NELL’ETERE, FRA QUANTI, PLANK, E NEURONI
GLI ENUNCIATI Di SCAMMACCA
IL MOVIMENTO E’SOLTANTO UNA DISTORSIONE DELL’ETERE. L’ETERE NON PUÒ’MUOVERSI PERCHE’E’ UN CONTINUUM DI FOTONI(È formato da protoni immobili e forse elastici che riempiono l’intero universo tridimensionale) DISTORSIONE DELL’ETERE NONE’ VERAMENTE MOVIMENTO. NIENTE NELL’UNIVERSO SI MUOVE: ONDEGGIA, SI INCRESPA, MA NON SI MUOVE.
2) LA SOMMA DELLE VARIE VELOCITA’ DEI VARI MOVIMENTI ESTERNI ED INTERNI (SPIN) DI UNA QUALSIASI COSA E’ UGUALE A 300.000 KM. AL SEC.
3) L’ENERGIA NONE’ TRASFERIBILE. CIO’ SI DEDUCE LOGICAMENTE DAL SECONDO ENUNCIATO.
4) IL TEMPO E’ SOLTANTO UNA RELAZIONE DEI VARI MOVIMENTI DI UNA PARTICOLARE COSA (NON LA RELAZIONE FRA COSE DIVERSE). QUESTI MOVIMENTI SONO ESPRESSI INTERNAMENTE ED ESTERNAMENTENTE, CIOÈ’MOVIMENTO IN UNA DIREZI-OE PARTICOLARE E MOVIMENTO ROTATORIO (SPINS\); IL TEMPO DI QUALSIASI COSA E SOLO QUELLA STESSA COSA.
5) LA LUCE E’ SENZA TEMPO PERCHE’ NON HA SPIN* NON ESISTE NESSUNA RELAZIONE DI MOVIMENTO IN UN FOTONE, IL QUALE COMINCIA AD ESISTERE NEL TEMPO COME MATERIA QUANDO LA SUA VELOCITA’ IN UNA DIREZIONE PARTICOLARE DECRESCI~ DALLA VELOCITA’ ASSOLUTA DI 300.000 KM. AL SECONDO ALLE VARIE VELOCITA’ RELATIVE DI MOVIMENTO INTERNO ED ESTERNO.
6) L’ ATTRAZIONE E LA REPULSIONE DELLE COSE DIPENDONO DAI TIPI DI MOVIMENTO DI CIASCUNA COSA: SE LETERE E’DISTORTO VERSO L’ INTERNO, Cl SARA’ATTRAZIONE, SE LETERE E’DISTORTO VERSO L’ ESTERNO Cl SARA’REPULSIONE.
“Coloro che si considerano scienziati perché usano un linguaggio adatto matematici e hanno una preparazione tecnica, spesso basata su quella stessa matematica invece che sul mondo fìsico o su una logica derivata dal linguaggio comune degli uomini e perciò concreta con immagini di facile comprensione, sbagliano enormemente quando non vogliono considerare i possibili fenomeni che sono certamente al di là dei mezzi di osservazione”.
Nat Scammacca
Nell’etere, fra quanti, Planck, e Neuroni
Ho ricevuto un bel regalo durante una visita al carissimo amico Prof. Antonino Serbia, ho letto in modo vorace questo libro pensando di trovarci solo teoremi e formule. L’autore è riuscito magistralmente a coniugare fisica e filosofia, analizzando: naturalismo, religioni, credenzevarie e antichi filosofi. Fonti alle quali tutti ogni essere umano attinge o per credenza o fede, o per curiosità. Personalmente mi sento molto vicina al pensiero di Carlo Rovelli, infatti intendo il mio Dio come la natura. Mi aspettavo un libro più matematico ma ho trovato un libro di emozioni create dalla filosofia, il suo creatore è andato a scavare nei profondi recessi della filosofia, per unire amalgamando con la fisica il tutto, dal mondo dei quark, ai Planck, ai fotoni. Noi esseri umani “Computer biologici” che elaborano di continuo emozioni ed immagini come un film che inizia con il primo vagito e finisce al momento dell’ultimo respiro; dico computer umani, perché elaboriamo di continuo esperienze e passioni e dolori, immagazzinando nella nostra memoria frammenti di tutto quello che ci circonda come
‘Trame”, (frazioni di tempo) dopo freme (Il fotogramma è la singola immagine impressa su una pellicola cinematografica. Nella pellicola cinematografica sono impresse in sequenza delle immagini) ma non sappiamo cosa succede quando dormiamo, nel momento in cui passata la fase di maggiore attività del nostro riposo, quello REM, i movimenti oculari sono veloci e frequenti. La parola REM è formata dalle iniziali delle parole “rapid eye movement”, ovvero rapidi movimenti dell’occhio, ma le sue peculiarità non finiscono qui: «Questa fase è caratterizzata anche da atonia, ossia paralisi muscolare, e da una vivace attività cerebrale, diveniamo incoscienti, proprio come quando spegniamo il computer, potremmo essere proiettati nell’etere e quindi la nostra mente si potrebbe unificare con il tutto.
Il nostro cervello, la cosa più complessa che esista, la macchina più vicina al nostro cervello è il computer quantistico, che ragione ed è fa calcoli a velocità estremamente elevate, avendo la possibilità di interagire immediatamente fra zero e uno infatti non abbiamo più il bit ma abbiamo il qbit, identificazione che permette la macchina di elaborare contemporaneamente molti più processi, esattamente come il nostro cervello, unica differenza potrebbe essere la mancanza di coscienza quindi di sapere che esiste, alcuni film di fantascienza ci propongono la creazione di singolarità elaborative, sarà in grado l’uomo con la sua fragilità di proteggersi da eventi di questo tipo? Praticamente un fatto del genere ci porterebbe all’esistenza di una conoscenza informatica globale esiste?
Secondo alcuni ricercatori informatici,” documentario history Channel” esiste la possibilità che in un prossimo futuro quella che adesso conosciamo come rete internet, grazie ai supercomputer che sono stati costruiti prenderà coscienza.
L’uomo che vide l’Infinito (Srinivasa Aiyangar Ramanujan (tamil: PA: rjriinLvaiso raimai.nudAonl. pronunciaA : Erode. 22 dicembre 1887 -Kumbakonam. 26 aprile 1920) è stato un matematico indiano. Bambino prodigio, imparò la matematica in gran parte da autodidatta. Lavorò principalmente sulla teoria analitica dei numeri ed è noto per molte formule di sommatorie che coinvolgono costanti come lj, numeri pumi e la funzione di partizione. Frequentemente le sue formule furono enunciate senza dimostrazione e solo in seguito si rivelarono corrette. I suoi risultati hanno ispirato un gran numero di ricerche matematiche successive. Nel 1997 fu lanciato il Ramanujan Journal perla pubblicazione di lavori “in aree della matematica influenzate da Ramanujan”.)
