Il messaggio del Generale Christian Blanchon per rendere omaggio ai non vaccinati

Il messaggio del generale Christian Blanchon per rendere omaggio ai non vaccinati


Sono lì, al tuo fianco, sembrano normali, ma sono dei supereroi.

Anche se fossi completamente vaccinato, ammirerei i non vaccinati per aver resistito alla più grande pressione che abbia mai visto, anche da parte di coniugi, genitori, figli, amici, colleghi e medici.

Le persone che sono state capaci di tale personalità, di tale coraggio e di tale capacità critica incarnano senza dubbio il meglio dell’umanità.

Si trovano ovunque, in tutte le età, livelli di istruzione, paesi e opinioni.

Sono di un tipo particolare; questi sono i soldati che ogni esercito di luce desidera avere nei suoi ranghi.

Sono i genitori che ogni bambino desidera avere e i figli che ogni genitore sogna di avere.

Sono esseri al di sopra della media delle loro società, sono l’essenza dei popoli che hanno costruito tutte le culture e conquistato orizzonti.

Sono lì, al tuo fianco, sembrano normali, ma sono dei supereroi.

Hanno fatto quello che altri non potevano, sono stati l’albero che ha resistito all’uragano degli insulti, delle discriminazioni e dell’esclusione sociale.

E lo hanno fatto perché pensavano di essere soli e credevano di essere soli.

Esclusi dalle tavole di Natale delle loro famiglie, non hanno mai visto niente di così crudele. Hanno perso il lavoro, hanno lasciato che le loro carriere affondassero, non avevano più soldi… ma non gli importava. Subirono incommensurabili discriminazioni, denunce, tradimenti e umiliazioni… ma continuarono.

Mai prima d’ora nell’umanità c’è stato un tale casting, ora sappiamo chi sono i resistenti sul pianeta Terra.

Donne, uomini, vecchi, giovani, ricchi, poveri, di tutte le razze e di tutte le religioni, i non vaccinati, gli eletti dell’arca invisibile, gli unici che sono riusciti a resistere quando tutto è crollato.

Sei tu, hai superato un test inimmaginabile che molti dei marines, commando, berretti verdi, astronauti e geni più duri non sono riusciti a superare.

Sei fatto della stoffa dei più grandi mai vissuti, quegli eroi nati tra uomini comuni che brillano nell’oscurità.

Christian Blanchon , generale dell’esercito francese

Controllo del clima

Controllo del clima: il sistema HAARP spiegato dal generale
Il generale Fabio Mini ha parlato del sistema di controllo climatico statunitense HAARP sulla rivista Limes.
02 Luglio 2009 15841 letture

Il generale Fabio Mini, già comandante della forza Nato in Kosovo, decorato nell’ottobre 2004 con la Legion of Merit dagli USA, ha parlato del sistema militare statunitense HAARP di manipolazione ionosferica, nell’articolo “Owning the weather:impadronirsi del clima”, pubblicato sulla rivista Limes. “La guerra ambientale globale è già cominciata […] Si distrugge la natura per annientare il nemico […] e se stessi. […] Uno dei più moderni programmi di ricerca militare di questi ultimi tempi si chiama proprio “Owning the weather in 2025″, impadronirsi del clima entro il 2025, data entro la quale si ritiene di riuscire a possedere il tempo metereologico, e quindi il clima, aumentando le proprie capacità d’intervento militare. […] Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali […] Armi ad onde elettromagnetiche capaci di provocare alterazioni della ionosfera, delle fasce di Van Allen e dello strato di ozono, nonché terremoti, maremoti, surriscaldamento e raffreddamento di masse gassose, liquide e solide e quindi di indurre e pilotare cataclismi atmosferici fino a determinare variazioni climatiche permanenti. Tutti sanno che gli Stati Uniti da decenni finanziano un progetto di trasmissione di onde ad alta frequenza in corrispondenza della fascia elettromagnetica terrestre. Il progetto denominato HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program) è finanziato dal Pentagono a titolo di studio. Ma tutti sanno che il Pentagono non spreca soldi se non ha un interesse militare. […] Lo scopo è quello d’interferire con la ionosfera. […] Le emissioni dei trasmettitori di HAARP, che avvengono quasi regolarmente in quattro periodi dell’anno, sono in grado di inviare nella ionosfera raggi di potenza superiore al gigawatt.”
di AAM Terra Nuova

12 Miliardi per Droni

A Camere sciolte Draghi trova 12 miliardi per droni, satelliti spia e bazooka

Milex, l’osservatorio sulle spese militari italiane, la definisce senza mezzi termini una “corsa al riarmo a Camere sciolte”. Le spese militari, e soprattutto i fondi destinati all’acquisizione di nuovi sistemi d’arma, “non subiscono battuta d’arresto con la crisi di governo”. Secondo l’osservatorio, dallo scioglimento delle Camere avvenuto lo scorso 21 luglio il ministro della difesa Lorenzo Guerini ha sottoposto all’esame del Parlamento più di venti programmi di riarmo, per un investimento totale pluriennale per le prime fasi confermate che supera i 12,5 miliardi di euro.

