L’EPOPEA DI GILGAMESH
di Alberto Ell
Testo cuneiforme, traslitterazione, trascrizione, traduzione
e commento grammaticale delle dodici tavolette
Testo completo : L’epopea-di-Gilgamesh
È concordemente ritenuta dagli studiosi la prima vera epopea dell’umanità. Secondo il parere del grande assiriologo Giovanni Pettinato, essa è “paragonabile per ampiezza di respiro, per forte drammaticità e profonda maturità, alle grandi composizioni divenute patrimonio di tutte le genti, quali l’Iliade e l’Odissea di Omero, la Divina Commedia di Dante e il Faust di Goethe”.
Per la sua lunghezza, l’epopea è stata suddivisa, già in antico, in 12 tavole. Il titolo “Epopea di Gilgamesh” è stato coniato dagli studiosi moderni. Gli antichi, in base ai colofoni delle singole tavolette, la indicavano col titolo “Di colui che vide ogni cosa”, dal primo verso della prima tavoletta, seguito dalla specificazione “Serie di Gilgamesh”. Secondo un catalogo di testi e di autori del periodo neo-assiro rinvenuto nella Biblioteca di Assurbanipal, autore dell’epopea sarebbe stato un sacerdote esorcista di nome Sin-leqi-unnini, vissuto tra XIII e XII sec. a.C.. Tale attribuzione è comunque contestata dagli studiosi.
Fin da ragazzo era rimasto ammaliato da questo racconto, ma mai avrei pensato che un giorno sarei arrivato a tradurlo. L’occasione è venuta quando, dopo aver studiato la grammatica accadica, sono riuscito a procurarmi il testo cuneiforme.
Questo mio lavoro, come tutti gli altri, non ha nessuna pretesa e non vuole affatto sostituirsi ai lavori scientifici prodotti fin da quanto le famose tavolette sono state portate alla luce. Autodidatta “assoluto”, nelle mie traduzioni, soprattutto ai primi tempi, ho sempre cercato di appoggiarmi su lavori precedenti, che mi aiutassero a capire, a poco a poco, i misteri della lingua e mi guidassero gradualmente nell’apprendimento. Pertanto, questa mia fatica vuole soltanto essere un aiuto a chi desidera apprendere l’accadico e non può seguire corsi universitari ed avere a disposizione persone a cui rivolgersi per risolvere i tanti dubbi che sorgono inevitabilmente quando ci si confronta con i testi antichi. Per la prima volta, infatti, per quanto ne so, è possibile qui trovare non solo il testo, la traslitterazione e la trascrizione, ma anche la traduzione e, soprattutto, un commento grammaticale. Le imprecisioni e gli errori presenti nel lavoro sono, ovviamente, solo miei. Per il testo cuneiforme e la traslitterazione è fondamentale:
PEG = S. PARPOLA, The Standard Babylonian Epic of Gilgamesh. Cun eiform Text, Transliteration, Glossary, Indices and Sign List; The Neo-Assyrian Text Corpus Project, State Archives of Assyria Cuneiform Texts, vol. I, Finland 1997.
Si tratta dell’edizione del testo ricostruito della versione in Standard Babylonian dell’epica di Gilgamesh, fornita da Simo Parpola, che si è valso della collazione tra le diverse copie, parziali, pervenuteci.
Relativamente alla Tavoletta V, mi sono avvalso, per l’integrazione del testo, anche di
BCF = F.N.H. AL-RAWI, A.R. GEORGE, “Back to the Cedar Forest: the Beginnin and End of the Tablet V of the Standard Babylonian Epic of Gilgameš”, Journal of Cuneiform Studies 66 (2014) 69-90
Per la traduzione, ho consultato soprattutto:
PSG = G. PETTINATO, La saga di Gilgamesh, Milano 1992 La traduzione qui presentata, tuttavia, è prevalentemente mia: molto più aderente al testo e meno “letteraria” di quella di Pettinato Per quanto riguarda la grammatica, ho fatto riferimento prevalentemente a:
LGLA = A. LANCELLOTTI, Grammatica della Lingua Accadica, Gerusalemme 1962
GAG = W. VON SODEN, Grundriss der akkadischen Grammatik, Roma 1952/1969.
Per quanto riguarda il vocabolario a:
CAD = A.L. OPPENHEIM, a cura di, Chicago Assyrian Dictionary, curato da ed edito in 21 volumi CDA= J. BLACK, A. GEORGE, N. POSTGATE, A Concise Dictionary of Accadian, Wiesbaden, 2000
Per l’epigrafia mi sono avvalso di
MEA = R. LABAT, F. MALB RAN-LABAT, Manuel d’Épigraphie Akkadienne. Signe, Syllabaire, Idéogrammes, 6a edizione, Parigi 1994
Per la scrittura del testo cuneiforme ho fatto uso dei font Unicode Cuneiform (TTF), realizzati da Sylvie Vanséreven, in particolare del font Assurbanipal per il neo-assiro. Tali font sono “freely available for the scientific community”.
Giussano 22 novembre 2018
Alberto ELLI
roclamare al Paese,
(di) colui che tutto conosce e che tutto comprende.
Egli esplorò dappertutto le regioni; la completa conoscenza di ogni cosa apprese; vide cose secrete e svelò cose nascoste; riportò notizia (dei tempi) di prima del diluvio.
Una via lontana percorse e (alla fine) fu stanco e si riposò; incise su una stele tutta la (sua) fatica.
Fece costruire le mura di Uruk, l’ovile del santo Eanna, il puro tesoro.
Guarda le sue mura, i cui merli sono come rame!
Osserva il suo parapetto, che nessuno può eguagliare!
Varca la soglia, che è da tempi immemorabili; avvicinati all’Eanna, l’abitazione di Ishtar:
che nessuno dei re futuri potrà eguagliare!
Sali sulle mura di Uruk e percorri(le); ispeziona le fondamenta e scruta la muratura in mattoni:
la sua struttura in mattoni non è (forse) di mattoni cotti?
E le sue fondamenta non le gettarono i Sette Saggi?
Uno shar è la città, uno shar i giardini, uno shar le cave d’argilla; mezzo shar il tempio di Ishtar: (per) tre shar e mezzo Uruk si estende!
Cerca la cassetta di rame delle tavolette; sblocca la sua serratura in bronzo; apri la porta del segreto; prendi la tavoletta di lapislazzuli, leggi di lui, Gilgamesh, che soffrì ogni difficoltà.
(Egli è) l’eccellente tra i re, illustre, imponente di statura, eroico, progenie di Uruk, toro selvaggio che incorna; egli va davanti, (come) primo; egli segue, ( quale) aiuto dei suoi fratelli; argine potente, protezione delle sue truppe; piena furiosa, che abbatte (anche) un muro di pietra; primogenito (?) di Lugalbanda, Gilgamesh, dalla forza perfetta, figlio dell’augusta giovenca Rimat- Ninsun.
Egli è Gilgamesh, perfetto, terribile; che aprì i passi delle montagne, che scavò i pozzi delle pendici dei monti, che attraversò l’Oceano, vasti mari, fino a dove sorge il sole; che esplorò le regioni (del mondo); che cercò dappertutto l’immortalità; che giunse, grazie alla sua forza, al lontano Ut-napishtim; che restaurò i santuari che il diluviò aveva distrutto; Chi (è), tra le numerose genti, che con lui può essere paragonato in regalità
(e) che come Gilgamesh può dire: “Io sono re”?
m Al-be-er-tu El-li
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Traduzione continuata – Tavoletta I
Gilgamesh, fin dal giorno in cui fu generato, era destinato alla gloria: i suoi due terzi sono dio e il suo terzo uomo.
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La forma del suo corpo la Signora degli dei disegnò:
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organizzò il suo aspetto, il suo ciuffo, la sua barba; … la sua persona è gloriosa, … perfetto …
per l’opportunità di …
La creazione di Enkidu 52 Nell’ovile di Uruk egli va avanti e indietro; 53 come un toro selvaggio, a testa alta, egli si mostra superiore; 54 non ha rivale e le sue armi sono (sempre) pronte; 55 attorno a lui sono pronti i suoi amici.
56 Vengono angustiati i giovani di Uruk in …
57 (Essi dicono:) «Gilgamesh non lascia andare il figlio da suo padre.
58 Giorno e notte è prepotente …
59 Egli è il pastore di Uruk, l’ovile; 60 egli è il loro pastore, ma …; 61 forte, famoso, intelligente, dalla grande saggezza; 62 Gilgamesh non lascia andare la ragazza dal suo innamorato».
63 (Del)la figlia del guerriero, (del)la moglie del giovane 64 i loro lamenti udirono gli dei.
65 Gli dei del cielo (dissero:) «(De)l signore di Uruk sono diventati avversari. 66 Non sei tu che hai creato un toro selvaggio che incorna, o Aruru?
67 Non ha rivale e le sue armi sono (sempre) pronte; 68 attorno a lui sono pronti i suoi amici.
69 Gilgamesh non lascia andare il figlio da suo padre.
70 Giorno e notte è prepotente …
71 Egli è il pastore di Uruk, l’ovile; 72 egli è il loro pastore, ma …; 73 il forte, famoso, intelligente, dalla grande saggezza; 74 Gilgamesh non lascia andare la ragazza dal suo innamorato».
75 (Del)la figlia del guerriero, (del)la moglie del giovane 76 il loro lamento udì più volte Anu.
77 Convocarono Aruru, la grande:
78 «(Poiché) tu, Aruru, lo hai creato, 79 crea ora la sua controparte:
80 possa essergli eguale nel giorno del suo ardore!
81 Che combattano l’uno l’altro, così che Uruk possa esere pacificata!».
82 Quando Aruru udì questa cosa, 83 l’immagine di Anu concepì nel suo cuore.
84 Aruru lavò le sue mani; 85 prese un grumo di argilla, (lo) gettò nella steppa.
86 Essa creò un uomo primordiale, Enkidu, il guerriero, 87 progenie del silenzio, potenza di Ninurta.
88 Tutto il suo corpo era coperto di peli; 89 i capelli erano come (quelli di) una donna, 90 il suo ciuffo cresceva abbondantemente come grano.
91 Non conosceva la gente e il Paese;
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Traduzione continuata – Tavoletta I
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era vestito con una veste come (quella di) Shakkan. Con le gazzelle mangia l’erba, con gli animali selvaggi all’abbeverata si sazia, con le bestie il suo cuore si è soddisfatto d’acqua.
Le peripezie di un cacciatore 96 Un cacciatore, uno che posa trappole, 97 accanto all’abbeverata quello lo incontrò.
98 Un giorno, un secondo, un terzo accanto all’abbeverata lo incontrò; 99 lo vide il cacciatore e il suo viso si impietrì; 100 lui e le sue bestie entrarono in casa sua.
101 Divenne terrorizzato, impietrito, silenzioso; 102 il suo cuore era turbato, il suo viso scuro; 103 vi era tristezza nel suo cuore; 104 il suo viso era simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto. 105 Il cacciatore aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a suo padre: 106 «Padre mio, (c’è) un giovane che è venuto (giù) dal monte: 107 nel Paese è forte; ha potenza; 2 108 come (quella di) una pietra di Anu è cresciuta la sua potenza.
109 Continuamente va sulla montagna, senza posa; 110 senza posa con le bestie mangia l’erba; 111 senza posa i suoi piedi accanto all’abbeverata pone.
112 Io ero spaventato e non mi sono avvicinato a lui.
113 Egli ha riempito i pozzi che io avevo scavato; 114 ha strappato le trappole che avevo disseminato; 115 ha fatto fuggire dalle mie mani il bestiame e gli animali selvaggi della steppa; 116 non mi lascia cacciare!».
117 Il padre aprì la sua bocca e (così) parlò al cacciatore:
118 «Figlio mio, in Uruk vive Gilgamesh; 119 non ha rivale nella sua steppa; 120 come (quella di) una pietra di Anu è cresciuta la sua potenza.
121 A lui rivolgiti; 122 ed egli ti dirà … della forza di (quell’)uomo.
123 Va’, o cacciatore, e porta con te la prostituta Samkhat, 124 … forte.
125 Quando il bestiame condurrà all’abbeverata, 126 che lei si tolga i suoi vestiti e mostri le sue grazie!
127 Egli la vedrà e si avvicinerà a lei; 128 il suo bestiame, cresciuto con lui nella steppa, gli diventerà ostile».
129 Al consiglio di suo padre (egli prestò ascolto); 130 il cacciatore da Gilgamesh se ne va, 131 prese la via e in Uruk pose piede.
132 Entrò e al cospetto di Gilgamesh rivolge la parola:
133 «(C’è) un giovane che è venuto (giù) dal monte 134 nel Paese è forte; ha potenza; 135 come (quella di) una pietra di Anu è cresciuta la sua potenza.
136 Continuamente va sulla montagna, senza posa;
Ossia un meteorite
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3 Traduzione continuata – Tavoletta I
137 senza posa con le bestie mangia l’erba; 138 senza posa i suoi piedi accanto all’abbeverata pone.
139 Io ero spaventato e non mi sono avvicinato a lui.
140 Egli ha riempito i pozzi che io avevo scavato; 141 ha strappato le trappole che avevo disseminato; 142 ha fatto fuggire dalle mie mani il bestiame e gli animali selvaggi della steppa; 143 non mi lascia cacciare!».
144 Gilgamesh a lui (così) parla, al cacciatore:
145 «Va’, o cacciatore, e porta con te la prostituta Samkhat!
146 Quando il bestiame condurrà all’abbeverata, 147 che lei si tolga i suoi vestiti e mostri le sue grazie!
148 Egli la vedrà e si avvicinerà a lei; 149 il suo bestiame, cresciuto con lui nella steppa, gli diventerà ostile».
150 Andò il cacciatore, e portò con te la prostituta Samkhat.
151 Presero la via, procedettero nella (loro) strada; 152 il terzo giorno giunsero al luogo stabilito; 153 il cacciatore e la prostituta si sedettero sul loro sedile.
154 Un giorno, due giorni, sedettero all’abbeverata.
155 Arrivò il bestiame e bevve all’abbeverata 156 giunsero le bestie selvagge e con l’acqua il loro cuore si soddisfece.
157 Ed egli, Enkidu, progenie della montagna, 158 con le gazzelle mangia l’erba, 159 con gli animali selvaggi beve all’abbeverata, 160 con le bestie il suo cuore si è soddisfatto d’acqua.
Il sesso come rito di iniziazione alla civiltà 161 Shamkhat lo vide, l’uomo primordiale, 162 l giovane selvaggio (?) del mezzo della steppa.
163 «È lui, o Shamkhat (- disse il cacciatore -) ; denuda il tuo seno(?), 164 apri la tua vulva, così che egli possa prendere le tue grazie!
165 Non aver paura; prendi la sua virilità!
166 Egli ti vedrà e si avvicinerà a te; 167 apri le tue vesti, così che egli possa giacere su di te!
169 (Così) il suo bestiame, cresciuto con lui nella steppa, gli diventerà ostile, 170 (mentre) il suo desiderio amoroso si placherà su di te».
168 Dona a lui, l’uomo primordiale, l’arte della donna!
171 Shamkhat sciolse la sua biancheria intima, 172 aprì la sua vulva ed egli prese le sue grazie. 173 Lei non ebbe paura e prese la sua virilità; 174 aprì le sue vesti ed egli giacque su di lei. 175 Ella donò a lui, l’uomo primordiale, l’arte della donna 176 (mentre) il suo desiderio amoroso si placò su di lei.
177 Sei giorni e sette notti Enkidu fu eccitato ed ebbe rapporti con Shamkhat.
178 Dopo che fu soddisfatto del suo fascino, 179 volse il viso al suo bestiame: 180 (ma) quando videro lui, Enkidu, le gazzelle fuggono, 181 gli animali selvaggi della steppa si tengono lontani da lui. 182 Enkidu(, che prima ) continuava a saltellare (?), (ora che) il suo corpo è stato purificato 183 le sue ginocchia si sono fermate, poiché (?) il suo bestiame se ne era andato;
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4 Traduzione continuata – Tavoletta I
184 Enkidu era diventato debole, la sua corsa non era più come prima; 185 ma egli era cresciuto (in intelligenza), era diventato molto saggio. 186 Egli girò liberamente (?), (poi) sedette ai piedi alla prostituta.
187 La prostitua guardò attentamente il suo volto, 188 e ciò che la prostituta stava dicendo, le sue orecchie ascoltavano. 189 La prostituta a lui (così) parla, ad Enkidu:
190 «Sei bellissimo, o Enkidu; sei simile a un dio.
191 Perché con le bestie selvagge scorazzi (ancora) nella steppa?
192 Vieni, che ti possa condurre a Uruk, l’ovile, 193 alla pura casa, l’abitazione di Anu e di Ishtar, 194 il luogo di Gilgamesh, dalla forza perfetta:
195 e (dove), come un toro selvaggio, si mostra superiore tra il popolo!». 196 (Così) lei gli parlò e il suo discorso trovò favore; 197 dal saggio cuore, egli anela a un compagno.
198 Enkidu (così) a lei parla, alla prostituta:
199 «Vieni, o Shamkhat; conducimi 200 alla casa pura e santa, l’abitazione di Anu e Ishtar, 201 il luogo di Gilgamesh, dalla forza perfetta:
202 e (dove), come un toro selvaggio, si mostra superiore tra il popolo! 203 (Quanto a) me, voglio ossergli ostile; lo voglio provocare!
205 Voglio entrare e cambiare le consuetudini:
204 Voglio gridare in Uruk: “io sono il (più) forte!”.
206 colui che è stato generato nella steppa è forte; ha potenza!».
In viaggio verso Uruk 207 (Rispose la prostituta:) «Orsù, andiamo! Che io possa rendere felice la tua faccia! 208 (Ti indicherò il luogo dove) c’è (Gilgamesh); io lo conosco!
209 Va’, o Enkidu, ad Uruk, l’ovile, 210 il luogo dove i giovani vestono cinture, 211 e ogni giorno … vi è festa, 212 il luogo dove il tamburo risuona 213 e le prostitute hanno forme meravigliose, 214 sono rivestite di grazie e sono piene di esultanza; 215 nei letti notturni i Grandi (le) ingaggiano.
216 O Enkidu, che gioisci della vita, 217 possa io mostrarti Gilgamesh, uomo dal carattere volubile.
218 Guardalo, osserva la sua faccia:
219 (è un uomo) dalla bella virilità, che ha dignità, 220 tutto il suo corpo è ricoperto di grazia; 221 la sua forza è maggiore della tua; 222 non dorme (mai), (né) di giorno (né) di notte.
223 O Enkidu, cambia il tuo rozzo comportamento!
224 (Quanto a) Gilgamesh, Shamash lo ama e 225 An, Enlil ed Ea lo hanno reso più saggio.
226 Prima che tu sia sceso dai monti, 227 Gilgamesh in Uruk ti avrà (già) visto nei sogni!».
I due sogni di Gilgamesh 228 Si alzò Gilgamesh e narrò i sogni; (così) parlò a sua madre:
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5 Traduzione continuata – Tavoletta I
229 «Madre mia, ho fatto un sogno questa notte:
230 vi erano le stelle del cielo 231 (e qualcosa) come una pietra di Anu cade su di me.
232 Cercai di sollevarlo, ma era (troppo) pesante per me; 233 cercai più volte di rovesciarlo, ma non riuscì a vincere la sua divinità.
234 La popolazione di Uruk accorre a lui, 235 la popolazione è riunita attorno a lui, 236 gli uomini si ammassano (?) presso di lui, 237 i giovani si accalcano attorno a lui, 238 come un piccolo bambino baciano i suoi piedi.
239 Lo amai e come una moglie placai (il mio desiderio) con lui; 240 lo presi e lo depositai ai tuoi piedi 241 e tu lo trattasti come me». 242 La madre di Gilgamesh è intelligente, saggia, conosce ogni cosa; (e così) parla al suo signore; 243 Rimat-Ninsun è intelligente, saggia, conosce ogni cosa; (e così) parla a Gilgamesh: 244 «Figlio mio, vi erano le stelle del cielo sopra (?) di te, 245 (e qualcosa) come una pietra di Anu fu gettata su di te.
246 Cercasti di sollevarlo, ma era (troppo) pesante per te; 247 cercasti più volte di rovesciarlo, ma non riuscisti a vincere la sua divinità.
248 Lo prendesti e lo depositasti ai miei piedi.
249 e io lo trattai come te.
250 Verrà a te un forte compagno, capace di salvare un amico:
251 nel Paese è forte; ha potenza; 252 come (quella di) una pietra di Anu è cresciuta la sua potenza.