Se quello che stato proposto nella rievocazione cinematografica dovesse essere solo vicino alla realtà allora, quando dormiamo o quando entriamo in meditazione si attiva una realtà quantistica, e quindi potremmo essere ed essere in tutti posti contemporaneamente. In altre parole potremmo eludere il tempo, pur essendo immobili. Altre storie oltre quella di Ramanujan sono emerse da testi ritrovati ad esempio quella Nikola Tesla (in serbo: Hukoao Tec AaSmilian. 10 luglio 1856 – New York. 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere elettrico.) molte delle sue invenzioni ha scritto che le avrebbe visto gli apparivano in lampi luminosi accecanti, spesso accompagnati da allucinazioni. Molte di queste visioni erano connesse a parole o idee.
Questo significa forse che siamo un universo olografico? Ed è per questo che alcuni soggetti possono percepire schemi, idee, che servono per una più veloce evoluzione del genere umano?
In fìsica, il principio olografico (è una congettura riguardante la gravità quantistica, proposta da Gerardus ‘t HoofìAA e sviluppata da Leonard Susskind.*A secondo cui l’intera informazione contenuta in un volume di spazio può essere rappresentata da una teoria che si situa sul bordo dell’area esaminata- Descrizione
Il principio olografico prende spunto da calcoli effettuati sulla termodinamica dei buchi neri, che implicano che l’entropia (o informazione) massima contenibile in una regione è proporzionale alla superficie che racchiude la regione, non al suo volume come ci si aspetterebbe (ovvero al quadrato del raggio piuttosto che al cubo).
Nel 1972, lo scienziato e astronomo Jacob Bekenstein si domandò cosa accade a un oggetto con entropia, ad esempio un gas caldo, quando varca l’orizzonte degli eventi di un buco nero: se essa scomparisse ciò comporterebbe una violazione del secondo principio della termodinamica, in quanto il contenuto aleatorio del gas (l’entropia) sparirebbe una volta assorbito dal buco nero. La seconda legge può essere salvaguardata solo se si considerino i buchi neri come oggetti aleatori, con un’enorme entropia il cui incremento compensi
Nikola Tesla (in serbo: HwKOJia Tecna?; Smilj an, 10 luglio 1856 – New York, 7 gennaio 1943) è stato un inventore, fisico e ingegnere elettrico,) molte delle sue invenzioni ha scritto che le avrebbe visto gli apparivano in lampi luminosi accecanti, spesso accompagnati da allucinazioni. Molte di queste visioni erano connesse a parole o idee.
Questo significa forse che siamo un universo olografico? Ed è per questo che alcuni soggetti possono percepire schemi, idee, che servono per una più veloce evoluzione del genere umano?
In fìsica, il principio olografico (è una congettura riguardante la gravità quantistica, proposta da Gerardus ‘t Hooft [1] e sviluppata da Leonard Susskind, [2] secondo cui l’intera informazione contenuta in un volume di spazio può essere rappresentata da una teoria che si situa sul bordo dell’area esaminata- Descrizione
Il principio olografico prende spunto da calcoli effettuati sulla termodinamica dei buchi neri, che implicano che l’entropia (il tempo e rientropia) (o informazione) massima contenibile in una regione è proporzionale alla superfìcIe che racchiude la regione, non al suo volume come ci si aspetterebbe (ovvero al quadrato del raggio piuttosto che al cubo).
Nel 1972, lo scienziato e astronomo Jacob Bekenstein si domandò cosa accade a un oggetto con
Nel 1981 il fisico e cosmologo Stephen Hawking mise in luce un ulteriore paradosso (teorie Filmato) : il paradosso dell’informazione del buco nero dovuto all’evaporazione dei buchi neri (radiazione di Hawking), fenomeno già previsto dalla termodinamica dei buchi neri e da lui calcolato quantificando gli effetti della fluttuazione quantistica (teoria filmato)in corrispondenza all’orizzonte degli eventi. In seguito all’evaporazione quantistica, con conseguente dissolvimento del buco nero, l’informazione passata oltre il punto di non ritorno dell’orizzonte degli eventi svanirebbe, violando il principio di conservazione dell’informazione (ovvero il primo principio della termodinamica). I processi che distruggono le informazioni non obbediscono alle leggi della fisica. Se una mela e una arancia cadono in un buco nero, la materia rimane intrappolata nell’orizzonte degli eventi finché il buco nero non evapora attraverso la radiazione di Hawking, e dopo che l’evaporazione è finita non sembra esserci alcun modo, neanche in linea di principio, per determinare quale sia entrato per primo, l’evaporazione dovuta alla radiazione di Hawking è casuale, e non contiene alcun tipo di informazione. L’evaporazione porta in ultima analisi alla violazione di una proprietà della meccanica quantistica: l’unitarietà (conservazione della somma unitaria delle probabilità nell’evoluzione di un sistema), un modo per esprimere il paradosso informativo. Tuttavia, secondo il premio Nobel della fisica Gerardus’t Hooft, la violazione riscontrata da Hawking era imputabile al suo approccio semi-classico nell’affrontare il problema, il paradosso sarebbe svanito sviluppando una teoria unitaria della gravità quantistica. Con questo approccio Hooft suppose che presso l’orizzonte degli eventi, i campi quantistici possono essere descritti da una teoria con una dimensione di meno, e ciò lo portò, parallelamente a Leonard Susskind, all’introduzione del principio olografico.
Nel 1993 il fisico teorico Leonard Susskind propose una soluzione del paradosso basata sul principio di complementarità (concetto mutuato dalla meccanica quantistica): il gas in caduta varcherebbe “o” non varcherebbe l’orizzonte, a seconda del punto di vista. Per un osservatore che seguisse il gas in caduta libera, l’attraversamento dell’orizzonte avverrebbe senza particolari fenomeni di soglia, in conformità al primo postulato della relatività ristretta e al principio di equivalenza dovuti ad Albert Einstein, mentre da un punto di vista esterno un osservatore “vedrebbe” le stringhe, ovvero i componenti elementari del gas, allargare le spire fino ad abbracciare la superficie dell’orizzonte degli eventi, sopra il quale si manterrebbe tutta l’informazione senza oltrepassarlo e senza alcuna perdita per l’esterno, nemmeno per successiva evaporazione. Fenomeni estremi avverrebbero nella singolarità, indescrivibili internamente, ma tali fenomeni sono complementari all’evaporazione, descrivibile esternamente all’orizzonte, dove l’informazione si dispone in superficie come su un ologramma. In sostanza l’informazione che si credeva perduta è codificata sulla superficie dell’orizzonte degli eventi, quindi non è persa.
