lavorando decine di laboratori in tutto il mondo, affrontando la questione da diversi punti di vista.
Molti ricercatori stanno studiando le caratteristiche della risposta immunitaria a livello delle mucose, e in particolare il ruolo degli anticorpi locali chiamati IgA, evocati dall’infezione e dalle vaccinazioni già esistenti, per capire se davvero questi riescono a opporre una difesa in grado di neutralizzare SARS-CoV-2, anche nelle varianti Omicron attuali [4,5].
Altri ricercatori, invece, stanno mettendo alla prova diversi approcci per trasportare nelle mucose del naso o della gola il materiale capace poi di indurre una risposta immunitaria: per lo più si usano come vettori altri virus innocui, dagli adenovirus già utilizzati per i vaccini da iniettare (come quello di AstraZeneca, Jannsen e Sputnik) a virus influenzali o parainfluenzali attenuati, a quello della stomatite vescicolare, già modificato per produrre in passato un vaccino contro ebola [6,7,8].
Ci sono anche approcci più tradizionali, come il vaccino a subunità proteiche di SARS-CoV-2, una tecnica già largamente sperimentata contro l’influenza, prodotto in Iran e già autorizzato nel paese islamico.
Anche di Sputnik si dice sia già stata introdotta una versione spray, ma esistono solo dichiarazioni del ministro russo della salute, senza dati né conferme ufficiali.
Ma ho sentito di un vaccino contro Covid-19 sotto forma di spray nasale già autorizzato, è vero?
Ha fatto il giro del mondo l’ok a due vaccini anti Covid-19 per spray nasale autorizzati rispettivamente in Cina e in India. Il primo nasce dalla stessa collaborazione con ricercatori canadesi che ha permesso di realizzare il vaccino Cansino, qui semplicemente reso inalabile da naso e bocca come richiamo [8]; il secondo, invece, prodotto dalla Bharat Biotech sempre con un vettore adenovirale, ha ricevuto dalle autorità indiane il via libera anche come ciclo primario in due somministrazioni, attraverso gocce da instillare nel naso, dopo aver ricevuto dall’azienda una documentazione che è stata ritenuta sufficiente.
Di quali prove disponiamo?
sono in arrivo vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasalePer ora questi semafori verdi sono stati accesi dai due Paesi asiatici anche senza che i risultati di studi di fase III, quelli necessari per dimostrare l’efficacia del prodotto su un’ampia popolazione, siano stati pubblicati. I dati disponibili hanno solo mostrato una risposta migliore e più duratura dopo l’inalazione di Cansino come richiamo in persone che avevano ricevuto due dosi del vaccino inattivato Coronavac, in alternativa a una terza dose con lo stesso prodotto.
Per quanto riguarda il vaccino indiano, l’azienda sostiene di aver dimostrato una superiorità delle gocce nel naso rispetto al suo prodotto iniettabile chiamato Covaxin. In nessuno dei due casi, tuttavia, è stata ancora indagata su una popolazione umana la capacità di questi prodotti di ridurre il rischio di trasmissione del virus, come in teoria si potrebbe sperare facciano, agendo sulle mucose, più di quanto facciano i vaccini utilizzati in Occidente.
Le uniche prove a questo riguardo si riferiscono a oggi a vari vaccini su modelli animali, dove in qualche caso fanno sperare anche in una protezione più ampia, che permetta di non dover continuamente aggiornare i vaccini alle varianti che si vanno selezionando nel pianeta [9,10]. Nulla fa pensare tuttavia, al momento in cui scriviamo, che questi vaccini siano più efficaci nei confronti della malattia grave rispetto a quelli a mRNA attualmente utilizzati nei Paesi ad alto reddito, né che le aziende che già li producono abbiano la possibilità o l’intenzione di cercarne l’autorizzazione da parte delle più severe agenzie regolatorie occidentali.
Due altri grandi studi su 20.000 persone circa in Cina e 40.000 in Africa stanno comunque mettendo alla prova altri due vaccini contro Covid-19 a virus SARS-CoV-2 vivo e attenuato, rispettivamente sotto forma di spray o gocce nel naso. E almeno un altro centinaio di candidati vaccini per spray, inalazione o gocce è attualmente oggetto di studio, anche se solo una ventina ha raggiunto le prime fasi cliniche, in cui si sperimenta la somministrazione in un numero crescente di volontari umani, misurando la risposta immunitaria a livello del sangue e delle mucose.
Dottore, esistono già vaccini nasali o per bocca?
sono in arrivo vaccini contro Covid-19 sotto forma di spray nasaleL’idea che la stimolazione locale delle mucose possa proteggere meglio dall’infezione non è affatto nuova. Si basano su questo principio alcuni vaccini tradizionali o più innovativi somministrati per bocca, che favoriscono una barriera più efficace a livello dell’intestino contro microrganismi che hanno una trasmissione per via gastroenterica, come i rotavirus o gli agenti responsabili del colera, del tifo o della poliomielite.
Per quest’ultima malattia, in particolare, le strategie vaccinali dei diversi Paesi hanno affiancato o cambiato nel tempo l’approccio a seconda della condizione epidemiologica. Oggi, in Italia, dove la poliomielite (almeno per ora) è stata eliminata, si ritiene sufficiente proteggere dal rischio di malattia i singoli individui con l’iniezione di un vaccino a virus inattivato; dove invece il virus della polio è ancora circolante, occorre impedire l’infezione e la trasmissione, perché non raggiunga eventuali soggetti suscettibili: in questi casi, si utilizza il vaccino di Sabin a virus vivo e attenuato, sotto forma di gocce da prendere per bocca.
