Hai mai sentito parlare di Guerra Cognitiva? Oggi ti mostrerò e ti spiegherò
le parti salienti di uno dei documenti più devastanti che io abbia mai trattato.
La Cina continua a perseguire la sua linea di occupazione della rete mondiale di infrastrutture critiche, anche in aperta sfida al diritto internazionale, nel tentativo di ottenere la superiorità tecnologica e il controllo delle comunicazioni a livello mondiale per estendere così la propria sfera di influenza globale attraverso strategie più a lungo termine e ottenere il pieno sfruttamento di tutti gli aspetti cognitivi al punto da riconoscergli una centralità strategica. Parallelamente, in Occidente si sta diffondendo una sempre maggiore consapevolezza della portata del fenomeno e, con livelli e profondità differenti, si stanno elaborando studi e strategie per affrontare le future sfide sia a livello nazionale che internazionale.

Stanno letteralmente stanziando miliardi in tutto il mondo per finanziare progetti chiamati “Brain” e quindi “Cervello” dediti ad approfondire tutta una serie di studi top secret sul cervello umano per arrivare primi in quella che chiamano Cognitive Warfare.
In ambito NATO il progetto di sviluppare un Cognitive Warfare Concept entro il 2024 si inquadra come elemento principale all’interno dei loro programmi militari, In ambito europeo, gli sforzi condivisi nello Strategic Compass per il contrasto alla disinformazione
hanno l’obiettivo di sviluppare un pacchetto di strumenti contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri facendo in modo che anche qui, nel Cyberspazio le informazioni vengano controllate da interi plotoni di Intelligence che decidono al posto tuo cosa sia o meno disinformazione.
L’aspetto più silente e meno propagandato alle potenze mondiali è quello relativo alla guerra psicologica.
Ne abbiamo parlato spesso sul canale proprio perchè ci tenevo a sottolineare quanto sia diventato facile per l’Intelligence attraverso tutta una serie di strumenti, dai media a internet, fare letteralmente il lavaggio del cervello a grandi gruppi sociali o addirittura a interi continenti.
Quello che state guardando cari signori è un documento ufficiale attualmente presente
sul sito ufficiale del Ministero della Difesa firmato dal Capo di Stato Maggiore Capo Dragone.
Edizione 2023 della Cognitive Warfare che spazia su tutta una serie di tematiche molto molto particolari in grado di farti strabuzzare gli occhi.
Il documento parla chiaro e rivela a tutti che esistono piani di implementazione all’interno
delle più grandi potenze mondiali per quanto riguarda lo sviluppo strategico di una guerra cognitiva.
‒ aspetti di reciprocità che si basano su vincoli etici e giuridici diversi e sistemi nazionali
che consentono ai competitors di perseguire comportamenti aggressivi attraverso le reti
globali negando la possibilità di risposta con l’implementazione di reti sovrane interne
(come nel caso della rete cinese o il tentativo della Federazione Russa di attivare la propria rete RuNet);
‒ aspetti di superiorità tecnologica relativi alle reti di comunicazione, alle tecnologie
interattive di persuasione, alla fusione civile-militare e alla crescente militarizzazione
delle neuroscienze attraverso progetti “brain” che sono oggetto di una sempre maggiore
attenzione anche per applicazioni militari.
E qui il documento ci mostra i vari progetti e partirà esattamente da qui la mia ricerca.
In America abbiamo il Brain Research Through Adcancing Innovative Neuro Technologies;
programma attivo fino al 2026 portato avanti dall’agenzia più terribile di tutte, il DARPA,
incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare che con 2,5 miliardi di dollari, cercherà di sviluppare nuove tecnologie per la ricerca sul cervello anche attraverso un programma di ricerca biologica, signori, biologica, finalizzato ad accumulare maggiori conoscenze sui circuiti neuronali del cervello.
(documento ufficiale del nostro ministero della difesa consultabile da chiunque tramite Google)
In Giappone abbiamo il Mapping By Integrated Neurotechnologies for Disease Studies,
improntato a studiare le reti neurali che controllano le funzioni cerebrali superiori per ottenere nuove informazioni sull’elaborazione delle informazioni.
L’Unione Europea sta sviluppando il Human Brain Project, che coinvolge in segreto, pensate, 19 paesi e 116 istituzioni e impiega un miliardo di euro.