253 Lo amasti e come una moglie placasti (il tuo desiderio) con lui; 254 … e ti salverà sempre!
255 È favorevole e di valore il tuo sogno!».
256 Gilgamesh (così) parla a sua madre:
257 «Madre mia, ho fatto un secondo sogno.
258 Nella strada di Uruk, l’ovile, un’ascia è stata gettata e (tutti) si riuniscono attorno ad essa: 259 la popolazione di Uruk accorre ad essa, 260 la popolazione è riunita attorno ad essa, 261 gli uomini si ammassano (?) presso di essa., 262 Io la presi e la depositai ai tuoi piedi.
263 La amai e come una moglie placai (il mio desiderio) con essa; 264 e tu la trattasti come me».
265 La madre di Gilgamesh è intelligente, saggia, conosce ogni cosa; (e così) parla a suo figlio; 266 Rimat-Ninsun è intelligente, saggia, conosce ogni cosa; (e così) parla a Gilgamesh:
268 Lo amasti e come una moglie placasti (il tuo desiderio) con lui; 269 e io lo trattai come te.
267 «Figlio, l’ascia che tu hai visto, è un uomo!
270 (Ciò significa:) verrà a te un forte compagno, capace di salvare un amico; 271 nel Paese è forte; ha potenza; 272 come (quella di) una pietra di Anu è cresciuta la sua potenza».
273 Gilgamesh a lei parla, a sua madre:
274 « … per comando di Enlil, il grande consigliere, che scenda e 275 che io ottenga per me un amico, un consigliere; 276 che veramente io ottenga per me un amico, un consigliere!».
277 E in tal modo furono interpretati i suoi sogni.
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6 Traduzione continuata – Tavoletta I
278 Interpretò Samkhat i sogni di Gilgamesh (e) ad Enkidu (li) riferì, 279 mentre i due facevano l’amore.
280 Enkidu era seduto davati a lei 281 Prima tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa voglio proclamare al Paese”3 .
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Le ultime due righe di ognuna delle prime undici tavolette contengono rispettivamente l’anticipazione della prima riga della tavoletta seguente e la numerazione progressiva delle tavoletta in questione all’interno della “serie di Gilgamesh”, permettendo così una facile determinazione della giusta sequenza di lettura tra le diverse tavolette.
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7 Traduzione continuata – Tavoletta II
L’incontro, l’amicizia, il progetto di avventura
Enkidu presso i pastori 1 Enkidu era seduto davati a lei 2 mentre i due facevano l’amore.
Tavoletta II
3 Enkidu aveva dimenticato il luogo dove era nato.
4 Sei giorni e sette notti Enkidu fu eccitato ed ebbe rapporti con Shamkhat. 5 La prostitua a lui (così) parlò, a Enkidu:
6 «Sei bellissimo, o Enkidu; sei simile a un dio.
7 Perché con le bestie selvagge scorazzi (ancora) nella steppa?
8 Vieni, che ti possa condurre a Uruk, l’ovile, 9 alla pura casa, l’abitazione di Anu! 10 Che ti possa condurre a Uruk, l’ovile, 11 al santo Eanna, l’abitazione di Ishtar, 12 il luogo di Gilgamesh, dalla forza perfetta, 13 e (dove), come un toro selvaggio, si mostra superiore tra il popolo!
14 E tu … tu stesso.
15 Vieni, alzati da terra, il riparo dei pastori!
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… del dio …
Perché con le bestie selvagge scorazzi (ancora) nella steppa?».
Egli prese consiglio con sé stesso, nella sua mente la parola di lei trovò accoglienza; dal saggio cuore, egli anela a un compagno.
Il consiglio di Shamkhat penetrò nel suo cuore.
Lei si tolse una veste e lo ricoprì e con una seconda sua veste ricoprì sé stessa; presolo (per mano), come (fanno) gli dèi lei lo conduce alla capanna dei pastori, il luogo (dove c’è) il recinto (degli animali). I pastori sono riuniti attorno a lui; nella loro mente riguardo a lui (?) (discutevano:)
«Il giovane è simile di fattezze a Gilgamesh; la statura è alta, splendida come una merlatura.
Non è forse (Enkidu,) colui che è stato generato (?) in montagna? Come (quella di) una pietra di Anu è cresciuta la sua potenza».
Pane posero davanti a lui; birra posero davanti a lui; (Ma) Enkidu non mangiò il pane; strizzò gli occhi (e) guardò; Enkidu non sapeva mangiare pane, bere birra non sapeva.
La prostituta a lui (così) parlò, a Enkidu:
«Mangia il pane, o Enkidu; si addice alla divinità!
Bevi la birra; si addice alla regalità!».
Enkidu mangiò pane fino a quando fu sazio; di birra, bevve sette boccali.
Il suo umore si calmò, cantava gioiosamente, asperse d’acqua il suo corpo peloso,
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Traduzione continuata – Tavoletta II
si unse di olio e divenne un uomo (civilizzato).
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il suo cuore gioì e il suo viso splendette Colpì i lupi e cacciò i leoni, (così che) che i grandi mandriani potevano giacere (in pace). Egli, Enkidu, era il loro guardiano: «Uomo vigile, giovane unico, tu meriti di stare in casa!» (essi dissero).
Un giovane uomo di Uruk sconvolge Enkidu 54 … Uruk, l’ovile, verso …
55 …
56 Enkidu (con la prostitua ?) prova piacere.
57 Levò i suoi occhi e vide un uomo; 58 dice (allora) alla prostituta:
59 «Shamkhat, allontana (quel)l’uomo!
60 Perché è venuto? Voglio sentire le sue parole!». 61 La prostituta chiamò l’uomo. 62 (Enkidu) andò verso di lui e gli parlò:
63 «Giovane, dove stai correndo? Che cos’è (questo) tuo disagevole andare?».
64 Il giovane aprì la sua bocca e disse; (così) parlò ad Enkidu:
65 «Mi hanno invitato alla ‘casa dello sposalizio’; 66 è usanza popolare la scelta della sposa.
67 Per la tavola secondo i riti (?) ho preparato deliziosi cibi della casa della (futura) sposa; 68 per il re di Uruk, l’ovile, è aperta la ‘rete della gente’; 69 per Gilgamesh, il re di Uruk, l’ovile, è aperta la ‘rete della gente’; 70 come (se fosse) il marito egli ha rapporti con la sposa legale: 4 71 lui per primo, il marito dopo . 72 Per comando del dio è stato ordinato; 73 al (momento del) taglio del suo cordone ombelicale è stato per lui stabilito».
74 Alle parole del giovane il suo viso impallidì.
Nascita di una imperitura amicizia 75 …
76 …
77 Enkidu camminava davanti e Shamkhat dietro a lui.
78 (Quando) entrò in Uruk, l’ovile, 79 gli uomini si riunirono presso di lui; 80 egli stette nella strada di Uruk, l’ovile, 81 … sfoggiando la (sua) forza (?) …
82 bloccando la via di Gilgamesh.
83 La popolazione di Uruk accorre a lui, 84 la popolazione è riunita attorno a lui, 85 gli uomini si ammassano (?) presso di lui, 86 i giovani si accalcano attorno a lui; 87 come un piccolo bambino baciano i suoi piedi.
88 Già il giovane, dal corpo perfetto, 89 – (quando) per Ishara un letto per la notte è stato sistemato e 90 per Gilgamesh un rivale simile a un dio contro di lui è stato posto –
Ossia egli ha diritto allo jus primae noctis
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9 Traduzione continuata – Tavoletta II
91 Enkidu bloccò coi suoi piedi la porta della casa dello sposalizio, 92 e non lasciava entrare Gilgamesh.
93 Essi si affrontarono alla porta della casa dello sposalizio, 94 litigarono nella strada; la popolazione si rattristò (?).
95 Gli stipiti furono distrutti, il muro tremò.
96 Gilgamesh ed Enkidu si affrontarono; come un toro (in lotta) si piegarono; 97 (Ma) Gilgamesh dovette piegare il ginocchio, i suoi piedi sul terreno; 98 (allora) la sua ira si placò, il suo petto si calmò 99 Dopo che il suo petto si fu calmato, 100 Enkidu a lui (così) parlò, a Gilgamesh:
101 «Come un essere unico ti ha generato tua madre, 102 la vacca selvatica del recinto, Ninsun.
103 Il tuo capo è esaltato sopra (tutti) gli uomini; 104 la regalità sopra il popolo Enlil ha decretato per te.
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109 … amico mio … prezioso.
110 Perché hai voluto fare questo?
111 … ogni cosa … fortemente hai voluto. 112 Furono aggiunti … l’arte … in …
113 Si baciarono e fecero amicizia.
114 .. . discussero …
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124 … lodarono …
125 un discorso fecero nuovamente alla prostituta
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Il rifiuto della madre Ninsun 132 «In montagna è forte, ha potenza; 133 come (quella di) una pietra di Anu è cresciuta la sua potenza; 134 la sua statura è alta …» 135 La madre di Gilgamesh è intelligente, saggia, conosce ogni cosa; 136 (cosi) parlò a suo figlio; 137 Rimat-Ninsun è intelligente, saggia, conosce ogni cosa; 138 (e così) parlò a Gilgamesh:
139 «Figlio mio, …
140 amaramente …
141 … » 142 Preso …
143 (lo) fece salire alla porta …
144 amaramente si lamentava (Gilgamesh):
145 «Enkidu non ha padre né madre; 146 capelli sciolti …; 147 nella steppa è nato; nessuno …».
148 Enkidu stava (con lui) e ascoltava le di lei parole.
149 Fu preso da paura, si sedette,
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10 Traduzione continuata – Tavoletta II
150 i suoi occhi si riempirono di lacrime, 151 le sue braccia divennero deboli, la potenza diminuì. 152 Si abbracciarono l’un l’altro, … 153 si strinsero le mani come … 154 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse, 155 a Enkidu rivolse la parola: 156 «Amico mio, perché i tuoi occhi si sono riempiti di lacrime? 157 Il tuo cuore è diventato triste, … , sei addolorato».
158 Enkidu aprì la sua bocca e disse, 159 (così) parlò a Gilgamesh:
160 «L’afflizione, amico mio, ha intrecciato i muscoli del mio collo; 161 le mie braccia divennero deboli, la mia potenza diminuì, 162 i miei occhi si riempirono di lacrime».
Il mostro Khumbaba che incute paura 163 Si alzò Gilgamesh, (così) parlò ad Enkidu:
164 «Nella foresta abita il feroce Khumbaba:
165 partiamo , andiamo contro di lui!
166 (io voglio abbattere) i cedri … foresta; 167 … la vittoria su di lui … la sua dimora».
168 Enkidu aprì la sua bocca e disse, 169 (così) parlò a Gilgamesh:
170 «(Ascolta), amico mio, (ciò che) ho appreso nella montagna, quando scorazzavo col bestiame. 171 Per sessanta miglia è il rumore della foresta; 172 chi può inoltrarvisi?
173 Khumbaba: la sua voce è il diluvio, 174 la sua bocca è fuoco, il suo alito è morte.
175 Perché hai voluto fare questo?
176 È una battaglia impossibile (conquistare) la dimora di Khumbaba!».
177 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse, 178 (così) parlò ad Enkidu:
179 … Voglio salire su questa montagna, nella(?) foresta; 180 voglio tagliare i cedri …
181 voglio godere dei cedri (?) …
182 tempeste di sabbia …».
183 Enkidu aprì la sua bocca e disse, 184 (così) parlò a Gilgamesh: 185 «Come possiamo noi andare alla Foresta dei Cedri? 186 La sua strada è impercorribile, 187 un uomo non può vedere.
188 Il guardiano della foresta è Khumbaba …
189 per proteggere la Foresta dei cedri 190 Enlil lo ha designato quale terrore per gli uomini.
191 Khumbaba, la cui voce è il diluvio, 192 la cui bocca è fuoco, il cui alito è morte, 193 può udire per sessanta miglia il rumore della foresta; 194 chi può (dunque) inoltrarsi nella sua foresta?
195 Adad ed Enlil … sono diversi (?) 196 Chi può competere con lui al di fuori degli Igigi?
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11 Traduzione continuata – Tavoletta II
197 Per proteggere (la Foresta de)i cedri 198 Enlil lo ha designato quale terrore per gli uomini; 199 e la debolezza prenderà colui che scende nella sua foresta». 200 Gilgamesh a lui (così) parlò, a Enkidu:
201 «Perché, amico mio, parli così inutilmente, 202 e la tua bocca si è indebolita e ti sei esaurito?
203 (Quanto al)l’umanità, i suoi giorni sono contati; 204 qualunque cosa faccia, è solo vento.
205 ciò che (?) … vi è …
206 Sei nato e cresciuto nella steppa; 207 (se) un leone ti assaliva, tu sapevi tutto 208 e una splendida virilità …; 209 il tuo cuore è esperto di combattimenti, …
I preparativi per l’impresa 210 Vieni, amico mio; voglio recarmi (?) alla fucina, 211 così che forgino asce in nostra presenza!».
212 Andarono, si recarono (?) alla fucina; 213 sedutisi, discussero con gli artigiani. 214 Essi forgiarono grandi asce, 215 forgiarono un’ascia (dal peso ) di 1 talento, 216 (forgiarono) le loro spade (dal peso) di un talento, 217 la loro cintura, (dal peso) di un talento, 218 la loro cintura (forgiarono?).
5 219 [rottura recente] … [rottura recente] …
I giovani e gli anziani di Uruk intervengono 6 220 «Ascoltatemi , o giovani di Uruk, l’ovile, 221 giovani di Uruk che conoscete la faccenda!
222 Sono diventato potente! Andrò (dunque) per una via lontana, (a)l luogo di Khumbaba; 223 affronterò una lotta che non conosco, 224 percorrerò una strada che non conosco.
225 Beneditemi! Io voglio andare; 226 voglio dirigermi verso …
227 e (poi) entrare (nuovamente) per la grande porta di Uruk, l’ovile; 228 voglio ritornare e celebrare la festa Akitu in nome del dio; 229 voglio celebrare nuovamente la festa Akitu in nome …
230 Che venga celebrata la festa Akitu, che vi sia gioia, 231 che grida-illuru risuonino davanti a voi!».
232 Enkidu dà consiglio agli anziani 233 e ai giovani di Uruk, che conoscevano la faccenda: 234 «Ditegli che non deve andare alla Foresta dei Cedri 235 La sua strada è impercorribile, 236 un uomo non può vedere.
237 Il guardiano della foresta è Khumbaba …
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Glossa dello scriba.
È Gilgamesh che parla.
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12 Traduzione continuata – Tavoletta II
238 per proteggere la Foresta dei cedri 239 Enlil lo ha designato quale terrore per gli uomini.
240 Khumbaba, la cui voce è il diluvio, 241 la cui bocca è fuoco, il cui alito è morte, 242 può udire per sessanta miglia il rumore della sua foresta; 243 chi può (dunque) inoltrarsi nella sua foresta?
244 Adad ed Enlil … sono diversi (?) 245 Chi può competere con lui al di fuori degli Igigi?
246 Per proteggere (la Foresta de)i cedri 247 Enlil lo ha designato quale terrore per gli uomini; 248 e la debolezza prenderà colui che scende nella sua foresta». 249 Si alzarono i grandi consiglieri, 250 il consiglio ripetettero a Gilgamesh:
251 «Sei giovane, o Gilgamesh; il tuo cuore è impetuoso 252 e non conosci nulla di cui parli: ti ha generato la farfalla! 253 Khumbaba, la cui voce è il diluvio, 254 la cui bocca è fuoco, il cui alito è morte, 255 può udire per sessanta miglia il rumore della foresta; 256 la debolezza prenderà colui che scende nella sua foresta. 257 Chi può (dunque) inoltrarsi nella sua foresta?
258 Chi può competere con lui al di fuori degli Igigi?
259 Adad ed Enlil … sono diversi (?) 260 Per proteggere (la Foresta de)i cedri 261 Enlil lo ha designato quale terrore per gli uomini».
Il consenso degli anziani 262 Gilgamesh udì la parola dei grandi consiglieri; 263 guardò e sorrise al suo amico …
264 …
265 Gli anziani lo benedicono 266 Seconda tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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13 Traduzione continuata – Tavoletta III
Tavoletta III
Preparativi e partenza
Raccomandazioni per il pericoloso viaggio 1 Gli anziani lo benedicono e danno a Gilgamesh un consiglio sul viaggio: 2 «Non confidare, o Gilgamesh, su tutta la tua forza; 3 considera attentamente (ogni cosa), fidati del tuo intuito(?); 4 chi va avanti, salva il (suo) compagno; 5 colui che conosce la via, protegge il suo amico.
6 Che Enkidu vada davanti a te; 7 egli conosce la via della Foresta dei Cedri, 8 conosce la battaglia ed è esperto nella lotta.
9 Che Enkidu protegga l’amico, che custodisca il compagno; 10 che riporti il suo corpo alle (sue) mogli!
11 Nella nostra assemblea noi ti abbiamo affidato il re; 12 Tu riporterai indietro e ci affiderai il re!»
Gilgamesh e la madre Ninsun 13 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse, 14 (così) parlò ad Enkidu:
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7 15 «Vieni, amico mio, andiamo all’Egalmah , 16 davanti a Ninsun, la grande regina, 17 Rimat-Ninsun è intelligente, saggia, conosce ogni cosa; 18 guiderà i nostri piedi su una strada ben ponderata!».
19 Essi si presero per mano 20 Gilgamesh ed Enkidu andarono all’Egalmah, 21 davanti a Ninsun, la grande regina.
22 Gilgamesh si alzò ed entrò alla sua presenza:
23 «Ninsun: sono diventato potente! Andrò (dunque) 24 per una via lontana, (a)l luogo di Khumbaba; 25 affronterò una lotta che non conosco, 26 percorrerò una strada che non conosco.
27 Benedicimi! Io voglio andare; 28 voglio dirigermi verso …
29 e (poi) entrare (nuovamente) per la grande porta di Uruk, l’ovile; 30 voglio ritornare e celebrare la festa Akitu in nome del dio; 31 voglio celebrare nuovamente la festa Akitu in nome …
32 Che venga celebrata la festa Akitu, che vi sia gioia, 33 che grida-illuru risuonino davanti a te!».
La dea Ninsun e il dio Shamash 34 Ninsun ascoltò le parole di Gilgamesh, suo figlio; 35 … attentamente ascoltò:
36 … entrò (nella sua stanza)
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“Eccelso palazzo”, dimora di Ninsun, dea-sacerdotessa e madre di Gilgamesh.
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… (si purificò con) la saponaria.
Traduzione continuata – Tavoletta III
Rivestita con una veste adatta al suo corpo, … (una collana) adatta al suo petto, … incoronata con la sua corona, (versò) acqua sul suolo, sulla polvere; … dopo essere salita sul terrazzo, salì al (santuario?), davanti a Shamas pose un incensiere, pose delle offerte davanti a Shamash, sollevò le sue braccia (in preghiera):
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«Perché hai assegnato (questa impresa) a mio figlio Gilgamesh e gli hai imposto un cuore inquieto? Ed ora, tu lo hai istigato ed egli andrà per una via lontana, (a)l luogo di Khumbaba; affronterà una lotta che non conosce, percorrerà una strada che non conosce fino al giorno in cui avrà viaggiato in lungo e in largo, fino a quando avrà raggiunto la Foresta dei Cedri, fino a quando avrà ucciso il feroce Khumbaba e porrà fine nel Paese a tutte le cose cattive che tu odi.
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Nel giorno in cui tu il confine …
che lei non abbia paura di te; che Aja, la sposa, possa farti ricordare (di lui); lui alle guardie della notte (affidalo;).
… la vigilia serale …
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…
nel giorno in cui …
verso …
la montagna …
il bestiame della steppa …
aspetterà …
…
…
una persona importante …
…
al sorgere …
gli Anunnaki …
che lei non abbia paura di te; che Aja, la sposa, possa farti ricordare (di lui); lui a …
una strada che …
istiga e …
poiché conosce …
la via …
e …
fino a quando avrà ucciso il feroce Khumbaba.
Che le mani siano lunghe (?) 8 …
che la sua battaglia sia corta …
che …
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Si esprime probabilmente l’augurio di un buon successo dell’impresa.