Lo stesso Albert Sabin, incoraggiato dal successo di questo prodotto a cui si deve l’eliminazione del virus della polio dalla maggior parte della superficie terrestre, provò a lungo a creare un vaccino a spray nasale efficace contro il morbillo, senza mai riuscirci. Anche altri tentativi con altre malattie non hanno avuto risultati soddisfacenti. L’unico vaccino per spray nasale autorizzato nei Paesi ad alto reddito è un antinfluenzale pediatrico. Speriamo che contro Covid-19 si riesca a ottenere un maggiore successo.
Autore
Roberta Villa
Giornalista pubblicista laureata in medicina, Roberta Villa ha collaborato per più di vent’anni con le pagine di Salute del Corriere della Sera e con molte altre testate cartacee e online, italiane e internazionali. Negli ultimi anni ha approfondito il tema delle vaccinazioni, soprattutto per quanto riguarda il ruolo della comunicazione, anche in risposta a bufale e fake news. Sul tema della comunicazione della scienza è attualmente impegnata nel progetto europeo QUEST come research fellow dell’Università di Ca’Foscari a Venezia. Insieme ad Antonino Michienzi è autrice dell’e-book “Acqua sporca” (2014), un’inchiesta sul caso Stamina disponibile gratuitamente online. Ha scritto “Vaccini. Il diritto di non avere paura” (2017), distribuito in una prima edizione con il Corriere della Sera e in una seconda (2019) per il Pensiero scientifico editore. È molto attiva sui social network (Youtube, Instagram, Facebook) su cui sta sperimentando un approccio semplice e confidenziale alla divulgazione.
Brook Jackson, l’informatore, ha affermato in una causa che è stata aperta a febbraio che la Pfizer e le parti associate hanno violato i regolamenti degli studi clinici e le leggi federali, incluso il False Claims Act.
Nella sua mozione di licenziamento, Pfizer afferma che i regolamenti non si applicano al suo contratto sui vaccini con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti perché l’accordo è stato eseguito sotto l’Altra Autorità di Transazione (OTA) del dipartimento, che offre ai titolari del contratto la possibilità di aggirare molte regole e leggi che normalmente si applicano ai contratti.
Ciò significa che l’affermazione di Jackson secondo cui Pfizer deve ancora rispettare i regolamenti federali sulle acquisizioni “è semplicemente sbagliata”, ha affermato Pfizer.
Warner Mendenhall, un avvocato che sta lavorando al caso di Jackson, ha affermato in una recente intervista che la Pfizer “chiaramente non ha seguito le leggi federali sugli appalti”.
“E ora stanno dicendo, ‘ovviamente non abbiamo seguito le leggi federali sugli appalti, non dovevamo farlo, questo era solo per un prototipo’”, ha aggiunto.
Mendenhall, che ha rifiutato una richiesta di intervista, ha detto che gli avvocati di Jackson stanno lavorando per trovare modi legali per contrastare l’argomento di Pfizer.
“Potremmo perdere su questo problema perché il loro contratto non impone … nessuno dei normali controlli ed equilibri sul controllo della qualità e sulla protezione dei consumatori che abbiamo combattuto per decenni in questo paese”, ha affermato.
Il contratto in questione è stato delineato in un accordo di base e in una dichiarazione di lavoro per l’accordo, che è stato firmato nell’estate del 2020.
Il governo ha accettato di pagare fino a 1,9 miliardi di dollari per 100 milioni di dosi del vaccino COVID-19 in attesa dell’autorizzazione normativa statunitense. Ciò includeva la produzione del vaccino oltre alla ricerca e allo sviluppo.
Il contratto è stato concesso in base alla disposizione “prototipo”, che rientra nell’OTA. Le regole per i prototipi stabiliscono che deve essere soddisfatta solo una delle quattro condizioni. La condizione soddisfatta nel contratto Pfizer era il coinvolgimento di un “appaltatore della difesa non tradizionale”.
La legge federale definisce gli appaltatori della difesa non tradizionali come “un’entità che non sta attualmente eseguendo e non ha eseguito” un contratto o subappalto per il Dipartimento della Difesa per almeno un anno prima della sollecitazione dell’accordo OTA. Pfizer ha dozzine di contratti con i militari.
Ciò significa che il governo ha certificato “una finzione assurda” per utilizzare un’OTA per concedere il contratto, Kathryn Ardizzone, consulente legale di Knowledge Ecology International, ha detto a The Epoch Times in una e-mail.
Il Dipartimento della Difesa e altre agenzie governative hanno aumentato nel tempo l’uso dell’OTA. Trentaquattro accordi di questo tipo sono stati stipulati nell’anno fiscale 2016; entro l’anno fiscale 2018, quel numero era 173, secondo l’Ufficio per la responsabilità del governo ( pdf ).
Poiché gli accordi proteggono i titolari di contratti da alcuni regolamenti e leggi, “l’uso crescente delle OTA, che include contesti in cui è inappropriato farlo, sta minando lo stato di diritto e mettendo a repentaglio gli interessi del pubblico”, ha affermato Ardizzone. Il contratto Pfizer è un esempio di contesto inappropriato, perché il contratto “non riguardava la produzione di un prototipo”, ha affermato.
Per quanto riguarda l’argomento di Pfizer, sul fatto che i Federal Acquisition Regulations (FAR) non si applichino all’accordo, non è chiaro che sia così.
L’accordo di base menziona solo le norme relative al trattamento delle informazioni classificate. La dichiarazione di lavoro non ne menziona alcuno.