“L’onere complessivo delle successive fasi dei programmi, già prefigurate ma non ancora sottoposte a voto, potrebbe superare i 22 miliardi di euro nel corso degli anni di vita dei vari progetti – scrive Milex -. Queste decisioni, che impegnano fondi su futuri vari bilanci dello Stato, sono proposte e discusse con un esecutivo che dovrebbe solo garantire il disbrigo degli affari correnti, in attesa di nuove elezioni”.

Brainberries
L’osservatorio riporta poi nel dettaglio i programmi già approvati ad agosto e quelli in discussione sui nuovi armamenti. Milex parla di “cinque programmi (scudo antimissile, armamento droni Predator, elicotteri carabinieri, sistemi di ricognizione aerea, razzi anticarro) per una spesa complessiva pluriennale di quasi un miliardo, presentati al Parlamento il 26 luglio e approvati velocemente (e all’unanimità) dalle commissioni Difesa di Senato e Camera rispettivamente il 2 e 3 agosto”.

“Altri sei programmi (nuovi pattugliatori e cacciamine della marina, ammodernamento degli elicotteri per la marina, missili antiaerei, ammodernamento di cacciatorpedinieri per la Marina e carri armati per l’esercito) per una spesa complessiva pluriennale di oltre 6 miliardi sono stati presentati dal ministero tra il 3 e il 10 agosto e calendarizzati per l’esame in commissione Difesa della Camera a partire dall’8 settembre”.

Sempre secondo quanto riporta l’osservatorio, altri dieci programmi di riarmo riguarderebbero elicotteri d’addestramento, gestione droni, navi anfibie per la marina, radiotrasmissioni, satelliti spia, bazooka, un sistema di piattaforma stratosferica, droni di sorveglianza, potenziamento di capacità per brigata tattica, nuovi carri armati leggeri. In questo caso, si tratterebbe di una spesa totale pluriennale di oltre 5,5 miliardi.

Questi ulteriori dieci programmi di riarmo sarebbero stati inviati al Parlamento dal ministro Guerini il 1° settembre. “Non è chiaro se le competenti commissioni parlamentari arriveranno a calendarizzare i pareri (obbligatori) su questi atti del governo nei pochi giorni di vita ancora rimanenti della XVIII legislatura”, specifica Milex. https://www.today.it

Lo scoop de La Verità.

Lo scoop de La Verità.

“Gravi alterazioni nel sangue”, la scoperta di tre ricercatori italiani”

Lo scoop de La Verità. “Gravi alterazioni nel sangue”, la scoperta di tre ricercatori italiani
Tra le conseguenze indesiderate dei vaccini potrebbero esserci anche delle alterazioni nel sangue delle persone che si sono sottoposte all’iniezione. Questa la scoperta di tre medici italiani, autori di una ricerca pubblicata su “Disinfection”


Tra le conseguenze indesiderate dei vaccini potrebbero esserci anche delle alterazioni nel sangue delle persone che si sono sottoposte all’iniezione. Questa la scoperta di tre medici italiani, autori di una ricerca pubblicata su “Disinfection” e riportata sulle pagine de La Verità da Fabio Dragoni, che ha intervistato due degli autori dello studio, Riccardo Benzi Cipelli e Franco Giovannini. “Numerosi pazienti presentavano gravi e sovrapponibili alterazioni ematologiche, lo stesso tipo di problema per tutti: la presenza di particelle esogene che dentro il sangue non dovrebbero esserci”.
Lo studio dei medici italiani ha preso in considerazione “1.006 soggetti sintomatici dopo l’inoculazione con i due tipi di vaccino mRna”, ovvero che avevano lamentato effetti collaterali dopo la puntura. Il risultato? “948 persone, il 94% del totale, evidenziava dopo la somministrazione dei farmaci anti-Covid un’alterazione dello stato di aggregazione dei globuli rossi e la presenza nel sangue periferico di particelle di varia forma e dimensione, di dubbia natura”.Secondo Cipelli e Giovannini, che nella ricerca sono stati affiancati da Gianpaolo Pisano, “le alterazioni trovate dopo somministrazione di vaccini a mRna rafforzano il sospetto che le modifiche sarebbero da riferirsi in prima batteria ai sieri stessi. Soltanto nel 6% di questi quadri sintomatici dopo gli inoculi abbiamo riscontrato un quadro di normalità”. Lo studio, dal titolo “Analisi al microscopio in campo oscuro di 1.006 soggetti sintomatici dopo la vaccinazione con due vaccini mRna”, è stato pubblicato sul quaderno monografico Disinfection.


Gli autori hanno sottolineato come “non si sono mai viste in passato alterazioni di tale entità, di assoluta persistenza, con caratteristiche così singolari, con questa costanza e con particelle esogene aventi morfologie così precise, costanti, ripetitive, ingegneristicamente strutturate. Non avevamo mai riscontrato le disastrose alterazioni di cui stiamo parlando”.

PARAGONE

RICHIESTA RITIRO IMMEDIATO VACCINI MRNA COVID 19 DAL COMMERCIO RIMOZIONE IMMEDIATA DELL’OBBLIGO VACCINALE PREVISTO DAGLI ARTT. 4 E 4 TER DL 44/2021 (LEGGE 76/2021)

RICHIESTA RITIRO IMMEDIATO VACCINI MRNA COVID 19 DAL COMMERCIO RIMOZIONE IMMEDIATA  DELL’OBBLIGO VACCINALE PREVISTO DAGLI ARTT. 4 E 4 TER DL 44/2021 (LEGGE 76/2021)

Verona – Cuneo – Catanzaro – Monaco di Baviera 15 agosto 2022

Preg.mi Presidente del Consiglio Dei Ministri Ministro della Salute Presidente AIFA Presidente ISS Presidenti di Regione ai loro indirizzi mail/pec 

DIFFIDA a fronte delle osservazioni che seguono.