Inizialmente fu avviato con lo scopo di realizzare un modello informatico del cervello,
ma in seguito è stato riorientato verso un obbiettivo di ricerca più realistico, che ha incluso applicazioni pratiche delle neuroscienze riguardanti la struttura e le funzioni del cervello, nuro-robotica, e quindi in ambito militare l’implementazione di strumenti che si interfaccino direttamente col cervello, e indagini profonde sulla memoria.
La Cina sta avanzando un programma Brain molto profondo della durata di 15 anni con un budget di quasi un miliardo di dollari investiti nei primi 5 anni articolato in quello che il documento definisce “one body – two wings” ossia partire dalla comprensione delle basi neurali delle funzioni cognitive per giungere poi allo sviluppo di piattaforme tecnologiche.
La Cina, per farvela breve e semplice, sta sviluppando nell’ambito della Cognitive Warfare
e quindi in ambito 100% militare, interfacce cervello-macchina attraverso lo studio delle dinamiche comportamentali di alcuni primati.
Più o meno questo è il panorama internazionale per quanto riguarda i principali progetti Brain, che includono neuroscienze avanzate e l’intento di creare interfacce cervello-macchina a scopi militari da qui ai prossimi 15 anni. Quello che stanno facendo, è qualcosa di letteralmente tremendo.
Se la guerra si sposterà nel dominio della coscienza umana, i prossimi conflitti saranno
combattuti a suon di lavaggio del cervello. E non solo dal punto di vista informatico
e dell’informazione eh, attenzione. Anche sfruttando determinate tecnologie in grado di interfacciarsi con il tuo cervello. Non solo il lavaggio del cervello da un punto di vista filosofico, stanno studiando metodi utili a manipolare la mente umana in modo diretto tramite le neuroscienze.
Nella prefazione del documento scritta e firmata dal Capo di Stato Mggiore Capo Dragone si legge che:
“In tale quadro, anche alla luce degli effetti della cosiddetta “guerra ibrida” che si sviluppa secondo dinamiche sempre più letali, il Cognitive Warfare può essere definito come un’operazione multi dominio (o parte di essa) che impiega mezzi, azioni e strumenti attraverso le connessioni tra i domini classici (terrestre, aereo, navale), i domini spazio e cyber, l’ambiente informativo e lo spettro elettromagnetico influenzando il comportamento umano e generando effetti nella dimensione cognitiva, con l’obiettivo di ottenere un vantaggio sull’avversario.”

“Descrivere la portata della competizione per la dimensione cognitiva necessita
preliminarmente di una comprensione generale del funzionamento della mente umana e
delle sue vulnerabilità, che alcuni competitors stanno imparando a conoscere e sfruttare a proprio vantaggio” capito? “Comprensione generale del funzionamento della mente umana e delle sue vulnerabilità” Sanno esattamente dove colpire da un punto di vista scientifico, identifica i punti deboli ed è fatta no? e voglio approfondire questa tematica perchè a parer mio, è di fondamentale importanza soprattutto al giorno d’oggi in cui siamo bombardati di informazioni e di input tramite internet.
Quello che abbiamo di fronte signori, è un documento veramente devastante, che studia il cervello umano a scopo militare. Un po’ come il Progetto Gateway, ve lo ricordate? Ecco, questo si può dire che è una sorta di progetto gateway europeo, molto più avanzato e dettagliato che sfrutta gli strumenti delle nuove scienze, neuroscienze, neuro-robotica etc, per spiegare la Cognitive Warfare e arrivare allo sviluppo di tecnologie inimmaginabili.
Testualmente dal documento: si tratta dell’insieme degli strumenti e delle metodologie
impiegabili per influenzare e manipolare, direttamente o indirettamente, il pensiero umano. Ergo; le super potenze mondiali hanno programmi militari largamente segreti
che stanziano miliardi nella ricerca sul lavaggio del cervello.