“Non sono sicuro di cosa significhi quando un’OTA tace su un regolamento che appare nelle FAR”, ha detto Ardizzone. ” Spetterebbe al giudice decidere, e potrebbe schierarsi con Pfizer poiché l’opinione prevalente è che i regolamenti FAR non si applicano necessariamente a un’OTA “.
Pfizer, nella sua mozione di rigetto, ha osservato che il governo non si è unito alla causa di Jackson – è stata presentata per conto del governo – né le autorità di regolamentazione hanno revocato l’autorizzazione del suo vaccino, che è stato autorizzato dalla Food and Drug Administration (FDA) alla fine del 2020 , dopo che Jackson ha rivelato problemi nei siti gestiti da Ventavia Research Group, un subappaltatore di Pfizer.
“L’accordo non fa menzione dei regolamenti FDA e delle disposizioni FAR citate nella denuncia del relatore”, ha affermato Pfizer. “L’accordo condiziona invece il pagamento, più semplicemente, alla consegna da parte di Pfizer di un prodotto autorizzato o approvato dalla FDA. Il vaccino di Pfizer soddisfa tale condizione da dicembre 2020, come riconosce la denuncia, e il vaccino continua a soddisfare tale condizione oggi. La Corte dovrebbe respingere l’espressa richiesta di certificazione del Relatore solo per questo motivo.
Elettrificazione e frequenze patologiche di Alessandro ArnoneOctober 07, 2022
L’esposizione ai campi elettromagnetici (EMF) e radiazioni (RF) è un rischio per la salute sempre crescente.
Negli ultimi 100 anni l’esposizione ai campi elettromagnetici, come quelle che emettono telefoni cellulari e Wi-Fi, è aumentata di circa 1 quintilioni di volte. Ci sono diversi studi di esposizione controllata, ed hanno rivelato che non è affatto innocuo come la gente pensa.
Oggi non solo viviamo e lavoriamo in un ambiente elettrificato, ma siamo anche circondati da microonde di tecnologie wireless. Il 5G si aggiunge al mix, rendendo le esposizioni ancora più complesse e potenzialmente dannose.
La tecnologia 5G comprende migliaia di frequenze in programma, tanto quante ne possono esistere nell’universo dei virus e delle varianti artificiali.
Ma che cos’è Omicron?
Il significato del termine Omicron, (s. m. [dal gr. ὀ μικρόν, propr. «o piccolo» cioè «o breve»; cfr. omega].) sembra abbia a che fare direttamente con la nostra interiorità, il nostro inconscio o meglio ancora, con il nostro lato più nascosto e sconosciuto.
Il termine Omicron, esattamente come il covid19, essendo una frequenza del 5G, è in grado di penetrare il nostro lato più profondo (il subconscio) con lo scopo occulto di manipolare e controllare la nostra interiorità.
Si tratta di una frequenza del 5G per creare una nuova variante, e quando parliamo di variante stiamo parlando sempre di cambiamento, di manipolazione e di controllo.
Tutto è frequenza, quindi, finché esisterà il 5G la pandemia non avrà fine e le persone continueranno ad ammalarsi e morire.
Quando parliamo di Omicron, stiamo parlando di una delle tante comuni frequenze del 5G in grado di alterare il nostro Dna e provocare nuove epidemie o pandemie artificiali volte a fare ammalare la gente.
Paradossalmente, questo discorso, non sembra avere tanto interesse o affinità con chi ci vuol male.
Queste creature del male, non desiderano la nostra sopravvivenza e facendoci credere il contrario, stanno lavorando frettolosamente e affannosamente per farci scomparire dalla faccia della terra.
Omicron, è una frequenza del 5G, in grado di penetrare più profondamente nell’inconscio umano, e, questo spettro di frequenza, è molto inferiore ai 6 GHz, perché, finora, il limite di sperimentazione e di trasmissione consentito del 5G, si estende da circa 700 MHz a circa 27 GHz.
La banda di frequenza che si estende dai 26,5 a 27,5 GHz, possiamo già definirla come un onda millimetrica, ma, superando i 30 Ghz, (più esattamente dai 30 ai 300 Ghz) la frequenza millimetrica del 5G, diviene molto più potente, riuscendo ad abbattere qualunque limite consentito.
In questa banda di frequenza (tra i 30 e i 300 Ghz) le frequenze divengono completamente sub-millimetriche, e nei particolari più piccoli, possono penetrare più facilmente qualunque tipo di ostacolo, sino a raggiungere l’obbiettivo desiderato.
Per questa ragione, sopra i 27,5 Ghz, (figuriamoci sopra i 100 o 200 Ghz) non possiamo più parlare di normali frequenze, ma possiamo, anzi dobbiamo iniziare a parlare di radiofrequenze sub-millimetriche di natura bellica, in quanto, l’effetto che sono in grado di generare, possiedono un potere simile a quello di un forno a microonde capace di arrostire qualunque bersaglio a distanza. Pertanto, al di sopra dei 30 Ghz, iniziamo a penetrare in un nuovo reame di frequenze, (quelle sub-millimetriche appunto), che, come appurato dalla scienza, non sono solamente deleterie, ma sono, (come vedremo tra un attimo) onde di un intensità molto bassa e profonda.
La logica esoterica di queste frequenze, in realtà non è molto complessa, ma è in realtà molto semplice, in quanto, via, via che una frequenza sale verso l’alto, la sua capacità di penetrazione diviene maggiore, fino a superare i cosiddetti limiti spazio temporali che dividono il mondo fisico da quello metafisico.