Il decreto legge 44/2021 convertito in legge 76/2021 ha introdotto l’obbligo per il personale sanitario: “La vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento dell’attività lavorativa dei soggetti obbligati” e la mancata vaccinazione, comprensiva del richiamo, determina la “sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per il periodo di sospensione, non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento”.

L’art. 4 istitutivo del citato obbligo vaccinale, sia nella formulazione originaria che in quella successiva, reca un titolo emblematico ovvero “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione e contagio da SARS-Cov-2 mediante previsione di obblighi vaccinali per esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario”.

In altre parole, il legislatore ha imposto l’obbligo vaccinale onde limitare il contagio del virus Sars-Cov-2. In un atto normativo approvato in Parlamento e tutt’ora in vigore si dichiara apertamente che il vaccino serve per prevenire il contagio e sulla base di questa premessa si è arrivati a sacrificare il diritto alla salute di milioni di persone – basti sol pensare all’obbligo vaccinale esplicito ed all’obbligo surrettizio introdotto con l’utilizzo del super green pass – per tutelare un ineffabile e generico interesse collettivo

Documento Integrale:

DIFFIDA

ASTRALIA COVID 19

a narrazione di Corona in Australia crolla! Il mainstream riporta danni da vaccino a dozzine

#USeditoriale

In Australia è iniziata la copertura critica dei danni da vaccino Covid. A

novembre, “7 News” ha riferito di circa 79.000 reazioni avverse alle iniezioni.

Tuttavia, è probabile che l’entità del danno sia molto maggiore. Come ha riferito l’imprenditore statunitense Steve Kirsch, citando dati ufficiali, circa 10.000 persone nel mondo muoiono ogni giorno a causa delle iniezioni.

Nel frattempo, il giornalista statunitense Mike Adams ha fatto esaminare al microscopio e analizzare in laboratorio uno dei coaguli di sangue di una persona morta dopo l’iniezione.

La scoperta: il coagulo non conteneva quasi nessun componente normalmente presente nel sangue umano. Contiene invece elementi noti dell’elettronica e dei circuiti.

Eva-Herman.net | Odysee

olger Fischer Rechtsanwalt
‼️ Das Corona-Narrativ in Australien stürzt ein! Mainstream berichtet über reihenweise Impfschäden

#USRedaktion

In Australien hat eine kritische Berichterstattung über Covid-Impfschäden begonnen. Bereits im November berichtete “7 News” von etwa 79.000 Nebenwirkungen durch die Spritzen.

Das ganze Ausmaß der Schäden dürfte jedoch weitaus größer sein. Wie der US-Unternehmer Steve Kirsch unter Berufung auf offizielle Zahlen berichtet, sterben weltweit etwa 10.000 Menschen täglich an den Folgen der Injektionen.

Derweil hat der US-Journalist Mike Adams eines der Blutgerinnsel eines nach der Injektion verstorbenen Menschen mikroskopisch untersucht und im Labor analysieren lassen.

Der Befund: Das Gerinnsel enthalte fast keine Bestandteile, die gewöhnlich in menschlichem Blut gefunden werden. Demnach finden sich dort vielmehr Elemente, die man aus Elektronik und Schaltkreisen kennt.

Eva-Herman.net | Odysee

mRNA – das „Experiment“ mit Todesfolge 20. August 2022 | Wissenschaft

mRNA – “l’esperimento” con conseguenze fatali
20 agosto 2022 | Scienza
Danno vascolare e d’organo indotto da vaccini mRNA – prova inconfutabile di causalità
dal dott. Michael Palmer e il dott. Sucharit Bhakdi
Traduzione: Wolfgang Jeschke

 

Riepilogo: Questo articolo riassume le prove provenienti da studi sperimentali e dalle autopsie di pazienti deceduti dopo la vaccinazione. Le prove accumulate mostrano che
1. i vaccini mRNA non rimangono nel sito di iniezione ma migrano in tutto il corpo e si accumulano in vari organi,
2. i vaccini COVID basati su mRNA producono una produzione di lunga durata della proteina spike SARS-CoV in molti organi,
3. la produzione della proteina spike innescata dal vaccino innesca un’infiammazione di tipo autoimmune,
4. l’infiammazione innescata dal vaccino può causare gravi danni agli organi, in particolare ai vasi, a volte con esito fatale.

Sebbene le segnalazioni di casi clinici (ad es. [1, 2]) e l’analisi statistica delle segnalazioni di eventi avversi accumulati (ad es. [3, 4]) forniscano preziose prove del danno indotto dai vaccini COVID-19 a base di mRNA, è importante stabilire una causale collegamento nei singoli casi. La patologia rimane il gold standard per dimostrare l’eziologia della malattia. Questo breve articolo discute alcuni importanti risultati del materiale autoptico di pazienti che sono morti da pochi giorni a diversi mesi dopo la vaccinazione. Per una migliore comprensione, vengono brevemente discussi anche alcuni studi sperimentali.