15 Traduzione continuata – Tavoletta III
86 secondo il detto popolare … della sera 87 che lei non abbia paura di te; che Aja, la sposa, possa farti ricordare (di lui); 88 Per il giorno in cui Gilgamesh, Enkidu e Khumbaba si incontreranno l’un l’altro, 89 fa’ sorgere contro lui, o Shamash, contro Khumbaba, violente tempeste, 90 il vento del sud, del nord, dell’est, dell’ovest, il turbine, l’uragano, 91 il vento-shabarziqqu, il vento cattivo, il mulinello, il vento pestilenziale 92 il vento gelido, la bufera, la tempesta di sabbia, 93 13 venti (in tutto) si alzino e oscurino il volto di Khumbaba, 94 così che le armi di Gilgamesh siano vittoriose contro Khumbaba!
95 Da quando è tuo (?) …
96 in quel giorno Shamash ad Enkidu …
97 il tuo mulo è imbizzarrito …
98 la residenza è tranquilla, il letto piacevole, …
99 gli dei, tuoi fratelli, …
100 Aja, la grande sposa, …
101 Rimat- Ninsun …
102 Shamash … non …
103 non …
104 non …
105 non …
106 non …
107 non continuerò …
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114 … la gente del Paese 115 … tuo … bocca 116 … lo hai fatto entrare».
117 Dopo che Rimat-Ninsun ebbe dato l’ordine a Shamash, 118 …
119 … del cielo a …
Rimat-Ninsun affida il figlio alle cure di Enkidu 120 Si alzò la madre di Gilgamesh e fece …, 121 spense l’incensiere e …; 122 chiamò Enkidu e (gli) comunicò la (sua) decisione:
123 «O forte Enkidu, tu non sei progenie del mio grembo; 124 ora, ho discusso il tuo caso 125 con gli oblati di Gilgamesh, 126 le grandi sacerdotesse, le prostitute sacre e le consacrate; 127 (questa) incombenza è stata imposta al collo di Enkidu!
128 Egli ha preso (moglie tra) le ‘mogli del dio’…
129 ha allevato(?) ‘figlie del dio’ …
130 Io (ed) Enkidu …
131 ha preso per …».
132 Enkidu a lei (si rivolse) e così parlò a Ninsun:
133 «Gilgamesh, …
134 non temere! Che la gioia (?) …
135 e … non …
136 fino a quando avrà viaggiato in lungo e in largo e fino a che avrà raggiunto
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16 137 la Foresta dei Cedri.
138 Che le mani siano lunghe (?) … 139 che la sua battaglia sia corta …
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Preparativi per il viaggio
153 Gilgamesh 154 …
155 nella grande porta di cedro … 156 Enkidu nell’Eanna …
157 … Gilgamesh nel palazzo reale … 158 (è) colui che dispensa offerte … 159 Sono seduti gli artigiani …
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171 … viaggio
172 … Gilgamesh 173 …
Traduzione continuata – Tavoletta III
174 …
175 … Gilgamesh 176 nella parola di Shamash tu poni (la tua fiducia (?))… 177 nella porta di Marduk …
178 sul bordo delle acque …
179 covoni …
180 nella grande porta di cedro non …
181 Gilgamesh …
182 ed Enkidu …
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208 … (Foresta de)i cedri 209 … possa portare
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227 …
Ultime raccomandazioni degli anziani 228 Che Enkidu protegga l’amico, che custodisca il compagno; 229 che riporti il suo corpo a (sua) moglie!
230 Nella nostra assemblea noi ti abbiamo affidato il re; 231 Tu riporterai indietro e ci affiderai il re!».
232 Enkidu aprì la sua bocca e disse, 233 (così) parlò a Gilgamesh:
234 «Amico mio, ritorna (sulla tua decisione …); 235 un viaggio che non …
236 …
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252 Dopo venti miglia fecero uno spuntino 253 Terza tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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17 Traduzione continuata – Tavoletta IV
Tavoletta IV
Viaggio verso la Foresta dei Cedri e sogni premonitori di Gilgamesh
a) Primo sogno 1 Dopo venti miglia fecero uno spuntino; 2 dopo (altre) trenta miglia posero il bivacco; 3 (per) cinquanta miglia andarono tutto il giorno.
Il viaggio
4 Nel terzo giorno (avevano già percorso) un viaggio di un mese e 15 giorni. Si avvicinarono al Libano; 5 di fronte a Shamash scavarono un pozzo, 6 acqua posero nei loro otri.
7 Gilgamesh salì sulla montagna 8 (e) versò la sua offerta di farina a …: 9 «O montagna, fammi avere un sogno, il verdetto favorevole di Shamash!». 10 Enkidu fece (un giaciglio) per lui, per (Gilgamesh). 11 Passò una tempesta ed egli (la) fissò (nel terreno); 12 la fece giacere nel (mezzo del) cerchio …
13 ed essa, come grano di montagna, … (sputò) sangue (?).
18 «Amico mio, tu non 9 mi hai chiamato; perché sono sveglio?
14 Gilgamesh appoggiò il suo mento alle sue ginocchia 15 (e) il sonno, che scorre sugli uomini, cadde su di lui.
16 Nel mezzo della notte terminò il suo sonno; 17 si alzò e parlò al suo amico:
19 Non mi hai toccato; perché sono (così) confuso?
20 Non è passato un dio; perché il mio corpo è paralizzato?
21 Amico mio, ho fatto un sogno questa notte, 22 e il sogno che ho visto è veramente conturbante!
23 (Eravamo) ai piedi delle montagne …
24 (e) la montagna cadde su di noi:
25 noi come mosca del (?) tendine …
26 Tu sei nato nella steppa: (là) potremo (meglio) deliberare!».
27 Enkidu spiegò al suo amico il sogno:
28 «Amico mio, il tuo sogno è favorevole; 29 il sogno è di valore, …
30 Amico mio, la montagna che hai visto è Khumbaba; 31 (ciò significa che) noi cattureremo Khumbaba, lo uccideremo 32 e getteremo il suo cadavere nel deserto!
33 E all’alba potremo udire il verdetto favorevole di Shamash!».
b) Secondo sogno 34 Dopo venti miglia fecero uno spuntino; 35 dopo (altre) trenta miglia posero il bivacco; 36 (per) cinquanta miglia andarono tutto il giorno.
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37 Nel terzo giorno (avevano già percorso) un viaggio di un mese e 15 giorni. Si avvicinarono a …; 38 di fronte a Shamash scavarono un pozzo, …
Ossia, probabilmente, un demone della sabbia.
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Gilgamesh salì sulla montagna
(e) versò la sua offerta di farina a …:
Traduzione continuata – Tavoletta IV
«O montagna, fammi avere un sogno, il verdetto favorevole di Shamash!». Enkidu fece (un giaciglio) per lui, per (Gilgamesh).
Passò una tempesta ed egli (la) fissò (nel terreno); la fece giacere nel (mezzo del) cerchio …
ed essa, come grano di montagna, … (sputò) sangue (?).
Gilgamesh appoggiò il suo mento alle sue ginocchia
(e) il sonno, che scorre sugli uomini, cadde su di lui.
Nel mezzo della notte terminò il suo sonno; si alzò e parlò al suo amico:
«Amico mio, tu non mi hai chiamato; perché sono sveglio?
Non mi hai toccato; perché sono (così) confuso?
Non è passato un dio; perché il mio corpo è paralizzato?
Amico mio, ho fatto un secondo sogno:
nel mio sogno, amico mio, (vi era) una montagna (e) ogni cosa era ostile; mi gettò (a terra), prese i miei piedi, …
lo splendore divenne più forte. (Vi era) un giovane:
era avvenente nel Paese e la sua bellezza era grande.
Da sotto la montagna egli mi ha tratto e …
mi diede da bere dell’acqua e il mio cuore si tranquillizzò; (sul) terreno fece porre i miei piedi».
Enkidu a lui parlò (e) disse a Gilgamesh:
«Amico mio, andremo …
ogni cosa è ostile: (ciò significa) Khumbaba; non è la montagna. Ogni cosa è ostile: (ciò significa) Khumbaba.
Vieni su! La paura …
apparirà …
e il giovane che hai visto è Shamash, il guerriero, dei tuoi occhi …
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del tuo corpo …
con te …
subito …
E all’alba potremo udire il verdetto favorevole di Shamash!».
c) Terzo sogno 73 Dopo venti miglia fecero uno spuntino; 74 dopo (altre) trenta miglia posero il bivacco; 75 (per) cinquanta miglia andarono tutto il giorno.
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76 Nel terzo giorno (avevano già percorso) un viaggio di un mese e 15 giorni. Si avvicinarono a …; 77 di fronte a Shamash scavarono un pozzo, …
78 acqua posero nei loro otri.
79 Gilgamesh salì sulla montagna 80 (e) versò la sua offerta di farina a …:
81 «O montagna, fammi avere un sogno, il verdetto favorevolem di Shamash!».
Enkidu fece (un giaciglio) per lui, per (Gilgamesh). Passò una tempesta ed egli (la) fissò (nel terreno);
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19 Traduzione continuata – Tavoletta IV
84 la fece giacere nel (mezzo del) cerchio …
85 ed essa, come grano di montagna, … (sputò) sangue (?).
86 Gilgamesh appoggiò il suo mento alle sue ginocchia 87 (e) il sonno, che scorre sugli uomini, cadde su di lui.
88 Nel mezzo della notte terminò il suo sonno; 89 si alzò e parlò al suo amico:
90 «Amico mio, tu non mi hai chiamato; perché sono sveglio?
91 Non mi hai toccato; perché sono (così) confuso?
92 Non è passato un dio; perché il mio corpo è paralizzato?
93 Amico mio, ho fatto un terzo sogno: 94 e il sogno che ho visto è veramente conturbante! 95 Il cielo tuonava, la terra stava tumoreggiando; 96 il giorno scomparve e uscì l’oscurità; 97 il tuono lampeggiò, il fuoco scoppiò, 98 fiamme scoppiettavano, pioveva la morte; 99 (poi) le faville si spensero e il fuoco si estinse; 100 i tizzoni che erano caduti divennero brace.
101 Tu sei nato nella steppa: (là) potremo (meglio) deliberare!». 102 Enkidu ascoltò il suo sogno 103 e lo spiegò; (così) parlò a Gilgamesh:
104 «Amico mio, il tuo sogno è favorevole; il sogno è di valore, … 105 Amico mio, il cielo che tu hai visto …
106 …
107 …
108 E all’alba potremo udire il verdetto favorevole di Shamash!».
c) Quarto sogno 109 Dopo venti miglia fecero uno spuntino; 110 dopo (altre) trenta miglia posero il bivacco; 111 per) cinquanta miglia andarono tutto il giorno.
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112 Nel terzo giorno (avevano già percorso) un viaggio di un mese e 15 giorni. 113 Si avvicinarono a …; 114 di fronte a Shamash scavarono un pozzo, …
115 acqua posero nei loro otri.
116 Gilgamesh salì sulla montagna 117 (e) versò la sua offerta di farina a …:
118 «O montagna, fammi avere un sogno, il verdetto favorevole di Shamash!». 119 Enkidu fece (un giaciglio) per lui, per (Gilgamesh).
120 Passò una tempesta ed egli (la) fissò (nel terreno); 121 la fece giacere nel (mezzo del) cerchio …
122 ed essa, come grano di montagna, … (sputò) sangue (?).
123 Gilgamesh appoggiò il suo mento alle sue ginocchia 124 (e) il sonno, che scorre sugli uomini, cadde su di lui.
125 Nel mezzo della notte terminò il suo sonno; 126 si alzò e parlò al suo amico:
127 «Amico mio, tu non mi hai chiamato; perché sono sveglio?
128 Non mi hai toccato; perché sono (così) confuso?
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20 Traduzione continuata – Tavoletta IV
129 Non è passato un dio; perché il mio corpo è paralizzato? 130 Amico mio, ho fatto un quarto sogno:
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136 Enkidu spiegò al suo amico il sogno:
137 «Amico mio, il tuo sogno è favorevole; il sogno è di valore, … 138 … che hai visto è Khumbaba …
139 … Khumbaba come un dio (?)…
140 … splendono …
141 su di lui porremo …
142 essendo noi furiosi contro Khumbaba …
143 lo uccideremo (e) staremo (in piedi) su di (lui).
144 E all’alba potremo udire il verdetto favorevole di Shamash!».
c) Quinto sogno 145 Dopo venti miglia fecero uno spuntino; 146 dopo (altre) trenta miglia posero il bivacco; 10 147 (per) cinquanta miglia andarono tutto il giorno . 148 Di fronte a Shamash scavarono un pozzo, …
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149 acqua posero nei loro otri.
150 Gilgamesh salì sulla montagna 151 (e) versò la sua offerta di farina a …:
152 «O montagna, fammi avere un sogno, il verdetto favorevole di Shamash!». 153 Enkidu fece (un giaciglio) per lui, per (Gilgamesh).
154 Passò una tempesta ed egli (la) fissò (nel terreno); 155 la fece giacere nel (mezzo del) cerchio …
156 ed essa, come grano di montagna, … (sputò) sangue (?).
157 Gilgamesh appoggiò il suo mento alle sue ginocchia 158 (e) il sonno, che scorre sugli uomini, cadde su di lui.
159 Nel mezzo della notte terminò il suo sonno; 160 si alzò e parlò al suo amico:
161 «Amico mio, tu non mi hai chiamato; perché sono sveglio?
162 Non mi hai toccato; perché sono (così) confuso? 163 Non è passato un dio; perché il mio corpo è paralizzato? 164 Amico mio, ho fatto un quinto sogno: 165 come era cattivo! Come era sconvolgente! Com’era confuso! 166 Io avevo afferrato tori selvaggi della steppa; 167 muggendo, (uno di essi) divideva la terra (con gli zoccoli) 168 (e) la polvere da lui (sollevata) saliva al cielo. 169 Davanti a lui io mi chinai; 170 prese la mia mano… che mi circondava (?); 171 tirò fuori la lingua … nel …
11 173 «Il dio, o amico mio, dal quale noi andiamo, 174 non è un toro selvaggio e ogni sua cosa è ostile(?).
172 … mi diede da bere l’acqua del suo otre».
175 Il toro selvaggio che hai visto è Shamash, il guardiano;
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Dopo questo verso, sono stati omessi due versi (cfr. IV 113-114). È ora Enkidu che parla.
m Al-be-er-tu El-li
21 Traduzione continuata – Tavoletta IV
176 nella difficoltà, egli ci prende per mano.
177 Colui che ti ha dato da bere l’acqua del suo otre 178 (è) il tuo dio (personale), che ti onora:
179 Lugalbanda. Uniamoci e 180 compiamo un’impresa imperitura!»
lacuna di 5 linee
La paura degli eroi 12 188 Davanti a Shamash scendono le sue lacrime : 189 «Ciò che in Uruk dicesti a Ninsun 190 rammenta! Sta’ (vicino)! Ascolta la mia supplica!».
191 Di Gilgamesh, progenie di Uruk, l’ovile, 192 Shamash ascoltò il discorso della sua bocca.
193 Immediatamente un gridò risuono più volte per lui dal cielo:
194 «Affrettati! Sconfiggilo! Non deve entrare nella foresta!
195 Non deve scendere nella foresta e non deve …
196 Egli non ha indossato le sue sette amature 197 essendo rivestito con una (soltanto), le (altre) sei avendo(le) tolte. 198 Queste sono state tolte …».
199 Come un toro selvaggio che incorna cozzavano tra loro.
200 Dapprima muggì, pieno di terrore; 201 il guardiano delle foreste grida, 202 …
203 Khumbaba come un dio …
204 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse; 205 così) parlò a Enkidu:
206 «Di Khumbaba (la forza è troppo grande); 207 da soli (?) non possiamo affrontar(lo …); 208 gli stranieri … 209 un terreno sdrucciolevole non (è percorribile facilmente da uno solo), 210 (ma) due … 13 211 due triplette (?) … : 212 una corda a tre fili non (si rompe facilmente); 213 un leone potente, (anche) due suoi cuccioli (lo battono).
214 …
215 … confidando in …».
lacuna di 3 linee
219 Scesero …
220 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse; (così) parlò ad Enkidu: 221 «Amico mio, non …; 222 i figli non … il rame …» 223 Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh: 224 «Amico mio, colui dal quale andiamo …
225 Khumbaba, colui dal quale andiamo …».
226 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse; (così) parlò ad Enkidu:
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Ci si riferisce a Gilgamesh Probabilmente queste “due triplette” si riferiscono ai due esempi successivi, nei quali compaiono come attori tre elementi.
m Al-be-er-tu El-li
22 227 «Amico mio …»
lacuna di 6 linee
234 … e …
235 Enkidu aprì la sua bocca e disse; 236 (così) parlò a Gilgamesh:
Traduzione continuata – Tavoletta IV
237 «Amico mio, se noi scendiamo nella foresta 14 238 aprirò i miei occhi e le mie braccia diventeranno rigide» .
239 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse; 240 (così) parlò a Enkidu: 15 241 «Perché, amico mio, parliamo così inutilmente? 242 Non abbiamo forse attraversato tutte quante le montagne?
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243 … davanti a noi 244 prima che abbiamo tagliato i cedri …
245 Amico mio, esperto del combattimento:
246 chi ha paura della battaglia (non può essere mio compagno!)
247 (Poiché) ti ungi con erbe, non devi temere la morte!
248 lo splendore è con me … rinnova (?) la tua decisione!
249 Come un timpano risuoni il tuo grido!
250 Che la paralisi delle tue braccia se ne esca; che la debolezza delle tue mani se ne parta! 251 Tu hai preso (la mia mano?), amico mio, (e) insieme ce ne andremo; 252 che il tuo cuore parli di battaglia: 253 dimentica la morte e proteggi la vita! 254 L’uomo forte, comprensivo, prudente 255 che va davanti, ha protetto il suo corpo; che custodisca il compagno!
256 Per il futuro essi hanno stabilito la (loro) fama!».
257 Impallidirono entrambi, (ma), 258 stabilito il loro piano, essi stettero (saldi).
259 Essi stavano ai margini della foresta 260 Quarta tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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Penso che il significato di questi due versi oscuri sia il seguente: “Anche se riuscissimo a scendere nella foresta, mi renderei ben presto conto della difficoltà di quanto vorremmo compiere e le mie braccia si irrigidirebbero per la paura”
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Gilgamesh cerca di rincuorare l’amico Enkidu
m Al-be-er-tu El-li
23 Traduzione continuata – Tavoletta V
Prodezze e vittoria. L’uccisione di Khumbaba
Gli eroi giungono nella Foresta dei Cedri 1 Essi stavano ai margini della foresta:
Tavoletta V
2 dei cedri ammiravano la loro altezza, 3 della foresta ammiravano il suo ingresso; 4 là dove Khumbaba andava avanti e indietro vi è una traccia; 5 i sentieri sono tenuti in ordine e la strada è eccellente.
6 Essi guardano la Montagna dei Cedri, la dimora degli dèi, il santuario di Irnini: 7 (sul) fianco della montagna, il cedro innalza la sua abbondanza, 8 la sua ombra è piacevole, piena di gioia.
9 Il sottobosco spinoso era (tutto) intricato, la foresta era intrecciata; 10 cedri ed alberi-ballukku (erano così intrecciati) che non vi erano ingressi.
11 Per un miglio i cedri (emettevano) polloni, 12 … cipressi per due terzi di miglio; 13 fino a sessanta (cubiti) di altezza i cedri erano infetti con grumi (di resina); 14 essi trasudavano e la resina colava come pioggia, 15* scendeva (liberamente) così che un ruscello (la) portava via.
16* Per tutta la foresta un uccello cinguetta; 17* (gli altri uccelli) rispondono l’un l’altro, i rumori sono (come) un ronzio; 18* una solitaria (?) locusta innalza un lamento rumoroso, 19* … lodano, fa sì che … suoni. 20* Un piccione tuba, una tortora risponde; 21* (quando canta) la cicogna, la foresta esulta; 22* (quando canta) il francolino, la foresta esulta in abbondanza!
23* Scimmie femmine lanciano grida, un cucciolo di scimmia strilla:
24* come una banda (?) di musici e suonatori 25* ogni giorno schiamazzano davanti a Khumbaba.
26* (Quando) il cedro gettò la sua ombra, 27* il terrore cadde su Gilgamesh:
28* la paralisi prese le sue braccia e la debolezza cadde sulle sue ginocchia.
29* Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh: 30* «Procediamo verso l’interno della foresta!
31* Preparati e lanciamo il (nostro) grido (di battaglia)!»
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32* Gilgamesh aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Enkidu: 33* «Perché, amico mio, stiamo tremando? 34* Non abbiamo forse attraversato tutte quante le montagne? 35* … davanti a noi 36* prima che abbiamo tagliato i cedri …
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37* Amico mio, esperto del combattimento:
38* chi ha visto la battaglia non ha paura della morte!