“La sfida di questa nuova frontiera di competizione cognitiva si estende a livello globale (individui, gruppi e comunità) con potenziali impatti dirompenti sia in termini di Sicurezza Nazionale che di stabilità internazionale, e richiede necessariamente risposte a livello Whole of Society. In particolare, tenuto conto che anche lo Strumento Militare può essere oggetto di azioni malevole condotte sul piano cognitivo, con potenziali impatti sulla capacità decisionale (decision-making), sulla piena comprensione del contesto operativo (situational understanding) e sull’efficacia delle operazioni e sulla sicurezza/protezione del personale, risulta necessario comprendere il ruolo della Difesa nella dimensione cognitiva, contribuire a definire il quadro etico-giuridico di riferimento e definire le linee di indirizzo per la trasformazione e l’innovazione dello Strumento Militare” qui ti stanno dicendo letteralmente senza peli sulla lingua che c’è una guerra in atto a livello mondiale in merito a questa Cognitive Warfare e che anche la Difesa si deve adoperare per una piena comprensione del contesto operativo e per evitare che certe situazioni vengano condotte in modo malevolo sul piano cognitivo. Cosa stia realmente succedendo da qualche anno a questa parte in pochi lo sanno ma sono esattamente studi militari come quello che abbiamo davanti che possono darci un’idea e farci tornare alla mente quello che abbiamo passato negli ultimi 3 anni.
Loro utilizzano un linguaggio specifico, ok? Come BIAS per esempio si intendono errori di valutazione dati dalle scorciatoie euristiche del pensiero umano, che loro sfruttano come vulnerabilità e quando leggi la parola “influenza” nel documento significa letteralmente
“l’insieme degli strumenti e metodologie impiegabili per influenzare e manipolare,
attenzione eh, manipolare direttamente o indirettamente il pensiero umano”
E infatti c’è tutto un capitolo sulle varie strategie di influenza. Questo per chi sa cosa sta leggendo è un documento pericolosissimo.
Pericolosissimo perchè ti dice letteralmente dove possono e sanno di colpire.
Si fa un preciso riferimento alla disinformazione online e ai vari competitors che pubblicano contenuti, o pagano persone per pubblicare contenuti; finalizzati a generare un determinato effetto, per “manipolare” le reazioni e il comportamento di uno specifico gruppo di persone.
Ti parla dei videogame e di come possono essere utilizzati letteralmente come arma psicologica, ti parla letteralmente di come il META VERSO, abbia amplificato la possibilità correlata alla persuasione; e serve a passare da una dimensione statica, ossia con il joystick che controlli un avatar davanti alla televisione, ad essere tu stesso dentro la televisione e quindi la dimensione in cui tu partecipi direttamente al gioco attraverso la realtà aumentata (testualmente dal documento) sono tutti fattori che potrebbero contribuire ad amplificare esponenzialmente la portata degli effetti generabili attraverso strategie di influenza e che, oggi, possono già essere parzialmente riscontrati nell’ambiente dei videogiochi.
“2.3 DEFINIZIONE DEL PROBLEMA MILITARE
La sfida di questa nuova frontiera di competizione cognitiva si estende a livello globale (individui, gruppi e comunità) con potenziali impatti dirompenti sia in termini di Sicurezza Nazionale che di stabilità internazionale, e richiede necessariamente risposte a livello Whole of Society. In particolare, tenuto conto che anche lo Strumento Militare può essere oggetto di azioni malevole condotte sul piano cognitivo, con potenziali impatti sulla capacità decisionale (decision-making), sulla piena comprensione del contesto operativo (situational understanding) e sull’efficacia delle operazioni e sulla sicurezza/protezione del personale, risulta necessario comprendere il ruolo della Difesa nella dimensione cognitiva, contribuire a definire il quadro etico-giuridico di riferimento e definire le linee di indirizzo per la trasformazione e l’innovazione dello Strumento Militare. Fra i metodi di contrasto invece ti dice che sono da ricercare senza dubbio all’interno dei paesi che propongono armi cognitive di questo tipo, per esempio, spiega il documento, TikTok, pur essendo un social Cinese, è vietato in Cina.
I funzionari statali non possono avere smartphone cinesi, capisci di cosa sto parlando? Parlando di TikTok, e te ne parla pure un fascicolo militare ufficiale firmato dal capo di stato maggiore, è un’arma cognitiva pazzesca che è riuscita letteralmente a “zombiezzare” milioni di persone, è in grado di farti pensare come vuole farti pensare il social ed è letteralmente in grado di cancellare dall’inconscio i tuoi obbiettivi.
Devi assolutamente cancellare quel social, chiaro?
TikTok è il social più pericoloso della storia. Se da una parte questo video affronta il tema lavaggio del cervello da un punto di vista olistico ed etereo.