1. La maggior parte delle prove qui presentate provengono dal lavoro del patologo Prof. Arne Burkhardt, MD.


Il Prof. Burkhardt è un patologo di grande esperienza di Reutlingen, Germania. Con l’aiuto del suo collega Prof. Walter Lang, ha studiato numerosi decessi che si verificano da pochi giorni a diversi mesi dopo la vaccinazione. In ciascuno di questi casi, la causa della morte è stata classificata come “naturale” o “sconosciuta”. Burkhardt è intervenuto perché i sopravvissuti hanno messo in dubbio questi verdetti e hanno chiesto un secondo parere.

È quindi notevole che Burkhardt sia stato in grado di attribuire non solo alcuni, ma la maggior parte di questi decessi alla vaccinazione.

– dott Burkhardt è stato contattato dalle famiglie dei pazienti che erano morti dopo essere stati “vaccinati”.
– Il materiale autoptico è stato esaminato con metodiche standard (istopatologia e immunoistochimica)
– Sulla base dei risultati, la maggior parte dei decessi è stata attribuita con un alto grado di probabilità alla “vaccinazione”.

Mentre tutti e quattro i principali produttori di vaccini basati su geni erano rappresentati nei pazienti studiati da Burkhardt e Lang, la maggior parte dei pazienti aveva ricevuto un vaccino mRNA da Pfizer o Moderna. Alcuni dei pazienti che sono morti avevano ricevuto vaccini a base di mRNA e vettori virali in occasioni separate.

2. Gli studi sugli animali della Pfizer mostrano che il vaccino si diffonde rapidamente attraverso il corpo

Per causare danni potenzialmente fatali, i vaccini mRNA devono prima diffondersi dal sito di iniezione ad altri organi. Che tale distribuzione avvenga è evidente dagli esperimenti sugli animali che Pfizer ha riferito alle autorità giapponesi con la sua domanda di approvazione del vaccino in quel paese [5]. I ratti sono stati iniettati per via intramuscolare con un vaccino mRNA modello marcato radioattivamente. Il movimento della radiomarcatura è stato monitorato nel flusso sanguigno e poi in vari organi per un massimo di 48 ore.

Innanzitutto, va notato che il vaccino etichettato appare nel plasma sanguigno dopo un tempo molto breve, in soli quindici minuti. I livelli plasmatici raggiungono il picco due ore dopo l’iniezione. Mentre cade, il vaccino modello si accumula in vari altri organi. L’aumento più rapido e più alto si osserva nel fegato e nella milza. Un assorbimento molto elevato si osserva anche nelle ovaie e nelle ghiandole surrenali. Altri organi (inclusi i testicoli) assorbono quantità significativamente inferiori del vaccino modello. Tuttavia, troviamo che almeno i vasi sanguigni in ogni organo e tessuto sono esposti e colpiti.

La distribuzione rapida e diffusa del vaccino modello implica che possiamo aspettarci la formazione di proteine ​​spike in tutto il corpo. Per una discussione più dettagliata di questo studio sulla biodistribuzione, vedere Palmer e Bhakdi [6].

3. La produzione delle proteine ​​virali può essere dimostrata con l’immunoistochimica

Mentre la diffusione del vaccino modello suggerisce la produzione su larga scala della proteina spike, qui stiamo cercando solide prove. Tali prove possono essere ottenute utilizzando l’immunoistochimica. Questo metodo è presentato in questa diapositiva per la proteina spike codificata dal vaccino.

Quando una particella di vaccino, composta da un mRNA codificante per spike rivestito di lipidi, entra in una cellula corporea, la proteina spike viene sintetizzata nella cellula e quindi consegnata alla superficie cellulare. Lì può essere riconosciuto da un anticorpo specifico per la punta. Dopo aver lavato il campione di tessuto per rimuovere le molecole anticorpali non legate, gli anticorpi legati possono essere rilevati con un anticorpo secondario accoppiato a un enzima, spesso una perossidasi. Dopo un’ulteriore fase di lavaggio, il campione viene incubato con un colorante precursore solubile in acqua, che viene convertito dall’enzima in un pigmento marrone insolubile. Ogni molecola enzimatica può convertire rapidamente un gran numero di molecole coloranti, amplificando notevolmente il segnale.

In alto a destra dell’immagine si possono vedere due cellule che sono state sfidate con il vaccino Pfizer e quindi sottoposte al protocollo sopra descritto. L’intensa colorazione marrone indica che le cellule hanno effettivamente prodotto la proteina spike. In breve, ovunque si deposita il pigmento marrone, deve essere presente l’antigene originale, in questo caso la proteina spike.

L’immunoistochimica è ampiamente utilizzata non solo nella patologia clinica ma anche nella ricerca; avrebbe potuto essere facilmente utilizzato per dimostrare l’espressione diffusa della proteina spike negli esperimenti sugli animali durante lo sviluppo preclinico. Sviluppo. Tuttavia, sembra che la FDA e altre agenzie di regolamentazione non abbiano mai ricevuto o richiesto tali dati sperimentali [7].