A questo livello di profondità, la sopravvivenza umana, inizia a divenire molto instabile, perché quando le frequenze millimetriche iniziano a toccare una certa profondità sub-cosciente (= sub-nucleare = sub-atomica = sub-molecolare) possono raggiungere una graduale smolecolarizzazione di ogni particella del Dna umano, fino alla totale dissoluzione della forma materiale.
Nel linguaggio conosciuto, questa forma di smolecolarizzazione del Dna e delle particelle sub-atomiche possiamo definirla più chiaramente come una forma di degenerazione organica che molto comunemente viene chiamata tumore.
Questo, anche se non fa parte dello scopo ultimo del 5G, è in realtà un pericolo molto grande, che in buona parte, non inizia con la morte fisica, ma inizia appunto con una serie indefinita di alterazioni e mutazioni genetiche, tanto orribili quanto sofferenti e mostruose.
Tuttavia, sotto questi range di grandezza, il 5G nasconde comunque una enorme varietà di sotto-frequenze molto interessanti, che, a quanto pare, non solo hanno il potere di creare una grande quantità di variazioni e mutazioni genetiche, (varianti) ma possono anche provocare patologie irreversibili fino alla morte.
La continua variazione di queste frequenze millimetriche e sub-millimetriche (che la nostra brava scienza chiama varianti per nascondere la mostruosità disumana chiamata sperimentazione) vengono cambiate di frequente, e quando cambiano, il 5G è in grado di irradiare e generare frequenze millimetriche di diverso potenziale elettromagnetico in grado di stravolgere ed interferire con il Dna umano.
Al dunque, e dopo queste verità, possiamo constatare che questa sperimentazione è molto pericolosa per l’umanità, in quanto, non solo ci viene imposta con l’uso dell’inganno e della forza, ma, al dunque, ci viene imposta senza nessuna precauzione o protezione, violando in pieno ogni legge e diritto umano.
Pertanto, le radiofrequenze millimetriche del 5G, come le più comuni frequenze elettromagnetiche prodotte da una banda di frequenza più bassa, (da 3600 a 3800 MHz circa) in realtà, sono, in maniera eguale, armi psicotroniche di vasta portata, perché, surriscaldando il corpo umano e producendo un terreno biologico acido, producono le condizioni necessarie per fare ammalare la gente e per generare un numero illimitato di patologie e malattie degenerative.
Un essere umano, di solito, quando si trova all’interno di questo raggio di frequenze sub-millimetriche, se ne rende immediatamente conto, perché, quando viene colpito da questa irradiazione, (che di fatto è un irradiazione bellica) è come se si trovasse all’interno di un forno a microonde, sperimentando la brutta sensazione di essere bruciato vivo.
Video “Armi a microonde” ▶️ https://www.youtube.com/watch?v=idw6YY9k5JY
Questa percezione di essere bruciato, è molto forte, e se un individuo sano dovesse rimanere troppo a lungo all’interno di questo spazio di irradiamento psicotronico, anche in perfetta forma fisica, potrebbe morire improvvisamente di infarto. Perciò, questo esempio di 5G non ha nulla a che fare con il miglioramento della velocità dello scambio di informazioni, perché questo, non è il suo scopo.
Questa particolare tecnologia 5G è un arma bellica a tutti gli effetti e il suo obbiettivo più segreto è quello di controllare o addirittura eliminare i nemici più scomodi a qualunque distanza.
E’ per questo motivo si dice che a causa del 5G gli esseri umani finiranno tutti arrostiti?
Pertanto, quando parliamo della variante Omicron o altre varianti, a che cosa ci riferiamo, ma soprattutto, quali problemi potrebbe apportare in questo particolare caso all’organismo umano?
Questa domanda ci risulta molto semplice, perché, dati alla mano, le migliaia di reazioni avverse riscontrate nei famosi sieri transgenici della Pfizer, J&J, Moderna, AstraZeneca, ecc.. sembrano coincidere esattamente con le reazioni del 5G, perché il 5G non solo ha il compito di attivare le migliaia di sostanze tossiche e deleterie presenti nei sieri (esempio la proteina Spike), ma, ha il potere di alterare e distruggere l’intero genoma umano, iniziando ad indebolire le normali difese immunitarie.
In questo modo, le reazioni avverse provocate da questi sieri, per mezzo del 5G, non solo verranno amplificate, ma, verranno attivate e controllate a distanza, e (come abbiamo visto con le nanoparticelle di ossido di grafene) una volta introdotte nel corpo e attivate dal 5G potranno trasformarsi in un arma di incredibile potenza facendo a pezzi l’intero organismo umano.
I numerosissimi decessi, quasi tutti avvenuti in maniera improvvisa e a causa di strani coaguli di sangue in qualunque parte del corpo, provano, senza alcun dubbio, questa grave tesi, e nonostante le centinaia di migliaia di denunce depositate nelle corti e nei tribunali più importanti del pianeta, le persone continuano a morire di strani malori improvvisi come trombo embolie cerebrali, polmonari, pericarditi, miocarditi o ictus senza che nessuno possa fare nulla.
Nonostante questi accaduti gravissimi e inaccettabili, il pensiero unico, (il regime totalitario e globalista delle mafie sanitarie), continua, con la sua tecnica di manipolazione mediatica, ad affermare che non esiste nessun tipo di correlazione con il cosiddetto “vaccino”, nemmeno in quei casi, dove la persona inoculata è deceduta immediatamente dopo qualche minuto dalla stessa inoculazione.