Il principio olografico risolve dunque il paradosso informativo nel contesto della teoria delle stringhe, (filmato)
Nel caso del buco nero, la teoria olografica comporta che il contenuto informativo caduto nel buco nero sia interamente conservato in corrispondenza dell’orizzonte degli eventi nella misura calcolata di un’area di Planck per ogni bit d’informazione aggiunto (fotone in entrata di lunghezza d’onda pari al diametro dell’orizzonte).
Il gas in caduta nel buco nero allora varca “o” non varca l’orizzonte degli eventi? La soluzione è insita nella seguente domanda: quanto è grande una stringa (l’atomo, l’indivisibile)? Ebbene la risposta dipende dal punto di vista: l’atomo ha dimensioni infinitesime, e però cadendo in un buco nero ne avvolge l’orizzonte degli eventi come una guaina elastica stirata anche milioni di chilometri.
Se tale soluzione suona strana, ciò è niente rispetto a quel che viene di conseguenza, sempre secondo Suss-kind: il principio olografico serve non solo a descrivere condizioni estreme, ma anche per descrivere la realtà fisica comunemente percepita in relazione all’orizzonte degli eventi cosmico, ovvero il confine sferico rispetto a un punto di vista al centro, dove l’espansione del cosmo tende alla velocità della luce. Come per il buco nero, un osservatore situato sulla soglia dell’orizzonte cosmologico, ma ancora in contatto causale col centro, “vedrebbe” le stringhe, ovvero i componenti elementari della materia sensibile situata al centro dipanarsi e avvolgersi sulla superficie dell’orizzonte. Secondo il principio olografico, eventi percepiti internamente all’orizzonte come tridimensionali (a bassa frequenza e bassa energia, cosiddetti infrarossi) sono componenti a bassa frequenza di eventi estremi (ad alta frequenza ed alta energia, cosiddetti ultravioletti) che avvengono sulla superficie sferica bidimensionale dell’orizzonte cosmologico.
Il fisico Juan Maldacena nel 1997 ha dimostrato che all’interno di uno Spazio Anti de Sitter la teoria della gravitazione è equivalente a una teoria quanto meccanica in uno spazio con una dimensione in meno. Il risultato lega la gravitazione alla meccanica quantistica, la cui unificazione rappresentava una chimera della fisica teorica fin dai tempi di Einstein. La soluzione matematica del principio olografico è stata ricavata per un particolare tipo di spazio tempo a curvatura negativa: lo spazio anti de Sitter, a costante cosmologica negativa, cioè opposta a quella misurata astronomicamente per il nostro universo, che è sostanzialmente piatto e a curvatura lievemente positiva, cioè uno spazio di de Sitter caratterizzato da una pressione di vuoto (energia oscura), dunque instabile, asimmetrico e in lieve espansione inflativa esponenziale (73,2 chilometri al secondo per ogni 3,26 milioni di anni luce), e con un orizzonte degli eventi cosmologico.
Daniel Grumiller nel 2014 ha validate il principio olografico anche in uno spazio tridimensionale sostanzialmente piatto, come il nostro, quantificando la misura di informazioni quantistiche di entanglement in un sistema (due particelle quantistiche in entanglement non possono essere descritte individualmente ma formano un unico oggetto quantistico, anche se molto distanti). Dimostrando che la misura della quantità di entaglement in un sistema, detta “entropia di entanglement”, assume lo stesso valore sia secondo una teoria quanto meccanica in uno spazio bidimensionale, sia secondo una teoria della gravità quantistica in uno spazio piatto tridimensionale. L’equivalenza conferma dunque che il principio olografico vale anche in uno spazio tridimensionale caratterizzato da una costante cosmologica simile a quella misurata per il nostro universo.
Definizione
Il principio olografico attesta che al più esiste un grado di libertà (o una costante di Boltzmann k, l’unità di entropia massima) per ognuna delle quattro unità di misura di Planck, il che può essere rappresentato nella forma di limite di Bekenstein: dove {\displaystyle S} è l’entropia e {\displaystyle A} è l’unità di misura considerata. Derivazione della legge di gravitazione universale.
Nel 2009, Erik Veriinde formalizzò un modello concettuale che descrive la gravità come una forza entropica^], che suggerisce che la gravità è una conseguenza del comportamento statistico deU’informazione associata alla posizione dei corpi materiali. Questo modello combina l’approccio termodinamico della gravità con il principio olografico, e implica che la gravità non sia una interazione fondamentale ma un fenomeno che emerge dal comportamento statistico dei gradi di libertà microscopici codificati su uno schermo olografico. Secondo questo modello, la legge di gravità può essere derivata applicando la meccanica statistica classica al principio olografico, che aiferma che la descrizione di un volume di spazio può essere rappresentato come bit d’informazione binaria, codificata ai confini della regione, una superficie di area. Informazione distribuita casualmente sulla superficie, con ciascun bit d’informazione immagazzinato in una superficie elementare dell’area, è la lunghezza di Planck.
Il teorema statistico di equipartizione lega la temperatura di un sistema con la sua energia media: dove è la costante di Boltzmann.
Questa energia può essere identificata con la massa M per la relazione di equivalenza di massa ed energia:
E=Mca {2}.
La temperatura effettiva sperimentata da un rivelatore uniformemente accelerato in un campo di vuoto o stato di vuoto è data dall’effetto Unruh. Questa temperatura è: dove è la costante di Planck ridotta, l’accelerazione locale, che è legata alla Forza {F} dalla seconda legge di Newton del moto: {F=ma}.
Assumendo ora che lo schermo olografico sia una sfera di raggio {r}, la sua superficie è data da:
{A=4 rA{2}},
Da questi principi si deriva la legge di gravitazione universale di Newton:
{F=G{\frac {mM}{rA{2}}}}.
L’iter è reversibile: leggendolo dal basso, dalla legge di gravitazione, risalendo per i principi della termodinamica si ricava l’equazione che descrive il principio olografico.
Credo che, siamo stati costruiti molto velocemente la crescita in termini di evoluzione universale per la nostra specie è stata un battito di ciglia, ed per questo che ci siamo portati appresso un mare di difetti, né era consapevole anche Alfred Russel Wallace(Alfred Russel Wallace (Llanbadoc, 8 gennaio 1823 – Broadstone, 7 novembre 1913) è stato un naturalista, geografo, biologo, esploratore e antropologo gallese. Formulò una teoria dell’evoluzione per selezione naturale, simile a quella che nello stesso periodo stava elaborando Charles Darwin) che in una lettera al suo amico e mentore Darwin, aveva manifestato il problema come la teoria evoluzionistica avesse delle falle se applicata alla nostra specie.