39* (Poiché) ti ungi con sangue, non devi temere la morte!
40* Diventa adirato e come un vero ‘apilu’ rinnova (?) la tua decisione!
m Al-be-er-tu El-li
24 Traduzione continuata – Tavoletta V
41* Come un timpano risuoni il tuo grido!
42* Che la paralisi delle tue braccia se ne esca; che la debolezza se ne parta dalle tue ginocchia! 43* Tu hai preso (la mia mano?), amico mio, (e) insieme ce ne andremo; 44* che il tuo cuore parli di battaglia; 45* dimentica la morte e proteggi la vita!»
Reazione di Khumbaba al taglio dei cedri 46 Immediatamente la spada …
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e dalle guaine …
di(?) metallo-habalkinnu; untisi … il pugnale, la spada …
unico …
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ricoprirono
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Khumbaba, conosciuto i fatti (?), disse (questa) parola: «Non andò …
Non andò …
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Che Enlil lo maledica …!» Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh:
«Di Khumbaba (la forza è troppo grande); da soli (?) non possiamo affrontar(lo …); gli stranieri …
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un terreno sdrucciolevole non (è percorribile facilmente da uno solo), ma due … due triplette (?) … :
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una corda a tre fili non (si rompe facilmente); un leone potente, (anche) due suoi cuccioli (lo battono).
…
… confidando in …»
lacuna di 8 linee
Maledizioni di Khumbaba 81 Khumbaba aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh:
82 «O Gilgamesh, il folle e lo stupido dovrebbero deliberare! Perché sei venuto?
83 Vieni alla mia presenza, Enkidu, figlio di un pesce, che non conosce suo padre; 84 tu sei (simile a) una tartaruga-raqqu e a una tartaruga-sheleppû che non ha succhiato il latte di sua madre! 85 Quando eri piccolo ti ho scorto, ma non mi sono avvicinato a te.
86 … ti ucciderò e soddisfarò il mio stomaco!
87 … hai fatto sì che Gilgamesh venisse alla mia presenza; 88 … un nemico, straniero, ostile; 89 voglio uccidere te e Gilgamesh, (mordere ?) la gola e la nuca; 90 voglio dare da mangiare la tua carne agli uccelli (?), ai grilli, ai demoni-na’iru, alle aquile e agli avvoltoi!».
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Gilgamesh aprì la sua bocca e disse; (così) parlò ad Enkidu:
«Amico mio, il volto di Khumbaba è diventato diverso (da come me l’ero immaginato) e la mole rivaleggia in altezza …
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m Al-be-er-tu El-li
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Traduzione continuata – Tavoletta V
e il mio cuore (trema e voglio andarmene) velocemente!»
95 Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh:
96 «Perché, amico mio, parli così inutilmente, 97 e la tua bocca si è indebolita e ti sei esaurito?
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99 nella canaletta il fabbro il rame da fondere (ha posto); 100 il lingotto(?) viene riscaldato per una doppia ora, (poi) il fuso viene raffreddato per un’(altra) doppia ora, 101 per (?) mandare (l’arma de)l diluvio, per(?) prendere la sferza!
98 Proprio ora, amico, (ti) è stata portata (un’arma):
102 Non fuggire; non tornare indietro!
103 Considera attentamente (ogni cosa), rafforza la tua decisione (?)» lacuna di 9 linee 16 113 «… che siano mandati via, 114 … lontani».
Il vittorioso scontro con il mostro Khumbaba 115 Cadde a terra e non poté più competere con lui.
116 Sotto (la pressione de)i talloni dei loro piedi il suolo si divide; 117 a causa del loro saltellare i monti Sirara e Libano vengono spaccati in due. 118 Le nuvole bianche divennero nere, 119 (mentre) la morte scendeva su di essi come la nebbia.
120 Shamash fece sorgere contro lui, contro Khumbaba, violente tempeste:
121 il vento del sud, del nord, dell’est, dell’ovest, il turbine, 122 l’uragano, il vento-shaparziqqu, il vento cattivo, il mulinello, 123 il vento pestilenziale, il vento gelido, la bufera, la tempesta di sabbia, 124 13 venti (in tutto) si levarono contro di lui e il volto di Khumbaba si oscurò; 125 non poteva cozzare davanti a sé né devastare dietro a sé, 126 così che le armi di Gilgamesh furono vittoriose contro Khumbaba.
Le pericolose lusinghe di Khumbaba, ormai vinto 127 Humbaba, cercando di salvarsi, così parlò a Gilgamesh:
128 «Sei giovane, o Gilgamesh; tua madre ti ha (appena) generato 129 e tu sei progenie di Lugalbanda.
130 È per comando di Shamash, signore della montagna, che ti sei levato, 131 o progenie di Uruk, re Gilgamesh!
132 … Gilgamesh, morto non …
133 … alla luce …
134 Gilgamesh …
135 io voglio mettermi a tua disposizione in …
136 voglio darti tutti gli alberi di cui mi dirai; 137 voglio tenere da parte per te il mirto (e) …
138 alberi (che siano) orgoglio del tuo palazzo».
139 Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh: 140 «Amico mio, non ascoltare la supplica di Khumbaba;
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Si tratta, probabilmente, di un discorso di Khumbaba.
m Al-be-er-tu El-li
26 141 non accettare la sua preghiera, …» 142 Khumbaba udì
Traduzione continuata – Tavoletta V
lacuna di 6 linee
149 «Tu hai appreso la legge della mia foresta, la legge … 150 e conosci tutte quante le mie promesse(?).
151 Avrei voluto sollevarti e ucciderti (appendendoti) a un alberello all’ingresso della mia foresta; 152 avrei voluto dare da mangiare la tua carne agli uccelli(?), ai grilli, ai demoni-na’iru, alle aquile e agli avvoltoi 153 ma ora, o Enkidu, è in tuo potere liberar(mi), 154 e di’ a Gilgamesh di salvare la (mia) vita!»
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155 Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh: 156 «Amico mio, Khumbaba, il guardiano della Foresta dei Cedri, 157 distruggilo, uccidi(lo) e manda in rovina la sua decisione!
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158 Khumbaba, il guardiana della Foresta, distruggilo!
159 Uccidi(lo) e manda in rovina la sua decisione!
160 (Fa’ ciò) prima che il capo (di tutti), Enlil, possa udir(lo) 161 e che i grandi dèi (non) siano pieni di ira contro di noi:
162 Enlil in Nippur, Shamash in Sippar.
163 Rendi eterno il tuo nome, 164 per il fatto che Gilgamesh ha ucciso Khumbaba!» 165 Ma Khumbaba udì …
lacuna di 22 linee
188 «E ora, …» 189* Ma Khumbaba udì il discorso di Enkidu; 190* Khumbaba sollevò la sua testa (e) pianse davanti a Shamash; 191* davanti ai raggi del Sole scendevano le sue lacrime: 192 «…
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193 … Foresta …
194 e colui che risiede nella sua casa, le vie …
195 tu sei seduto come un pastore davanti a …
196 e come colui che …
197 ma ora, o Enkidu, è in tuo potere liberar(mi) 198 e di’ a Gilgamesh di salvare la (mia) vita!»
199 Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh:
200 «Amico mio, Khumbaba, il guardiano della Foresta dei Cedri, distruggilo, 201 uccidi(lo) e manda in tovina la sua decisione!
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202 (Fa’ ciò) prima che il capo (di tutti), Enlil, possa udir(lo) 203 e che i grandi dèi (non) siano pieni di ira contro di noi:
204 Enlil in Nippur, Shamash in Sippar.
205 Rendi eterno il tuo nome, 206 per il fatto che Gilgamesh ha ucciso Khumbaba!» 207 Ma Khumbaba udì …:
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Chi parla è Khumbaba. Probabilmente è Enkidu che parla.
m Al-be-er-tu El-li
27 lacuna di 3 linee
211 «…
Traduzione continuata – Tavoletta V
212 Che non …
213 che nessuno dei due raggiunga la vecchiaia, 214 che più del rispettivo amico Gilgamesh ed Enkidu non ottengano la tarda età(?)!».
215 Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh:
216 «Amico mio, io ti parlo, ma tu non mi ascolti!
217 Per la maledizione di …
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218 …».
219 Gilgamesh ascoltò le parole del suo amico.
220 Prese in mano la scure, 221 estrasse la spada (e) lo uccise (colpendolo) al collo, 222 … fino a che ebbe estratto le viscere; 223 … salta, 224 … la testa, il dente stride (?), 225 … l’abbondanza scese sul Paese, 226 … l’abbondanza scese sulle momtagne.
227 Khumbaba, il guardiano, egli lo uccise a terra (?).
228 Per due miglia …
229 Insieme con lui uccise …
230 le foreste …
231 Uccise il brigante, il guardiano della Foresta, 232 colui alla cui voce (tremavano) i monti Sirara e Libano, 233 che era … le nazioni … tremavano tutte le montagne.
234 Uccise il brigante, il guardiano della Foresta; 235 quelli tagliati … dopo (?) i sette che aveva ucciso.
236 la rete … la spada (dal peso) di otto talenti, 237 (in totale) un carico di dieci talenti egli prese, … si inoltrò nella foresta, 238 (del)l’abitazione degli Anunnaki egli aprì le tende, 239 …
Gilgamesh ed Enkidu tagliano gli alberi della foresta 240 … il colpo delle loro schegge.
241 Gilgamesh tagliava gli alberi, 242 Enkidu cercava i ciocchi (?)
243 Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh:
244 «Amico mio, abbiamo tagliato gli alti cedri, 245 la cui cima bucava (?) il cielo.
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19 246 Fa’ una porta, di 6 nindan in altezza, 2 nindan in larghezza, 247 1 cubito di spessore; la sua spranga, il suo cardine superiore e quello inferiore (siano) in un pezzo unico. 248 Che l’Eufrate la trasporti a Nippur, 249 che il santuario di Nippur …
250 … non … altrimenti (?) fino a …
Unità di misura di lunghezza, pari a 12 cubiti, ossia a poco più di metri.
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m Al-be-er-tu El-li
28 Traduzione continuata – Tavoletta V
251 Legarono insieme una zattera, la misero (in acqua) … due ‘shiddi’ 252 Enkidu guidava …
253 mentre Gilgamesh (teneva alta) la testa di Khumbaba.
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il Paese .
254 Lavò i suoi sporchi capelli, pulì le sue armi. 255 Quinta tavoletta, serie di Gilgamesh.
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Unità di misura di lunghezza o di area.
m Al-be-er-tu El-li
29 Traduzione continuata – Tavoletta VI
Tavoletta VI
Nuovo trionfo ed eccesso: il Toro celeste
La dea Ishtar si innamora di Gilgamesh 1 Lavò i suoi sporchi capelli, pulì le sue armi, 2 scosse la chioma sulla sua schiena; 3 gettò via i suoi vestiti sporchi e ne indossò di puliti; 4 fu rivestito di paludamenti (regali), cinto con una fascia.
5 Gilgamesh si pose sul capo la sua corona, cinta con una fascia.
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La principessa Ishtar levò gli occhi alla bellezza di Gilgamesh:
«Vieni, Gilgamesh, sii tu il (mio) amante; dammi la tua virilità in dono!
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Che tu sia mio marito e che io sia tua moglie!
Io ti farò aggiogare un carro di lapislazzuli e d’oro, le cui ruote sono in oro e le cui ‘corna’ in elettro.
Tu farai aggiogare i demoni-ūmu, (come fossero) grandi muli!
Entra nella nostra casa attraverso le fragranze dei cedri!
Quando entrerai nella nostra casa, che la magnifica soglia baci i tuoi piedi!
Che re, nobili e principi si inginocchino ai tuoi piedi!
Che (le popolazioni ?) della montagna e del Paese (tutto) ti portino tributo; che le tue capre figlino tripletti, le tue pecore gemelli; che il tuo puledro, anche col carico, superi il mulo; che i tuoi cavalli (aggiogati) al carro siano splendidi nella corsa; che il tuo bue al giogo non abbia rivali!».
Il rifiuto oltraggioso di Gilgamesh Gilgamesh aprì la sua bocca e disse, (così) parlò alla principessa Ishtar:
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«Che cosa potrò darti (se) ti possederò?
(Anche se ti dessi olio) per il corpo e vestiti, (anche se ti dessi) cibo e alimenti, (anche se ti procurassi) cibo degno della dinità, (anche se ti procurassi bevande) degne della regalità, (anche se …) … appese (?) … che ammassassimo (?), … un’armatura.
Che cosa mi succederà quando ti possederò?
(Tu saresti come un forno che non fa sciogliere) il ghiaccio, una porta del retro che non trattiene il vento e il turbine; un palazzo che schiaccia(?) i guerrieri, un elefante (che strappa) la sua gualdrappa, pece che insudicia chi la trasporta, un otre che opprime colui che lo porta, calcare che fa crollare un muro di pietra,
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Traduzione continuata – Tavoletta VI
ariete che distrugge un paese nemico, una calzatura che morde il (piede del) suo padrone. Quale dei tuoi amanti ti ha amato per sempre?
Qual è dei tuoi uccelli-Allallu 21 che è salito (al cielo)? Vieni, voglio (rammentarti tutti ?) i tuoi amanti!
Colui che … conosce l’orgoglio (?).
Quanto a Tammuz, l’amante della tua giovinezza, gli hai assegnato il lamento anno dopo anno.
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Il variegato uccello-Allallu tu hai amato, (ma poi) lo hai colpito e hai rotto la sua ala; (ora) sta (nascosto) nelle foreste e grida: ‘La mia ala!’
Hai amato il leone, dalla potenza perfetta:
per lui hai scavato sette e sette fosse.
Hai amato il cavallo, che esalta la battaglia:
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gli hai assegnato lo scudiscio, il pungolo, la frusta; gli hai assegnato sette miglia di corsa gli hai assegnato di intorbidare (l’acqua) e (poi di) ber(la); (gli) hai assegnato il lamento su sua madre Silili.
Tu hai amato il pastore, il mandriano, l’allevatore, che costantemente ti serviva focacce cotte alla brace e ogni giorno macellava per te caprette; (ma) lo hai percosso e cambiato in un lupo:
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(ora) i suoi stessi pastori lo cacciano via e i suoi cani mordono le sue cosce.
Tu hai amato Ishullanu, il giardiniere di tuo padre, che costantemente ti portava cesti (di datteri) ed ogni giorno rendeva brillante la tua tavola d’offerta; tu hai alzato gli occhi su di lui e sei andata da lui (dicendo):
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“O mio Ishullanu, godiamo della tua potenza (virile); stendi(?) la tua mano e tocca la mia ! vulva!”
Ishullanu ti disse:
Forse che mia madre non ha cucinato? Non ho forse mangiato?
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Ciò che mangerò dovrà forse essere pane di insulti e maledizioni? Per coprirmi d’inverno dovrò forse usare i giunchi delle mie stuoie?”. Tu hai udito questo suo discorso; lo hai percosso e cambiato in una rana(?), lo hai fatto abitare in mezzo alle sue miserie; la stanga(?) non sale più e il suo secchio non scende più!
“Che cosa mi chiedi?
Allusione poetica ai vari “fidanzati” della dea.
m Al-be-er-tu El-li
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Traduzione continuata – Tavoletta VI
E quanto a me, tu mi amerai di certo, (ma poi) mi trasformerai come quelli!».
L’ira furibonda della dea 80 Quando Ishtar udì queste cose, 81 Ishtar divenne furiosa e salì al cielo.
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82 Andò Ishtar e davanti ad Anu, suo padre, si mise a piangere; 83 davanti ad Antu, sua madre, scendevano le sue lacrime:
84 «Padre mio, Gilgamesh mi ha più volte insultata; 85 Gilgamesh ha sparso insulti contro di me:
86 insulti contro di me e calunnie nei miei confronti!».
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Anum aprì la sua bocca e disse, (così) parlò alla principessa Ishtar:
«E che? Non sei stata tu ad essere ostile col re Gilgamesh? e Gilgamesh (in risposta) ha sparso insulti contro di te, insulti contro di te e calunnie nei tuoi confronti!».
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92 Ishtar aprì la sua bocca e disse, 93 (così) parlò ad Anu, suo padre:
94 «Padre mio, dammi, per favore, il Toro celeste; 95 voglio uccidere Gilgamesh … nella sua abitazione. 96 Se non mi darai il Toro celeste, 97 percuoterò la porta, romperò la stanga, 98 spezzerò gli stipiti, svellerò le porte (degli Inferi), 99 farò risorgere i morti così che mangino i vivi; 100 (allora) i morti saranno più numerosi dei vivi!».
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101 Anu aprì la sua bocca e disse; 102 (così) parlò alla principessa Ishtar:
103 «Se (ti darò) il toro celeste che tu mi chiedi, 104 (nel) Paese di Uruk (ci saranno) sette anni di carestia: 105 per la popolazione tu dovrai raccogliere paglia 106 mentre io farò crescere l’erba per il bestiame».
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107 Ishtar aprì la sua bocca e disse; 108 (così) parlò ad Anu, suo padre:
109 «Padre mio, … a te 110 … ho creato 111 … sette ann i di carestia; 112 per la popolazione ho raccolto paglia 113 … l’erba (per il bestiame), 114 … del Toro celeste … per lui».
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m Al-be-er-tu El-li Traduzione continuata – Tavoletta VI
Uccisione del Toro celeste 115 Udì Anu il discorso di Ishtar, sua figlia, 116 e pose le redini del Toro celeste nelle sue mani.
117 Ishtar andò e lo guidò (sulla terra).
118 Quando (il toro) arrivò nel Paese di Uruk, 119 …
120 scese al fiume (Eufrate ?) e sette volte (si immerse nel) fiume; 121 allo sbuffo del Toro celeste si aprì una fossa e 122 cento giovani di Uruk caddero dentro.
123 Al suo secondo sbuffo, si aprì una fossa e 124 duecento giovani di Uruk caddero dentro.
125 Al suo terzo sbuffo, si aprì una fossa e 126 Enkidu cadde dentro, 127 (ma) saltò (fuori); poi Enkidù afferrò il Toro celeste per le sue corna. 128 Il Toro celeste gli sputò in faccia la (sua) bava, 129 con la sua spessa coda gettò i suoi escrementi.
130 Enkidu aprì la sua bocca e disse, 131 (così) parlò a Gilgamesh:
132 «Amico mio, ci siamo (troppo) vantati (uccidendo Khumbaba); 133 come possiamo rispondere …?
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134 Amico mio, ho visto (il Toro celeste) 135 e la (sua) potenza …
136 Voglio fare a pezzi …
137 Io …
138 Lo voglio afferrare per la sua spessa coda, 139 voglio riempire (la terra col suo sangue), 140 in …
141 e tra la collottola, le corna e i tendini del collo 142 affonda la tua spada!».
143 Enkidu vagò, (alla ricerca de)l Toro celeste; 144 poi lo afferrò per la sua spessa coda 145 … il suo …
146 e Gilgamesh come un macellaio 147 eroico e …
148 tra la collottola, le corna e i tendini del collo la sua spada affondò. 149 Dopo che ebbero ucciso il Toro celeste, estrassero il suo cuore, 150 davanti a Shamash … deposero; 151 (poi) indietreggiarono e davanti a Shamash si prostrarono; 152 (quindi) i due fratelli si sedettero.
Ishtar si lamenta, mentre Gilgamesh festeggia 153 Ishtar salì sulle mura di Uruk, l’ovile; 154 assunse un atteggiamento di dolore e lanciò un grido di lamento:
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155 «Quel Gilgamesh che mi ha umiliato ha (ora) ucciso il Toro celeste!».
156 Enkidu udì questo discorso di Ishtar; 157 strappò (allora) una coscia del Toro celeste e (la) gettò in faccia a Ishtar (, dicendo:)
m Al-be-er-tu El-li
33 Traduzione continuata – Tavoletta VI
158 «E a te, vorrei poterti raggiungere e come questo(toro) 159 vorrei traformarti:
160 vorrei appendere i suoi intestini al tuo braccio!».
161 Ishtar radunò le cortigiane, 162 le prostitute e le ierodule; 163 intonò un lamento sulla coscia del Toro celeste.
164 Gilgamesh (, da parte sua,) convocò gli artigiani, tutti gli armaioli; 22 165 gli artigiani lodarono lo spessore delle sue corna; di 30 mine di lapislazzulo era la loro quantità(?), 166 ognuna era di due dita di spessore 23 167 e la capacità di entrambe era di 6 kur di olio: 168 (le) donò per la razione d’olio del suo dio Lugalbanda; 169 egli le portò e le appese nella sua camera da letto di capofamiglia.