Per questo, senza dover ripetere l’enorme quantità di veleni e di sostanze tossiche presenti nei sieri, (lo abbiamo già fatto in passato) sappiamo con certezza, che tra il 5G e questi sieri esiste una potente interazione e correlazione, che a sua volta, non solo è in grado di alterare il Dna umano, ma è in grado di annullare completamente le difese immunitarie.
Esistono migliaia di documenti che provano in maniera schiacciante e incontrovertibile la gravissima pericolosità dei campi elettromagnetici. Non solo per quanto riguarda i comuni campi elettromagnetici provocati dai sistemi wireless, ma soprattutto da quelli provocati dalle radiofrequenze millimetriche del 5G.
A questo punto, sarei curioso di sapere se la nuova “scienza” transgenica ed eugenetica si renda minimamente conto delle conseguenze distruttive e mortali che queste tecnologie stanno provocando all’umanità intera.
Usare la parola “effetti avversi”, in questo caso, non solo è ridicola ed inappropriata, ma non rende minimamente l’idea di quello che sta avvenendo all’interno di un corpo umano avvelenato dai sieri.
Un soggetto, completamente contagiato e avvelenato da questi veleni mortali spacciati per vaccini, non solo verrà privato di qualunque difesa immunitaria, ma al tempo stesso, sarà sottoposto ad una infinita serie di pericoli, in cui, lo potranno fare ammalare seriamente, fino ad invalidarlo, storpiarlo o eliminarlo completamente.
Pertanto, se, dopo tre anni di genocidio non ci rendiamo ancora conto degli effetti deleteri e mortali che si potranno scatenare in un corpo umano, credo a questo punto… non ci sia più nulla da dire o da fare!
La logica risposta che sopraggiunge a questa ovvia domanda, non è vaga, ma chiara e circoscritta, in quanto, tutto ciò che sta accadendo, non ha nulla a che fare con la sanità, ma ha a che fare con una sperimentazione eugenetica, che, di fatto, invece di averci fornito delle soluzioni mediche, ci ha fornito di “soluzioni militari” come le inutili e ridicole museruole (un mezzo simbolico per azzittirci tutti e per censurare la nostra vera natura e identità spirituale) l’amuchina, i distanziamenti, l’emergenza, il lockdown, il coprifuoco, gli arresti domiciliari, ecc.. esponendoci a continui attacchi ed inganni… (nonché, anni e anni di vili menzogne) per finire nella falsa cura della “tachipirina e vigile attesa”.
Pertanto come abbiamo visto tutti, non era una pandemia o un problema sanitario, ma una guerra ben organizzata e pianificata da un gruppo di criminali prescelti per cancellare totalmente la razza umana dalla faccia della terra.
Adesso, finalmente, è tutto chiaro come il sole: “la variante Omicron e varianti seguenti sono semplicemente il proseguimento volontario e ben accetto di un genocidio, mascherato da pandemia”.
Il nuovo cambiamento di frequenza, dimostra, a tutti gli effetti, che le nuove varianti, non solo sono artificiali, ma come potrei provare in mille modi, sono prodotte (come le passate varianti e lo stesso covid19) dalle frequenze del 5g, per produrre ed indurre, in maniera coercitiva e consapevole, un nuovo stato di ipnosi globale, per generare nuove malattie e nuovi stati di aberrazione umana.
Se avete dei dubbi fate una bella ricerca sul web a partire dal mistero dei lockdown, (organizzati appositamente per completare l’opera di distruzione di massa con il montaggio di nuove torri 5G) e scoprirete che quello che sto dicendo da anni a proposito del 5G non solo è vero, ma è il nostro vero pericolo mortale.
Per questo, non importa con quale nome verrà chiamata una variante. Quello che importa è capire di che cosa stiamo parlando, e, in questo caso, (come quelle che verranno create in futuro), stiamo parlando di nuove frequenze del 5G per poter continuare a produrre una falsa pandemia, con lo scopo coercitivo di manipolare e controllare le masse.
Il covid19, come qualunque variante passata, presente o futura, è sempre una frequenza artificiale generata dal 5G per poter mantenere la razza umana in una condizione di continua pandemia, schiavitù e asservimento totale. E una nuova variante, è sempre una nuova frequenza, che genera una nuova pandemia, che genera un nuovo cambiamento di stato, che genera nuove patologie e aberrazioni umane, per poter proseguire con una pandemia artificiale infinita.
Perciò, quando sentite parlare di “nuova variante” e nuovi virus… non fatevi prendere in giro, perché significa che il 5G ha cambiato frequenza e che l’élite è pronta ad inocularvi un nuovo siero spazzatura per proseguire con il suo business miliardario e criminale.
La variante Omicron, esattamente come qualunque altra variante passata, (vedi variante alfa, beta, gamma, delta, eta, lota, kappa, lamda ecc…) e… come lo stesso covid19, sono tutte frequenze artificiali generate e indotte dal 5g per creare un illusione pandemica e una falsa mutazione di un virus, che, in realtà, nascono come un esosoma prodotto da un forte irradiamento e contaminazione elettromagnetica.
Pertanto, ciò che muta realmente non è il virus, ma le frequenze del 5G, che con il loro cambiamento di stato elettromagnetico, inducono:
1) mutazione ambientale
2) mutazione dell’intero genoma umano
3) mutazione degli esosomi scambiati per virus.
Questo vuol dire che stiamo parlando realmente di una psico-pandemia artificiale coercitiva per fare ammalare la gente e per provocare appositamente nuove catastrofi, sconvolgimenti climatici, atmosferici, sismici, geologici… per finire verso nuove rare patologie e aberrazioni umane.
Queste sono le care varianti che fanno passare per qualcosa di naturale!