Infatti i parametri dell’evoluzione standard di Darwin, sono applicabili al genere umano. Una evoluzione avvenuta in 50,000 mila anni è estremamente veloce, mentre i nostri parenti più prossimi(Pri-mati=scimmie) sono fermi da oltre 4 milioni di anni.
Mi è piaciuta molto l’idea di coniugare filosofia e religioni nello stesso libro, con incursioni nelle esperienze orientali zen, mentre credo molto lontane quelle cristiane ho para cristiane dal pensiero di Rovelli..
Troviamo elementi buddhisti ed induisti che risuonano bene attraverso come antichi scritti, Mahabharata, che per nostra fortuna non sono stati toccati dalle mani del potere cristiano. Trasmessi prima da uomini libro (testi inizialmente trasmessi per via mnemonica), e successivamente scritti al sorgere delle prime forme di scrittura( Infatti si trovano in quella parte del mondo, i testi più antichi esistenti., e poi finalmente in scrittura, esistono testi che hanno conservato risalenti a ben 4000 anni fa, su pergamene o bambù.) tramandati e conservati per come erano in origine.
Un tuffo fra i grandi filosofi ” lo spazio del tempo non esistono nella struttura fondamentale dell’universo”, lo scienziato ci ricorda le interpretazioni di Aristotele Newton ed Einstein, ricordo alcune di queste teorie erano state analizzate anche Nat Scammacca, pubblicate già sul Trapani Nuova negli anni 70. Quindi Rovelli invita ad un modo diverso di pensare il rapporto con il tempo, forse immaginando un diverso modo di concepirlo fra specie e specie, infatti non tutti gli esseri di questo mondo hanno lo stesso tempo di vita.
Immaginiamo per un attimo, cosa direbbe: papà Mosca ad un figlio Mosca avendo visto un quell’essere umano, ricorderebbe di aver udito da suo nonno Mosca che quell’essere è immortale, perché a suo tempo il bis bis nonno Mosca lo aveva già visto. Questo significa quindi il tempo è immobile ed è relativo alla specie di cui si parla.
L’universo infinito non sembra ragionevole; l’universo può essere finito e nello stesso tempo essere infinito o essere un multiverso, più universi uno accanto all’altro proprio come un gruppo di bolle di sapone che galleggiano nel vuoto uno accanto all’altro a volte scontrandosi e scoppiando creando dallo scoppio un nuovo BIG BANG.
Ed ecco che avviene BIG BANG, (Il Big Bang (pron. inglese /bifflbinE/[l], in Italiano “Grande Scoppio”) è un modello cosmologico basato sull’idea che l’universo, iniziò a espandersi a velocità elevatissima in un tempo finito nel passato a partire da una condizione di curvatura, temperatura e densità estreme e che questo processo continui tuttora), ed in un tempo di Planck, veramente piccolo difficilmente misurabile, ma dalle altissime temperature createsi per la velocità oscillazione dell’etere, dove i fotoni e elettroni vorticano in una spirale gravitazionale ha inizio la materia, il primo atomo.
(Ipotesi del Multiverso nella fisica Laura Mersini-Houghton propose la teoria che il “cold spot” rivelato dal satellite WMAP potrebbe fornire un’evidenza empirica misurabile per un universo parallelo all’interno del multiverso. Secondo Max Tegmark,[15] 1’esistenza di altri universi è conseguenza diretta delle osservazioni cosmologiche. Tegmark descrive l’insieme generale di concetti correlati che condividono la nozione che esistono altri universi al di là di quello osservabile, e si spinge a fornire una tassonomia degli universi paralleli organizzata a livelli. [16]
Classificazione
Per poter rendere chiara la terminologia, i fisici George Ellis, U. Kirchner e W.R. Stoeger consigliano l’utilizzo del termine “Universo” per il modello teorico della totalità dello spaziotempo connesso nel quale viviamo, dominio universo per l’universo osservabile o una parte simile dello stesso spazio-tempo, “universo” per uno spazio-tempo generale, che si applica sia al nostro “Universo” oppure ad un altro disconnesso dal nostro, multiverso per una collezione di spazio-tempi non connessi tra di loro, e universo a multi-domin-io per riferirsi a un modello dell’insieme di spazio-tempi singoli connessi nella modalità descritta dai modelli della teoria dell’inflazione caotica. [17] I livelli secondo la classificazione di Tegmark descritti secondo la terminologia di Ellis, Koechner e Stoeger sono brevemente descritti in seguito.
Universi a multi-dominio (nell’interpretazione di Ellis, Koechner e Stoeger)
I Livello (Multiverso aperto): una predizione generica di inflazione cosmologica è quella dell’universo infinito dell’ipotesi ergodica, che, essendo infinito, deve contenere vari volumi di Hubble che adempiano tutte le condizioni iniziali.
Universi con costanti fisiche diverse
II Livello (Teoria dell’universo a bolle di Andrej Linde): nell’inflazione caotica, altre regioni termalizzate possono avere diverse costanti fisiche, diversa dimensionalità e diverso contenuto di particelle (sorprendentemente, questo livello include anche la teoria di Wheeler sull’universo oscillante).
Multiversi (nell’interpretazione di Ellis, Koechner e Stoeger)
Livello III (Interpretazione multimondo di Hugh Everett III): si tratta di un’interpretazione della meccanica quantistica che propone 1’esistenza di universi multipli aventi tutti le stesse costanti fisiche ma che si differenziano per ciò che succede al loro interno: ad esempio, se in un universo una particella elementare subisce l’effetto tunnel, in un altro non lo fa; allo stesso modo, sempre a titolo di esempio, un uomo potrebbe venire ucciso in un universo ma non in un altro e così via. Molti ritengono che l’interpretazione di Everett sia un’estensione conservativa della meccanica quantistica standard, il che vuol dire che se si riesce ad esprimere i suoi risultati nel linguaggio della meccanica quantistica ordinaria, essa non porta a nuovi universi con leggi e costanti fisiche diverse, ossia a nuovi risultati non-contemplati dalla fisica senza interpretazione everetti-ana, ciò che rende quest’ultima superflua dal punto di vista del Rasoio di Ockham. Questo, secondo Tegmar, “è un fatto ironico, dal momento che storicamente questo livello è stato il più controverso”. Nel settembre del 2007 David Deutsch ha presentato quella che viene considerata una prova dell’interpretazione a molti-mon-di.[18][19]
Insieme definitivo
Livello IV (insieme definitivo di Tegmark): altre strutture matematiche danno differenti equazioni fonda-mentali per la fisica. Questo livello considera reale ogni ipotetico universo basato su queste strutture. Siccome esso contiene tutti gli altri insiemi porta a chiusura la gerarchia dei multiversi: non ci può essere un livello 5. La questione ancora aperta riguarda le possibili suddivisioni del livello IV in futuro.