170 (Poi) essi nell’Eufrate si lavarono le mani, 171 (quindi) si presero (per mano) e vennero 172 cavalcando per la via di Uruk.
173 La popolazione di Uruk, radunata, li guardava.
174 Gilgamesh alle serve del suo palazzo 175 la parola rivolse:
176 «Chi è (più) splendido tra i giovani? 177 Chi è (più) magnifico tra i maschi?». 178 «Gilgamesh è (il più) splendido tra i giovani! 24 179 Enkidu è (il più) magnifico tra i maschi!» . 180 «Colei (contro la quale) nella nostra ira gettammo (la coscia del Toro celeste), 181se esce non trova per strada chi possa soddisfare il suo cuore.
182 … la di lei mano …».
183 Gilgamesh nel suo palazzo organizzò una festa.
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L’incubo di Enkidu 184 Giacciono i giovani, nel letto della notte dormono. 185 Giace Enkidu e fa dei sogni.
186 Si alzò Enkidu e narrò i sogni; 187 (così) parlò al suo amico:
188 «Amico mio, perché i grandi dèi stanno deliberando?» 189 Sesta tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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La mina è un’unità di peso, pari a 1/60 di talento, ossia circa 505g. Il kurru è un’unità di capacità, pari a 252.8 litri. Questa è la risposta delle serve del palazzo.
Gilgamesh riprende il suo discorso.
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34 Traduzione continuata – Tavoletta VII
Tavoletta VII
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La morte di Enkidu
«Amico mio, perché i grandi dei stanno deliberando?
Ascoltami, amico mio: questa notte ho fatto dei sogni!
Gli dei Anu, Enlil, Ea e Shamash erano radunati e deliberavano.
Anu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò ad Enlil:
“Poiché essi hanno catturato e ucciso il Toro celeste, hanno sconfitto Khumbaba, che viveva nella Foresta dei Cedri, poiché hanno strappato i cedri sulla montagna, che uno di loro muoia!”.
Enlil aprì la sua bocca e disse:
Shamash aprì la sua bocca e disse; (così) parlò ad Enlil:
“(Ma) non è per tuo comando che andarono e uccisero il Toro celeste e sconfissero Khumbaba? Ora, Enkidu, che non ha commesso colpe, come (mai) dovrà morire?”. Enlil si adirò contro Shamash (e così gli) rivolse la parola:
“Che muoia Enkidu, ma non muoia Gilgamesh!”
È prostrato Enkidu davanti a Gilgamesh; gli occhi di Gilgamesh si riempirono di lacrime; «Amico mio, fratello mio! Perché lasciano libero me al posto del mio amico?
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Poiché …».
“(È) poiché tu ogni giorno scendi e come loro (compagno cammini)!”».
Enkidu aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh: «Vieni, amico mio, …
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in …
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la porta di cedro … poiché …
…
…
in …».
Enkidu, vaneggiando, si rivolge alla porta 37 Enkidu sollevò il suo viso e 38 parlò con la porta, come (con) un uomo:
39 «O porta della foresta, non sei intelligente 40 e sei priva di comprendonio!
41 (Eppure) fino a 20 miglia io ho selezionato il tuo legno, 42 fino a che (non ) ho visto un alto cedro …
43 gli alberi della foresta non hanno un altro (albero così) (?); 44 6 nindan è la tua altezza, 2 nindan la tua larghezza, 1 cubito il tuo spessore 45 la tua spranga, it suo cardine superiore e quello inferiore sono in un pezzo unico. 46 Io ti ho fatto, io ti ho trasportato a Nippur …
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Traduzione continuata – Tavoletta VII
Che tu sappia, o porta, che questo era un favore nei tuoi confronti, e che questo era una buona azione per te!
Io stesso ho sollevato l’ascia, io ti ho tagliato, io (ti) ho caricato sulla zattera (fino) al tempio di Shamash … il tempio di Shamash; io …
…
nel suo portale ho eretto un’aquila …
io ti ho colpito … gli dei …
e in Uruk …
davanti ad Ishtar e …
Ora, o porta, sono io che ti ho fatto, io che ti ho sollevato … dentro te.
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Voglio che il re che verrà dopo di me ti maledica; che Gilgamesh … te e che cambi il mio nome e ponga il suo nome!».
… gettò.
ho sollevato (l’ascia ?) …
Preoccupazione di Gilgamesh 65 Egli ascoltava le sue parole e immediatamente e presto gli rispose.
66 Gilgamesh le parole di Enkidu, il suo amico, 67 ascoltava; scesero le sue lacrime.
68 Gilgamesh aprì la sua bocca e disse, (così) parlò ad Enkidu:
69 «Enkidu, amico mio, cuore magnanimo e bocca veritiera!
70 Amico mio, che avevi senno, (ora) sei cambiato!
71 Perché, amico mio, hai parlato (in questo modo)? Il tuo cuore è cambiato!
72 Il sogno (che hai fatto) è di valore, ma la paura è diventata grande; 73 le tue labbra sono paralizzate come mosche; 74 (la paura) è grande, ma il sogno è prezioso:
75 al vivente ha lasciato lamento, 76 il sogno al vivente ha lasciato ansietà.
77 Andrò e pregherò i grandi dèi, 78 … cercherò ovunque, il tuo dio implorerò; 79 per Enlil, il consigliere, padre degli dei, …
80 con oro sconfinato la tua statua costruirò!».
81 Enkidu aprì la sua bocca e disse, (così) parlò a Gilgamesh:
82 «… tuo, non dovrai dare oro …!
83 Ciò che Enlil ha detto non è come acque di pozzo; 84 ciò che ha detto non è (mai) tornato indietro,egli non (lo) cambia; 85 ciò che il suo giudizio ha stabilito non è (mai) tornato indietro, egli non (lo) ha (mai) cancellato! 86 Amico mio, non …».
87 E la gente si accalcava come uccelli.
Enkidu maledice il cacciatore e la prostitua 88 Quando spuntò l’alba, 89 Enkidu sollevò la sua testa e pianse davanti a Shamash; 90 davanti ai raggi del Sole scendevano le sue lacrime:
91 «Mi sono rivolto a te, o Shamash, perché il mio destino (mi) è ostile,
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Traduzione continuata – Tavoletta VII
a causa del cacciatore, uno che pone trappole, che non mi ha reso uguale in tutto al mio amico!
Che il cacciatore non sia affatto eguale al suo amico; che il suo guadagno vada perduto; riduci la sua paga!
che la sua parte al tuo cospetto diventi piccola; … che non entri, ma esca dalla finestra!».
Dopo che ebbe maledetto il cacciatore con tutto il suo cuore, il suo cuore lo portò a maledire anche la prostituta Shamkhat:
100 «Vieni, o Shamkhat; voglio fissarti i destini, 101 destini che non finiranno per tutta l’eternità!
102 Voglio maledirti con una grande maledizione!
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103 Che le mie maledizioni ti colpiscano immediatamente!
104 Tu non farai una casa per i tuoi piaceri; 105 non abiterai tra(?) la tua parentela; 106 non (la) farai entrare nella casa delle giovani donne!
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107 Che il fango deturpi il tuo bel vestito-sunu, 108 che l’ubriaco macchi il tuo vestito della festa sul seno!
109 non prenderai … e le cose belle; 110 … un grumo di creta del vasaio; 111 non otterrai del puro unguento; 112 i giudici …
113 Che il puro argento, ricchezza abbondante tra gli uomini, non sia posto nella tua casa! 114 che (il luogo ?) del tuo piacere sia una (piccola) camera, 115 che l’incrocio della strada sia la tua dimora, 116 che i deserti siano la tua camera da letto, 117 che l’ombra delle mura sia il tuo luogo di riposo, 118 che rovi e spine possano spellare i tuoi piedi; 119 che l’ubriaco e l’assetato possano colpire la tua guancia, 120 … e ruggisca(?) contro di te; 121 che il muratore non intonachi il terrazzo della tua casa; 122 che negli angoli della tua casa si annidi il gufo; 123 che in casa tua non venga (mai) preparato un banchetto; 124 …
125 … del dono …
126 che l’ingresso del (tuo) sesso … produca gravidanza, 127 che della tua vulva la sifilide ne sia il dono, 128 poiché mi hai fatto ammalare, me, il puro, 129 e hai gettato me, il puro, nella mia steppa».
Shamash rimprovera Enkidu, che si ravvede 130 Shamash ascoltò il discorso della sua bocca.
131 Immediatamente un gridò risuono più volte per lui dal cielo: 132 «Perché, Enkidu, stai maledicendo la mia prostituta Shamkhat? 133 (È) lei che ti ha dato da mangiare pane, adatto alla divinità,
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37 Traduzione continuata – Tavoletta VII
134 che ti ha dato da bere birra, adatta alla regalità, 135 che ti ha rivestito con una veste preziosa 136 e che il buon Gilgamesh come compagno ti ha fatto ottenere!
137 Ed ora Gilgamesh, il tuo amico fraterno, 138 ti farà giacere in un grande letto, 139 in un letto preparato con cura ti farà giacere; 140 ti farà dimorare in una dimora di pace, una dimora alla (mia) sinistra.
141 I re della terra baceranno i tuoi piedi.
142 Egli farà sì che la popolazione di Uruk ti pianga, che elevi lamenti su di te, 143 egli riempirà le prostitute e la popolazione di dolore per te.
144 (Quanto a) lui, poi, dopo la tua morte, affliggerà con sporchi capelli il suo corpo; 145 si vestirà con una pelle di leone e vagherà per la steppa».
146 Enkidu udì la parola di Shamash, il guerriero; 147 si tranquillizzò, il suo cuore furioso si calmò, 148 … la sua ira si quietò.
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149 …
150 …
151 «Vieni, o Shamkhat; voglio cambiare il tuo destino:
152 che il mio discorso, che ti aveva maledetto, sia annullato e che ti benedica!
153 Che governatori e principi ti amino; 154 che “quello di un miglio” colpisca la sua coscia, 155 (e) “quello di due miglia” scuota la sua chioma; 156 che un soldato non ti trattenga, (ma) slacci la sua cintura per te; 157 che ti doni ossidiana, lapislazzulo e oro; 158 che orecchini in (oro) granulato siano il dono per te; 159 che (, in compenso,) la pioggia possa scendere per lui, essendo i suoi magazzini stracolmi; 160 che il divinatore ti faccia entrare presso gli dei; 161 che per te venga abbandonata (persino) la madre di sette (figli), la (prima) moglie!».
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Le fosche previsioni di Enkidu sulla propria fine 162 Enkidu giaceva, il suo corpo malato, 163 … giaceva tutto solo.
164 Tutti i suoi pensieri egli riferì al suo amico:
165 «Ascoltami, amico mio: questa notte ho fatto dei sogni: 166 Il cielo tuonò, la terra rispose; 167 (e) in mezzo a loro stavo io.
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168 Vi era un giovane, il cui viso era scuro, 169 la sua faccia era simile a quella di Anzû, 170 le sue zampe erano zampe di leone, 171 le sue unghie artigli di aquila.
172 Egli afferrò la mia chioma, mi usò violenza (?).
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38 Traduzione continuata – Tavoletta VII
173 Io lo colpii, ma egli saltò come una corda da saltare ; 174 egli mi colpì e come un …? … mi fece emettere (lo spirito)!
175 Come un toro selvaggio mi calpestò; 176 mi aveva tutto circondato con una presa (irresistibile).
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177 (Gridai:) “Salvami, amico mio!”, ma tu non mi salvasti; 178 avesti paura e non venisti in mio aiuto; 179 tu …
180 …
181 …
182 … 183 … mi trasformò in una colomba, 184 le mie braccia avendo un piumaggio come un uccello. 27 185 Mi prese e mi condusse alla casa dell’oscurità, la dimora di Irkalla , 186 a una casa dalla quale coloro che vi entrano non escono, 187 per una via la cui andata non ha ritorno, 188 a una casa i cui abitanti sono privati della luce, 189 dove il loro alimento è polvere e il loro cibo argilla; 190 sono rivestiti come uccelli, (con) un abbigliamento di piume; 191 inoltre, non vedono la luce e sono seduti nelle tenebre. 192 Nella Casa della Polvere, dove io entrai, 28 193 guardai ed (ecco) le corone erano ammassate ; 194 udii (le voci di) quegli incoronati che dai giorni antichi avevano governato il Paese; 195 davanti ad Anu ed Enlil deponevano carne arrostita, 196 deponevano (pani) cotti, libavano ripetutamente l’acqua fresca degli otri.
197 Nella Casa della Polvere, dove io entrai, 198 abitavano i gran sacerdoti e i sacerdoti-lagāru, 199 abitavano i sacerdoti purificatori e i sacerdoti-lumaḫḫu, 200 abitavano i sacerdoti-gudapšû dei grandi dèi, 201 abitava Etana, abitava Shakkan, 202 abitava la regina degli Inferi, Ereshkigal:
203 davanti a lei era inginocchiata Belet-seri, la scriba degli Inferi; 204 teneva alzata una tavoletta e la leggeva davanti a lei.
205 Ella alzò la sua testa e mi guardò:
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206 “Chi ha preso questo uomo?
214 … a lei 215 …
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217 … tomba
218 … 219 …
220 …
221 … Ereshkigal 222 … il diluvio
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Ossia “si mise a saltare come quando si salta alla corda”.
Nome sumerico dell’oltretomba, su cui regnava la dea Ereshkigal. Ossia: “i sovrani defunti erano riuniti”.
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224 … Egalmaḫ
Traduzione continuata – Tavoletta VII
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255 Di me che con te ho sofferto ogni (sorta di) difficoltà.
256 ricordati, amico mio; non dimenticare tutto ciò che ho patito!»
La fine dell’amico è vicina 257 «Il mio amico ha fatto sogni che non si possono spiegare!». 258 Il giorno in cui ha avuto il sogno volgeva ormai al termine.
259 Giaceva Enkidu un giorno, due giorni; 260 la (malattia) di Enkidu, mentre (giaceva) nel suo letto, (peggiorò); 261 un terzo giorno, e un quarto giorno, la malattia di Enkidù peggiorò; 262 un quinto, un sesto e un settimo, 263 un ottavo, un nono e un decimo, 264 la malattia di Enkidu peggiorò, il suo corpo (si indebolì) 265 un undicesimo e un dodicesimo …
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266 Enkidu nel suo letto (si aggravò).
267 Pieno di terrore, chiamò quindi Gilgamesh:
268 «Il mio amico mi sta maledicendo …
269 come ciò che dentro ad Uruk …
270 Io avevo avuto paura della lotta (contro Khumbaba …)
271 il mio amico, che nella battaglia …
272 io … »
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303 Quando spuntò l’alba 304 Settima tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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40 Traduzione continuata – Tavoletta VIII
Pianto di Gilgamesh per la morte di Enkidu 1 Quando spuntò l’alba, 2 Gilgamesh (così) parlò al suo amico:
Tavoletta VIII
I funerali di Enkidu
3 «Enkidu, amico mio, tua madre la gazzella 4 e l’asino selvatico, tuo padre, ti hanno generato; 5 col latte degli onagri ti hanno allevato, 6 e gli animali selvatici della steppa (ti) hanno fatto conoscere tutti i pascoli.
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Che i sentieri, o Enkidu, verso la Foresta dei Cedri ti piangano; non smettano notte e giorno!
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(Che ti pianga colei che alza) il dito e che (ci) benedice dopo la nostra morte!
(Che ti piangano gli abitanti) della montagna, della collina!
… pura!
Che si lamentino i campi, come (fossero) tua madre!
Che pianga per te il cipresso e il cedro, in mezzo ai quali abbiamo tagliato (alberi), quando eravamo furiosi!
Che piangano per te gli anziani della vasta città di Uruk, l’ovile!
Che pianga per te l’orso, la iena, il leopardo, la tigre, il cervo rosso, il capriolo(?) il leone, il toro selvaggio, il cervo, lo stambecco, (ossia tutto) il bestiame e gli animali selvaggi della steppa! Che pianga per te il sacro fiume Ulaja, sulle cui sponde noi orgogliosamente passeggiavamo!
Che pianga per te il puro Eufrate, al quale libavamo ripetutamente l’acqua fresca degli otri!
Che piangano per te i giovani di Uruk, l’ovile, che avevano guardato ammirati la nostra lotta (quando) uccidemmo il Toro celeste!
Che pianga per te il contadino, (chino) sul suo aratro, che col dolce “alalà” glorificava il tuo nome!
Che pianga per te il banditore (?) della vasta città di Uruk, l’ovile, che nella precedente … esaltava (?) il tuo nome!
Che pianga per te il mandriano, l’allevatore, che versava regolarmente nella tua bocca birra e bevanda-hiqu!
Che pianga per te …
che ti ungeva (?) con burro!
Che piangano per te gli anziani di Uruk, l’ovile, che versavano nella tua bocca la bevana-kurunnu!
Che pianga per te la prostitua sacra …
(per) la quale sei stato unto sul tuo capo con olio buono!
Che piangano per te …
… la famiglia della moglie, sigillo dei tuoi consigli!
Che piangano per te i giovani fratelli, che piangano su di te; come sorelle sciolgano i loro capelli su di te!
… per (te), Enkidu, (con) tua madre e tuo padre nella tua steppa ti piangerò amaramente!
Ascoltatemi, o giovani; ascoltate me!
Ascoltatemi, o anziani di Uruk; ascoltate me!
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Traduzione continuata – Tavoletta VIII
Io piangerò per Enkidu, il mio amico; come una lamentatrice mi lamenterò amaramente. L’ascia del mio braccio, nella quale la mia mano confida, la spada della mia cintura, lo scudo davanti a me, il mio vestito festivo, la cintura della mia fascia, un demone cattivo mi ha attaccato e me (li) ha portati via!
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Amico mio, mulo imbizzarrito, asino selvatico dei monti, leopardo della steppa, Enkidu, amico mio, mulo imbizzarrito, asino selvatico dei monti, leopardo della steppa, che, dopo esserci incontrati, (insieme) abbiamo salito la montagna, abbiamo catturato il Toro celeste e (lo) abbiamo ucciso, abbiamo sconfitto Khumbaba, che viveva nella Foresta dei Cedri:
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e ora, qual è il sonno che si è impadronito di te?
Sei diventato rigido e non mi ascolti!»
La disperazione di Gilgamesh e i preprativi per i funerali 56 Ma quello non solleva la sua testa.
57 Toccò il suo cuore, ma esso non batteva affatto.
58 Egli coprì il volto del suo amico come (quello di) una sposa; 59 come un’aquila volteggia su di lui, 60 come una leonessa, il cui cucciolo è nella fossa, 61 egli gira attorno a lui, avanti e indietro; 62 strappa e scuote la sua riccioluta chioma; 63 toglie e getta via le (sue) preziose (vesti), come se (fossero) un tabù.
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Quando spuntò l’alba,Gilgamesh si alzò.
Shamash …
… Gilgamesh per tutto il Paese un proclama emise: «O fabbro, o costruttore di archi, o lavoratore del rame, o lavoratore dell’oro, o gioielliere: fa’ (una statua) del mio amico!».
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(Così) Gilgamesh costruì una statua del suo amico:
«Le dimensioni (della statua) del mio amico …
… il tuo petto è di lapislazzuli, d’oro il tuo corpo …
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Ti farò giacere in un grande letto, in un letto preparato con cura ti farò giacere; ti farò dimorare in una dimora di pace, una dimora alla sinistra (di Shamash).
I re della terra baceranno i tuoi piedi; farò sì che la popolazione di Uruk ti pianga, che elevi lamenti su di te, riempirò le prostitute e la popolazione di dolore per te.
(Quanto a) me, poi, dopo la tua morte, affliggerò con sporchi capelli il mio corpo; mi vestirò con una pelle di leone e vagherò per la steppa».
Quando spuntò l’alba,Gilgamesh si alzò; sciolse le sue cinghie (del vestito) e ispezionò il tesoro; estrasse corniola, lame di selce, alabastro,
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m Al-be-er-tu El-li
42 Traduzione continuata – Tavoletta VIII
93 … che io ho lavorato (?), 94 … per il suo amico, 95 … per il suo amico, 96 … 30 mine d’oro, per il suo amico; 97 … mine d’oro, per il suo amico; 98 … mine d’oro, per il suo amico; 99 … mine d’oro, per il suo amico; 100 … il loro … era di 30 mine di oro e argento; 101 … il loro … era di 30 mine di oro e argento; 102 … il loro … era di 30 mine di oro e argento; 103 … il loro spessore 102 … il loro … il loro spessore; 105 … grandi 106 …
107 … grande del suo interno
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163 … a Shamash offrì.