Adesso che siete stati smascherati realmente per quello che siete, la gente del mondo avrà due opportunità:
1) O quella di svegliarsi e mandarvi tutti all’inferno…
2) O quella di continuare a russare in attesa di un salvatore che non verrà mai e che alla fine ci condurrà tutti ai campi di sterminio.
Perciò, se volete vivere, finché siete in tempo, svegliatevi… il tempo è scaduto!
Un abbraccio di luce a tutti
Alessandro Arnone
Testimonianza interessante:
01/2022
Ora vi racconto come la variante Omicron arriva di notte ed assale gli sprovveduti contagiandoli malgrado siano a casa a dormire riparati da pareti e porte chiuse.
La Omicron, non è una variante, ma una irradiazione.
Come del resto tutto ciò che riguarda il C0v1d19(84)
Perché vien di notte? …con le scarpe tutte rotte… vien di notte perché misurando le radiazioni, ci siamo accorti che di notte i valori si elevano fino a 15 volte in più del limite legale.
L’orario è fra le 2 e le 4 di notte. Orario in cui il traffico internet è decisamente più basso poiché si presume che la gente sia in branda.
Misurando ci siamo accorti che a quell’ora, anziché diminuire, aumenta.
Come mai?
È Omicron che vien di notte, gente! E poco importa se sei rintanato in casa perché, vedi, Omicron non è un patogeno. Omicron è un’onda, una micro-onda. Omicron è un’onda millimetrica.
Per cui Omicron se ne infischia di porte chiuse e pareti, in quanto non comportano un ostacolo per l’onda millimetrica.
Se poi sei stato inoculato con ossido di grafene, Omicron troverà nel tuo organismo la sostanza adeguata per espandersi ed amplificare la propria frequenza causandoti in un principio nausea e diarrea, seguiti da febbricola, disturbi alla vista, dolore alla testa, disorientamento, amnesie, tosse.
Perché tosse? Perché il tuo corpo tenta di sbarazzarsi dell’ossido di Grafene e lo fa attraverso i polmoni. Per questo il Fluimucil (NAC) funziona nella terapia c0vid. Poi vedrai capelli e ciglia cadere, ti sentirai stanchissimo.
Noterai fastidio alla luce, probabili acufeni.. soprattutto se vivi nei pressi di torri x le telecomunicazioni. A livello epidermico potresti accusare vampate, prurito, bruciore, herpes zoster, psoriasi, scosse in punti ben precisi e perfino vibrazioni. Sai perché? Perché Omicron non è un contagio, ma una irradiazione.
S indrome A cuta R adiazione S evera.
In Spagna avevano annunciato che Omicron arriva il 24, sanno con precisione quando la befana arriverà di notte con le scarpe tutte rotte perché si tratta di premere un bottone.
Sono matta? Può darsi… ma fossi in te mi proteggerei. Come?
Spegni router, spegni dispositivi, usa Shungite e tessuti in rame se li hai, e se sei al palo arrangiati con la stagnola. Fai docce frequenti perché “scaricano a terra” non prendere tachipirina perché il paracetamolo è l’antagonista del glutatione e il glutatione degrada l’ossido di grafene.
Prendi melatonina perché è un radioprotettore, zinco e vitamine C, D3, E, acido alfa-lipoico, nattokinase.
Non fare attività aerobica se ti sei fatto fare ‘pere e booster’ perché rischi grosso.
L’ossido di grafene ha affinità con le funzioni bioelettriche del corpo quindi cuore e cervello. Se aumenti le pulsazioni ci sarà più bioelettricità nel tuo organismo e, puoi scommetterci, l’ossido di grafene andrà proprio lì.
Me ne infischio di passare x folle. Non posso dormire se non vi avviso. Dopodiché fate come volete.
La mia parte l’ho fatta e scamperò al rimpianto.
Saludos,
Ariane
Benjamin Fulford: implicazioni del sistema 5G – 6G integrato nel nostro sistema elettrico e perché è così pericoloso:
A 4G è 7GHZ o meno 4.5G (4G Plus) è 7-12 GHZ a 5G è 15-300 GHZ.
A 10 GHZ il sistema immunitario umano inizia a vacillare, il sonno è compromesso e la guarigione è ridotta al minimo 5 di 8
A 10-30 GHZ, inizia il disorientamento, la sensazione di stanchezza, sonnolenza, debolezza, difficoltà a dormire, secchezza delle fauci, disidratazione, scarso ricambio cellulare e abbassamento dell’emoglobina, depressione, ansia e altri sintomi di avvelenamento da radiazioni/sindrome da microonde.
A 35 GHZ le molecole di ossigeno nell’aria e nei nostri corpi cominciano a girare, rendendo impossibile per la nostra emoglobina di assorbire ossigeno causando asfissia. Il 75% delle persone sane morirà nei primi 2-3 giorni di esposizione a 35 GHZ in modo costante. I più sani moriranno entro una settimana.
A 50 GHZ, nulla sopravvive, compresi gli uccelli, le api, gli alberi, ecc. A 60 GHZ tutto va in fiamme (simile agli incendi negli Stati Uniti in questo momento – nelle aree 5G)
Attualmente stanno sperimentando quotidianamente con cambiamenti di frequenza (sento ogni turno) per normalizzare i sintomi e le esposizioni delle persone in modo che nessuno si accorga di ciò che sta accadendo. Stanno sperimentando per vedere quanto in alto possono andare prima che la gente inizi a notare.
Sono stato in zone dove la mappa mostra solo 4G o addirittura 3G eppure hanno già frequenze 5G che pulsano.