Teoria M
Un multiverso di una specie differente è stato ipotizzato con l’estensione all dimensioni della teoria delle stringhe conosciuta come Teoria M. (Filmato) In questa teoria, il nostro e gli altri universi sono creati da collisioni fra membrane in uno spazio avente 11 dimensioni. [20]
Critiche
Le ipotesi sul multiverso sono controverse all’interno della comunità scientifica e non ancora accettate dalla maggioranza degli studiosi, che la collocano nella scienza di confine e affermano che la teoria deve essere oggetto di appropriati studi scientifici per poter essere validata.[21]. Le critiche più ricorrenti [22] sono le seguenti:Gli universi paralleli non sono osservabili, non solo di fatto ma (generalmente) nemmeno in linea teorica;
manca la verificabilità empirica, che demarca il discorso scientifico dagli altri ambiti
Non sembrano superare il criterio della falsificabilitàdi Popper
Sono una conseguenza di ipotesi scientifiche ancora incerte e controverse
In quanto soluzione complicata e ridondante, rischiano di soccombere al “rasoio di Occam”
In generale molti considerano simili prospettive più filosofiche che scientifiche, più vicine alla metafisi-cache alla fisica)
Descrizione di Nat Scammacca del Planck ”Se si considera come legge semplicemente un continuum amorfo, per logica si conclude che la forma della materia non è dovuta esso -etere- ma al movimento; dunque le leggi fisiche e la forma della materia che governano l’universo sono dovute ai rapporti del movimenti stessi premesso che ancora non sia stata stabilita la forma della materia in movimento stesso.
Invece se consideriamo l’etere formato di elementi di dimensione minima, tutti uguali, e supponiamo che questa dimensione sia quel la del “fotone” della misura di Planck”(dove h è la costante di Planck. (Plank Filmato) Fornisce, inoltre, una formula per la distribuzione statistica dell’energia di tali quanti.
Questa equazione viene per esempio comunemente utilizzata per ricavare l’energia di un fotone.
Usando le unità SI, l’energia è misurata in joule, la frequenza è misurata in hertz, e la costante di Planck è misurata in joule secondi), descriveremo un etere che è alla base delle leggi fisiche della natura e della forma della materia nell’universo.)
Un movimento senza alcuna forma iniziale e perciò privo di qualsiasi costrizione data dai “fotoni” immobili di un etere, totalmente libero nello universo, che scorre attraverso un etere amorfo, ci lascerebbe perplessi, quando vogliamo considerare la possibilità che quel movimento in un secondo tempo, prenda una forma o l’altra, risultato, forse, di incontri di movimenti nello spazio; soltanto uno sforzo superiore alla capacità logica della mente umana. A questo punto, mi sembra necessario evidenziare che, secondo me, il movimento comune concepito non esiste, che sia etere o etere strutturato da “fotoni”(da cui ha inizio la materia) della dimensione di Planck, quel movimento sarà soltanto una oscillazione dell’etere, affermando che nessuna particella, sia dell’etere amorfo o delle interpolate da “fotoni” si sposti da un punto all’altro dell’etere -spazio- E da chiarire, che un etere amorfo possa dare origine a forme appartenenti a vari livelli dell’esistenza (esempio: a fotoni, atomi, molecole, eccetera eccetera eccetera).”
Alla domanda se noi siamo figli delle stelle, si possono avere più interpretazioni, sicuramente abbiamo anche noi atomi forgiati in qualche supernova della prima generazioni di stelle, quindi possiamo dire che siamo veramente (extraterrestri) provenienti dalle stelle, ma siamo un ammasso di atomi riciclati.
E noi esistono molti elementi metallici in noi, il ferro, il magnesio, selenio ed altri agglomerati che fanno di noi quello che siamo.
Poi esiste un’altra tesi quella che proveniamo o che siamo stati trapiantati qui un’altra civiltà milioni di anni più vecchia della nostra: infatti è da notare che gli accademici non prendono in esame la possibilità che tutti i miti della terra sembrano scritti con la stessa mano, che tutti abbiano raccontato solo favole e miti, non tenendo conto di molti elementi Le incisioni rupestri (dette anche petroglifi o graffiti) sono segniscavati nella roccia con strumenti appuntiti di vario genere, come una punta di roccia più dura a forma di scalpello, utilizzando una tecnica di picchiettatura, guidata o meno da un percussore o una punta metallica (tipo pugnale, di bronzo o di ferro), o usando una tecnica di raschiatura a graffio, da cui il nome graffito.. ).
Come quasi tutte le leggende e miti di moltissime popolazioni del pianeta riportano sempre ai figli delle stelle, indicando che esseri sono scesi per istruire i loro antenati, a questo si riferiscono I teorici degli antichi alieni, esempio noto la tribù africana dei Dogon, sono una popolazione del Mali, che occupa la regione al sud del fiume Niger, praticano una religione animistica del Dio creatore” Amma”. L’astronomia conosciuta dai Dogon È stata ritenuta superiore alle loro capacità, Griaule e Dieterlen, che per oltre un ventennio, tra il 1931 e il 1956, stando a quanto riportato dai due esploratori sopra citati, questa tribù da oltre 400 anni per quanto riportato dagli sciamani, Avrebbero conosciuto che la stella Sirio ha una compagna invisibile a doppio nudo, per quanto ricordato anche dagli stessi esploratori i dogon sono a conoscenza degli anelli di Saturno e delle lune di Giove. Nel 1976 Tempie, nel suo libro The Sirius Mystery, riprendendo le osservazioni di Griaule e Dieterlen, si spinse a sostenere che la cosmologia D
ogon fosse il frutto di un remoto contatto con una civiltà extraterrestre, i Nommo, esseri anfibi intelligenti provenienti da un pianeta di Sirio C.
l’antropologo olandese Walter van Beek, Invece dopo un soggiorno presso tale tribù ha concluso che non avessero tali capacità e conoscenze. Questo non confuta il fatto che moltissime altre storie esistono in svariati popoli in giro per la terra.
Solo esistono teorie come quella degli antichi alieni, come quelle:
Zecharia Sitchin “(Baku, 11 luglio 1920 – New York, 9 ottobre 2010) è stato uno scrittore azero naturalizzato statunitense. È stato autore di molti libri sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudo archeologia, e sostenitore della “teoria degli antichi astronauti” come spiegazione dell’origine dell’uomo. Le speculazioni di Sitchin, basate sulla sua personale interpretazione dei testi sumeri, vengono considerate pseudoscienza e pseudostoria dalla comunità scientifica, rifiutate da scienziati, storici e accademici.