164 … la pulitrice della casa, 165 che versi per lui in libagione acqua fresca, 166 in modo che al mio amico possa egli parlare così che il suo cuore non sia afflitto. 167 La (lama di) selce del pugnale, la cui elsa è in lapislazzulo, 168 è una pietra tagliente del puro Eufrate; 169 per Bibbu, il macellaio degli Inferi, a Shamash offrì, 170 così che Bibbu, il macellaio dei vasti Inferi, 171 potesse essere gioioso col mio amico e camminargli a fianco.
172 … corniola, lame di selce, alabastro, 173 per l’Abisso, capro espiatorio degli Inferi, a Shamash offrì; 174 così che l’Abisso, capro espiatorio dei vasti Inferi, 175 potesse essere gioioso col mio amico e camminargli a fianco.
176 … la cui parte superiore è in lapislazzulo, 177 … incastonata con corniola,
lacuna di 23 linee
201 … che (?) …
202 … questi sono i loro nomi …
203 … un giudice degli Anunnaki …
204 Quando Shamash udì questa cosa, 205 concepì nel suo cuore l’immagine del Fiume (infernale).
206 Quando spuntò l’alba,Gilgamesh aprì la stanza del suo tesoro; 207 estrasse una grande tavola di legno-elammakku, 208 riempi una coppa di corniola con miele, 209 riempì una coppa di lapislazzulo con burro, 210 … decorò e a Shamash offrì.
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244 Gilgamesh per Enkidu, il suo amico, 245 Ottava tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”
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43 Traduzione continuata – Tavoletta IX
Gilgamesh alla ricerca della vita eterna
Gilgamesh, addolorato, ricerca la vita 1 Gilgamesh per Enkidu, il suo amico, 2 pianse amaramente e vagò per la steppa:
Tavoletta IX
3 «(Quando anch’)io morirò, non sarò forse come Enkidu? 4 La tristezza è entrata nel mio cuore; 5 ho avuto paura della morte e (ora) vago per la steppa. 29 6 Verso Ut-napishtim, figlio di Ubara-Tutu , 7 ho preso la via e veloce vado.
8 Di notte, arrivato ai passi montani, 9 vidi dei leoni ed io ebbi paura.
10 Alzai la mia testa e pregai Sin; 11 a Sin, luce degli dèi, furono rivolte le mie suppliche:
13 (Di notte) si coricò, ma si svegliò per un sogno.
12 “(Da questi pericoli) conservami sano e salvo!”».
14 … Sin, gioivano della vita.
15 Brandì l’ascia (che era) al suo fianco, 16 estrasse la spada (che era) nella sua cintura, 17 come una freccia piombò in mezzo a loro; 18 (li) colpì … (li) disperse.
19 Allora … a mezzogiorno 20 gettò via …
21 disegnò …
22 Il nome del primo …
23 il nome del secondo …
24 Alzò …
25 per …
lacuna di 11 linee Incontro con gli uomini scorpione Il nome (?) della montagna era “Gemelli”, …
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Quando arrivò ai monti “Gemelli”, – che ogni giorno proteggono l’uscita e l’ingresso (del sole), sui quali si estende la volta del cielo e in basso il loro fianco raggiunge l’aldilà degli uomini scorpioni ne proteggono la porta, il cui timore (che incutono) è terrificante e il cui sguardo è morte; il loro spaventevole splendore copre le montagne; essi proteggono il sole al suo sorgere e al suo tramontare. (Quando) Gilgamesh li vide, terrore e paura coprirono il suo volto.
Si fece coraggio e si avvicinò davanti a loro.
«Colui che è venuto da noi, il suo corpo e carne degli dei!»
L’uomo scorpione gridò a sua moglie:
Ritenuto l’unico re di Shuruppak, avrebbe regnato per 18600 anni. Fu il padre di Ut-napishtim.
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Traduzione continuata – Tavoletta IX
«I suoi due terzi sono dio e il suo terzo uomo!». L’uomo-scorpione gridò; a Gilgamesh, (progenie) degli dèi, rivolse la parola:
« Chi sei tu che hai percorso una via lontana, hai vagabondato e sei giunto fino davanti a me? Hai attraversato corsi d’acqua il cui passaggio è difficile; (perciò) vorrei conoscere (il perché) del tuo viaggio; colui per andare dal quale il tuo viso è rivolto … vorrei conoscere».
La moglie dell’uomo scorpione gli rispose:
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Gilgamesh (rispose …): «Da Ut-napištim, mio antenato, (voglio recarmi), colui che entrò nel concilio degli dèi. Egli trovò la vita; (pertanto) sulla morte e la vita (voglio chiedergli)». L’uomo-scorpione aprì la sua bocca e disse; (così) parlò a Gilgamesh «Non vi fu mai (nessuno), o Gilgamesh (che vi riusci!).
Della montagna, nessuno ha mai attraversato le sue zone remote; per dodici doppie-ore il suo interno è buio; l’oscurità è densa e non c’è luce.
Verso il sorgere del sole …
verso il tramonto del sole …
verso il tramonto del sole …
hanno fatto uscire …
cominciò …
Tu sei come …
foresta (?) … »
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127 «Ho riempito il mio corpo con afflizione , 128 il mio viso è bruciato dal freddo e dal caldo, 129 per la fatica ho finito le mie forze!
130 Ora, tu …».
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Un viaggio nelle viscere della terra 131 L’uomo-scorpione aprì la sua bocca e disse; 132 a Gilgamesh, il re, la parola rivolse:
133 «Va’, Gilgamesh; non avere paura!
134 I monti “Gemelli” nel …; 135 montagne (e) colline …
136 con sicurezza …
137 la grande porta del Paese …».
138 Quando Gilgamesh udì queste cose, 139 al discorso dell’uomo-scorpione (prestò ascolto);
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Chi parla è ora Gilgamesh.
m Al-be-er-tu El-li
45 Traduzione continuata – Tavoletta IX
140 il cammino di Shamash (seguì, entrando nella montagna).
141 Egli ha percorso una doppia ora:
142 l’oscurità è densa e non c’è luce; 143 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
144 Quando ebbe percorso la seconda doppia-ora:
146 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
145 l’oscurità è densa e non c’è luce.
147 Quando ebbe percorso la terza doppia-ora:
149 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
148 l’oscurità è densa e non c’è luce.
150 Quando ebbe percorso la quarta doppia-ora:
152 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé. 153 Quando ebbe percorso la quinta doppia-ora: 154 l’oscurità è densa e non c’è luce. 155 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
151 l’oscurità è densa e non c’è luce.
156 Quando ebbe percorso la sesta doppia-ora:
158 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
157 l’oscurità è densa e non c’è luce.
159 Quando ebbe percorso la settima doppia-ora:
161 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
160 l’oscurità è densa e non c’è luce.
162 Quando( ebbe percorso) l’ottava doppia-ora, emise un grido:
164 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
163 l’oscurità è densa e non c’è luce.
165 Quando ebbe percorso la nona doppia-ora, il vento del nord 166 … il suo volto; 167 l’oscurità è densa e non c’è luce.
168 non gli è concesso di vedere (nulla) dietro di sé.
169 Quando ebbe percorso la decima doppia-ora, 170 … (l’uscita) era vicina 171… di doppia-ora (?) 172 (Quando ebbe percorso l’undicesima doppia ora), uscì fuori davanti al Sole. 173 Alla dodicesima doppia-ora, appare la luce!
Gilgamesh nel giardino del dio Sole 174 Egli sbalordì (?) quando vide (ogni sorta di) alberti di pietre preziose: 175 la corniola porta i suoi frutti; 176 grappoli d’uva (vi) sono appesi, piacevoli a vedersi; 177 il lapislazzulo porta foglie 178 e porta anche un frutto piacevole a vedersi.
lacuna di 7 linee
186 … cedro …
187 la costolatura delle sue fronde era di agata; 188 i suoi rami un mare … calcedonio (?); 189 come spine e rovi … corniola (?).
190 Prese (in mano) una carruba ed (ecco era di) pietra-abashmu, 191 di pietra-shubû, di ossidiana, …
m Al-be-er-tu El-li
46 192 … ricchezze e dovizie …
193 come … turchese (?) 194 di … conchiglia 195 ha …
Traduzione continuata – Tavoletta IX
196 Gilgamesh nel suo gironzolare per (il boschetto) 197 levò i suoi occhi e … lei,
198 Siduri, la taverniera, che vive sulle riva del mare.
199 Nona tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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47 Traduzione continuata – Tavoletta X
Tavoletta X
Siduri: i timori di una dea 1 Siduri, la taverniera, che vive sulle riva del mare, 2 che vive e …
3 per lei sono stati fatti i sostegni, per lei sono state fatte le brocche d’oro; 4 è ricoperta da un velo e …
5 Gilgamesh errava intorno e …
L’arrivo alla meta
6 era rivestito con una pelle …; 7 ha (sì) carne di dèi nel suo corpo, 8 (ma) vi era tristezza nel suo cuore; 9 il suo viso era simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto.
10 La taverniera (lo) vede da lontano e, 11 informata nel suo cuore (dei fatti), pronunciò (questa) parola, 12 con sé stessa prese consiglio:
13 «Forse quest’uomo è un assassino; 14 dove starà andando con …?».
15 Quando la taverniera lo vide, sbarrò la sua porta 16 sbarrò la sua porta, sbarrò i chiavistelli.
17 Ma egli, Gilgamesh, si accorse di (ciò); 18 alzò il suo mento e si diresse (verso la porta).
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Gilgamesh a lei (si rivolse) e (così) parlò alla taverniera: «Taverniera, perché quando (mi) hai visto hai bloccato la tua porta? (Perchè) hai sbarrato la tua porta e hai sbarrato i chiavistelli? Percuoterò la porta, romperò il chiavistello, … toro selvaggio … nella steppa».
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La taverniera a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
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… porta … i chiavistelli …
…
Il tormento di Gilgamesh 30 Gilgamesh a lei (si rivolse) e (così) parlò alla taverniera:
31 «…
32 …
33 … ho ucciso il guardiano, 34 ho sconfitto Khumbaba, che viveva nella Foresta dei Cedri, 35 sui passi di montagna ho ucciso leoni».
36 La taverniera a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
37 «(Se tu sei veramente) Gilgamesh, che hai ucciso il guardiano, 38 che hai sconfitto Khumbaba, che viveva nella Foresta dei Cedri, 39 che sui passi di montagna hai ucciso leoni, 40 che hai catturato e ucciso il Toro celeste che era disceso dal cielo,
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Traduzione continuata – Tavoletta X
perché le tue guance sono (così) emaciate e il tuo viso abbattuto? (Perché) il tuo cuore è (così) preoccupato (e) il tuo aspetto esausto? (Perché) vi è tristezza nel tuo cuore?
(Perché) il tuo viso è simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto? (Perché) il tuo viso è bruciato dal freddo e dal caldo (e) vestito (solo) con una pelle di leone vaghi per la steppa?».
Gilgamesh a lei (si rivolse) e (così) parlò alla taverniera:
«E perché le mie guance non dovrebbero essere (così) emaciate e il mio viso abbattuto?
(Perché) il mio cuore non dovrebbe essere (così) preoccupato (e) il mio aspetto esausto?
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(Perché) non dovrebbe esservi tristezza nel mio cuore?
(Perché) il mio viso non dovrebbe essere simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto?
(Perché) il mio viso non dovrebbe essere bruciato dal freddo e dal caldo?
(E perché) non dovrei essere vestito (solo) con una pelle di leone e non dovrei vagare per la steppa? L’amico mio, il mulo imbizzarrito, l’asino selvatico dei monti, il leopardo della steppa, Enkidu, l’amico mio, il mulo imbizzarrito, l’asino selvatico dei monti, il leopardo della steppa, che, dopo esserci incontrati, (insieme) abbiamo salito la montagna, abbiamo catturato il Toro celeste e (lo) abbiamo ucciso, abbiamo sconfitto Khumbaba, che viveva nella Foresta dei Cedri, sui passi di montagna abbiamo ucciso leoni; il mio amico, che io amo intensamente, che con me ha sofferto ogni (sorta di) difficoltà, Enkidu, che io amo intensamente, che con me ha sofferto ogni (sorta di) difficoltà, il destino dell’umanità lo ha raggiunto!
Sei giorni e sette notti ho pianto su di lui (e) non ho permesso che venisse seppellito fino a che un verme (non) cadde giù dal suo naso.
Ho temuto e ho avuto paura della morte (e ora) vago per la steppa.
La sorte del mio amico è importante per me:
per una via lontana vago per la steppa! La sorte di Enkidu, il mio amico, è importante per me: per una strada lontana vago per la steppa! Come potrei stare in silenzio? Come potrei essere tranquillo? Il mio amico, che io amo, si è trasformato in argilla; Enkidu, il mio amico, che io amo, si è trasformato in argilla!
Ed io, non dovrò forse giacere come lui e e non più alzarmi per tutta l’eternità?».
Richiesta pressante di aiuto 76 Gilgamesh a lei (si rivolse ancora) e (così) parlò alla taverniera: 77 E ora, taverniera, qual è la via per Ut-napishtim?
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78 Qual è il suo segno (di riconoscimento)? Damme(lo)!
79 Dammi il suo segno (di riconoscimento), a me!
80 Se possibile, attraverserò il mare; 81 se non sarà possibile, vagherò per la steppa!».
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La taverniera a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
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Traduzione continuata – Tavoletta X
È soltanto il guerriero Shamash che può attraversare il mare; a parte Shamas, chi può attraversare? Il passaggio è stretto e la sua strada difficile; inoltre, da ogni parte vi sono le Acque della Morte, che bloccano il suo accesso.
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Anche se tu, o Gilgamesh, attraversassi il mare, quando sarai arrivato alle Acque della Morte che cosa farai?
«Non c’è mai stato, o Gilgamesh, un traghetto e non c’è nessuno che, dai tempi immemorabili del Paese, abbia mai attraversato il mare.
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(Ma) vi è, o Gilgamesh, Ur-shanabi, il traghettatore di Ut-napishtim; ha con sé degli amuleti in pietra e sta potando i cedri nella foresta.
Se possibile, attraversa (il mare) con lui; se non è possibile, torna indietro!».
Gilgamesh e il traghettatore di Ut-napištim 94 Quando Gilgamesh udì queste cose, 95 brandì l’ascia (che era) al suo fianco, 96 estrasse la spada (che era) nella sua cintura, 31 97 si inoltrò furtivamente (nella foresta) e scese incontro ad essi ; 98 come una freccia piombò in mezzo a loro.
Va’, e che egli posa vedere la tua faccia!
99 In mezzo alla foresta risuonò un grido.
100 Ur-shanabi guardò e (scorse?) l’essere splendente (?); 101 brandì l’ascia e lo (affrontò?):
102 ed egli colpì la sua testa, (di?) Gilgamesh, 103 afferrò le sue braccia e (pose i piedi sul) suo petto; 104 e gli amuleti in pietra … della nave, 105 senza i quali non si attraversano le Acque della Morte, 106 … il vasto mare, 107 egli li gettò nel fiume e (così) impedì (il viaggio) del traghetto; 108 ruppe gli amuleti in pietra (e li) gettò nel fiume, 109 (e così impedì il viaggio del)la nave 110 e … sulla riva.
111 Gilgamesh a lui parlò, a Ur-shanabi, il traghettatore:
112 «… entrai 113 … la tua … a te» 114 Ur-shanabi a lui parlò, a Gilgamesh:
115 «Perché le tue guance sono (così) emaciate e il tuo viso abbattuto?
116 (Perché) il tuo cuore è (così) preoccupato (e) il tuo aspetto esausto?
117 (Perché) vi è tristezza nel tuo cuore?
118 (Perché) il tuo viso è simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto?
119 (Perché) il tuo viso è bruciato dal freddo e dal caldo, 120 (e) vestito (solo) con una pelle di leone vaghi per la steppa?».
121 Gilgamesh a lui parlò, a Ur-shanabi, il traghettatore:
122 «E perché le mie guance non dovrebbero essere (così) emaciate e il mio viso abbattuto?
123 (Perché) il mio cuore non dovrebbe essere (così) preoccupato (e) il mio aspetto esausto?
124 (Perché) non dovrebbe esservi tristezza nel mio cuore?
125 (Perché) il mio viso non dovrebbe essere simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto?
126 (Perché) il mio viso non dovrebbe essere bruciato dal freddo e dal caldo?
127 (E perché) non dovrei essere vestito (solo) con una pelle di leone e non dovrei vagare per la steppa?
Non è ben chiaro a che cosa si riferisca (gli amuleti di pietra? cfr. X.91).
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50 Traduzione continuata – Tavoletta X
128 L’amico mio, il mulo imbizzarrito, l’asino selvatico dei monti, il leopardo della steppa, 129 Enkidu, l’amico mio, il mulo imbizzarrito, l’asino selvatico dei monti, il leopardo della steppa, 130 che, dopo esserci incontrati, (insieme) abbiamo salito la montagna, 131 abbiamo catturato il Toro celeste e (lo) abbiamo ucciso, 132 abbiamo sconfitto Khumbaba, che viveva nella Foresta dei Cedri, 133 sui passi di montagna abbiamo ucciso leoni; 134 il mio amico, che io amo intensamente, che con me ha sofferto ogni (sorta di) difficoltà, 135 Enkidu, che io amo intensamente, che con me ha sofferto ogni (sorta di) difficoltà, 136 il destino dell’umanità lo ha raggiunto!
137 Sei giorni e sette notti ho pianto su di lui, 138 fino a che un verme (non) cadde giù dal suo naso.
139 Ho temuto e ho avuto paura della morte (e ora) vago per la steppa.
140 La sorte del mio amico è importante per me:
141 per una via lontana vago per la steppa, 142 per una strada lontana vago per la steppa!
143 Come potrei stare in silenzio? Come potrei poi essere tranquillo?
144 Il mio amico, che io amo, si è trasformato in argilla; 145 Ed io, non dovrò forse giacere come lui e 146 e non più alzarmi per tutta l’eternità?».
147 Gilgamesh a lui parlò, a Ur-shanabi, il traghettatore: 148 «E ora, Ur-shanabi, qual è la via per Ut-napishtim? 149 Qual è il suo segno (di riconoscimento)? Damme(lo)! 150 Dammi il suo segno (di riconoscimento), a me!
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151 Se possibile, attraverserò il mare; 152 se non sarà possibile, vagherò per la steppa!».
153 Ur-shanabi a lui parlò, a Gilgamesh:
154 «Le tue mani, o Gilgamesh, hanno impedito di attraversare:
155 (infatti) hai rotto gli amuleti in pietra (e li) hai gettati nel fiume; 156 gli amuleti di pietra sono (ora) rotti ed essi non …
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157 Brandisci, o Gilgamesh, l’ascia (che è) al tuo fianco; 158 scendi nella foresta e taglia pali di 5 nindan; 159 spiana(li) e poni dei pomelli (su di essi); 160 (poi) porta(meli …)!». 161 Quando Gilgamesh udì queste cose, 162 brandì l’ascia (che era) al suo fianco, 163 estrasse la spada (che era) nella sua cintura, 158 scese nella foresta e tagliò pali di 5 nindan; 165 (li) spianò e vi appose dei pomelli; 166 (quindi li) portò (a Ur-shanabi)
La navigazione sulle Acque della Morte 167 Gilgamesh e Ur-shanabi salirono sulla nave; 168 lanciarono la nave sull’onda ed essi stessi si imbarcarono.
169 Nel terzo giorno avevano già percorso un viaggio di un mese e 15 giorni; 170 così Ur-shanabi raggiunse le Acque della Morte.
171 Ur-shanabi a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
m Al-be-er-tu El-li
51 Traduzione continuata – Tavoletta X
172 «Va’ via, o Gilgamesh; prendi un palo; 173 che le Acque della Morte non tocchino la tua mano …!
174 Prendi, o Gilgamesh, un secondo, un terzo e un quarto palo; 175 prendi, o Gilgamesh, un quinto, un sesto e un settimo palo; 176 prendi, o Gilgamesh, un ottavo, un nono e un decimo palo; 177 prendi, o Gilgamesh, un undicesimo (e) un dodicesimo palo!» 178 In (un tratto di) 2 ‘shiddi’ Gilgamesh aveva finito i pali; 179 allora egli sciolse la sua cintura per (legarli?); 180 (quindi) Gilgamesh si tolse i vestiti; 181 con le sue braccia innalzò l’albero (della nave).