Aumentano le frequenze di notte in modo che la gente dorma male, causando una società indebolita, e le abbassano durante la mattina, aumentando di nuovo nel pomeriggio.
Il 5G è la più pericolosa arma biologica su larga scala e ad azione immediata di tutta la storia.
Il 5G è l’equivalente di avere una pistola carica puntata sulla testa di ognuno di noi, non importa dove vivi, dove lavori, quale sia la tua razza, il tuo status sociale o quanti soldi o abilità hai, sei alla mercé di quel quadrante.
Se avete l’elettricità in questo momento, potete essere uccisi in un istante se fanno esplodere la frequenza attraverso la vostra casa a qualsiasi cosa sopra i 35 GHZ.
Vedi una mappa 5G qui (non super accurata o aggiornata perché lo stanno facendo in segreto, ma mostra le diverse classificazioni): https://www.nperf.com/it/map/5g
Il governo può scegliere di aumentare la frequenza ogni volta che lo decide e spopolare quanto vuole, in qualsiasi area scelta.
Vi garantisco che, a meno che non siate molto lontani dalla rete, senza elettricità e senza vicini che ce l’abbiano, siete attualmente seduti in una potenziale zona di morte.
Elettrificazione e malattia globale
In una intervista, Brian Hoyer, uno dei principali consulenti del mio ultimo libro, “EMF*D”, discute di come le radiazioni di campi elettromagnetici (EMF) possano avere un impatto sulle epidemie e infezioni cita i dati del libro del Dott. Arthur Firstenberg, “L’arcobaleno invisibile”, in cui ha catalogato prove epidemiologiche che dimostrano che quando l’elettrificazione del mondo è stata implementata, nel corso della storia, ne sono seguite pandemie virali.
“La più grande citata su Internet sulla possibile connessione al 5G è, se si risale al 1918 quando l’influenza spagnola fece il giro del mondo, quando si diffusero più ampiamente i primi radiotelegrafi.
L’influenza spagnola si diffuse in tutto il mondo, ma [non] in un modo [che suggerirebbe] un passaggio da persona a persona, ma [è saltata da] un lato del mondo all’altro molto rapidamente.
Al giorno d’oggi, non potremmo sapere se ciò accade perché viaggiamo piuttosto frequentemente. E ci sono teorie sul modo in cui i virus si trasmettono effettivamente da persona a persona… Detto questo, noi abbiamo probabilmente la popolazione più malsana della storia dell’umanità… per quanto riguarda le condizioni croniche… Abbiamo anche più sterilità…
Ma abbiamo anche più pratiche di separazione e decontaminazione e tutte queste cose sono migliori che mai. Allora perché i virus si stanno diffondendo così rapidamente?
Credo che la ragione sia la condizione dell’individuo e anche i fattori di stress ambientale che stanno creando questa tempesta perfetta in cui un virus ha un modo semplice per entrare nel corpo e può effettivamente riprodursi a livello cellulare all’interno del corpo umano. È proprio così che funzionano i virus. Non è lo stesso per i batteri. Penso che molte persone pensino erroneamente che un virus sia solo una versione più piccola di un batterio”.
Le pandemie virali coincidono con aumenti dell’esposizione ai campi elettromagnetici
Nel suo libro, Firstenberg fa emergere questo concetto secondo cui esiste una connessione tra EMF e influenza. E questa connessione esisteva molto prima dell’avvento e dell’introduzione di campi elettromagnetici artificiali, che probabilmente avvenne in quantità molto ridotte alla fine del XVIII secolo.
Ma descrive anche qualcosa chiamato minimo di Maunder, un periodo che durò dal 1645 al 1715. In sostanza, questo era un periodo in cui il sole era molto calmo e aveva pochissime macchie solari, o addirittura nessuna.
Poi, nel 1727, il numero di macchie solari è aumentato a oltre 100 per la prima volta in oltre un secolo. Ora, so che questa è storia antica, ma è importante capirla, poiché nel 1728 l’influenza arrivò a ondate su tutto il pianeta ed è stata la prima pandemia di influenza in quasi 150 anni.
Quindi, questo è il primo suggerimento, almeno storicamente, che potrebbe esserci una connessione tra EMF e malattia virale perché, in caso di tempeste solari, si avrà un aumento delle radiazioni. La successiva grande pandemia si verificò nel 1889, e la cosa interessante che Hoyer ha menzionato, è che questa infezione si è verificata praticamente ovunque contemporaneamente.
Ovviamente non esistevano voli intercontinentali come per la malattia da COVID-19. Sembra che sia emersa nella città di Wuhan, in Cina, dove, tra l’altro, era stato recentemente lanciato il 5G, ma milioni di persone hanno viaggiato dentro e fuori da quella zona, spostandosi in altre parti del mondo.
Bene, l’epidemia del 1889 ebbe luogo in un momento in cui non avevamo la capacità di viaggiare molto velocemente o lontano. Tuttavia, la pandemia emerse molto rapidamente in regioni sparse in tutto il mondo. È interessante notare che, nel 1889, abbiamo visto emergere quelle che Firstenberg chiama armoniche di linea elettrica. Secondo Firstenberg, ciò ha cambiato il campo magnetico terrestre, inaugurando la pandemia di influenza del 1889.
Successivamente, vi fu l’influenza spagnola del 1918, che si diffuse molto più rapidamente di quanto avrebbe potuto o dovuto se si fosse diffusa attraverso i viaggi. Nel 1918, la radio era la tecnologia emergente. L’edizione rivista di Firstenberg menziona anche la tecnologia 5G.