4. Spike della formazione di proteine ​​nel muscolo della spalla dopo l’iniezione del vaccino

Questa diapositiva (del Dr. Burkhardt) mostra la sezione trasversale delle fibre deltoidi. Diverse (ma non tutte) le fibre mostrano una forte pigmentazione marrone, indicando ancora una volta la formazione di proteine ​​spike. Mentre è prevedibile la formazione di proteine ​​spike vicino al sito di iniezione, vogliamo garantire che questa formazione sia effettivamente causata dal vaccino e non dalla coinfezione con il virus SARS-CoV-2. Ciò è particolarmente importante per quanto riguarda altri tessuti e organi che sono distanti dal sito di iniezione.

 

5. Le particelle di coronavirus contengono due proteine ​​importanti: la punta (S) e il nucleocapside (N)

Per distinguere tra infezione e iniezione, possiamo usare ancora l’immunoistochimica, ma questa volta per una proteina SARS-CoV-2 diversa, ovvero il nucleocapside, che si trova all’interno della particella virale dove avvolge e protegge il genoma dell’RNA. La logica di questo esperimento è semplice: le cellule infettate dal virus esprimeranno tutte le proteine ​​virali, compreso lo spike e il nucleocapside. Al contrario, i vaccini COVID basati su mRNA (così come quelli basati sui vettori di adenovirus Janssen) indurranno solo la formazione di proteine ​​spike.

6. Gli individui infetti producono la proteina nucleocapside (e anche la proteina spike)

Questa diapositiva illustra semplicemente che il metodo funziona: il tessuto polmonare o le cellule di un tampone nasale di una persona infetta da SARS-CoV-2 si colorano positivamente per la formazione di nucleocapside, mentre le cellule in coltura esposte al vaccino non lo fanno (ma si colorano fortemente positivo per il proteina spike; vedere riquadro in alto a destra della diapositiva 3).

7. Gli individui vaccinati mostrano solo la proteina spike, che è dovuta all’effetto del vaccino

Qui vediamo l’immunoistochimica sul tessuto muscolare cardiaco di una persona iniettata. La presenza della proteina spike provoca un deposito di pigmento marrone pesante. Al contrario, si osserva solo una colorazione molto debole e non specifica con l’anticorpo che riconosce la proteina nucleocapside. L’assenza del nucleocapside suggerisce che la formazione della proteina spike sia dovuta al vaccino piuttosto che all’infezione da SARS-CoV-2.

Vedremo tra poco che l’alto livello di formazione di proteine ​​spike nel muscolo cardiaco dopo la vaccinazione è correlato a un’infiammazione significativa e alla distruzione dei tessuti.

8. Formazione di proteine ​​spike nelle pareti dei piccoli vasi sanguigni

Vediamo la formazione di proteine ​​spike nelle arteriole (piccole arterie; a sinistra), nelle venule (piccole vene) e nei capillari (a destra). La formazione è più pronunciata nello strato cellulare più interno, l’endotelio. Questo rende le cellule endoteliali facili prede di un attacco da parte del sistema immunitario.

9. Stripping endoteliale e distruzione di un piccolo vaso sanguigno dopo la vaccinazione

Passiamo ora al rilevamento di un attacco immunitario alle cellule endoteliali che producono la proteina spike. Sulla sinistra si può vedere un normale vaso venoso delimitato da un endotelio intatto, con all’interno alcuni globuli rossi e pochi globuli bianchi (di colore blu).

L’immagine centrale mostra una venula che viene attaccata e distrutta dal sistema immunitario. Il contorno si sta già dissolvendo e le cellule endoteliali a forma di fuso (e gonfie) si sono staccate dalla parete del vaso. Vediamo anche linfociti – piccole cellule con nuclei scuri e rotondi e pochissimo citoplasma intorno a loro; a destra è mostrato un singolo linfocita (a un ingrandimento molto più elevato).

I linfociti sono la spina dorsale del sistema immunitario specifico: ogni volta che vengono riconosciuti gli antigeni e vengono prodotti gli anticorpi, ciò viene fatto dai linfociti. Anche tra i linfociti troviamo cellule T citotossiche e cellule natural killer. Servono per uccidere le cellule infettate da virus, o cellule che sembrano infette perché un cosiddetto vaccino le ha costrette a produrre una proteina virale.

Un’importante funzione dell’endotelio è prevenire la coagulazione del sangue. Quindi, quando l’endotelio è danneggiato, come in questa immagine, e il tessuto dietro di esso viene a contatto con il sangue, si innesca automaticamente la coagulazione del sangue.

10. Uno strappo nella parete dell’aorta, che è ricoperta da grappoli di linfociti, porta alla rottura dell’aorta

A sinistra, una sezione attraverso il muro di un’aorta. Questa immagine è stata scattata con un ingrandimento ancora più basso. I linfociti ora appaiono solo come una nuvola di minuscoli lividi. A sinistra di questa nuvola blu vediamo uno strappo verticale che attraversa il tessuto. Tale lacrima può anche essere vista macroscopicamente nel pezzo asportato di un’aorta a destra.

L’aorta è il più grande vaso sanguigno del corpo. Assorbe il sangue ad alta pressione espulso dal ventricolo sinistro ed è quindi sottoposto a forti sollecitazioni meccaniche. Quando il muro dell’aorta è indebolito dall’infiammazione, come nel caso qui, può strapparsi e scoppiare. La rottura dell’aorta è solitamente piuttosto rara, ma il Prof. Burkhardt ha riscontrato diversi casi nel suo numero limitato di autopsie. In alcune delle aorte colpite è stato riscontrato che si è formata anche la proteina spike.