182 Ut-napishtim vide da lontano e 183 informato nel suo cuore (dei fatti), pronunciò (questa) parola, 184 con sé stesso prese consiglio:
185 «Perché sono rotti gli amuleti di pietra della nave 186 ed essa non ha equipaggiamento per navigare (sul mare)? 187 Colui che sta venendo non è un mio uomo 188 e …
189 Io guardo ma non (lo riconosco); 190 io guardo ma non (lo riconosco); 191 io guardo ma (non lo riconosco); 192 … a me …».
lacuna di 20 linee
L’incontro con l’eroe del diluvio 213 Ut-napishtin a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
214 «Perché le tue guance sono (così) emaciate e il tuo viso abbattuto?
215 (Perché) il tuo cuore è (così) preoccupato (e) il tuo aspetto esausto? 216 (Perché) vi è tristezza nel tuo cuore?
217 (Perché) il tuo viso è simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto? 119 (Perché) il tuo viso è bruciato dal freddo e dal caldo 219 (e) vestito (solo) con una pelle di leone vaghi per la steppa?».
220 Gilgamesh a lui (si rivolse) e (così) parlò a Ut-napishtim:
221 «E perché le mie guance non dovrebbero essere (così) emaciate e il mio viso abbattuto?
222 (Perché) il mio cuore non dovrebbe essere (così) preoccupato (e) il mio aspetto esausto?
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223 (Perché) non dovrebbe esservi tristezza nel mio cuore?
224 (Perché) il mio viso non dovrebbe essere simile a (quello di) chi ha fatto un lungo tragitto?
225 (Perché) il mio viso non dovrebbe essere bruciato dal freddo e dal caldo?
226 (E perché) non dovrei essere vestito (solo) con una pelle di leone e non dovrei vagare per la steppa? 227 L’amico mio, il mulo imbizzarrito, l’asino selvatico dei monti, il leopardo della steppa, 228 Enkidu, l’amico mio, il mulo imbizzarrito, l’asino selvatico dei monti, il leopardo della steppa, 229 che, dopo esserci incontrati, (insieme) abbiamo salito la montagna, 230 abbiamo catturato il Toro celeste e (lo) abbiamo ucciso, 231 abbiamo sconfitto Khumbaba, che viveva nella Foresta dei Cedri, 232 sui passi di montagna abbiamo ucciso leoni; 233 il mio amico, che io amo intensamente, che con me ha sofferto ogni (sorta di) difficoltà, 234 Enkidu, che io amo intensamente, che con me ha sofferto ogni (sorta di) difficoltà, 235 il destino dell’umanità lo ha raggiunto!
236 Sei giorni e sette notti ho pianto su di lui
m Al-be-er-tu El-li
52 Traduzione continuata – Tavoletta X
237 (e) non ho permesso che venisse seppellito 238 fino a che un verme (non) cadde giù dal suo naso.
239 Ho avuto paura della morte (e ora) vago per la steppa.
240 La sorte del mio amico è importante per me:
241 per una via lontana vago per la steppa!
242 La sorte di Enkidu, il mio amico, è importante per me:
243 per una strada lontana vago per la steppa!
244 Come potrei stare in silenzio? Come potrei essere tranquillo? 245 Il mio amico, che io amo, si è trasformato in argilla; 246 Enkidu, il mio amico, che io amo, si è trasformato in argilla! 247 Ed io, non dovrò forse giacere come lui e 248 e non più alzarmi per tutta l’eternità?».
249 Gilgamesh a lui (si rivolse) e (così) parlò (ancora) a Ut-napishtim: 250 «Invero, io voglio andare a vedere Ut-napishtim, il distante, del quale la gente parla! 251 (Per questo) ho vagato (e) sono andato per tutte le nazioni; 252 più volte sono passato per montagne inaccessibili, 253 e più volte ho attraversato tutti i mari; 254 il mio volto non ha pienamente gioito del dolce sonno:
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255 ho sconvolto me stesso con la mancanza di sonno, 256 ho riempito il mio corpo con afflizione.
257 Che cosa ho ottenuto con la mia fatica?
258 Non sono stato ben accolto dalla taverniera, (poiché) il mio vestito si era consumato. 259 Ho ucciso l’orso, la iena, il leone, il leopardo, la tigre, il cervo, 260 lo stambecco, (ossia tutto) il bestiame e gli animali selvaggi della steppa!
261 ho mangiato le loro carni, ho fatto a pezzi (?) le loro pelli.
262 Che chiudano la sua porta con l’afflizione; 263 che la calafatino con pece e bitume!
264 Poiché a me non è stato concesso di divertirmi (?), 265 a me hanno tolto la mia felicità(?)».
La delusione di Gilgamesh 266 Ut-napishtim a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
267 «Perché, o Gilgamesh, hai prolungato la tua afflizione?
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268 (Tu) che sei fatto con la carne degli dei e degli uomini, 269 che ti hanno fatto simile a tuo padre e a tua madre, proprio tu, 270 per sempre, o Gilgamesh, (ti sei ridotto) a un folle? (?) 271 (Eppure, per te) un trono avevano stabilito nell’assemblea (degli dèi) e la vita … 272 (mentre) a lui, al folle, è stata data la feccia della birra, 273 come (se fosse) burro; 274 crusca e farina come …
275 è vestito con una calda tunica, come …
276 ed egli come una cintura lo cingono, 277 poiché non ha intelligenza e consiglio 278 (e) non possiede saggezza …».
279 Gilgamesh alzò gli occhi (e disse): (?) 280 «Chi, (se non) il loro signore, può riempirli (?) …
281 …».
m Al-be-er-tu El-li
53 282 «… Sin e Shamash … 283 … Sin …
284 Si sono alzati gli dèi …
32
285 nessuno riposando …
286 da quando …
287 tu hai toccato …
Traduzione continuata – Tavoletta X
288 la tua compagnia …
289 Se Gilgamesh il tempio dei sacri dèi … 290 il tempio dei sacri dèi …
291 essi … gli dèi …
292 e …
293 …
294 … tendine …
lacuna di 5 righe
L’amara verità di Ut-napishtim 300 Quando gli dei crearono l’umanità, 301 assegnarono la morte al suo destino.
302 Tu sei rimasto sveglio; che cosa sacrifichi?
303 Rimanendo sveglio indebolisci la tua forza; 304 riempi il tuo corpo di afflizione, 305 avvicini i tuoi giorni lontani.
306 L’umanità, il cui nome è reciso come un giunco di canneto:
307 il giovane nobile e la giovane nobile 308 … (sono preda) della morte.
309 (Anche se) nessuno vede la morte, 310 nessuno vede la faccia della morte, 311 nessuno sente la voce della morte, 312 l’irata morte è colei che recide l’umanità.
313 Ogniqualvolta costruiamo una casa, 314 ogniqualvolta sigilliamo (con un) sigillo, 315 ogniqualvolta i fratelli dividono l’eredità, 316 ogniqualvolta vi è l’odio nel Paese, 317 ogniqualvolta i fiumi si sono ingrossati (e) hanno portato l’inondazione, 318 (e) le libellule sono trascinate nel fiume:
319 il loro sguardo si rivolge al Sole 320 (e) immediatamente non c’è più nulla!
321 Colui che dorme e il morto come sono simili!
322 Non disegnano (forse entrambi) l’immagine della morte?
324 Gli Anunnaki, i grandi dèi, erano riuniti (in assemblea); 325 Mammitu, colei che crea il destino, insieme con loro ha stabilito (?) i destini: 326 hanno fissato la morte e la vita, 327 (ma) della morte non hanno rivelato i suoi giorni».
323 L’uomo primitivo ( ne) è afflitto; (il dio) non (lo) ha benedetto!
328 Gilgamesh a lui (si rivolge) e (così) parla a Ut-napishtim, il lontano:
329 Decima tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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32
Il discorso sembra ora ancora sulla bocca di Ut-napishtim.
m Al-be-er-tu El-li
54 Traduzione continuata – Tavoletta XI
Tavoletta XI
Il diluvio. Il fallimento e il ritorno alla vita ordinaria
Gilgamesh incalza Ut-napishtim 1 Gilgamesh a lui (si rivolge) e (così) parla a Ut-napishtim, il lontano:
2 «Io ti miro, o Ut-napishtim; 3 la tua statura non è diversa: tu sei come me!
4 E tu non sei diverso: tu sei come me!
5 il mio cuore ti brama per fare battaglia, 6 (ma) tu giaci pigramente sul tuo dorso.
7 Dimmi: come sei entrato nell’assemblea degli dei desiderando la vita?».
Il racconto del Diluvio fatto dal sopravvissuto a) Gli dèi decidono la massima punizione 8 Ut-napishtim a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh: 9 «Ti voglio rivelare, o Gilgamesh, una cosa nascosta, 10 un segreto degli dèi a te voglio dire.
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11 Shuruppak, una città che tu conosci 12 (e che) è posta sulla riva dell’Eufrate, 13 questa città era (già) antica e gli dei (abitavano) in essa. 14 Il loro cuore portò i grandi dèi a provocare il diluvio.
15 Tennero consiglio Anum, il loro padre, 16 Il loro consigliere, l’eroe, Enlil, 17 il loro ciambellano, Ninurta, 18 il loro ispettore dei canali, Ennugi; 19 anche Ninshiku-Ea aveva giurato con loro.
b) Il dio della saggezza rivela a Ut-napishtim la decisione divina 33 20 (Ma) le loro parole (Ninshiku-Ea) ripeté a una capanna :
21 “Capanna, capanna! Parete, parete!
23 O uomo di Shuruppak, figlio di Ubara-Tutu, 24 distruggi la casa, costruisci una nave!
22 Capanna, ascolta! Parete, fa’ attenzione!
25 Abbandona la ricchezza e cerca la vita!
26 Disprezza i beni e salva la vita!
27 Fa’ salire ogni (tipo di) essere vivente sulla nave!
28 (Riguardo al)la nave che tu stesso costruirai, 29 che le sue dimensioni siano (ben) proporzionate, 30 che siano di egual misura la sua lunghezza e la sua larghezza!
32 Io compresi e parlai ad Ea, mio signore:
31 Come l’Apsû, coprila (con un tetto)!”.
33 “L’ordine, o mio signore, che in questo modo mi hai dato, 34 (l’)ho considerato attentamente; io (lo) eseguirò!
35 (Ma) come risponderò alla città, alla popolazione e agli anziani?”.
33
Per non tradire direttamente il segreto divino, il dio parla ad Ut-napishtim, che riposava nella sua capanna, parlando alle pareti di canna della capanna stessa.
m Al-be-er-tu El-li
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Ea aprì la sua bocca e disse, (così) parlò al suo servo, (a) me:
“E tu in questo modo dirai loro:
Traduzione continuata – Tavoletta XI
– Forse Enlil mi odia; (perciò) non abiterò (più) nella vostra città, nel territorio di Enlil non porrò più i miei piedi, (ma) scenderò nell’Apsû e con Ea, mio signore, abiterò. Su di voi, tuttavia, egli farà piovere abbondanza: un’abbondanza di uccelli e un cesto(?) di pesci.
Egli vi farà piovere ricchezze e messi:
al mattino, focacce; alla sera, vi farà piovere una pioggia di grano! -”.
c) Fervono i lavori per la costruzione dell’arca 48 Quando spuntò l’alba, 49 il Paese si raccolse (attorno a me):
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50 i falegnami portano le loro accette, 51 i giuncai portano …
52 … i giovani …
53 le case …
54 il bambino e … porta bitume, 55 il povero … portò il materiale necessario. 56 Al quinto giorno disegnai il suo schema: 34 57 la sua superficie era di un ikû ; innalzai le sue pareti per 10 nindan; 58 il bordo della sua copertura era di 10 nindan di lato 59 Io disegnai la sua forma e la progettai (?).
60 La dotai di sei ponti, 61 la suddivisi in sette (livelli), 62 suddivisi il suo interno in nove parti.
63 Le infissi nel suo interno pioli per l’acqua; 64 controllai i remi e immagazzinai le provviste.
35 65 Tre shar di bitume ho versato nella fornace, 66 tre shar di pece … dentro; 67 tre shar di olio trasportarono i suoi portatori di cesto:
36 68 oltre allo shar di olio che la farina aveva consumato , 69 i due shar di olio che il battelliere aveva messo in serbo.
70 Per la gente avevo fatto macellare buoi; 71 ogni giorno uccisi pecore; 72 mosto(?), birra, olio e vino 73 i lavoratori bevvero come (se fosse) acqua del fiume; 37 74 fecero festa come (se fosse) il giorno della festa Akitu .
75 Al sorgere del sole (la) unsi con olio; 76 col tramonto del sole la nave era terminata.
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Unità di misura di superficie.
Unità di misura di capacità, pari a circa 3600 litri Utilizzata per preparare focacce?
La festa del “Nuovo Anno”
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Traduzione continuata – Tavoletta XI
(Il varo della nave …) molto difficile; calcolano i rulli di varo sopra e sotto; … i suoi due terzi.
Ogni cosa che avevo vi caricai, tutto ciò che avevo di argento vi caricai, tutto ciò che avevo di oro vi caricai, tutto ciò che avevo di tutti gli esseri viventi vi caricai.
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Feci salire sulla nave tutta la mia famiglia e i miei parenti, il bestiame della steppa, gli animali della steppa, tutti quanti gli artigiani feci salire.
La data (del diluvio) Shamash mi aveva fissato:
d) Il Diluvio distrugge ogni forma di vita Questa data arrivò; al mattino focacce, alla sera piovve una pioggia di grano.
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Scrutai l’aspetto del tempo:
“Al mattino focacce, alla sera farò piovere una pioggia di grano; (perciò) entra nella nave e chiudi la tua porta!”.
il tempo incuteva terrore a guardar(lo).
Entrai nella nave e chiusi la mia porta.
A colui che aveva calafatato la nave, a Puzur-Kurgal, il battelliere, diedi il palazzo con i suoi averi.
97 Quando spuntò l’alba, 98 dall’orizzonte salì una nuvola nera.
99 Adad in essa continuamente rumoreggia; 38 100 Shullat e Khanish vanno avanti; 101 procedono i ciambellani per monti e piani.
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39 102 Errakal svelle i pali; 103 va Ninurta (e) fa defluire la chiusa.
104 Gli Anunnaki sollevarono fiaccole; 105 col loro terribile bagliore fanno fiammeggiare il Paese. 106 La temibile quiete di Adad attraversa il cielo:
107 ogni cosa splendente egli tramutò in oscurità.
108 (la vastità) del Paese come un vaso … fu rotto.
109 Per un giorno la bufera soffiò sul Paese; 110 velocemente soffiò …il Paese …
111 come una battaglia si abbatte sugli uomini; 112 (per l’oscurità) non si vedono l’un l’altro, 113 dal cielo gli uomini non sono (più) riconoscibili.
114 Gli dei furono terrorizzati dal diluvio e 115 si ritirarono e se ne salirono al cielo di Anu.
116 Gli dei, acciambellati come un cane, giacevano all’esterno.
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Divinità atmosferiche e ministri di Adad, dio della tempesta.
m Al-be-er-tu El-li
“Il grande Erra”, altro nome di Nergal, signore dell’oltretomba e della guerra.
57 Traduzione continuata – Tavoletta XI
117 Ishtar grida come una partoriente; 118 geme la ‘Signora degli dèi’, dalla bella voce:
119 “Che quel giorno si fosse trasformato in argilla, 120 poiché io stessa, nell’assemblea degli dei, ho decretato il male!
122 Ho decretato la guerra per annientare la mia gente! 123 Io stessa genero la mia gente, 124 (ed ora) essi come avannotti riempiono il mare!”. 125 Questi dei Anunnaki piangono con lei; 126 gli dei, con gli occhi umidi per il dolore, erano in angoscia; 127 le loro labbra erano chiuse, serrate insieme (?).
121 Come ho potuto decretare nell’assemblea degli dei un (tale) male?
128 Sei giorni e sette notti 129 soffia il vento, (infuria) il diluvio, la tempesta devasta il Paese.
130 Quando arrivò il settimo giorno, la tempesta continuava a sferzare, (ma) il diluvio (cessò) la (sua) battaglia, 131 (diluvio) che aveva combattuto come una partoriente; 132 si calmò il mare e diminuì il vento cattivo: il diluvio cessò.
133 Controllai il tempo: vi era silenzio 134 e tutta l’umanità si era trasformata in argilla!
135 Come un tetto era livellata la pianura.
e) La missione esplorativa degli uccelli 136 Aprii un finestrino e la luce cadde sulle mie guance; 137 mi sedetti accovacciato e piansi: 138 sulle mie guance scorrevano le mie lacrime! 40 139 Scrutai per la riva sulla distesa del mare : 140 a 12 miglia emergeva un’isola. 141 La nave approdò al Nisir; 142 il monte Nisir prese la nave e non la lasciò più muovere.
143 Il primo giorno, il secondo giorno: il Nisir prese la nave e non la lasciò più muovere; 144 il terzo giorno, il quarto giorno: il Nisir prese la nave e non la lasciò più muovere; 145 il quinto giorno, il sesto giorno:il Nisir prese la nave e non la lasciò più muovere.
146 Quando arrivò il settimo giorno,
147 feci uscire una colomba, (la) lasciai libera.
148 Andò la colomba, ma tornò:
149 un luogo di sosta non le fu visibile e tornò da me.
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150 Feci uscire una rondine, (la) lasciai libera.
151 Andò la rondine, ma tornò:
152 un luogo di sosta non le fu visibile e tornò da me.
153 Feci uscire un corvo, (lo) lasciai libero.
154 Andò il mio corvo e vide il ritirarsi delle acque; 155 mangiò, gracchiò, sollevò la coda (?) e non tornò da me!
f) Sacrifici propiziatori del superstite 156 (Allora) feci uscire (tutti) ai quattro venti e offrii un sacrificio. 157 Posi l’offerta sulla cima del monte.
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m Al-be-er-tu El-li
Ossia “scrutai la distesa del mare per vedere se si scorgeva una riva”.
58 Traduzione continuata – Tavoletta XI
158 Sistemai due file di sette brocche; 159 sotto di loro (, nel fuoco,) versai ( ciocchi di) canna, cedro e mirto.
160 Gli dèi odorarono il profumo; 161 gli dèi odorarono il dolce profumo; 162 gli dèi come mosche si radunarono sull’offerente. 163 Non appena la ‘Signora degli dèi’ fu arrivata, 164 ella levò in alto (i gioielli a forma di) grandi mosche che Anu (le) aveva fatto quando amoreggiava (con lei): 165 “O voi dèi, per (i gioielli di) lapislazzulo del mio collo, non voglio dimenticare!
166 Voglio ricordare questi giorni; per sempre non (li) voglio dimenticare!
167 Che gli dèi vengano all’offerta, 168 (ma) che Enlil non venga all’offerta, 169 poiché senza consigliarsi provocò il diluvio 170 e la mia gente consegnò alla distruzione!”.
171 Non appena Enlil fu arrivato 172 vide la nave e si adirò Enlil, 173 si riempì d’ira contro gli dèi Igigi: 174 “Qualcuno si è salvato? Nessun uomo doveva restare vivo nella distruzione!”
175 Ninurta aprì la sua bocca e disse; 176 (così) parlò all’eroe, Enlil:
177 “Chi se non Ea può escogitare una (tale) cosa?
178 Inoltre solo Ea conosce ogni attività!”.
180 “Tu sei il (più) saggio degli dèi, o eroe; 181 come (è che) non ti sei consigliato e hai provocato il diluvio?
g) L’ultimo diverbio nel mondo divino 179 Ea aprì la sua bocca e disse; (così) parlò all’eroe Enlil:
182 Al malfattore imponi la sua punizione!
183 Al criminale imponi il suo crimine!
184 Fletti(lo) (?), (ma) che non sia spezzato; tira(lo), (ma) che non sia (stroncato)! 185 Piuttosto che tu avessi provocato il diluvio, 186 (sarebbe stato meglio) che un leone avesse attaccato e fatto diminuire l’umanità! 187 Piuttosto che tu avessi provocato il diluvio, 188 (sarebbe stato meglio) che un lupo avesse attaccato e fatto diminuire l’umanità! 189 Piuttosto che tu avessi provocato il diluvio, 190 (sarebbe stato meglio) che ci fosse stata una carestia e avesse (decimato) il Paese! 191 Piuttosto che tu avessi provocato il diluvio, 41 192 (sarebbe stato meglio) che Erra avesse attaccato e avesse massacrato l’umanità! 193 Quanto a me, io non ho rivelato il segreto dei grandi dèi!