(Inoltre le teorie e i libri di Sitchin sono stati fortemente criticati per ragioni quali la mancanza di conoscenze o studi specifici sull’archeologia mesopotamica e sulla storia del Vicino Oriente antico, congiunta ad una metodologia difettosa nello studio dei testi antichi sumerici, traduzioni errate di tali testi e affermazioni astronomiche e scientifiche che non corrispondono alla realtà.
Egli attribuisce la creazione dell’antica cultura dei Sumeri ad una presunta razza aliena, detta Elohim (in ebraico) o Anunnaki (in sumero), proveniente dal pianeta Nibiru nei testi Sumeri e in quelli Babilonesi Marduk, un ipotetico pianeta del sistema solare dal periodo di rivoluzione di circa 3600 anni presente nella mitologia babilonese. L’esistenza di corpi celesti oltre Nettuno, di grandi dimensioni è comunque tuttora oggetto di dibattito, specialmente dopo la scoperta di Sedna.
Sitchin afferma anche che in corrispondenza della fascia principale degli asteroidi del sistema solare si sarebbe trovato anticamente un pianeta che i Sumeri chiamavano Tiamat che sarebbe previsto dalla Legge di Titius-Bode. Dalla disastrosa collisione tra Tiamat e Nibiru, narrata in forma epica nel poema sumero/ babilonese Enuma Elish, sarebbe nata la Terra (in sumero, “Ki”), poi spinta nella sua orbita attuale da unasuccessiva ulteriore perturbazione gravitazionale di Nibiru, e la attuale fascia degli asteroidi.
Il punto di vista di Sitchin non è supportato da alcuna prova scientifica, e la sua speculazione non viene considerata attendibile per via dell’assenza di prove a sostegno, sia dal punto di vista linguistico che dal punto di vista astronomico. [1]
Le speculazioni di Sitchin andrebbero secondo alcuni nella categoria del creazionismo non-religioso, ma lo stesso Sitchin riporta nei suoi testi nozioni di evoluzionismo teista, sebbene egli sostenga che l’uomo sarebbe a suo dire frutto di esperimenti di ibridazione genetica con specie terrestri condotti dagli Annunaki. [2]”)
O in alternativa a quella che esce fuori dal vecchio testamento, Mauro Biglino traduttore di testi e codici antichi, che ha tradotto per le edizioni per le Ed. S. Paolo molti libri del vecchio testamento, che pone un’alternativa allo status quo evoluzionistico, con le traduzioni mettendo in evidenza una razza nominata “Elohim che ha volutamente costruire la razza umana utilizzando il materiale grezzo dei primati già esistenti su questo pianeta.
(Mauro Biglino (Torino, 13 settembre 1950) è un saggista italiano che si occupa principalmente di storia antica e Antico Testamento. Già traduttore di ebraico biblico all’interno di un progetto editoriale delle Edizioni San Paolo, Biglino ha eseguito la traduzione interlineare di diciassette libri del testo maso-retico della Bibbia ovvero i 12 Profeti minori e le 5 Meghilot, traduzioni raccolte nei due volumi I profeti minori e I cinque Meghillot. Basandosi in parte sulla sua traduzione, che definisce letterale [1] [2], Biglino affronta la Bibbia da un lato attribuendole una natura di cronaca storica, dall’altro desumendone ipotesi inseribili nel filone del neoevemerismo, della paleoastronautica e del creazionismo non religioso. Ha interpretato se stesso in Creators: The Past, film non ancora uscito che vede la partecipazione di Gérard Depardieu, William Shatner e Bruce Payne [3] [4]. È inoltre coautore di fumetti basati sui suoi libri[5].
Ipotesi e metodologie di traduzione
Biglino propone una disamina dell’Antico Testamento – nella fattispecie la Biblia Hebraica Stuttgarten-sia – utilizzando un approccio alla traduzione del testo che egli asserisce essere il più letterale possibile ed esortando, in alcuni casi, a mantenere i termini originari, non traducendoli affatto [6]. In particolare, pone in risalto quelli che reputa riferimenti alle conoscenze tecnologiche di coloro i quali, gli “Elohim”, avrebbero “creato” l’uomo a propria immagine e somiglianza.
Biglino presenta l’ipotesi secondo cui, nel Vecchio Testamento, lo stesso termine “Elohim” non indicherebbe una singola entità, ma un gruppo di esseri evoluti che avrebbero accelerato l’evoluzione del genere umano avvalendosi di tecniche avanzate di ingegneria genetica, i quali si sposterebbero e utilizzerebbero velivoli (identificati come velivoli alieni) – o comunque a dispositivi dotati di tecnologie ignote e incompatibili con le conoscenze dell’epoca; da cui la possibile presenza di esseri viventi giunti da altri pianeti o appartenenti a civiltà avanzate non riconosciute dalla storiografia ufficiale [7].
Sulla identificazione degli “Elohim” con extraterrestri o comunque esseri evoluti provenienti da altri mondi, Biglino stesso riferisce: [8]
«[…] Io ho ripetutamente detto e continuo a dire che “non so chi siano gli Elohim perché la Bibbia non lodice” ma quando mi si pone la domanda precisa io non mi sottraggo e dico sempre che “faccio finta” che gli antichi abbiano detto il vero e i popoli di tutti i continenti della Terra definiscono “quelli là” come “figli delle stelle”, per cui io applico il mio metodo e “faccio finta” che sia vero. L’esistenza di “quelli là” è inoltre sicuramente più credibile e statisticamente più probabile che non quella di quel Dio che i teologi hanno inventato partendo da Elohim. Se si scoprirà che “quelli là” erano E.T. io dirò “bene”. Se si scoprirà che “quelli là” non erano E.T. io dirò “bene”. L’importante è capire l’inganno colossale che si cela dietro l’affer-mazione “Elohim uguale Dio spirituale”.»
Al di là delle teorie ufologiche, le traduzioni da lui esposte – imperniandosi su sottili differenze semantiche e interpretative – differiscono in forma e in contenuto da quelle adottate dalle maggiori confessioni religiose. Nel volume La Bibbia non è un libro sacro, ad esempio, l’autore illustra la propria tesi secondo la quale concetti quali:
Dio (nel senso di divinità spiritualmente intesa), che le traduzioni dall’Antico Testamento assimilano sia a Yahweh che allo stesso Elohim
“Altissimo” (attributo di Dio), tradotto dal termine ebraico El Elyon “Onnipotente” (attributo di Dio), tradotto dal termine ebraico El Shaddai peccato originale
eternità, tradotto dal termine ebraico Olàm Gloria (religione), tradotto dal termine ebraico Kavod
non sarebbero contemplati nell’Antico Testamento ovvero sarebbero comunque il frutto di traduzione errata. L’argomentazione passa al vaglio le plausibili modifiche apportate ai testi e il ruolo assunto, nel corso dei secoli, da determinate figure chiave [9] [10] [11] [12].