11. Tessuto miocardico sano e miocardite linfocitica

Nella diapositiva 7 abbiamo visto che le cellule del muscolo cardiaco hanno prodotto la proteina spike in modo molto intenso dopo l’iniezione del vaccino. Qui vediamo le conseguenze. L’immagine a lato mostra un campione di tessuto miocardico sano con fibre miocardiche regolarmente orientate e allineate. Sulla destra vediamo un campione di muscolo cardiaco da una delle autopsie. Le fibre muscolari sono lacerate e disintegrate e sono circondate da linfociti invasori. Burkhardt ha riscontrato la miocardite in molti dei suoi pazienti deceduti.

12. Infiltrazione linfocitaria e infiammazione proliferativa nel tessuto polmonare

Sulla sinistra vediamo tessuto polmonare sano con spazi pieni d’aria (gli alveoli) delimitati da delicati setti alveolari con capillari pieni di sangue incorporati. Vediamo anche alcuni vasi sanguigni più grandi.

Sulla destra vediamo tessuto polmonare ricoperto di linfociti. Gli spazi pieni d’aria sono in gran parte scomparsi e sono stati riempiti di tessuto cicatriziale (tessuto connettivo). Apparentemente questo paziente vaccinato aveva gravissime difficoltà respiratorie. Infiltrazione linfocitaria, infiammazione e distruzione sono state riscontrate anche in molti altri organi tra cui cervello, fegato, milza e diverse ghiandole. Tuttavia, piuttosto che elencarli tutti, concludiamo l’evidenza patologica con un altro risultato di immunoistochimica che dimostra in modo impressionante la lunga durata dell’espressione della proteina spike.

13. Formazione di proteine ​​spike indotta dal vaccino in una biopsia bronchiale – nove mesi dopo la vaccinazione

La diapositiva mostra un campione di mucosa bronchiale di un paziente che è ancora vivo ma ha sofferto di sintomi respiratori dalla vaccinazione. Vediamo diverse cellule nello strato cellulare superiore che esprimono fortemente la proteina spike, anche nove mesi dopo la sua ultima vaccinazione! Sebbene questo sia il caso più estremo di produzione di spike di lunga durata, ci sono prove sia dalle autopsie di Burkhardt che da studi pubblicati utilizzando campioni di sangue [8] o biopsie linfonodali [9] per suggerire che l’espressione persiste per diversi mesi.

14. L’mRNA del vaccino Pfizer viene copiato (“trascritto inverso”) nel DNA e inserito nel genoma cellulare

La dichiarazione ufficiale del vaccino mRNA afferma che l’mRNA modificato contenuto nel vaccino non viene replicato in vivo; pertanto, la formazione della proteina spike dovrebbe cessare una volta che le molecole di RNA iniettate sono state degradate. I pochi studi sperimentali disponibili [10, 11] suggeriscono che l’mRNA modificato iniettato dovrebbe essere eliminato entro giorni o poche settimane dopo l’iniezione. Questo, naturalmente, è difficile da conciliare con la formazione di lunga durata osservata; in una forma o nell’altra, le informazioni genetiche sembrano essere conservate in vivo.

Un recente studio sperimentale dalla Svezia [12] ha mostrato che le cellule di derivazione umana possono inserire il vaccino mRNA di Pfizer nel proprio DNA cromosomico. La figura mostra le principali evidenze di questo studio. Le cellule sono state esposte al vaccino per il periodo di tempo indicato. Il DNA cellulare è stato quindi isolato e inserito copie di DNA dell’mRNA del vaccino rilevato mediante amplificazione PCR di un frammento di 444 paia di basi (bp).

Tutti i campioni contrassegnati con “BNT” sono stati trattati con il vaccino e hanno un prodotto PCR della lunghezza prevista rispetto a uno standard di lunghezza del frammento di DNA (“L”). I campioni etichettati “Ctrl n” erano controlli: Ctrl 1-4 conteneva DNA da cellule non incubate con il vaccino, Ctrl 5 conteneva RNA (non DNA) da cellule trattate con vaccino; Ctrl 6 conteneva lo stesso ma è stato ulteriormente trattato con RNasi, cosa che è stata eseguita anche quando i campioni di DNA sono stati purificati. Come previsto, nessuno dei campioni di controllo contiene il prodotto PCR.

Data l’inserzione di DNA osservata da Aldén in ogni singolo campione sperimentale, sembra molto probabile che ciò avvenga anche in vivo. Non solo questo è un meccanismo plausibile per spiegare la formazione persistente della proteina spike, ma pone anche il rischio di danni genetici che possono portare al cancro e alla leucemia.

15. Riepilogo
Le prove qui presentate stabiliscono chiaramente una catena causale dall’iniezione del vaccino al

– rapida distribuzione del vaccino attraverso il flusso sanguigno,
– formazione diffusa di proteine ​​spike, soprattutto nei vasi sanguigni, e
– infiammazione di tipo autoimmune e danno d’organo.