In sintesi, il suo libro sostiene un caso per la teoria secondo cui l’aumento dei campi elettromagnetici, naturali o artificiali, potrebbe renderci più suscettibili o sensibili alle malattie virali. Se le esposizioni naturali ai campi elettromagnetici hanno la capacità di influenzare la nostra biologia, non è così difficile immaginare che le esposizioni create dall’uomo possano avere un impatto esponenziale.
Riduci l’esposizione ai campi elettromagnetici
Uno dei tipi più pericolosi di inquinamento che colpisce la tua salute è il mare invisibile di campi elettromagnetici (EMF) in cui il tuo corpo nuota quotidianamente, sia all’aperto che a casa tua. Le fonti comuni includono telefoni cellulari, ripetitori cellulari, computer, contatori intelligenti e Wi-Fi, solo per citarne alcuni.
I campi elettromagnetici saturano i luoghi pubblici e possono invadere la tua casa dai tuoi vicini. Per ridurre al minimo gli effetti dannosi, possono essere utili le seguenti strategie:
• Aumenta l’assunzione di magnesio: in quanto bloccante naturale dei canali del calcio, il magnesio può aiutare a ridurre gli effetti dei campi elettromagnetici sui canali del calcio voltaggio-dipendenti. Dal momento che molti sono carenti di magnesio, credo che potresti trarre beneficio da 1 a 2 grammi di magnesio al giorno.
• Idrogeno molecolare – È stato dimostrato che l’idrogeno molecolare mira ai radicali liberi prodotti in risposta alle radiazioni, come i perossinitriti. Gli studi hanno dimostrato che l’idrogeno molecolare può mitigare circa l’80% di questo danno.
L’idrogeno molecolare attiverà anche Nrf2, un ormetico biologico che sovraregola la superossido dismutasi, la catalasi e tutti gli altri antiossidanti intercellulari benefici. Questo a sua volta riduce l’infiammazione, migliora la funzione mitocondriale e stimola la biogenesi mitocondriale.
• Spezie protettive – Cannella, chiodi di garofano, radice di zenzero, rosmarino e curcuma hanno mostrato effetti protettivi contro i danni indotti dai campi elettromagnetici.
Come proteggersi
Ho pubblicato una serie di suggerimenti su come ridurre al minimo il rischio da Covid-19, incluso l’uso di sauna, perossido di idrogeno nebulizzato, vitamina C, ozono, CDS, melatonina e altri nutraceutici.
L’integratore che preferisco, che credo sia particolarmente utile, sono le compresse di idrogeno molecolare. Le compresse sono fatte di magnesio metallico, che se posto in acqua si dissocia in ioni di magnesio, non un sale come ossido di magnesio o treonato di magnesio.
È semplicemente magnesio puro, che non ha un effetto lassativo, e idrogeno gassoso molecolare, entrambi straordinariamente utili per mitigare gli effetti negativi e gli impatti dei campi elettromagnetici.
Penso che quasi tutti ne trarrebbero beneficio. La cosa bella dell’idrogeno molecolare è che è un antiossidante selettivo. A differenza della maggior parte degli antiossidanti tradizionali che riducono indiscriminatamente la maggior parte dei radicali liberi, l’idrogeno molecolare aiuta semplicemente ad attivare gli antiossidanti endogeni per ridurre il danno dall’attivazione dell’inflammasoma NRLP3.
Il magnesio, nel frattempo, funge da bloccante dei canali del calcio, che aiuta a mitigare il danno dall’esposizione a campi elettromagnetici. Quindi, aiuta in molti modi diversi. Penso che sia una delle migliori strategie durante una epidemia.
Presta attenzione ai sintomi della sensibilità da EMF
L’area più importante da proteggere è la camera da letto, in quanto è lì dove trascorri le notti, il momento in cui il tuo corpo attraversa i suoi più preziosi processi di rigenerazione e guarigione. Dormire in un ambiente privo di EMF può fare molto per evitare l’elettrosensibilità, che tra l’altro tende ad attivarsi molto rapidamente, in molti casi apparentemente “dall’oggi al domani”.
I comuni sintomi di ipersensibilità elettromagnetica comprendono, ad esempio, ronzio nelle orecchie, sensazione di bruciore o formicolio sulla pelle, mal di testa, palpitazioni cardiache e ansia inspiegabile. Una volta che sei elettrosensibile, potrebbero essere necessarie ulteriori strategie di riparazione più ampie.
Ancora una volta, potrebbe non essere il 5G – 6G di per sé a distruggere il sistema immunitario, ma piuttosto il carico totale di campi elettromagnetici che supera semplicemente la soglia tollerabile di molti individui.
La compassione reciproca è fondamentale
Come osservato da Hoyer, dobbiamo avere più compassione in generale per coloro che sono immunodepressi. Chiaramente, devono essere protetti dalle frequenze wireless e dall’esposizione ai campi elettromagnetici, e pochi lo pensano.
“Molte di queste persone anziane sono cresciute in un ambiente in cui non avevano praticamente alcuna esposizione ai campi elettromagnetici. Ci sono ancora alcune di queste persone anziane che sono cresciute in luoghi che non avevano nemmeno l’elettricità.
Quindi, solo pensare all’ironia di tutto ciò mi dà la sensazione di voler avere più compassione per i nostri simili, e lo stesso avviene se penso alla tragedia della distanza sociale. Mi piacerebbe avere una soluzione per rimediare a questo, ma continuerò ad andare avanti e a fare ciò che faccio meglio e aiutare le persone”.
Dr. Josepf Mercola