Se si accetta questa ipotesi, naturalmente decade il concetto di peccato originale in quanto gli adam, ovvero il gruppo di esseri che l’autore suppone geneticamente modificati dagli elohim, dovevano essere, sempre secondo Biglino, addestrati per servire i loro padroni, dotati di una nuova intelligenza, abili nella gestione degli animali e nell’agricoltura, a differenza dei loro simili confinati al di fuori del giardino dell’Eden – letteralmente tradotto come “giardino recintato e protetto”. Yahweh, che Biglino afferma essere stato tradotto erroneamente con “Dio”, è ipotizzato essere solo un figlio minore di uno dei capi Elohim; egli non sarebbe altro che un comandante militare a cui era stato affidato, non l’intero popolo ebraico, bensì solamente un ramo della famiglia di Abramo, limitatamente alla stirpe Giacobbe/Israele, e che istigava a guerre fratricide per conquistare lembi di terra e piccole aree del territorio palestinese. Ben diverso, secondo l’autore, era invece il compito degli altri Elohim, più esperti, che si occupavano di popoli come l’Egitto e la Grecia per i quali, ancora oggi, e tramite parallelismi con i poemi epici (Iliade, Odissea, Epopea di Gilgamesh, per la tradizione occidentale), i sostenitori della paleoastronautica affermano di rilevare le cosiddette “tracce degli Dei” [13])
Forse per questo motivo siamo indotti verso il transumanassimo, leggo dal libro del Professor Serina:” il cardinale Ravasi, pensiamo alla categoria” anima” alla questione della coscienza, al rapporto corpo-mente”, siamo portati al transumanassimo, forse da qualcosa di ancestrale, che non ha fare con !’anima, ma con cosa insita nel nostro DNA, per altro ancora per buona parte sconosciuto, la curiosità di portare a termine ulteriori esperienze.
(L’importanza del DNA spazzatura nell’evoluzione: Manterrebbe l’integrità genetica di un organismo. Le regioni non codificanti del genoma ricoprirebbero un’importanza fondamentale per la sopravvivenza evolutiva degli organismi – Il DNA spazzatura influenza il comportamento sociale il materiale genetico chiamato collettivamente aDNA spazzatura”, perché non contiene istruzioni per geni che codificano proteine e sembra avere poca o nessuna funzione, rivestirebbe invece un’importanza fondamentale per la sopravvivenza evolutiva di un organismo. Lo sostiene uno studio condotto da un biologo dell’Università della California di San Diego e pubblicato sul numero del 20 ottobre della rivista “Nature”. Peter Andolfatto atferma che queste regioni non codificanti svolgono un ruolo importante nel mantenere 1’integrità genetica di un organismo. Studiando i geni del moscerino della frutta (Drosophila melanogaster), il ricercatore ha scoperto che queste regioni sono fortemente influenzate dalla selezione naturale, il processo evolutivo che conduce di solito alla sopravvivenza degli organismi e dei geni più adatti all’ambiente. Le scoperte di Andolfatto sono importanti perché le similarità delle sequenze genomiche di specie così diverse suggeriscono che all’origine delle differenze evolutive fra gli esseri umani e i loro parenti più prossimi possano esserci proprio le regioni non codificanti. )
“Il sequenziamento del genoma completo dell’uomo, del moscerino, dei nematodi e delle piante – spiega il ricercatore – ha rivelato che in queste specie il numero di geni che codificano per proteine è molto più simile del previsto. Curiosamente, le differenze maggiori fra i grandi gruppi di specie sembrano essere legate alla quantità di DNA spazzatura anziché al numero di geni”. Usando un approccio genetico sviluppato di recente, Andolfatto ha dimostrato che queste regioni di DNA spazzatura – che nel moscerino contano per circa l’80 per cento del genoma totale – stanno evolvendo più lentamente del previsto a causa delle pressioni della selezione naturale.
Il comportamento sociale degli esseri umani può dipendere dalla lunghezza di frammenti di DNA apparentemente privi di funzione, il cosiddetto DNA spazzatura.
Perché alcune persone sono timide mentre altre sono estroverse? Uno studio pubblicato sulla rivista “Science” dimostra per la prima volta che il comportamento sociale può essere plasmato da differenze nella lunghezza di frammenti di DNA apparentemente privi di funzione, il cosiddetto “DNA spazzatura”.
Il cosiddetto DNA spazzatura che potrebbe essere la causa che ci indirizza verso il transumanesimo?
Basti pensare alle protesi, agli innesti, ai micro chip, che già si impiantano per risolvere problemi di mobilità, ma anche per risolvere altre patologie di tipo celebrale, sicuramente il transumanesimo della nostra specie sarà un prezzo necessario, se non vogliamo essere una razza confinata su questa biglia Blu,( DNA alieno. Alcuni mesi fa il team di ricerca del Centro Ricerca e Studio Genoma del Massachussetts capitanato dal Dr. Philip Label ha annunciato di avere fatto una scoperta sensazionale: nel DNA umano sono stati riscontrati 130 geni di natura non umana, cioè alieni. La presenza di questi geni alieni nel genoma umano secondo il Dr. Label è possibile solo tramite un complicato meccanismo chiamato “Trasferimento Genico Orizzontale”, cioè lo stesso meccanismo con il quale organismi unicellulari, come batteri, possono evolvere rapidamente dentro le nostre cellule integrando il loro genoma al genoma umano. Normalmente questo evento nell’uomo può portare ad esiti patogeni, in questo caso invece i geni alieni sembrano sostituirsi a quelli umani nendo integrati e rimpiazzandone la funzione senza causare patologie, anzi, migliorando le qualità strutturali della cellula. Secondo i ricercatori non si tratta di geni terrestri, in quanto mai riscontrati in nessun organismo unicellulare o pluricellulare sulla Terra. A tale proposito il Dr. Laber ha chiarito: cTl meccanismo del trasferimento genico orizzontale è stato alla base dell’evoluzione dell’uomo per millenni, nel corso della nostra evoluzione abbiamo integrato molteplici genomi da parte di altri organismi terrestri. La cosa estremamente strana è che generalmente è possibile risalire al genoma di origine attraverso le nostre ricerche, questa volta abbiamo vagato al buio per anni, solo confrontando i nostri dati con quelli forniti dall’INU (Istituto Nazionale Ufologia) siamo riusciti a capire che si trattava di geni alieni, di origine extraterrestre. Pensiamo di essere alla base di un momento cruciale della nostra evoluzione, dove l’evoluzione non sarà più una questione soltanto terrestre, ma comprenderà anche altre realtà”.) anche molti scienziati della Nasa sono convinti che espandersi verso lo spazio sia necessario, questo implica la necessità di modificare la nostra struttura. Infatti così come siamo non potremmo affrontare una lunga permanenza nello spazio sia in termini di lunghezza della nostra esistenza sia per i problemi potrebbero insorgere per la quantità di radiazioni, cosmiche, solari per la differenziazione della gravitazionale, fra il pianeta e una nuova casa. Ecco perché sicuramente ci sarà nel futuro una razza modificata e potenziata in laboratorio per eseguire questi scopi.