Il danno vascolare causato dal vaccino favorisce la coagulazione del sangue e malattie correlate alla coagulazione come infarto, ictus ed embolia polmonare; queste malattie sono molto comuni nei database per gli eventi avversi [4, 13].

Oltre all’infiammazione di tipo autoimmune, altri meccanismi patologici tra cui la degenerazione del SNC mediata da prioni [14], la deposizione aberrante di proteine ​​vascolari (amiloidosi) [15, 16] e la tossicità delle nanoparticelle lipidiche [6] sono plausibili ma necessitano di ulteriori indagini e conferma . Nel complesso, questi vaccini non possono più essere considerati sperimentali: l ‘”esperimento” ha portato alla catastrofe che molti medici e scienziati avevano previsto fin dall’inizio [17]. La vaccinazione deve essere interrotta e tutte le approvazioni, approvazioni e permessi per il suo utilizzo revocati.

Fonti:
Bozkurt, B. et al. (2021) Miocardite con vaccini mRNA COVID-19. Circolazione 144:471-484
Ehrlich, P. et al. (2021) Miocardite linfocitica provata da biopsia dopo la prima vaccinazione con mRNA COVID-19 in un maschio di 40 anni: caso clinico. Ricerca clinica in cardiologia ufficiale ufficiale della German Cardiac Society 110:1855-1859
Rose, J. e McCullough, PA (2021) Un rapporto sugli eventi avversi della miocardite nel sistema di segnalazione degli eventi avversi del vaccino degli Stati Uniti (VAERS) in associazione con prodotti biologici iniettabili COVID-19. Problemi attuali in cardiologia p. 101011
Shilhavy, B. (2022) 43.898 morti, 4.190.493 feriti a seguito di vaccini COVID nel database europeo delle reazioni avverse .
Anonimo, (2020) Vaccino mRNA SARS-CoV-2 (BNT162, PF-07302048) 2.6.4 Dichiarazione riassuntiva dello studio farmacocinetico [traduzione inglese] .
Latyopva, A (2022) Pfizer ha eseguito test di sicurezza adeguati per il suo vaccino mRNA Covid-19 negli studi preclinici? Prove di frode scientifica e normativa .
Bansal, S. et al. (2021) All’avanguardia: gli esosomi circolanti con proteine ​​​​spike COVID sono indotti dalla vaccinazione BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) prima dello sviluppo di anticorpi: un nuovo meccanismo per l’attivazione immunitaria da parte dei vaccini mRNA. J. Immunol. 207:2405-2410
Röltgen, K. et al. (2022) Imprinting immunitario, ampiezza del riconoscimento delle varianti e risposta del centro germinale nell’infezione e nella vaccinazione umana da SARS-CoV-2. Cella (prestampa)
Andries, O. et al. (2015) L’mRNA incorporato con N 1 -metilpseudouridina supera l’mRNA incorporato nella pseudouridina fornendo una maggiore espressione proteica e una ridotta immunogenicità nelle linee cellulari e nei topi di mammiferi. J Controllo. Rilascio 217:337-344
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Versione inglese dell’originale: https://doctors4covidethics.org/vascular-and-organ-damage-induced-by-mrna-vaccines-irrefutable-proof-of-causality/

HACKER RUSSO

 
L’hacker russo trova il database dei vaccini con informazioni in tempo reale:

Mostra informazioni sulle persone come segni vitali, coordinate GPS esatte, se sono addormentate o sveglie, tutte caricate in tempo reale.
Le persone che sono state vaccinate vengono letteralmente tracciate in tempo reale dai sistemi di intelligenza artificiale e 5G.
Sono trasmettitori ambulanti.
Tutti i dati vengono registrati in tempo reale.
Vengono visualizzati anche i dati del firmware e le informazioni sulla CPU(!).

Google Cloud, attacco DDoS record: 46 milioni di richieste al secondo

Google Cloud riporta un nuovo attacco DDoS (Distributed Denial-of-Service) record, che batte con facilità il precedente stabilito da CloudFlare un paio di mesi fa. Nella sua fase di punta, durata qualche secondo appena, ci sono stati la bellezza di 46 milioni di RPS (Richieste per secondo): il 76% più grande dell’attacco rilevato da CloudFlare, il cui picco aveva raggiunto quota 26 milioni di RPS. Per contestualizzare, Google osserva che è come ricevere in pochi minuti tutte le richieste che Wikipedia, uno dei dieci siti più visitati al mondo, riceve nell’arco di 24 ore.

L’attacco è avvenuto il primo giorno di giugno 2022, ma la notizia è stata diffusa solo ora. Secondo le indagini svolte dal team di sicurezza di Google Cloud, proveniva da 5.256 indirizzi IP diversi, sparsi in 132 Paesi, ma i primi quattro (Brasile, India, Russia, Indonesia) sono stati responsabili della maggior parte di esso (31%). Google ha ragione di ritenere che anche questa operazione faccia parte della famiglia di attacchi nota come Mēris, che ha causato molteplici DDoS record negli ultimi anni.