La Cognitive Warfere lo affronta anche da un punto di vista tecnologico, perchè l’uso delle neuroscienze può letteralmente fungere come arma, “le scoperte nell’ambito delle neuroscienze e delle neurotecnologie possono rappresentare sia un bene comune, se usate eticamente, sia un pericolo se sfruttate per un uso malevolo vista la corrispondente possibilità di modulare i processi cognitivi”
e si parla, in concomitanza all’emergere delle neuroscienze, adi una branca militare chiamata “neuro security” che si occuperà, diciamo di tutelare tutte le azioni ostili in merito a queste tematiche di confine, per profilare delle realtà fittizie come si evince da fatti accaduti.
E se fin ora avevi qualche dubbio penso che questo paragrafo sia in grado di darti la sveglia:
Il paragrafo (basta leggerne il titolo) si chiama: “potenziali applicazioni militari” e aprite bene le orecchie; “Gli sviluppi nel campo delle neuroscienze e delle neuro tecnologie sono così maturi da ipotizzarne il loro utilizzo per applicazioni volte a potenziare e/o degradare le capacità delle forze militari incidendo sulla performance fisica, cognitiva, emotiva e/o comportamentale, aumentando, di conseguenza, il proprio vantaggio competitivo nell’ambito del campo di battaglia.
Le neuro tecnologie sono così mature da ipotizzarne il loro utilizzo per applicazioni volte a potenziare e/o degradare le capacità delle forze militari incidente su performance fisica etc, quindi, in poche parole, le neuroscienze e le neuro tecnologie, senza se e senza ma, vogliono creare dei super soldati. Chiaro? è esattamente così, tutti gli studi, e tutti i progetti, la mappa dei progetti che ti ho letto prima in giro per il mondo punta a questo, a creare super soldati e a sviluppare tecnologie in grado di degradare capacità nemiche nell’ambito della guerra cognitiva, chiaro? Studi segreti sul cervello umano che si occupano letteralmente di questo.
Addirittura parlano anche dell’impiego di determinate sostanze, chiaro? Viene scritto chiaramente a pagina 28 e 29:
Per il raggiungimento di tali scopi l’approccio farmacologico fornisce innumerevoli possibilità vista la gamma di effetti prodotti dai principi attivi che compongono i farmaci, o le loro associazioni. Infatti, oltre alle indicazioni terapeutiche autorizzate, i farmaci possono esser impiegati in regime di off label, ossia per finalità diverse da quelle autorizzate, oppure esaltando i loro effetti collaterali se somministrati in associazione.
Oltre alle indicazioni terapeutiche autorizzate, i farmaci possono esser impiegati scrive il ministero della difesa in regime di off label, ossia per finalità diverse da quelle autorizzate”
ecco cosa hanno imparato dall’MK-Ultra. Qui c’è veramente, c’è veramente di tutto, una mega spiegazione per quanto riguarda i Dispositivi che agiscono sui processi elettrici del cervello.
Sistemi ad energia diretta e si fa riferimento a determinate microonde pulsate al di sopra di specifiche soglie di energia che sono, infatti, state attribuite a danni cerebrali in alcuni modelli.
Applicazioni combinate, si parla di Neuralink di Elon Musk e di come, anzi che per progetti medico-scientifici gli impianti neurali potrebbero essere impiegati dai militari per incrementare le capacità cognitive, (cioè ve l’ho detto, super soldati, vogliono creare dei super soldati) Comunicazione uomo-macchina con l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale e quelle che vengono chiamate interfacce di tipo tattile, acustico o visivo.
Si parla nel documento della confluenza uomo-computer e quindi, della creazione di veri e propri cyborg. Voglio dire, questo è uno degli studi più incredibili che abbia mai avuto fra le mani, veramente ne ho visti tanti ma questo è davvero nella top 5.
Ma cosa succede se, una volta integrato un network uomo-macchina, qualcuno riesca ad hackerarlo? E bene a quel punto si parlerebbe di hacking cognitivo, l’hai mai visto nei film? Ecco, viene scritto su di un documento ufficiale.
Accanto alle vulnerabilità già evidenti, si potrebbero aprire nuove possibilità di aggressione sia sulla funzionalità del network, sia sulla sicurezza dello stesso operatore.
La possibilità di infiltrare “malware neurali” pone evidenti interrogativi sia in termini di detection che di protezione.
Ed ecco signori che si è profilato con estremo successo letteralmente il nuovo mondo
basato sulla futura Cognitive Warfare composta da neuroscienze, neuro-robotica
e da aspettative belliche molto ma molto inquietanti. Si parla di Cognitive Warfare in contesti multi-dominio e di come tutto questo verrà piano piano implementato in un crescendo di pericolosità.