Fonti
Srinivasa Aiyangar RamanujanWikipedia Nikola TeslaWikipedia principio olografico Wikipedia BIGBANGWikipedia
Ipotesi del Multiverso Laura Mersini Wikipedia Teoria dell’universo a bolledi Andrej Linde Wikipedia Prende il nome da James Prescott Joule.
Prende il nome dal fisicotedesco Heinrich RudolfHertz Wikipedia L’astronomia conosciuta dai Dogon Wikipedia
Prende il nome da Max Planck, che la introdusse nel 1900 in seguito agli studi Zecharia Sitchin Wikipedia
Mauro Biglinotraduttore di testi e codici antichi Wikipedia
DNA spazzatura”, https://www.altrogiornale.org/il-dna-non-ha-spazzatura/
DNA umano contiene geni e genoma alieni https://telodiciamonoisevuoi.altervista.org/2015/10/17/dna-umano-contiene-geni-genoma-alieni/et-e-dna/
GLI ENUNCIATI Di SCAMMACCA “ Nuova Fisica Trapani Nuova 1976 “
La tela della vita di Rehanul Hoque
Le foglie sono diventate gialle e poi sono cadute in inverno.
La scarsità di magnesio e la mancanza di acqua hanno reso le foglie abbastanza pallide da perdere, questo è quello che sapevo.
Ma ho adorato gli alberi senza conoscere tutti questi
Mi piace che si sono alzati abbastanza in alto da guardare il cielo blu
negli occhi di un autunno, in un momento in cui il cielo appare come la tela di un eminente pittore!
Ovunque il pittore metta un graffio,
si trasforma in una magnifica opera d’arte che termina in stelle fi con l’autunno.
Alcuni di loro sono Sole, Ercole o Bernadi Alcuni Sirio, Giove e Mira
Senza riflettere, senza sapere a fondo che li amavo, cercarono di coprirli con la mia entità.
In piedi sull’orlo del tempo e della grande espansione Qualsiasi tentativo di attingere se qualcuno si oppone alla supplica di questa meschina creatura, si è rivelato ebraico.
Qui, la serenità trovata dalla mattina inumidisce ogni piccolo movimento di un fascio di risaia dal sole di tutti i giorni, uccelli cinguettanti, melodia del vento del sud e
una piccola goccia tra le onde in acqua stagnante -replicare ma il mio senso, imita il mio fremito Un crescendo del brivido inonda il mio intero essere.
Per tutta la vita ho sopportato il tocco morbido dell’erba inzuppata di rugiada, ho
annusato il fango estremamente marcio che ha
sentito gli uccelli mentre le loro ali svolazzare
assorbivano l’entusiasmo di esseri voluttuosi
assaggiato fruttosio, acido, minerali e vitamina
Era difficile intravedere batteri e virus
Ma li ho visti: ho visto il
loro impero, ho sentito il modo in cui hanno aggrottato le sopracciglia verso gli altri. In effetti, che crederanno che questi animali di giovinezza inarrestabile hanno regnato in Antartide per dieci milioni di anni!
Al contrario, Variola e influenza erano personaggi familiari.
Fino ad oggi c’è una rissa tra noi
che ho visto ciascuna delle cellule vuote di un uccello.
Una volta ho dovuto navigare da solo come Chiurlo-Nei lungo percorso accidentato senza riparo, svago e cibo costantemente mi venne in mente il pensiero della terra, il
suo vento generoso, il mare sconosciuto, la vasta natura selvaggia, il verde esteso che il Sole squarciava l’orizzonte per trovare un cimitero;
In mezzo a ondate agitate di oceano, con lampi spaventosi e tuoni che mi ricordavano, chi sono.
In cerca di una risposta, ho trovato tutti i fulmini pronti con una risposta Intensa oscurità tutt’intorno e nessun suono a volte chiazze di luce e ombra, un’alba troppo rara, un crepuscolo.
Sono una luce scintillante in mezzo.
Il mio passato e il futuro – oscurità assoluta Anche se l’oscurità non è vuota qui, piena invece.
Spremuto da una terribile gravitas, degenero in Spaghetti o in un marmo di immensa densità
e vengo esposto alla fine del tunnel a un universo senza confini.
L’euglena, l’ameba e i genitali femminili sono disponibili anche in quel mondo, ma qui è unico il test che non
ho sentito carismatico in nessun altro posto diverso da questo luogo.
La bellezza, la fragranza e il colore delle cose e degli esseri:
Il sapore dell’arile in ciascuno dei litchis che fa esplodere effusioni di magma dal fondo dell’oceano -macchie che si diffondono in tutto
il cielo attraente con lucentezza che suona a 70 ° Nord e Sud
onde radio e onde elettriche che piovono incessantemente sulla terra
la bellezza abbagliante del Grande Barrier Reef:
la creazione della pappa reale per nutrire l’ape regina,
la melodia e il ritmo della regina nell’esecuzione di una danza
nel momento in cui il microscopico tentacolo del Chironex tropicale è stato sentito
con una reazione bruciante e
un terribile mulinello creato da Buaya darat:
tutto cosi unico!
Molto spesso si è mossi dalle civiltà e dalle loro glorie: l’Ajtec, il Sind, l’Egeo, il Babilonese, il Vedico e la Piramide.
Come Cheope di 490 piedi- la sua (Area e 2) x Altitudine corrisponde a un n (22/7)!
Come la matematica parla oltre la silice e la calce!
Raggiungendo l’apice della gloria anche se
un cervello di 100 miliardi di neuroni passa nell’oblio,
il molteplice Gamechanger che governa l’eternità
rimane invariato nel corso dei secoli
Questo è il potere che vorrei poter perdere
per ripagare tutto ciò che devo a
ogni singola goccia di rugiada, dolce sole in inverno
tutte le meraviglie di cui la terra vanta, foglie gialle dell’albero
la fantasia conosciuta e sconosciuta e
ciascuna delle lettere tinte di nero.