Purtroppo Google e Microsoft usano parametri diversi per riportare gli attacchi (la prima misura le richieste per secondo, come abbiamo detto, la seconda si concentra invece sul quantitativo di banda impegnata), e quindi non è immediatamente facile capire quale sia in assoluto l’attacco più grosso mai registrato finora. Il fatto più importante è comunque che Google Cloud è riuscita ad assorbire e neutralizzare la minaccia senza causare downtime significativi al cliente/vittima, anche grazie a tecnologie di analisi preventiva che sono riuscite a identificare l’attacco nelle sue fasi iniziali e quindi predisporre le opportune misure di sicurezza/contenimento per tempo.

Microsoft, assorbito nuovo attacco DDoS record: picco di 3,47 Tbps
Microsoft, assorbito nuovo attacco DDoS record: picco di 3,47 Tbps 16
Sicurezza 28 Gen

In ogni caso, si continua a osservare un trend di crescita per gli attacchi di questo tipo – ed è un allarme già lanciato a più riprese negli ultimi anni da tutti i principali protagonisti del settore delle infrastrutture internet. I DDoS, in altre parole, sono sempre più frequenti e più grossi. Google non ha fatto il nome del bersaglio dell’attacco, ma ha osservato che questa tecnica è sempre più usata per causare interruzioni e problemi a sistemi infrastrutturali critici, come potrebbero essere il sistema sanitario pubblico o la rete elettrica di un Paese.

OLTRE CAUTELARichiede l’isolamento Covid di 10 giorni, poiché gli scienziati affermano che la maggior parte delle persone è ancora contagiosa dopo i cinque

 

CHIEDE che gli inglesi siano costretti a tornare in isolamento se si ammalano di Covid, poiché gli scienziati affermano che le persone sono ancora infettive dopo cinque giorni.

 

I periodi di autoisolamento sono stati eliminati dopo il lancio di un gigantesco vaccino in tutto il Regno Unito.Ciò, unito alla precedente infezione e al fatto che i ceppi di Omicron sono meno gravi di quelli precedenti, ha significato che gli inglesi possono tornare alla normalità.

I dati più recenti dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) affermano che in tutto il paese le infezioni da Covid sono diminuite nell’ultima settimana.

Direttrice dei programmi clinici presso l’UKHSA, la dott.ssa Mary Ramsay ha affermato che è molto incoraggiante che i tassi di casi e i ricoveri siano ora a livelli bassi.

Ma nonostante ciò, gli scienziati hanno affermato che gli inglesi che contraggono il bug dovrebbero isolarsi per un massimo di dieci giorni.
Scrivendo sul Lancet , i medici hanno scoperto che due terzi degli inglesi che prendono l’insetto sono ancora contagiosi dopo cinque giorni.

Gli esperti dell’Imperial College London hanno esaminato 57 pazienti che sono stati esposti al virus.

Hanno scoperto che le persone erano meno contagiose con il passare del tempo e hanno aggiunto che erano più contagiose dopo cinque giorni.

Ma hanno anche notato che un quarto dei partecipanti era ancora contagioso dopo sette giorni.anno monitorato attentamente le persone da quando sono state esposte per la prima volta – a quando hanno smesso di essere contagiose.

L’autore dello studio, il prof. Ajit Lalvani, dell’Imperial College di Londra , ha dichiarato: “Prima di questo studio ci mancava metà del quadro sull’infettività, perché è difficile sapere quando le persone vengono esposte per la prima volta a SARS-CoV-2 e quando diventano infettive per la prima volta .

“Utilizzando speciali test giornalieri per misurare i record di virus infettivi e sintomi quotidiani siamo stati in grado di definire la finestra in cui le persone sono infettive.

“Questo è fondamentale per controllare qualsiasi pandemia e non è stato precedentemente definito per alcuna infezione respiratoria nella comunità”.

L’autoisolamento non è la legge nel Regno Unito, con le attuali linee guida che affermano che dovresti “cercare di rimanere a casa ed evitare il contatto con le persone per cinque giorni”.Dovresti anche evitare di incontrare persone ad alto rischio di Covid per 10 giorni.

Tuttavia, molte aziende non pagano più i propri dipendenti per autoisolarsi se hanno il bug, il che significa che gli inglesi perderanno denaro per l’autoisolamento, il tutto nel mezzo di una crisi del costo della vita .

Ma i medici hanno affermato che non isolare sta permettendo ai casi di diffondersi nella comunità: “I nostri dati empirici suggeriscono che un periodo di autoisolamento di 5 giorni grezzi rilascia due terzi dei casi ancora infettivi nella comunità, anche se con un 43 per cento riduzione della carica virale media log-infettiva rispetto alla carica virale di picco.

“Mentre entro 7 giorni dall’esordio dei sintomi, un terzo è ancora infetto con una riduzione dell’83% della carica virale infettiva. Tali prove potrebbero consentire ai responsabili politici e al pubblico di calibrare la guida all’autoisolamento”.

I partecipanti allo studio hanno avuto accesso ai test, qualcosa che secondo gli scienziati dovrebbe essere disponibile anche per tutti per aiutare a fermare la diffusione.

Affermano che dovrebbero essere eseguiti due test di flusso laterale negativi , prima di un periodo di isolamento da cinque a dieci giorni.

I dati più recenti dell’Office of National Statistics suggeriscono che solo una persona su 25 in Inghilterra ha attualmente il Covid , in calo rispetto a una su 20 a luglio.

Nonostante il calo dei casi, i medici hanno avvertito che c’è ancora molto Covid in giro.