42 194 Riguardo ad Atrakhasis , (invece), a lui ho rivelato dei sogni e 195 (così) egli ha appreso il segreto degli dèi. 196 Ora, prendi una decisione a suo riguardo!”. 197 Allora Enlil salì nella nave, 198 prese la mia mano e fece salire pure me; 199 (poi) fece salire (e) fece inginocchiare mia moglie accanto a me.
200 (Quindi) toccò la nostra fonte, stette in mezzo a noi (e) ci benedisse:
201 “Prima Ut-napishtim era soltanto un uomo;
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Dio della carestia e della pestilenza.
Il “sommo saggio”, qui nome-epiteto di Ut-napishtim.
m Al-be-er-tu El-li
59 Traduzione continuata – Tavoletta XI
202 ora Ut-napishtim e sua moglie diventino come gli dèi, (come) noi! 203 Che Ut-napishtim abiti lontano, alla foce dei fiumi!”. 204 Così mi presero e lontano, alla foce dei fiumi, mi fecero abitare. 205 E ora, riguardo a te, chi potrà far radunare per te gli dèi 206 così che tu possa trovare la vita che stai cercando?
207 Orsù, (cerca di) non dormire per sei giorni e sette notti!».
La prova del sonno di Gilgamesh 208 Mentre era seduto (con la testa) tra le gambe, 209 il sonno come nebbia spira dolcemente su di lui.
210 Ut-napishtim a lei (si rivolse); (così) parlò a sua moglie:
211 «Guarda (questo) giovane, che cerca la vita (eterna):
212 il sonno come nebbia spira dolcemente su di lui!».
213 Sua moglie a lui (si rivolse); (così) parlò a Ut-napishtim, il lontano:
215 Che possa ritornare in pace per la via per cui è venuto, 216 che possa tornare al suo Paese per la porta da cui è uscito!».
214 «Toccalo, così che l’uomo si svegli.
217 Ut-napishtim a lei (si rivolse); (così) parlò a sua moglie:
218 «L’umanità è malvagia! Egli ti imbroglierà!
219 Orsù, cuoci le sue porzioni (di pane), poni(le) (ogni giorno) accanto alla sua testa 43 220 e segna sul muro i giorni che ha dormito!» .
221 Lei cosse le sue porzioni (di pane), (le) pose (ogni giorno) accanto alla sua testa 222 e segnò per lui sul muro i giorni che egli aveva dormito. 223 Il suo primo pane era (già) secco; 224 il secondo era (già) deteriorato; il terzo era umidiccio; il suo quarto pane divenne bianco; 225 il quinto aveva manifestato chiazze (?); il sesto era appena cotto; 226 il settimo era (ancora) sulla brace, allorché egli lo toccò e l’uomo si svegliò.
227 Gilgamesh a lui (si rivolse) e (così) parlò a Ut-napishtim, il lontano:
228 «Non appena il sonno si è riversato su di me, 229 immediatamente mi hai toccato e mi hai destato, tu».
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230 Ut-napishtim a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
231 «Alzati, Gilgamesh; conta le tue porzioni (di pane) 232 e così io potrò farti conoscere i giorni che hai dormito!
233 Il tuo primo pane è (già) secco; 234 il secondo è (già) deteriorato; il terzo è umidiccio; il tuo quarto pane divenne bianco; 235 il quinto ha manifestato chiazze (?); il sesto è appena cotto; 236 il settimo era (ancora) sulla brace quando tu ti sei svegliato».
237 Gilgamesh a lui (si rivolse) e (così) parlò a Ut-napishtim, il lontano: 238 «Come potrò fare, o Ut-napishtim? Dove potrò (ora) andare? 239 I ‘demoni rapinatori’ hanno preso il mio corpo; 240 nella mia camera da letto dimora la morte 241 e ovunque io volessi porre il mio piede, là c’è la morte!».
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Per dimostrare irrefutabilmente a Gilgamesh che ha dormito ininterrottamente per sette giorni, Ut-napishtim chiede alla moglie di preparargli ogni giorno un pane e di porglielo accanto, facendo, contemporaneamente, un segno sul muro. Lo stato dei sette pani, dal più duro, il più vecchio, al più fresco, il più recente, con tutti i cambiamenti intermedi, il cui dettaglio è assai realistico e da ricordare, confonderà Gilgamesh. Ciò dimostrerà che Gilgamesh non è pronto per la vita eterna.
m Al-be-er-tu El-li
60 Traduzione continuata – Tavoletta XI
La melanconica partenza del perdente 242 Ut-napishtim a lui (si rivolse) e (così) parlò a Ur-shanabi, il traghettatore:
243 «O Ur-shanabi, che il molo non ti accolga, che il traghetto ti maledica!
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244 Tu che eri solito frequentare la sua riva, sii privato della sua riva!
245 (Quanto al)l’uomo che tu hai condotto qui, 246 i capelli sporchi hanno avvolto il suo corpo, 247 le pelli (che indossa) hanno distrutto la bellezza del suo corpo! 248 Prendilo, o Ur-shanabi; portalo al lavatoio! 249 Che possa lavare i suoi sporchi capelli con acqua, come olio di sesamo; 250 che getti le sue pelli, così che il mare le prenda; che il suo bel corpo sia reso splendente (?); 251 che il turbante della sua testa sia rinnovato; 252 che indossi una veste festiva, un vestito (degno) della sua nobiltà; 253 fino a che egli non sia venuto alla sua città, 254 fino a che non abbia raggiunto (la fine) del suo viaggio, 255 che il vestito non manifesti chiazze e che sia sempre nuovo!».
256 Ur-shanabi lo prese e lo portò al lavatoio; 257 egli lavò i suoi sporchi capelli con acqua, come olio di sesamo; 258 gettò le sue pelli e il mare (le) prese; 259 il suo bel corpo fu reso splendente (?); 260 rinnovò il turbante della sua testa; 261 indossò una veste festiva, un vestito (degno) della sua nobiltà.
262 Fino a che egli non sia venuto alla sua città, 263 fino a che non abbia raggiunto (la fine) del suo viaggio, 264 che il vestito non manifesti chiazze e che sia sempre nuovo!
265 (Poi) Gilgamesh e Ur-shanabi salirono sulla nave; 266 lanciarono la nave sull’onda ed essi stessi si imbarcarono.
Il regalo di commiato: la pianta della giovinezza 267 Sua moglie a lui (si rivolse) e (così) parlò a Ut-napishtim, il lontano: 268 «Gilgamesh è venuto (qui) dopo aver faticato ed essersi dato da fare; 269 che cosa gli darai (ora che) ritorna al suo Paese?».
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270 E quello, Gilgamesh, sollevò il remo 271 (e) fece avvicinare la nave alla riva.
272 Ut-napishtim a lui (si rivolse) e (così) parlò a Gilgamesh:
273 «Gilgamesh, sei venuto (qui) dopo aver faticato ed esserti dato da fare; 274 che cosa ti darò(ora che) ritorni al tuo Paese?
275 Ti voglio rivelare, o Gilgamesh, una cosa nascosta, 276 un segreto degli dèi a te voglio dire.
277 Vi è una pianta le cui radici sono simili a un rovo, 278 la sua spina è come (quella de)l pruno e pungerà la tua mano. 279 Se le tue mani potranno raggiungere questa pianta, troverai la vita (eterna)». 44 280 Quando Gilgamesh udì questa cosa, aprì un “buco” , 281 legò delle pietre pesanti ai suoi piedi
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Si tratta di un “tubo” nell’acqua del mare per scendere a cercare la pianta magica; o di un buco nella terra per cercare le grandi pietre da legarsi ai piedi
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61 Traduzione continuata – Tavoletta XI
282 ed esse lo trascinarono nelle profondità (del mare), la dimora di Ea. 283 Egli prese la pianta, (anche se) essa punse le sue mani, 284 tagliò via le pesanti pietre dei suoi piedi 285 (e) il mare lo gettò sulla sua riva.
286 Gilgamesh a lui (si rivolse) e (così) parlò a Ur-shanabi, il traghettatore:
287 «Ur-shanabi, questa pianta è la pianta della paura (della morte), 288 grazie alla quale l’uomo raggiunge nel suo cuore la vitalità; 289 la voglio portare in Uruk, l’ovile; 290 (la) voglio dare da mangiare a un vecchio e così provare la pianta!
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292 Io stesso (la) voglio mangiare, così da tornare a come ero da giovane».
291 Il suo nome è: “L’uomo anziano è diventato giovane”.
293 Dopo venti miglia fecero uno spuntino; 294 dopo (altre) trenta miglia posero il bivacco.
295 Gilgamesh vide un pozzo le cui acque erano fresche; 296 vi discese e si lavò con le (sue) acque. 297 (Ma) un serpente odorò la fragranza della pianta: 298 emerse silenziosamente e prese la pianta; 45 299 nel suo tornare (indietro) cambiò la pelle . 300 Quel giorno Gilgamesh sedette e pianse; 301 sulle sue guance scorrevano le sue lacrime!
302 Prese le mani di Ur-shanabi, il traghettatore, (e gli disse):
303 «Per chi, o Ur-shanabi le mie braccia si sono affaticate?
304 Per chi viene versato il sangue del mio cuore?
305 Non ho ottenuto nulla di buono per me stesso, 46 306 (ma) ho fatto del bene (invece) al ‘leone della terra’ !
308 Quando ho aperto il “ buco” ho lasciato cadere (?) i (miei) attrezzi (di lavoro). 309 Che cosa potrei trovare che è stato posto per me? Oh, se fossi tornato indietro! 310 Inoltre,ho lasciato la nave sulla riva!».
307 Ora, l’onda di marea sale contro di me a (una distanza di) venti miglia.
311 Dopo venti miglia fecero uno spuntino; 312 dopo (altre) trenta miglia posero il bivacco.
Rientro ad Uruk 313 (Quando) giunsero a Uruk, l’ovile,
314 Gilgamesh a lui parlò, a Ur-shanabi, il traghettatore:
315 «Sali, o Ur-shanabi, sulle mura di Uruk e percorri(le); 316 ispeziona le fondamenta e scruta la muratura in mattoni:
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317 la sua struttura in mattoni non è (forse) di mattoni cotti?
318 E le sue fondamenta non le gettarono i Sette Saggi?” 319 Uno shar è la città, uno shar i giardini, uno shar le cave d’argilla; mezzo shar il tempio di Ishtar: 320 (per) tre shar e mezzo Uruk si estende!
321 Avessi oggi lasciato il pukku nella casa del falegname!».
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Ossia: ringiovanì.
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Perifrasi per indicare il serpente che gli ha sottratto la pianta della giovinezza.
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62 Traduzione continuata – Tavoletta XI
322 Undicesima tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, serie di Gilgamesh.
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63 Traduzione continuata – Tavoletta XII
Tavoletta XII
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Il pukku e il mekkû. Altra versione della morte di Enkidu
«Avessi oggi lasciato il pukku nella casa del falegname!
La moglie del falegname, che è come una madre, colei che mi ha partorito: (l’)avessi lasciato (là)! La figlia del falegname, che è come mia sorella minore: (l’)avessi lasciato (là)!
Oggi il pukku mi è caduto negli Inferi, il mekkû mi è caduto negli Inferi!».
Enkidu si offre per scendere negli Inferi 6 Enkidu (così) rispose a Gilgamesh:
7 «O mio signore, perché hai pianto e il tuo cuore (è triste)? 8 Oggi io stesso farò risalire il pukku dagli Inferi; 9 io stesso farò risalire il mekkû dagli Inferi!».
I saggi consigli di Gilgamesh 10 Gilgamesh (così) rispose a Enkidu:
11 «Se vuoi discendere negli Inferi, 12 devi dare ascolto al mio consiglio:
13 non dovrai aver indossato una veste pulita, 14 (altrimenti) ti identificheranno come uno straniero; 15 di prezioso unguento della giara non dovrai essere stato unto, 16 (altrimenti) per la sua fragranza si raduneranno attorno a te; 17 non devi scagliare il boomerang negli Inferi, 18 (altrimenti) coloro che sono stati colpiti dal boomerang ti circonderanno; 19 non devi prendere nelle tue mani uno scettro, 20 (altrimenti) gli spiriti (dei morti) avranno paura di te; 21 non devi mettere sandali ai tuoi piedi, 22 (perché) non devi fare rumore negli Inferi; 47 23 tua moglie , quella che ami, non devi baciare, 24 tua moglie, quella che odi, non devi picchiare, 25 tuo figlio, quello che ami, non devi baciare, 26 tuo figlio, quello che odi, non devi picchiare, 27 (altrimenti) la lagnanza degli Inferi ti afferrerà: 48 28 “Colei che giace sdraiata, colei che giace sdraiata, Ninazu , colei che giace sdraiata: 29 le sue pure spalle non sono coperte da (alcun) vestito, 49 30 il suo petto, (che è) come coppe di giara, non è ricoperto!”» .
Enkidu viene trattenuto agli Inferi 31 (Ma) al consiglio del suo signore non prestò ascolto.
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Si parla qui, e nei versi seguenti, delle eventuali mogli e degli eventuali figli di Enkidu che, defunti, si trovano negli Inferi. Nome di Tammuz, figlia di Ereshkigal, regina degli Inferi.
Per comprendere il significato di questi versi oscuri, che costituiscono “la lagnanza degli Inferi”, si deve far riferimento al
mito sumerico della Discesa di Inanna agli Inferi, dove la regina degli Inferi, la dea Ereshkigal, è descritta “a letto, malata, senza vestiti gettati sulle sue sante spalle”. Il senso generale è che se Enkidu non si comporterà
correttamente negli Inferi, la regina di quei luoghi diventerà furibonda e lo dimostrerà con il suo atteggiamento e
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la sua reazione; in altre parole, sarà come portare contro di lui una sentenza di condanna: rimanere all’inferno.
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Traduzione continuata – Tavoletta XII
Indossò una veste pulita, (così) lo identificarono come uno straniero; di prezioso unguento della giara fu unto, (così) per la sua fragranza si radunarono attorno a lui; scagliò il boomerang negli Inferi, (così) coloro che erano stati colpiti dal boomerang lo circondarono; prese nelle sue mani uno scettro, (così) gli spiriti (dei morti) ebbero paura di lui; mise sandali ai tuoi piedi, (così) fece rumore negli Inferi; sua moglie, quella che ama, baciò, sua moglie, quella che odia, picchiò, suo figlio, quello che ama, baciò, suo figlio, quello che odia, picchiò, (così) la lagnanza degli Inferi lo afferrò:
“Colei che giace sdraiata, colei che giace sdraiata, Ninazu, colei che giace sdraiata: le sue pure spalle non sono coperte da (alcun) vestito, il suo petto, (che è) come coppa di ampolla, non è ricoperto!”. Quando Enkidu cercò di risalire dagli Inferi, non lo trattenne Namtaru 50 , non lo trattenne Asakku 51 : gli Inferi (stessi) lo trattennero! Non lo trattenne l’implacabile delegato di Nergal: gli Inferi (stessi) lo trattennero! Non cadde su un campo di battaglia di guerrieri; gli Inferi (stessi) lo trattennero!
Le inutili peregrinazioni di Gilgamesh Allora Gilgamesh, il figlio di Ninsun, pianse per il suo servo Enkidu (e) tutto solo se ne andò verso l’Ekur, il tempio di Enlil: «Padre Enlil, oggi il pukku mi è caduto negli Inferi, il mekkû mi è caduto negli Inferi! Enkidu, che era sceso per riportarli su, gli Inferi lo hanno trattenuto! Non lo ha trattenuto Namtaru, non lo ha trattenuto Asakku: gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto! Non lo ha trattenuto l’implacabile delegato di Nergal: gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto! Non è caduto su un campo di battaglia di guerrieri; gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto!». (Ma) il padre Enlil non gli rispose. (Allora) egli se ne andò tutto solo da Sin:
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«Padre Sin, oggi il pukku mi è caduto negli Inferi, il mekkû mi è caduto negli Inferi!
Enkidu, che era sceso per riportarli su, gli Inferi lo hanno trattenuto!
Non lo ha trattenuto Namtaru, non lo ha trattenuto Asakku: gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto! Non lo ha trattenuto l’implacabile delegato di Nergal: gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto! Non è caduto su un campo di battaglia di guerrieri; gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto!».
Intervento di Ea presso Nergal (Ma) il padre Sin non gli rispose. (Allora) egli se ne andò tutto solo da Ea: «Padre Ea, oggi il pukku mi è caduto negli Inferi, il mekkû mi è caduto negli Inferi!
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Enkidu, che era sceso per riportarli su, gli Inferi lo hanno trattenuto!
Non lo ha trattenuto Namtaru, non lo ha trattenuto Asakku: gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto!
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Potente divinità del fato, responsabile della morte, dell’epidemia omicida e visir di Ereshkigal.
È il “vento pestilenziale” degli Inferi, il più potente fra i tredici venti di Shamash (cfr. III.91; V.123).
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Traduzione continuata – Tavoletta XII
Non lo ha trattenuto l’implacabile delegato di Nergal: gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto! Non è caduto su un campo di battaglia di guerrieri; gli Inferi (stessi) lo hanno trattenuto!». Il padre Ea gli rispose; al giovane eroe Nergal disse:
«O giovane eroe Nergal, …
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se solo tu volessi aprire una ‘finestra’ degli Inferi così che lo spirito di Enkidu potesse uscire dagli Inferi e potesse dire a suo fratello Gilgamesh riguardo agli ordinamenti degli Inferi!».
Il giovane eroe Nergal gli rispose …
Non appena (?) egli aprì una ‘finestra’ degli Inferi, lo spirito di Enkidu come un fantasma uscì dagli Inferi.
Il triste ritorno di Enkidu 85 Cercarono di abbracciarsi e si baciarono; 86 si consultarono e sospirarono:
87 «Dimmi, amico mio; dimmi, amico mio; 88 dimmi gli ordinamenti degli Inferi che hai visto!».
89 «Non te (li) posso dire, amico mio; non te (li) posso dire! 90 Se ti dicessi gli ordinamenti degli Inferi che ho visto, 91 tu dovresti sederti a piangere!
92 Quanto a me, voglio sedermi a piangere!
93 Il mio corpo, che tu toccavi e del quale il tuo cuore gioiva, 94 come un vecchio vestito il verme (lo) mangia.
95 Il mio corpo, che tu toccavi e del quale il tuo cuore gioiva, 96 è come una crepa del terreno, piena di polvere!».
97 «Ahimè» gridò e si gettò nella polvere.
98 «Ahimè» gridò e si gettò nella polvere.
La sorte dell’uomo nell’aldilà 99 «Colui che ha avuto un (solo) figlio, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto! 100 è appeso a un chiodo e amaramente su di (esso) piange!» 101 «Colui che ha avuto due figli, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto!
102 Seduto su due mattoni, mangia pane!» 103 «Colui che ha avuto tre figli, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto!
104 Beve acqua da un otre …!».
105 «Colui che ha avuto quattro figli, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto! 106 Il suo cuore gioisce (come quello che ha) quattro asini aggiogati!». 107 «Colui che ha avuto cinque figli, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto! 52 108 Come un buono scriba, il cui braccio è aperto , 109 entra facilmente nel Palazzo!».
110 «Colui che ha avuto sei figli, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto!
111 Il suo cuore gioisce come (quello di) un agricoltore!».
112 «Colui che ha avuto sette figli, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto!
113 Siede su un trono nell’assemblea degli dèi 114 …».
115 «Colui che non ha avuto un figlio, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto! 116 Come … mangia pane».
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“Essere di braccio aperto” ritengo sia un’espressione idiomatica per “essere di fiducia” o simile.
66 Traduzione continuata – Tavoletta XII
117 «Il cortigiano, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto! 118 Come uno splendido stendardo …
119 …».
lacuna di 24 linee
144 «Colui che all’ormeggio …, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto!
145 Ora invoca sua madre e mentre toglie i chiodi …».
146 «Colui che è morto di morte improvvisa, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto!
147 Egli giace in un letto notturno e beve acque pure».
148 «Colui che è stato ucciso in battaglia, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto!
149 Suo padre e sua madre sollevano il suo capo, mentre sua moglie piange su di lui!». 150 «Colui il cui cadavere è stato gettato nella steppa, (lo) hai visto?». «(L’)ho visto! 151 Il suo spirito negli Inferi non riposa!».
152 «Colui il cui spirito non ha chi si prenda cura (di lui), (lo) hai visto?». «(L’)ho visto! 153 Mangia i rimasugli della ciotola, i pani (usati) per mangiare gettati per strada!».
154 Dodicesima tavoletta di “(Di) colui che vide ogni cosa”, 155 Dodicesima tavoletta; serie di Gilgamesh. Fine.TRADUZIONE
CONTINUATA

